"Perdonatemi padre perché ho peccato". Sono queste le prime parole che Camille rivolge a don Raffaele nell'ombra di un piccolo confessionale di campagna.
Sembrerebbe l'inizio di un rituale ordinario e del tutto prevedibile, peccato che, in questa storia, di normale non ci sia proprio nulla. Tanto per cominciare, Camille è una giovane novizia con la brutta abitudine di lasciarsi distrarre da bicipiti ben sviluppati e addominali una debolezza del tutto inappropriata per un'aspirante suora. Raffaele, poi, non è affatto un prete, e la chiesa... beh, quella è semplicemente il set di un film. Un film a luci rosse, per la precisione, di cui Raffaele è l'attore principale.
Ma Camille non lo sa, e pensa che quello sia il rifugio perfetto per scrollarsi di dosso l'ennesimo, fastidioso pensiero impuro. Non immagina affatto che in quel confessionale sieda un tizio che tutto ha in mente fuorché dispensare preghiere e caste assoluzioni. E nemmeno immagina che le sue timide confessioni abbiano il potere di risvegliare in Raffaele istinti sacrileghi del tutto inopportuni... Che Dio li abbia fatti incontrare per rimetterli sulla retta via? Eh no… qui è più probabile che ci sia lo zampino del diavolo!
✨ Una commedia romantica esilarante, peccaminosa al punto giusto e assolutamente irresistibile!✨
Ah Peccatrici, che avventura è stata questa! Resa ancora più divertente dall'essere in compagnia di Marianna che quando ha visto i personaggi ci si è buttata insieme a me in un triplo tuffo carpiato da brave Peccatrici quali siamo, e capirete subito il perché 🤭 Se vi dicessi un prete e una novizia? Dai su non fate le facce scandalizzate, mettete da parte la morale, qui siamo a un livello superiore! Abbiamo un attore hard vestito da prete (per il ruolo che sta interpretando) e una novizia che lo crede davvero tale e che da lui si confessa e gli chiede penitenza per i suoi pensieri impuri. Ora, solo questa situazione già fa ridere, e immaginate cosa ne può nascere: una marea di equivoci e doppi sensi che mi ha portato a leggere l'intero libro sempre col sorriso sulle labbra. Questo è l'effetto Angelica Romanin! Ebbene sì, signore e signori, se volete staccare dalla monotonia della giornata, buttatevi a leggere " ITALIANS DO IT BETTER". Che già il titolo la dice lunga...il patriottismo insito in noi gongola 😂 Ma qui non si ride solamente, come al solito la Romanin, nelle sue storie divertenti e originali, nasconde sempre un messaggio più profondo. Qui abbiamo due protagonisti, Camille e Raffaele, che fra preghiere di penitenza e fra un ciak e l'altro, faranno un lavoro su sé stessi non indifferente, portandoli a crescere e a credere di più in sé, perché la vera forza per realizzarsi siamo noi; sta a noi seguire le proprie passioni nonostante le difficoltà e gli intoppi, lasciando da parte la via più facile. E poi la famiglia, quanto può incidere sulle nostre scelte? E quanto è giusto seguirne gli insegnamenti a discapito di noi stessi? A tutto questo, la Romanin ha aggiunto una nota di mistero alla storia e degli enigmi da risolvere che ha reso il tutto più accattivante. Un libro dalla scrittura fluida che si legge con facilità, che mi ha trasmesso tante belle emozioni e che vi consiglio davvero se volete staccare la spina. Vi invito tutte quante a recarvi al confessionale e pentirvi dei vostri peccati, padre Jerome vi ascolterà con piacere... però non esagerate, non diteli proprio tutti se no arriva l'anno prossimo e siamo ancora qua 😂 Prendo in prestito la bici di Camille per dirigermi verso un'altra avventura a caccia di emozioni. Alla prossima lettura 😘 Debby
Grazie a un grande equivoco, le strade di Camille e Raffaele, due personaggi in piena crisi esistenziale, s’incrociano in susseguirsi di avvenimenti che vi terranno incollate alle pagine fino alla fine. Grazie al suo stile unico, Angelica riesce ad intrecciare ironia, introspezione e mistero. I due protagonisti sono ben caratterizzati e il loro percorso di crescita e consapevolezza emerge grazie al doppio pov che mette in evidenza gli aspetti più profondi del loro carattere. Due personalità che nella loro diversità andranno ad incastrarsi perfettamente. L’autrice è stata bravissima a sviluppare una trama ben strutturata e dinamica tra dialoghi frizzanti, rocambolesche avventure, un mistero da risolvere e una passione nascente dal sapore proibito. Una storia dove non mancheranno ironiche situazioni piccanti e colpi di scena inaspettati. Le descrizioni sono dettagliate e creano una cornice suggestiva attorno a tutto il racconto. I dialoghi sono vivaci, ben sviluppati e perfettamente amalgamati alla parte narrata. Uno stile narrativo fluido e coinvolgente che alterna momenti esilaranti ad altri di maggior spessore e profondità. Una bellissima lettura coronata da un epilogo spumeggiante e molto romantico.
