Per capire realmente quanto profonda e autentica sia la nostra conoscenza, e i suoi limiti, è molto più utile insegnare a uno stupido che non dialogare con un genio. E il computer, per sua stessa natura, è stupido.
Senza il motore a scoppio non ci sarebbero le autoambulanze ma nemmeno gli incidenti stradali. Il doppio lato della medaglia vale per qualsiasi frutto dell’ingegno umano. Ogni avanzamento tecnologico, che spesso nasce per risolvere un problema, altrettanto spesso è il punto di partenza di altri grattacapi. Per il computer non è diverso. Marco Malvaldi e Dino Leporini raccontano l’origine, lo sviluppo, i problemi che un computer è in grado di risolvere, la sua mostruosa velocità, le conseguenze del suo utilizzo. A volte i risultati sono meravigliosi, come la possibilità di prevedere il tempo atmosferico o di salvare vite umane attraverso la progettazione di veicoli sempre più sicuri. Altre volte, come è facile immaginare, i risultati sono disastrosi, tragici o semplicemente ridicoli: dalla crisi economica statunitense del 2009 al prezzo di 24 milioni di dollari richiesto da un rivenditore online per un testo universitario sulle abitudini delle mosche. Ma le questioni non finiscono qui. È possibile immaginare che un computer possa intuire? È in grado di capire quando scherziamo o potrà mai sviluppare una coscienza? Domande meno scontate di quanto potrebbe sembrare…
Non è stato affatto semplice decidere la votazione per questo libro. Da una parte sono molto interessato agli argomenti trattati, dall'altra questi non vengono affrontati con il dettaglio che mi sarei aspettato e che avrei desiderato. Comprendo che questo sia dovuto al tentativo di attrarre più lettori possibili e all'impossibilità di affrontare tutti gli argomenti in dettaglio; tuttavia, una volta concluso l'ultimo capitolo si rimane insoddisfatti... Ma il libro è pieno di spunti e suggerimenti di letture più o meno interessanti che affrontano alcuni dettagli e che, a spulciarle tutte, potrebbero tranquillamente impiegare qualche mese di tempo e incita esso stesso, per come é scritto, a consultare le varie fonti. Per questo, alla fine, mi sono deciso comunque per quattro stelle. Qualche altro piccolo commento: a mio parere manca un'introduzione e una conclusione ben fatti. Infatti la prima non spiega il piano del libro (a meno di leggere l'introduzione dell'editore ma in tal caso si creano false aspettative) mentre la conclusione non mi sembra propriamente una conclusione quanto piuttosto un ulteriore capitolo a parte. Probabilmente questo è dovuto al fatto che gli autori sono due però crea un po' di confusione nella lettura.
Ogni tanto il Malvaldi ci delizia (?) con scritti che vogliono sembrare didattici ed informativi, tuttavia egli finisce creando un mischione di cose e fatti che rendono la lettura poco scorrevole e a tratti pesanti. Per carità, uno può fare il brillante quando scrive, cosa che in genere apprezzo, ma, come dicono gli inglesi, ogni tanto less is good.
Libretto agile, molto carino, scanzonato e ironico come tutti i libri di Malvaldi. Qui il tema è l'intelligenza artificiale, e si può apprezzare appieno la formazione scientifica dell'autore, che in più condisce il tutto con molti aneddoti variegati. Piacevole.
L'Eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, di Marco Malvaldi e Dino Leporini.
Gli Autori raccontano l’origine, lo sviluppo, i problemi che un computer è in grado di risolvere, la sua mostruosa velocità, le conseguenze del suo utilizzo. A volte i risultati sono meravigliosi, come la possibilità di prevedere il tempo atmosferico o di salvare vite umane attraverso la progettazione di veicoli sempre più sicuri. Altre volte, come è facile immaginare, i risultati sono disastrosi, tragici o semplicemente ridicoli: dalla crisi economica statunitense del 2009 al prezzo di 24 milioni di dollari richiesto da un rivenditore online per un testo universitario sulle abitudini delle mosche. E infine lanciano qualche provocazione, come, ad esempio: è possibile immaginare che un computer possa intuire?
Già sembrano vedersi le teste dei lettori ondeggiare gravemente da destra a sinistra, con consapevole autorevolezza. Gli Autori sono convinti che la risposta sia “sì”, e vorrebbero gettare un seme di dubbio nelle menti di chi è fermamente convinto del contrario, provando con un esempio numerico concreto...
Scrivere un libro a quattro mani non è mai facile: il rischio è sempre quello di non riuscire ad amalgamare le varie parti. Ecco, questo è il punto più debole di questo libro. L'inizio del testo infatti racconta (bene) come si possa sfruttare la probabilità per capire come funzionano alcune cose (Monty Hall, ma anche il metodo Montecarlo per affrontare un problema troppo complicato), passando poi ai problemi legati alla troppa rapidità dei computer e al fatto che non siamo capaci di fare le cose in modo che non vada tutto a pallino a causa della loro intrinseca stupidità. Il guaio è che i singoli capitoli sono interessanti, ma al lettore - rectius: a me, non so come gli altri vedano le cose - rimane l'impressione che si sia perso da qualche parte il filo conduttore. Probabilmente insomma il modo migliore per leggerlo è dedicarsi a un capitolo per volta, come se il libro fosse una raccolta di saggi.