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My Beautiful Shadow

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"I have a secret. I belong to a club. And my club is the biggest, best kept secret in all of Tokyo."

Kayo is a young Tokyo housewife and mother. Outwardly, she is no different from other young mothers. But she has a secret. She belongs to a kind of club. It involves beautiful clothes and accessories and is the most important thing in the women's lives.

The club makes it possible for Kayo to escape the tedium of her life and to embrace a dazzling new world. But it quickly becomes an obsession, a drug, the way to both paradise and hell. Can she find her way out of the dark underworld of debt, lies and prostitution? Or is she doomed to exchange one form of loneliness for another?

A deeply absorbing novel about the 'holes' that suddenly appear in women's lives, My Beautiful Shadow is also a powerful cautionary tale about consumerism gone mad.

208 pages, Hardcover

First published July 11, 2014

6 people are currently reading
250 people want to read

About the author

Radhika Jha

19 books17 followers
RADHIKA JHA is from India (born Delhi 1970), studied anthropology at Amherst College, did her Masters in Political Science at the University of Chicago and has lived in Paris as an exchange student. She writes and performs Odissi dancing. She has worked for Hindustan Times and BusinessWorld, writing on culture, the environment and the economy. She has also worked for the Rajiv Gandhi Foundation, where she started up the Interact project for the education of the children of the victims of terrorism in different parts of India. She now lives in Tokyo with her husband and 2 children. The story SLEEPERS from THE ELEPHANT & THE MARUTI has appeared in Ellery Queen Magazine and Radhika has contributed other stories to anthologies and publications, for example Akashic Books' Delhi Noir series.

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51 (26%)
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22 (11%)
1 star
8 (4%)
Displaying 1 - 30 of 34 reviews
Profile Image for Bookread2day.
2,576 reviews63 followers
January 4, 2018
Kayo is a young Tokyo housewife and mother, she has a secret. Kayo belongs to a club. The club is a secret in the sense that its members do not know each other. If you are in the mood for a light read and want to find out more about the secret club then grab your self a copy of My Beautiful Shadow.
Profile Image for Ilaria Viale.
25 reviews
November 16, 2014
Attratta dal titolo e dal risvolto noir di una tematica solitamente trattata in maniera ironica e leggera l'ho acquistato. Le premesse erano intriganti e coinvolgenti ma addentrandosi nella lettura, la scrittura e la trama hanno perso d'efficacia. Sebbene infatti si abbia la curiosità di arrivare alla fine della storia il tragitto per arrivarci non desta particolari emozioni e dettagli così inquietanti come ci si sarebbe aspettati. D'altro canto credo che la scrittrice, seppur non di origine giapponese, abbia voluto trasmetterci il modo di vedere e di sentire di quella nazione i cui sentimenti ed emozioni agli occhi di un occidentale possono apparire freddi e distaccati. In questo la scrittrice e' riuscita a rendere efficacemente la lucida e spietata meccanicità della protagonista nel compiere le azioni che la contraddistinguono.
Profile Image for Sara.
265 reviews40 followers
June 28, 2017
I was not prepared to give this book one star until just about the very end, when a terribly dark event occurs that felt unnecessary and worse, slightly unacceptable. I won't go into any more detail, as it's quite disturbing and if you'll read it, you'll know what I mean.

The whole novel felt a bit silly, but I took it seriously for as long as I could. Shopping as an escape and as a form of survival, when your life and your confidence are at very low points. It's plausible, but none of the characters had any real depth and none were very likable.

Towards the end, the author tries to be more metaphorical in her writing, maybe trying to create more of a meaning to the novel that didn't exist originally, and it just felt put-on to me and unnatural.

Thank you to Netgalley, the publishers & the author for the chance to read this in advance.
Profile Image for TwinFitzgeraldKirkland.
218 reviews15 followers
September 9, 2018
Si dice che quando non c’è nessuno di cui innamorarsi, ci si innamora di se stessi. Ma di noi stessi non ci si può innamorare, se in noi non c’è niente di bello. Tomoko mi mostrò di che cosa potevo innamorarmi.