"Può un viaggio cambiare tutto quello in cui hai sempre creduto?"
Camille ha 18 anni, è cresciuta in convento e sta per prendere i voti. Ma quando confessa di avere pensieri impuri, le viene dato un consiglio inaspettato: prendersi due mesi per riflettere. Decide così di partire per l’Italia, senza immaginare che il suo primo incontro metterà sottosopra ogni sua certezza.
L’uomo che trova in confessionale, Don Raffaele, sembra pronto ad ascoltarla. Peccato che lui non sia un vero prete, ma un attore hard, impegnato nelle riprese di un film in una chiesa sconsacrata. Un malinteso che segna l’inizio di una storia piena di tensione, ironia e ricerca di sé.
🔹 Cosa ho apprezzato: ✔️ Il contrasto tra i due protagonisti: Camille ingenua ma determinata, Raffaele disilluso ma capace di sentimenti profondi. ✔️ Il modo in cui il romanzo affronta il tema della scelta e della libertà personale, senza mai risultare banale. ✔️ Il mix perfetto tra ironia, sensualità e introspezione.
Una lettura che mi ha sorpreso, diversa da quello che mi aspettavo. 4 stelle con riserva, perché voglio rileggerlo in un momento più sereno per coglierne ogni dettaglio.
Buongiorno amiche lettrici! Oggi desidero parlarvi dell’ultima pubblicazione di Angelica Romanin, un’autrice che ultimamente ci ha abituate a titoli evocativi, che mi portano sempre, a immaginare situazioni strane… Tant'è che la mia mente è andata ai “vitelloni” del cinema italiano degli anni 50/60, oppure ai “cinepanettoni” ambientati a Rimini, nei quali le storie un po’ superficiali, raccontano di conquiste un po’ trash e goliardiche, che si mischiano ai sentimenti, provocando divertimento e risate. In realtà, sono delle “prime impressioni” che a mio giudizio vengono stravolte, in quanto oltre al titolo e alla trama stuzzicante, esiste molto altro, aspetti interiori, verità inconfutabili e messaggi importanti che è impossibile non cogliere. L’autrice anche questa volta, si conferma una vera maestra nel saper catturare l’attenzione, giocando con i cliché e gli argomenti pruriginosi e in questo romanzo, si è divertita a mettere in contrapposizione il sacro e il profano, la purezza e il peccato. Per farlo ha creato il personaggio di Camille, una giovane novizia in confusione che incontra in circostanze particolari Raffaele, un finto prete in abiti di scena, in quanto è un attore hard. Sono gli elementi perfetti per dare il via a un intreccio esplosivo e accattivante, che trova appoggio su una rete di equivoci, omissioni e bugie, mentre sullo fondo scorre una ricerca avvolta nel mistero, che smuove e sollecita la curiosità e l’interesse.
«Ma non lo vedi? Dio ti sta indicando la strada. Eri piena di dubbi per quel viaggio in Italia, ma adesso non puoi più tirarti indietro. Possibile che tu non sia nemmeno un po’ curiosa? Non vuoi scoprire cosa c’è sotto?»
