DISCLAIMER - Come tutti gli anni, da quando Krodi ci costringe moralmente a farlo, mi sobbarco la lettura, anzi l'ascolto* di qualche candidato allo Strega. A volte va bene, a volte va male, a volte va di noia. Questa volta la seconda.
*parto con l'audiolibro così ammortizzo i trasferimenti in auto, se sono buoni passo all'ebook, se sono ottimi al cartaceo. Se sono pessimi li mollo a qualsiasi punto, senza remore.
Scrivere un commento sensato per questo wannabe-romanzo-generazionale mi è abbastanza difficile, anche perché io due aggettivi con cui lo definirei sono: stucchevole e pacottiglia. Per cui di seguito, un po’ di considerazioni sparse fatte in corso di lettura
Parte in quarta come se fosse la romanzizzazione delle pagine wikipedia anni ‘50-‘60-‘70, con i main facts italiani e internazionali e name dropping di personaggi famosi come e dove incontrarli
E finché si parla di infanzitudine e prima adolescenzitudine non va neanche male (a parte la noia) ma appena Ginetto scopre il sesso si arriva alle tante scene di limonate&similia che sparge nel libro come suo personale contributo alla Storia.
Eh, Ginetto non si fa mancare nulla degli anni ruggenti, sesso-droga-rock&roll sono il suo pane quotidiano, con momenti cringissimi tipo il salvataggio dalla droga dell'amico Gianni - non metto spoiler perchè è talmente telefonata e prevedibile e pochissimo credibile che quando arriva dici, “finalmente anche questa ce la semo levata dalle palle....”,
Più avanzo più la noia regna sovrana, sono tentata di mollarlo, anche perché il lettore ha un tono veramente poco coinvolgente, però non riesco a sottrarmi al trash :-(
Proseguono i gustosi aneddoti più o meno (im)probabili, tipo acido calato sotto stretto controllo degli amici, poi la festa dell'unità con Miriam Makeba e la luna piena (e giuro che vado a controllare se c'era veramente la luna piena!)
Pensavo che la pronuncia dei termini inglesi del lettore fosse pessima fino a quando non è arrivato qualche termine francese, ho il terrore che possa andare in doiccland.
Il modello è tra William Boyd e Forrest Gump, senza un briciolo della loro capacità narrativa, però ha quel non so che ti tiene lì, il fascino del trash presumo. Tipo, il capitolo a Parigi (dove è stato a lezione da Foucault, incontrato di spalle Levy Strauss, abitato su un bateau mouche, andato a les halles prima che le abbattessero, ma di fronte a una signorina di rue saint denis non gli si è drizzato perché ovviamente a lui l'amore mercenario non glielo fa tirare - scusate la volgarità ma quanno ce vò ce vò).
Il trash può diventare una droga …. ecco, il capitolo droghe è interessante, ovviamente si cala la qualunque, ma non diventa dipendente da niente, si fa di acido e vede la luna, si fa le canne ma non aspira, si fa di oppio ma non gli piace. arriviamo all'assurdo dell'amico che si buca che si spaventa tantissimo e quando lo recuperano dalla clinica in cui i genitori l'hanno rinchiuso promette di non farlo più. Oltre a non aver nessuna dipendenza, riesce anche a dribblare l’aids. Cioè, se veramente ha castigato tutte quelle che dice di aver fatto felice il rischio mi sembrerebbe molto elevato (oh, magari non l’aids, ma quantomeno le piattole).
Il livello è tale che sono passata ad ascoltare da x1,2 a x1,5 e il tono è un po’ meno lagnoso.
Io stremata dal resoconto di ogni singola scopicchiata di Ginetto (ha scoperto il sesso tantrico, il sesso sotto stupefacenti, il sesso con potenziali terroriste, e ha confessato a Paz di avere fatto sesso con un uomo!!!! omg! nun ce posso crede! reagisce Paz), anche se devo dire che la parte anni ‘70 è meno abborracciata della prima, forse perché in quegli anni stava a Roma (con puntate a Torino e Bologna) e partecipava alla nascita delle riviste della controcultura prima e poi a Repubblica, e frequentava l'intellighèntsia all'italiana, e quindi il tono è un po' più diretto (ma ai voli pindarici non riesce a resistere).
Manca poco alla chiusura, sono impaziente di ascoltare le sue prossime 123 conquiste muliebri (peraltro descritte in puro stile woke, nel rispetto - finto - del femminino, ovvero lui sta lì passivo e queste passano e prese da incredibile frenesia gli si buttano addosso a ripetizione, e lui da vero maschio italico non vuole far loro dispetto dicendo no. Abbastanza disgustoso). Perché lui vuole essere scelto ma chi lo sceglie deve essere di qualità, quindi dice no alla tipa che vuole-fare-sesso-senza-impegno. Poi c'è la povera Michela che spero prima o poi divorzi, perchè questi ritorni di fiamma secondo me non le fanno per niente bene. E infatti alla fine diventa tossica persa e sparisce dai radar. Comunque, penso di non avere letto più di 4-5 articoli di Ginetto, e da adesso in poi ho bruciato anche quel retro pensiero di "ah, si, castaldo-assante, i due esperti di rock", per essere sostituito da "ah, si, quel wannabe tombeur-de-femme rinco".
A Ginetto piace Bach (ripetuto almeno 10 volte), poi De Gregori, poi qualche gruppo (Beatles), però si è commosso quando è morto Priesley.
Finito, stremata, Venezia è stata il colpo di grazia.