Kayo è la protagonista di questo intimo flusso di pensieri.
Impariamo a conoscerla fin da quando era una studentessa del liceo, l’amica fisicamente noiosa e insignificante della splendida Tomoko cui la natura ha donato due seni a suo dire mastodontici, ma essendo la donna giapponese mediamente abbastanza miserella su quel fronte immagino una donnina minuta e abbondante ma non certo Elizabeth Starr. Tomoko è una ragazza bellissima e che splende di luce propria, amante del divertimento e dei ragazzi più grandi, cosa che porterà Kayo a conoscere durante un doppio appuntamento quello che diventerà, quando lei è appena diplomata, suo marito Ryu. Il motivo per cui Kayo ha tanta fretta di accalappiarsi un partito nella media non è la passione ma il calcolo: dal momento che si sente invisibile e insignificante sente di non avere molte chances e non è quindi il caso di fare le schizzinose.
Comincia quindi la vita matrimoniale della giovane Kayo, fatta di quotidianità domestica e doveri coniugali e da mamma, in un quartiere dove i vicini si presentano a fare due chiacchiere solo per avvertirla di cosa non vada nel modo in cui gestisce la casa e il marito torna sempre molto tardi per via del lavoro, in un tran tran che giorno dopo giorno la lascia sempre più in preda a un vuoto cui non sa dar nome, un’insoddisfazione che Kayo imparerà a colmare con lo shopping, grazie all’incontro casuale con l’amica Tomoyo, persa di vista dall’inizio della sua vita da sposata.

I bei vestiti firmati sono infatti l’unica cosa che riescono a far sentire Kayo felice, bella e desiderabile, che le danno un senso di appagamento e soddisfazione e percependosi così bella e piena di eleganza avverte che anche chi ha intorno la percepisce allo stesso modo. Vediamo Kayo sbocciare come un fiore, ebbra di gioia, per poi piombare nello sconforto come ogni “drogato” che si rispetti. A dispetto del titolo scelto in italiano, che rimanda a qualcosa di ben più leggero dell’originale, “My beautiful shadow”, se ci si aspetta di trovare le atmosfere scioccherelle e divertenti a la Kinsella non si potrà che rimanerne delusi. Il viaggio di Kayo è tragico e cupo, e la felicità che prova è incostante e passeggera, ma tutto quello che ha, l’unico suo punto fisso in un mondo da cui non si sente accolta.

*

Questo è un romanzo che parte bene, molto bene.
E’ raro trovare una scrittrice giapponese che descriva l’alienazione, la solitudine e la tristezza della propria società in modo così diretto: e infatti Radhika Jha, pur avendo vissuto in Giappone la bellezza di 6 anni e aver fatto molta ricerca in loco per la stesura di questo libro, è indiana. Riesce quindi a descrivere le cose in modo molto diretto e a tratti angosciante, bypassando la naturale ritrosia del giapponese, che preferisce il non detto, lo sfumato, la delicatezza delle sensazioni e delle emozioni per offrirci una critica mai irrispettosa ma decisamente forte della società giapponese. E’ un occhio straniero che parla attraverso una donna che si sente straniera in patria, che abbraccia la cultura del possesso e dell’egoismo, nonostante l’educazione le imponga di sentirsi in colpa.

”Gli stranieri chiedono sempre come mai in Giappone c’è tanta sicurezza.”, ci dice a un certo punto Kayo. “Come mai non ci sono così tanti poliziotti in giro per le strade – e quelli che ci sono non sono dotati di armi da fuoco – eppure nessuno viola le regole. Ve lo dico io perché. E’ per via dei vicini. I vicini sono la vostra polizia, i vostri giudici e i vostri carcerieri. Se noi giapponesi seguiamo le regole è per via della vergogna che proviamo se ci beccano a disobbedire ai nostri insegnanti. E a questa combinazione di insegnante più poliziotto nella stessa figura – quella del vicino di casa – è impossibile sfuggire.