Un romanzo che racchiude momenti divertenti, ma anche attimi di intensità, così come messaggi importanti, spesso veicolati dalle circostanze in cui si trovano a vivere i due protagonisti, che seppur insoliti e quasi caricaturali, soprattutto nella prima parte, mostrano tratti psicologici e personalità ben assortite, che si ampliano ed emergono nel corso del racconto. Volenti o no, grazie al loro incontro, saranno entrambi costretti a scendere a patti con l’autenticità della loro natura, con i desideri e i condizionamenti, per comprendere le loro fragilità interiori, che emergono nel momento in cui sono costretti a guardare in faccia la realtà e a dibattersi tra gli alti e bassi, delle loro rispettive esistenze. Sono aspetti che donano alla storia la giusta complessità che la rende molto più strutturata rispetto a quel che appare in superficie e a una prima occhiata!
"È lei, la novizia francese; e oggi, sulle solite ballerine rosa, indossa un abito lungo color grigio topo. Orribile. Siccome resto a fissarla inebetito, sorride timidamente. «So che sono in ritardo per la messa, e me ne scuso, ma mi chiedevo se potesse confessarmi anche oggi.»
Volete sapere il primo pensiero che ho avuto appena ho scoperto l’ambientazione iniziale del romanzo? “Ma io a Aix en Provence e al Monastère Saint-Bernard ci sono stata!” Uno dei posti più belli e suggestivi della Provenza: un convento che sorge tra i campi di lavanda, immerso nella natura e nel silenzio! Insomma, è stata una bella sorpresa immaginare che proprio lì, tra quelle mura, Camille, la giovane novizia di diciotto anni, è in attesa di prendere i voti, combattuta tra mille dubbi e domande, soprattutto quelli instillati da chi le vuole bene, la conosce sul serio e ha una visione più aperta della vita religiosa! Una prima parte che si perde nel racconto dei vuoti affettivi e dei tristissimi avvenimenti che si sono susseguiti nella vita della protagonista, quelli del suo passato, ma ancora parte del suo presente, in quanto è prigioniera di condizionamenti pesanti, dovuti alla mancanza d’amore nel periodo dell’infanzia a causa della madre anaffettiva e bigotta, del padre assente e della sorella più grande e decisamente egoista.
"Questa ragazzina mi ricorda un cagnolino maltrattato. Si capisce che dal prossimo non si aspetta nulla di buono, tanto che ogni piccola concessione la riempie di felicità."
I suoi ormoni scalpitano e sono in subbuglio, pertanto la ragazza passa la maggior parte del tempo a confessarsi con padre Jerome e a trovare conforto e sostegno dall’anziana sorella Ametist, la sua confidente, alla quale vuole bene come fosse una nonna. I religiosi che vivono insieme a lei nel monastero, sono diventati la sua famiglia, perché dopo la morte dei genitori non ha più rapporti con nessuno. Ma a Camille sta bene così, perché ha scelto di vivere estraniandosi dal mondo per tentare di sfuggire alla cattiveria che ha già sperimentato durante la sua breve vita. E’ convinta sia meglio condurre un’esistenza tra quattro mura, in una realtà a parte, scandita da giornate sempre uguali, dove gli obblighi e l’ubbidienza sono regole imprescindibili, così come la preghiera e la castità. Peccato che le intenzioni e i suoi progetti siano messi a dura prova dalle esigenze di un corpo che si risveglia, e che induce il suo padre spirituale, a consigliarle di prendersi del tempo per riconsiderare le sue decisioni! Può essere una buona cristiana anche se non diventa una suora, ma Camille riuscirà a trovare il coraggio di affrontare il mondo brutto e cattivo, che l’aspetta fuori? Lo vede minaccioso, per colpa delle tante paure e delle insicurezze che fanno parte di lei, e che nascono dal fatto che non si è mai sentita accettata, amata e “abbastanza” per suscitare negli altri e meritare considerazione e la sua porzione d’amore!
