Danimarca, Copenaghen. Un uomo, dopo esser stato cacciato di casa dalla compagna incinta, girovaga per la città con lo scopo di riflettere. E' un Lunedì sera, piove a dirotto. Si ritrova nel quartiere malfamato dov'è cresciuto quando sente un urlo. Accorre, ma troppo tardi. La donna è morta.
Sarà così anche i due Lunedì successivi dove, insieme al commissario Ehlers, rinveniranno il cadavere di altre due donne. Chi sarà stato?
Per tutto il libro si respira tra scenari cupi, tristi, costruiti da un protagonista passivo e insoddisfatto della propria vita. L'aspetto "giallo" di questo romanzo viene totalmente trascurato per dare spazio ai suoi pensieri (confusi) di coppia, sull'esistenza in generale o sulla gente che incontra. Le sua riflessioni si sviluppano intorno al crimine, che passa così da protagonista a oggetto di sfondo. Tutto questo si riflette sul finale banale che lo scrittore ci propina (volutamente non curato e sciatto per riprendere l'apatia che aleggia nella vita del protagonista) e l'incertezza di un romanzo che volutamente tiene il piede in due scarpe oscillando fra giallo e thriller psicologico, appartenendo in realtà a quest'ultima categoria.
Do tre stelline, al thriller però.