Ora, finchè si affronta la storia di Kayo nell’intimo, i suoi pensieri e le sue sensazioni, la storia scorre piacevolmente. Poi, molto meno.
Pochi mesi dopo averla incontrata di nuovo, Tomoko si uccide gettandosi sotto un treno. Ci si sarebbe aspettato che Kayo, che l’aveva persa per poi ritrovarla solo per poi perderla nuovamente, avrebbe speso il resto del romanzo cercando di comprendere cosa potesse aver spinto quella ragazza così bella, desiderata, sorridente e piena di bei vestiti a farla finita nel fiore degli anni, ma nulla di tutto questo accade. Riesce ad entrare nel suo appartamento, apparentemente con lo scopo di cogliere qualcosa di intimo tra le mura silenziose, ma raccoglie solo una giacca firmata e degli inviti per svendite esclusive, poi chittesencula Tomoko.
L’amicizia vera.
La storia poi va avanti deragliado dai binari, la storia di Kayo si fa sempre più squallida e triste (il personaggio si fa succube e inconsistente, si spegne lentamente sotto i nostri occhi quando all’inizio era stata così viva e vibrante), la confusione nei suoi pensieri sempre più insostenibile, e anche la scrittura diventa a malapena sopportabile, ma non perché la Jha scriva male, anzi. E’ l’uso della seconda persona che le sfugge totalmente di mano.

Quando si usa la seconda persona singola in un libro questo vuole essere un dialogo intimo tra il protagonista della storia e il suo lettore, e la chiave del successo di questo stile di scrittura è coinvolgere al massimo il tuo interlocutore, avere con lui un’intima chiacchierata, come se tu fossi una terza amica che corre con Kayo e Tomoko a fare shopping in mezzo a un mucchio di bei vestiti per sfuggire alla noia quotidiana e per sentirsi belle, in questo caso.
Ma a un certo punto, oltre la metà del romanzo, a questo interlocutore viene dato un volto ben specifico, e non essendo io un americano di mezza età (che nella storia nemmeno compare quindi nemmeno si sa chi è o lo si riesce a inquadrare nel corso della storia) il coinvolgimento va a farsi benedire, e trovo addirittura fastidioso che Kayo “mi” si rivolga direttamente, non funziona, è irritante, sembra il libro di uno youtuber che si rivolge al suo seguito.
Peccato.
Profile Image for Claire Fitzgerald.
32 reviews
March 22, 2015
Quick, easy read....depressing character! I was rooting for her and a happier outcome.
Profile Image for Mladoria.
1,167 reviews18 followers
July 6, 2017
Intitulé La beauté du diable en VF
Là, on l'on s'attendrait à une "confession d'accro au shopping" à la sauce nippone, c'est une surprise de taille que ce roman. Une descente aux enfers par addiction sur fond de surendettement, prostitution et secrets. Cette spirale du mensonge emporte l'héroïne dans un gouffre qu'elle nomme "makura", un état d'hébétude et de tristesse extrême. Des scènes parfois choquantes, émouvantes qui ne laissent en aucun cas indifférent. Un traitement intéressant du thème de l'addiction, peu ou pas abordée du point de vue vestimentaire. L'auteur décortique le cheminement psychologique de l'addiction (le déni, l'abandon, le renoncement, la joie intense quand l'addiction est satisfaite, le caractère éphémère de cette joie, la culpabilité et ainsi de suite comme un éternel recommencement).

L'écriture est limpide, claire et parfois crue. Les personnages secondaires qui gravitent autour de Kayo sont complexes et perturbants. L'auteur n'épargne personne dans ce monde où tous les gens ont un côté sombre (j'ai été particulièrement surprise par Ryu de ce point de vue).

Un roman qui laisse un certain malaise au cœur, l'empathie pour les personnages rend nauséeux face à leurs comportements contradictoires et excessifs. Un parfait contraste entre la société japonaise actuelle si standardisée et normée et les dérives énormes qu'elle provoque dans ce récit.

Mes scènes préférées : l'"oasis" de quiétude du séjour au temple, la révélation de l'interlocuteur de Kayo (à qui elle raconte son histoire).