"Ma una piccola parte di me, quella che non ha mai accettato di venire relegata in un angolo, grida che sto per commettere un grosso errore"
“Nel dubbio esiste già la risposta” diceva qualcuno, ma nel caso di Camille decidere è molto complicato, perché non è solo in ballo la sua vita e il suo futuro, ma esistono questioni importanti, firme da apporre, che una volta siglate, non potranno essere cancellate. Ed è proprio in questo momento cruciale, che arriva un messaggio dal passato, che esorterà Camille a concedersi del tempo per fare chiarezza nella sua vita, soprattutto per tornare in Italia nei luoghi dove ha vissuto l’infanzia. La narrazione quindi si sposta a Santa Marinella, una località sul litorale romano e mentre gli scenari cambiano, la storia entra nel vivo, grazie all’incontro con don Raffaele, un ventinovenne bellissimo, anche lui alle prese con le sue difficoltà, come un lavoro che è stato costretto ad accettare, per non rinunciare ai propri sogni. Per ora, nulla sta andando come previsto, ma piuttosto che tornare sui suoi passi e darla vinta a chi non ha mai creduto in lui, preferisce trangugiare il boccone amaro e andare avanti, in attesa dell’occasione giusta e del riscatto che merita!
"Odio quello che sto diventando: un uomo cinico e indifferente, che vende il proprio corpo per due soldi. Come accidenti ci sono finito in questa situazione?"
Due protagonisti che appaiono un po’ come delle caricature, ma è un vezzo e la caratteristica di Angelica Romanin, che con ironia gioca ad accentuare i tratti distintivi dei suoi personaggi, rendendoli particolari e “diversamente perfetti”, e questo ha il merito di renderli più simpatici e gradevoli a noi lettrici. Camille è il sinonimo del candore all’ennesima potenza, un po’ bambina e un po’ donna, mentre Raf è un pasticcione, affannato e sempre in difficoltà, che sta facendo una vita che non è quella che sognava, quando studiava recitazione. Un po’ sfortunato e con la sindrome del Paperino, considerando che piuttosto che andargli bene qualcosa, gli va di traverso! Una macchietta, e un ritratto in po’ deformato rispetto a quello dell’immaginario comune, quando si pensa a un attore hard, impostato e sicuro di sé, soprattutto delle sue prestazioni. In effetti, Raffaele ha sicurezza in se stesso ed è determinato, spudorato quanto basta e senza inibizioni, pronto a tutto, perché le donne gli sono sempre piaciute, ma ora in quel set non si sente più a suo agio. Specialmente dopo aver incontrato lei, che gli fa pensare a cose strane e a situazioni impossibili!
«Fra un mese dovrei prendere i voti, devo dare retta a sorella Ametiste o a lei e padre Jerome?» Lui scuote il capo. «Devi dare retta solo a te stessa, Camille. Sei l’unica che ha diritto di decidere.»
Due vite in contrapposizione, due modi diversi di affrontare la quotidianità e l’esistenza. Camille è prigioniera di un’educazione castrante, che la fa soccombere sotto il peso di scelte che altri hanno deciso al posto suo! Raf invece, ha da tempo preso in mano la propria vita ed è andato contro tutti e tutto, anche se ora si trova in difficoltà, nonostante si sia fatto in quattro e si sia impegnato. Diversi e opposti, come lo sono simbolicamente, il diavolo e l’acqua santa, anche se Raffaele è tutt’altro che un demone! E' un uomo buono e protettivo, pieno di delicatezza e sensibilità, anche se malizioso e un po’ “guascone”, proprio come può esserlo un bonario millantatore, a volte sbruffone e dalla battuta pronta, che però subisce il fascino di questa ragazza insolita e fuori moda, dotata di una tenera avvenenza. Un finto prete e una vera novizia, chi l’avrebbe mai detto? Suo malgrado Raffaele, per quanto tra loro esistano differenze abissali e ostacoli difficili da superare, come la montagna di bugie che lui stesso ha creato, si ritrova ben presto coinvolto nel vortice delle situazioni nel momento in cui, inaspettatamente, viene preso in contropiede, proprio dall’amore!
«Lo so… Diceva sempre che il dovere veniva prima della felicità» confermo. «Io la penso diversamente.» Tira le labbra in un sorriso mesto. «La felicità dovrebbe essere il nostro primo dovere.»
