Ci troviamo oggi al centro di un enorme cambiamento cognitivo che è il risultato dell’«elettrificazione» del linguaggio. Grazie all’elettricità il linguaggio avvolge oggi i nostri corpi, che vivono immersi in esso come in una piscina. Le tecnologie mobile (cellulari e altri dispositivi sempre più personali) anticipano la terza fase dell’era dell’elettricità. La prima, la fase analogica, ha dato all’uomo il calore, la luce e l’energia; la seconda è stata la fase digitale, che ha trasformato l’elettricità in linguaggio; la fase attuale è più profondamente cognitiva poiché dà al contenuto una capacità, sin qui inedita, di diffusione e risposta immediate. Nei social media – e in Twitter in particolare –, come ci ha spiegato tra le altre cose de Kerckhove, possiamo individuare l’alfiere di questa nuova fase: un sistema nervoso pulsante in grado di collegare istantaneamente ognuno di noi con chiunque altro. (dall'Introduzione di M.G. Mattei)
Prospettiva teorica sui nuovi media. Come ha affermato l'autore stesso in interviste recenti, è in parte superata. Aggiungo io: teorizzazione ormai un po' banale, anche se sospetto che nel 2010 fosse molto innovativa. Sicuramente è però un buon riassunto del rapporto che l'"era dell'elettricità" ha avuto sull'umanità, sulla democrazia e sul linguaggio.
Un intervento molto denso quello di De Kerchove al Meet the Media Guru del 2010. Impossibile fare una sintesi degli argomenti che propone in tema di "Psicotecnologia" che, come sua abitudine, sono legati al rapporto tra tecnologia, corpo e pensiero connettivo.
Riporto l'indice che, nella versione per kindle, è attivo ma non compare come TOC:
-Seguendo la luce delle stelle -Le psicotecnologie -L'elettricità, un punto di non ritorno -Media come interfaccia -Hyperthinking: la mente connettiva -Le nuove modalità di identificazione -Pinocchio 2.0 -I grandi trend e capovolgimenti della Rete -"WikiLeacks è una delle storie che caratterizzano Internet" -Le parole chiave della nostra era.
Tutti i discorsi sono profondi e problematici, dinamici in divenire nelle potenzialità positiva e negative, irrisolti.
Rimango colpita dalla biografia, dall'incontro quasi casuale con Marshall McLuhan che gli apre l'orizzonte sul futuro prossimo venturo mentre l'autore studiava con poca efficacia il passato, a cui, però, spesso fa riferimento, delineando un percorso a spirale centrifuga che allarga sempre più gli orizzonti culturali, ma richiamando con frequenza il nucleo generativo, origine della nostra civiltà. Di tutti i discorsi che si fanno sulla rete, questo, è uno di quelli che mi affascina di più.