Bref, ce roman est un lotus, une merveille ancrée dans des racines fangeuses et obscures.
Profile Image for Tauriel Mirkwood.
22 reviews1 follower
September 27, 2022
En este libro pasan muchas cosas.

Algo que me gusta es que es bastante rápido de leer y la autora tiene una forma de redactar que hace que sigas el hilo muy bien y quieras saber más. Además está narrado en primera persona y me gusta que es como si fuera una conversación entre el personaje principal y el lector.

El libro está lleno de tragedia y drama, hasta ahí lo puedo entender y hasta cierto punto disfrutar. Es otra cultura (con respecto a mí al menos), tienen otra forma de enfocar las cosas y me resulta muy interesante la motivación del personaje y su adicción porque no me la esperaba.

Pero hay una parte, donde se tuerce todo, que realmente no veo especialmente justificada; me chirrió el evento pero bueno lo dejé pasar. Las consecuencias de ese evento son las que me parecen totalmente injustificadas, muy fuera de tono y que realmente pueden herir la sensibilidad de más de un lector. Porque además no viene al caso. Se pueden entender otras formas de conductas pero lo expuesto en el libro me parece una barbaridad innecesaria. Tampoco quiero dar más detalles para no reventarle nada a nadie.

Pero esa parte del final es la que para mí, revienta la historia entera y ya ni lo de antes ni lo de después importa, ni tiene sentido y me sacó tanto que en cuanto he terminado de leer el libro, lo he apartado a un lugar de mi biblioteca donde no voy a verlo muy a menudo. Una pena...

A lo mejor más adelante le doy una oportunidad a alguna otra obra de esta autora, pero de momento voy a descansar de ella y sus ideas por un tiempo.
Profile Image for Joanne Liddement.
150 reviews6 followers
May 27, 2017
I received this book as a winner in a Goodreads giveaway and although this would not have been a book i would have picked out on the bookshelf i am really glad i read it.
The book is set in Japan and the gist of the story is a young woman Kayo who over several years compulsively becomes addicted to shopping and particulary clothes and gets herself into terrible debt which involves some truly awful situations when she has to pay back her debt. Her long suffering husband Ryu eventually takes matters into his own hands with drastic changes to both their lives.
I particulary liked the 'healing' that Kayo goes through in the garden in rural Japan and the kindness shown by her husband in trying to help her but i think the story was ruined by one unnecessary scene when Ryu does something very unpleasant to her which seemed a complete personality change in him. It would have been much better for him to have shown compassion and sorrow instead of what he does instead and slightly ruined the book for me and put me right off Ryu.
It is definately a thought provoking book and one that i would recommend to friends and family.
Profile Image for Cocoontale.
691 reviews58 followers
May 6, 2023
2,5/5
Nous vivons dans une société où l'apparence est primordiale, qu'on le veuille ou non. Je pensais trouver, grâce à cette lecture, des pistes de réflexion et de dénonciation du consumérisme imposé aux femmes : maquillage, vêtements... C'était intéressant mais trop en surface, avec des recours à des extrêmes narratifs qui m'ont sortis du récit à 2 ou 3 reprises.

Je pense aller plus loin en lisant l'essai de Mona Chollet : Beauté fatale.
Profile Image for Bilqis.
9 reviews4 followers
June 26, 2019
Interesting read but a waste of time.
Profile Image for Philippa.
20 reviews12 followers
August 3, 2020
I really like the different subject handled with a fine attention to detail.
488 reviews1 follower
July 26, 2022
This was a really interesting (but sometimes dark) story of a woman's life in Tokyo. Such a different culture with its different pressures and expectations on people. Fascinating!
Profile Image for Eve.
196 reviews5 followers
May 1, 2023
2.5 stars