Come è don Raffaele, secondo Camille? Prima di tutto lo reputa bellissimo e seducente, tanto da popolare i suoi sogni, ma poi lo trova accogliente e disponibile, nonostante gli atteggiamenti un po’ fuori dagli schemi, soprattutto per essere un prete! Camille è di fatto la vera protagonista della storia, una ragazza dall’ingenuità e dal candore disarmante, che vive nel suo mondo incantato, tanto da non accorgersi di nulla, in quanto filtra la realtà attraverso la genuinità, la pulizia, la comprensione e i dettami religiosi, che sono il suo pane quotidiano. Eppure tra loro esiste quel qualcosa in più, che sa oltrepassare anche i rigidi schemi mentali e i preconcetti consolidati, fino ad unire Raf e Camille in maniera strana, particolare e indissolubile. Sono due persone concettualmente agli antipodi, ma che imparano a conoscersi e a sostenersi a vicenda. Raf prova per questa ragazzina un forte senso di protezione, perchè è così tenera, delicata e impaurita, priva di difese e della necessaria sicurezza in se stessa e della giusta autostima, per poter affrontare la vita, finalmente a libera e a braccia aperte, senza inibizioni e timori.
"Il problema è quel suo sguardo, tra l’ironico e il malizioso. E non è la prima volta che lo noto. I preti non ti guardano così, accidenti! No, non lo fanno!"
Nasce tra loro un affetto sincero e un interesse reciproco che si fa spazio lentamente, giorno per giorno, nonostante si regga sulle tante bugie, che di fatto rappresentano il lasciapassare e l’unica possibilità per poter entrare, l’uno nel mondo dell’altra. Il fato si mette di mezzo per far accadere il primo incontro, ma poi a tutto il resto pensa Raffaele, che nel corso del racconto si trasforma in un saltimbanco, impagabile nel destreggiarsi nella rete di frottole, invenzioni, omissioni e inganni, talmente ben strutturata e supportata anche da complici, da rasentare il miracolo! Ma non è che un’illusione, perché si tratta pur sempre di una costruzione che ha la stessa robustezza di un castello di carte, pronto a infrangersi al primo colpo di vento, una volta che tutti gli altarini e le invenzioni crolleranno miseramente, scontrandosi con la realtà dei fatti. La loro relazione resisterà a questo duro contraccolpo?
"Chi ti ama ti dà un potere: il potere di ferirlo, di rifiutarlo. Chi ti ama mette il proprio cuore nelle tue mani, e spetta solo a te cosa farne di quel cuore, se accarezzarlo o stritolarlo."
Un romanzo che attraversa ed esplora le complessità di due vite, mentre compie anche un cammino a ritroso nel tempo, nei ricordi di Camille che indaga per scoprire un mistero che la collega al passato, e a quei pochi momenti in cui è stata veramente felice. Un lato nostalgico che si fonde a quella nota di tristezza che permane sul fondo, specialmente all’inizio, a causa dei riflessi e gli strascichi di un’esistenza senza amore. Ma nel frattempo la vita riesce a regalare possibilità, specialmente a chi è pronto ad accogliere le novità dopo aver sconfitto le paure, le difficoltà e i dubbi. Una lettura che ho apprezzato soprattutto nella seconda parte che ho trovato più dinamica, mentre ho sofferto un po’ le continue ripetizioni riguardo le problematiche di Camille. Ho apprezzato la volontà e il coraggio dell’autrice nel prendere un argomento tabù, per costruirci attorno una storia d’amore insolita, divertente e coinvolgente, che ha un finale da occhi a cuoricino, nel quale la novizia che all'inizio, ricordava un pulcino soffice e spennacchiato diventa un’aquila reale, mentre Raffaele, da Paperino sfortunato, si trasforma in un uomo travolgente, quello che tutte noi vorremmo incontrare, soprattutto fuori dal confessionale!
"Ma, poi, piango anche dal sollievo: per le catene spezzate e per la presa di consapevolezza, ma anche per questa strana euforia che ha cominciato a formicolarmi nelle vene. “Il mondo ti aspetta, Camille: vasto, sorprendente e bellissimo.”
