From Baska with love
Sveva lasciata due mesi prima del matrimonio va in vacanza in Croazia con le sue amiche storiche Chiara e Silvia, in campeggio.
La Premoli riesce in pochissime pagine a farci capire l’amicizia profonda tra le tre, a farci sorridere anche delle sfighe e a passare il messaggio che la vita va un po’ presa come viene.
Con un racconto d’estate, Anna Premoli è riuscita a farmi ricordare ben due vacanze.
Quella famosa dei diciott’anni in campeggio con una carissima amica. In tenda a Cavallino, un paesino vicino Jesolo. Viaggio da Tradate tutto in treno. Un’avventura solo tra treno e pullman. Ci abbiamo impiegato 24 ore per un viaggio di 5 ore in macchina.
Con zaini enormi e tenda e picchetti da altura per una settimana di mare.
Noi in questo campeggio sperduto pieno di tedeschi, con il caldo della tenda ma il mare negli occhi e nel cuore. Una vacanza speciale.
E la seconda vacanza è quella in Croazia. 800 km in moto, sotto la pioggia per cui deciderò che su una moto non salirò mai più. Certo c’è da fare tutto il ritorno ancora.
Decidiamo in barba alla moltitudine di gente che andiamo si in Croazia ma a Senj, che sembra un po’ meno frequentata. Eh certo. È dove nasce la bora. E l’acqua in pieno agosto non solo non è brodo, ma neanche tiepida. Ha una patina che sembra olio. Ma è cristallina. Perché quella patina è ghiaccio che si sta sciogliendo in pratica. Un’acqua talmente fredda che neanche nell’oceano era così.
Io che non sono certo una ragazza/donna da villaggio vacanza ( provato anche quello, 32 ore per raggiungere la Sardegna in un paesino sperduto), ho scoperto di non essere neanche per i campeggi né per la moto. Ma di tutte queste vacanze ho un dolce ricordo. Anche se imperfette, c’erano le amicizie a renderle uniche. Le rifarei dalla prima all’ultima.
‘Sai come la pensava mio nonno: meglio una donna divorziata di una mai sposata. Nel primo caso puoi sempre dire che non ha funzionato, nel secondo invece sembra che nessuno ti abbia voluto»‘
Quando il marito è in vacanza
Non avevo mai letto nulla della Schiavini.
In questo racconto ci parla di Tiziana che all’alba dei quarantacinque decide che può non andare in montagna con suo marito, ma stare a Trieste con le sue amiche.
Non è in crisi con il marito, ma ci sarà una scappatella con un marito in affitto.
Con l’età ci siamo quasi. È vent’anni che sto con lo stesso uomo. La passione iniziale non c’è più. Vuoi anche la stanchezza dovuta ai figli, vuoi l’abitudine ai nostri corpi, vuoi che alcuni giorni ci amiamo follemente, vuoi che alcuni giorni proprio non ci sopportiamo. Insomma la Schiavini in qualche riga parlava di me, non solo di Tiziana.
Me che non penserei mai di tradire.
Mi ha dato un po’ un cazzotto nello stomaco questo racconto. Perché potrebbe succedere anche a me.
C’è qualche suo libro che mi consigliereste?
L’alba nei tuoi occhi
Qui siamo più sul classico. Lei apparentemente sfigata, in realtà una gnocca paurosa che non sa di esserlo. Lui bellissimo. Si ritrovano per caso insieme in vacanza e amore fu.
Mexico. Sono stata da un’altra parte. Ma con il maritino abbiamo deciso che invecchieremo li se riusciremo. Isla Holbox non cambiare. Aspettaci. Il nostro paradiso.
Accanto alla spiaggia degli innamorati ce n’è una molto più grande: la Spiaggia del Divorzio. Chissà perché hanno deciso di associare all’amore un posto tanto piccolo, e uno così grande al divorzio?»
«Forse perché il vero amore è raro».
Lexie scosse la testa. «Preferisco pensare che agli innamorati non serva molto spazio. In fondo, tutto ciò di cui hanno bisogno è negli occhi dell’altro».
Chris la osservò, curioso. «Sembri ferrata in materia. Sei stata innamorata?»
«Non proprio. Ma ho letto tanti libri in cui l’amore è qualcosa di immenso e tangibile. E se è possibile descriverlo, allora deve esistere».
Hot chocolate
Alla seconda pagina sono già incazzata. Con Paolo e anche con Roberta. Lui perché è uno stronzo narciso. Lei perché l’ha sposato.
E perché conosco bene questo tipo di coppia. Non siamo io e marito. Non vedo una palestra da mai😬
Ho pagato qualche abbonamento nella vita pensando ora vado perché il fisico ne ha bisogno e la mente anche. Ma mai andata. Nun ce la fò.
Ringrazio il mio metabolismo che mi fa perdere tutte le schifezze che mangio. E si non ho il culo sodissimo, ma per avere quarant’anni mi sono accettata e mi vado bene. Se dovessi cambiare qualcosa cambierei i denti. Belli, dritti, bianchi. Che spettacolo che dev’essere. Li avevo così a 16 anni dopo 10 anni di apparecchio. Peccato che si son dimenticati di mettermi un filo che li tenesse così per sempre. E quindi si sono ristortati. Si il tetris cambierei, ma non la cellulite e il culo morbido. Potessi avere il fisico di Belen ovvio che lo vorrei ma senza dover sudare in palestra.
Comunque racconto non molto entusiasmante. Abbastanza prevedibile. Alla fine il connubio cibo e sesso è stato ampiamente analizzato in molti libri e film.
‘interessante. Come una puntata di Quark sulla transumanza dei mufloni.‘
Un’estate in città
Questo racconto è una salsa, un tango e un chachacha.
Bisogna seguirne il ritmo.
Non mi ha entusiasmato molto. Ma io non ho ritmo. Sarà quello?
‘Il mondo non è perfetto come pensavo fino a poco tempo fa. Vivere, ogni tanto, fa un po’ male; non so perché, ma è così che vanno le cose.
Però adesso ho qualcuno accanto con cui ballare il mio tango verso la felicità‘