So meh, the metaphors were a bit too on the nose.
Profile Image for daizy :).
40 reviews4 followers
February 19, 2024
I loved most of this book but the ending felt anticlimactic and contrived. Could've made it a tiny bit longer to flesh out Kayo's motivations at the end.
Profile Image for Barbara Ab.
757 reviews8 followers
September 19, 2015
L’ho trovato un bel libro , ben scritto, intelligente, ma un pò troppo morboso nella fine per me. Non perchè sia morboso in quanto avendo scelto come soggetto una giapponese spesso ci sono solo gli estremi a quanto pare. Tralasciando l’evolversi morboso e quasi un clichè della donna bella che deve trovare un modo di soddisfare il suo bisogno di shopping che è una droga, la descrizione dello shopping come patologia èmolto intelligente e penso che la scrittrice abbia letto Bauman e le sue teorie sul consumismo di massa. Le donne purtroppo pensano che i vestiti siano potere, mentre in verità le persone di potere vestono una divisa e altri per soddisfare la massa hanno chi si preoccupa di scegliere i vestiti per loro.
dal libro: “Non essere stupida” disse Tomoko. “Devi accettare. I vestiti sono l’unica vera forma di potere che spetta alle donne a questo mondo”.... “E sono pure la migliore medicina”
Il quadro delle donne vittime del consumismo odierno è alquanto squallido: “Ciò che lega fra loro tutte le appartenenti al club è un’invidia segreta. E’ l’invidia che ci spinge a comprare e poi a comprare ancora, creando tra di noi un legame più forte dell’amore stesso. Ma l’invidia delel donne è particolarissima. Non ci sono gerarchie, tra donne: tutte le donne sono libere di invidiare le altre donne. Questo perchè sappiamo che qualsiasi cosa facciamo non ha importanza. Siamo intercambiabili. I doveri e il ruolo di una donna a questo mondo vengono decisi dagli uomini. Non importa se una donna lavora in ufficio oppure a casa, il risultato è lo stesso. Ecco perchè noi casalinghe odiamo le impiegate e le impiegate odiano noi. Perchè per quanto ci si sforzi di renderci diverse, sotto sotto sappiamo di essere tutte la stessa cosa.”.
Forse se si pensasse più a essere che apparire...
Il libro è indubbiamente un bel libro adattato all’ambiente che descrive, ma dubito che chi è vittima di questa mentalità ne arrivi a capire la finezza... la fine assurda cmq è troppo “giapponese” per me...
Profile Image for Cristina.
874 reviews39 followers
March 30, 2015
Il libro mi è piaciuto e l'ho trovato davvero ben scritto (meglio sarebbe dire ben tradotto, forse) e interessante. L'ho scelto perchè parlava di una dipendenza, quella dall'acquisto compulsivo, che ha riscosso più interesse in chiave comica che drammatica, con mia somma irritazione. La serie cui faccio riferimento è così conosciuta che nemmeno la Sellerio è riuscita a fare a meno di citarla traducendo il titolo di questo volume, anche se quello originale "la mia bellissima ombra" è più bello e originale.
Il racconto segue la lenta discesa della protagonista Kayo nel suo personale inferno, fino alle estreme (e per alcuni aspetti scontate) conseguenze . Meno scontata (e meno riuscita, secondo me) la virata nel noir che si coglie solo da metà libro.
Mi è piaciuta la disamina dei rapporti familiari e sociali in Giappone e la dicotomia (che in parte condivido) tradizione vs modernità, in cui l'autenticità del sentire e del percepire è a quasi totale favore della tradizione (vedasi il kimono che viene riconosciuto come davvero bello vs gli abiti degli stilisti che invece decadono se non indossati, la vita di città vs la vita di campagna e così via). Su tutto il vuoto totale interiore della protagonista che dalla vita si lascia trascinare di qua e di là, incapace di dare una vera sferzata alla propria esistenza, nonostante le occasioni non le manchino. Lei stessa un'ombra cui solo gli abiti sembrano dare consistenza.
Spero che i rapporti in Giappone non siano come descritti perchè altro che sotto un treno, altrimenti...
Profile Image for Marco.
118 reviews3 followers
January 5, 2015
I think certainly possible that there are people with compulsive impulses similar to those of the hero of the book.
Nevertheless, the story seems unrealistic in both the stubborn will of the same protagonist and, above all, in her husband's reaction to the discovery of the truth. I can not see the point: before trying to save the situation by sending his wife to the monastery he attended in his youth, but then after returning to Tokyo, he uses violence to take revenge. What is the meaning? Rather the opposite: first revenge and then attempt ..
Well written book but not above average.
Read in Italian language