Una storia bella, intensa, profonda e inaspettata, che sa di sofferenza, di riscatto e trasformazione, nella quale prendono il loro posto messaggi e metafore, disseminate lungo il percorso, nascoste tra le pieghe di una trama che può scandalizzare o stupire, ma che racchiude informazioni che diventano motivi di riflessione. Tutto questo mentre ci si lascia sedurre dal lato paradossale, divertente e malizioso, così come dallo stile narrativo dell’autrice, che a tratti diventa spregiudicato ed esplicito, soprattutto nel linguaggio e nell’idea in sé, quella che sta alla base della trama stessa, perché di fatto, è l’argomento a essere tabù e non certo le scene descritte o le situazioni che prendono vita tra due sconosciuti che si innamorano, tanto e bene! Le differenze diventano il fulcro di questo Slow Burn, nel quale sorprendentemente, il lato Spicy, inteso come scene ardenti è quasi del tutto assente.
"Alzo il viso e lo guardo. «Mi baci ancora come prima?» «Con disperazione e lussuria?» Ridacchia. «Con amore e desiderio» replico. E lui lo fa, mentre il mare continua la sua lotta contro il cielo e la mia mente si placa, dissipando ogni dubbio, scacciando tutte le paure."
Una lettura che consiglio a chi è fatalista, a chi possiede una mente aperta, priva di ipocrisie, pregiudizi, preconcetti e di quel lato bigotto, che spesso impedisce di cogliere la bellezza che si cela anche nei significati nascosti. Per chi ama il lato proibito e sconclusionato della vita, che nel suo disordine apparente, alla fine rispetta l’ordine naturale delle cose, specialmente nell’indicare la strada giusta per ognuno di noi. Buona lettura e alla prossima!
Recensione a cura di Cristina Pisano Ringrazio l'autrice per la copia ARC
Leggere Italians do it better di Angelica Romanin è stato un viaggio strano, fatto di aspettative iniziali e di sensazioni contrastanti man mano che la storia andava avanti. Dalle prime pagine, con personaggi così atipici – una novizia ingenua e un attore porno travestito da prete – pensavo davvero di farmi delle grosse risate. E in effetti all'inizio ci sono riuscita: gli equivoci, le gaffe, le situazioni surreali mi hanno strappato più di un sorriso. Ma poi, come succede con certi sketch che si ripetono troppo, l’effetto è svanito. Le gag hanno iniziato a sembrarmi forzate, un po’ troppo costruite, e a un certo punto ho smesso di ridere.
Camille, la protagonista, mi ha fatto molta tenerezza. Non tanto come diciottenne che finalmente si apre al mondo, ma più come una bambina di dodici anni che cerca disperatamente di capire dove stare, cosa fare, chi diventare. È quella tenerezza che ti viene quando vedi qualcuno confuso e insicuro, e un po’ ti viene voglia di abbracciarla, un po’ di scuoterla. E sì, la sua famiglia non l’ha aiutata: mai abbastanza brava, mai davvero accettata per quella che era. Non è colpa sua, certo, ma a volte sembra quasi che serva una storia d’amore stramba per accorgersi di come proseguire
Raffaele, invece, mi ha strappato un sorriso sincero nella sua incapacità di uscire dalla bugia che si era costruito addosso. È l’uomo che vive nella finzione per mestiere e finisce per rimanere intrappolato in un copione anche nella vita reale. Assurdo, ma anche umano, se restiamo nel mondo della fantasia.
Perché sì, questo libro non ha nulla a che fare con la realtà. Nessuno si innamora così, nessuna storia nasce in quel modo, eppure, se si accetta il gioco e si resta nel mondo delle parole, allora va bene così. Non pretende di essere un capolavoro, ma riesce comunque nel suo intento: far staccare la spina per qualche ora, farci immergere in un mondo dove tutto è possibile, anche che una novizia trovi sé stessa proprio sul set di un film a luci rosse. E allora, brava Angelica. Hai scritto una storia che si fa leggere, che fa sorridere e – anche solo per un attimo – dimenticare tutto il resto.