Credo certamente possibile che esistano persone con pulsioni compulsive simili a quelle della protagonista del libro.
Ciononostante, la vicenda pare poco realistica sia nella ostinata volontà della stessa protagonista che, soprattutto, nella reazione del marito alla scoperta della verità. Non riesco a capire il senso: lui prima cerca di salvare il salvabile spedendo la moglie al monastero da lui frequentato in gioventù (e in parte riesce nell'intento) ma poi, di ritorno a Tokio, le usa violenza per vendicarsi. Qual'è il senso ? Allora piuttosto il contrario: prima la vendetta e poi il tentativo ..
Libro ben scritto ma nella media.
Letto in italiano
Profile Image for Rekha.
47 reviews6 followers
August 14, 2015
Set in Japan, it tells the tale of a young Tokyo housewife, Kayo whose obsession is beautiful clothes and accessories. A drug that threatens to destroy her life as a good wife and a mother.

Reunited with her beautiful childhood friend whose life appears glamorous, Kayo wants to become her. In that pursuit, she is pulled deeper into a dark underworld of yakuza, debt and prostitution.

So far I have been fascinated with Murakami’s works and whatever little I have come to know about Japan is through his books. Compared to Murakami’s Tokyo, Jha’s Tokyo is a total different world. It’s about neighbors being your police, judges and your jailors. It’s about the Japanese bias against Koreans who probably owns small businesses and the Americans whom her husband seems to enjoy working for.

A powerful tale of one woman losing her way and a mesmerizing tale of consumerism gone mad.
Profile Image for Krystal.
387 reviews24 followers
August 19, 2017
WoW! What an adventure for the reader with this dark book! I am tempted to call the protagonist a more self-aware but depressed Asian Shopaholic but there is so much more to this complex story.
Profile Image for Michel Harenczyk.
20 reviews2 followers
October 4, 2015
Le récit d'une jeune femme sur une période de sa vie et de son addiction à la société de consommation. Jeune femme elle est jalouse de son amie Tomoko, elle se mariera rapidement afin de ne pas envier celle-ci. Heureuse en mariage elle deux enfants et par hasard plusieurs années plus tard elle retrouve Tomoko, elle ne vit que dans le luxe et la mode. Elle va réveiller ce désir consumériste...
L'histoire assez simpliste est tout de même agréable à lire grâce au ton. Une vision de la vie au Japon par des détails de la vie quotidienne.
Profile Image for Erica.
44 reviews
April 22, 2016
Forse non è il mio genere. Non è male in sé, ma è narrato in prima persona, come se fosse l'autobiografia che non è. Dall'inizio parte già il disincanto, il tono è quello nichilista e sprezzante di chi racconta la sua vita in modo piatto e con una parenza oggettiva, freddamente.
Si inizia dal principio e si sa quasi la fine, ci sono continue digressioni avanti e indietro nel tempo, ma sono solo fatti, le emozioni si annullano.
Dopo "l'inizio" migliora(facciamo anche dopo la metà), si riprende sul finale, ma arrivarci è un po' una fatica.
Profile Image for Martina Zuliani.
48 reviews3 followers
April 17, 2016
While a lot of shopaholic books seems to be sold, I felt intrigued to read about the other side (the dark one) of shopping addiction. This book was very interesting to me, as I observed many people who shop in a compulsive way. Even if the novel descripes the worst cases of this addiction (which are ecceptions, I hope), I like how the author describes the main character need to shop and the upside down of her addiction.
77 reviews1 follower
October 23, 2014
A predicatable tale of a bored housewife looking for self identity. The book has not much to offer in terms of novelly. For the uninitiated into Japanese society, there are very good glimpses of the same. Though the plot could have been very well placed in New York or Mumbai or Shanghai , wouldn't have made much of a difference
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