Altro capolavoro di Angelica Romanin ....commedia stupenda, mi ha tenuta incollata fino all'ultima pagina, letta tuta d"un fiato. Ironica, divertente, romantica, frizzante con un pizzico di mistero, storia ben strutturata e dinamica I protagonisti, Camilleri e Raffaele, sono fantastici, lei ingenua, è sempre stata manipolata dalla sua famiglia, in particolar modo dalla madre, che l'ha sempre goudicata e criticata e mai accettata, una madre molto religiosa che la spinge a diventare suora. Lei che 2 mesi prima di prendere i voti entra in crisi poiché divisa tra i pareri contrastanti delle persone che le vogliono bene, lei che sente ancora il peso dell'opinione della madre defunta...fortunatamente si fa convincere ad intraprendere un viaggio in Italia per meditatre con più calma e lucidità ed è proprio durante il suo soggiorno che si imbatte in Raffaele, un ragazzo dusinibito, disilluso dalla vita ma dal cuore dolce e gentile che aiutare la nostra Camille a prendere coscienza della sua forza e dei suoi desideri. Straconsigliata ❤️❤️❤️
Come sempre la penna di Angelica è sempre molto scorrevole, molto ironica, molto divertente. Simpatica la storia: un incontro decisamente insolito tra una novizia in crisi mistica ed un pornoattore "momentaneamente" prete per professione. Se ne leggeranno delle belle. Lo consiglio per passare un pochino di tempo in leggerezza
Quante volte mettiamo il volere dei nostri cari al primo posto? Quante volte capita di essere travolti dagli eventi e di dimenticare un po' noi stessi?
Camille e Raffaele lo sanno bene.
Lei, una giovanissima e ingenua novizia francese, con la brutta abitudine di lasciarsi distrarre un po' troppo da pensieri impuri, per poi andarsi a confessare ogni qual volta che le cade l'occhio su bicipiti e addominali scolpiti. Una vera disgrazia per un’aspirante suora. O così crede lei.
Lui, un attore italiano di cinema mancato, finito a girare un film hard per sbarcare il lunario. Disilluso, disinibito e (purtroppo per lui) con una morale. Chi si sentirebbe uno stallone con addosso una tunica da prete e girare scene spinte in una chiesetta sconsacrata? Esatto, nessuno. Ma le bollette e gli arretrati dell’affitto non si pagano di certo da sole.
Due protagonisti in piena crisi mistica, in tutti i sensi. Ci vorrebbe giusto, un intervento divino. Vero, Padre Jerome?
"Perdonatemi padre perché ho peccato"
Quando Raffaele sente quelle parole e capisce da quali labbra vengono pronunciate, ormai è troppo tardi. Il danno è fatto. "Qualcosa" si risveglia, e non parlo certo di sentimenti, ovvio. Il tanto sperato "miracolo" ma al momento sbagliato.
Camille, su consiglio insistente di Padre Jerome (il suo Padre Spirituale), è partita per l’Italia ed è arrivata proprio a Santa Marinella, in quella chiesetta così isolata e tranquilla. Una confessione è quello che ci vuole dopo un lungo viaggio. Soprattutto se ricorda le mani di un certo ragazzo… Eresia!
Ed è così che conosce il simpatico ed eccentrico "Don Raffaele". Raffaele, dovrà interpretare il ruolo di parroco meglio di "Don Matteo", e tenere a bada gli istinti sacrileghi che Camille suscita in lui. Un attore hard e un’aspirante suora? Nah, non esiste!
Tra dialoghi esilaranti, malintesi e giochi di parole, i due dovranno imparare a conoscersi e a riscoprire le loro vere vocazioni. E soprattutto a trovare il coraggio di mettersi al primo posto e volersi bene. Perché nessuno, nemmeno la mamma, può decidere cosa sia meglio per te. Lo puoi sapere solo tu, ascoltando il tuo cuore.
VOTO: 7/10
Già dalle prime righe non la smettevo di ridere. Fluido, dinamico e con un tempo di battuta semplicemente celestiale. I personaggi? Accattivanti e le loro debolezze, reali. E che dire di quel piccolo mistero che i nostri protagonisti si troveranno a risolvere? Un piccolo segreto, con un grande significato.
Angelica Romanin, un nome, una garanzia. Per risate ed emozioni. É riuscita ad alternare momenti ironici e scoppiettanti a momenti di dolcezza e intensità. Come ci sei riuscita? Ammettilo, qui il diavolo ci ha messo lo zampino.
E per tutti i bacchettoni sui social e via dicendo... E fatevela una risata ogni tanto!