Venice, rich in history, sickness and debauchery, is the splendid background to The Cabalist. Closeted in a damp, sunless room in a poorer quarter of the city, Joseph Kestler, old and terminally ill, is struggling to record the secrets of a strange trade and safeguard his life's work for future generations. But it is not easy. He has strong adversaries – his own mortality, an unsympathetic century, and the Catcher, an irritating and malevolent child demon, who delights in taunting the dying man.
Kestler's discoveries are most precious; they are the hidden truth of the ancient power of numbers – the cabala. With this awesome craft, Kestler is transformed – no longer a frail, lonely man who aches for companionship, but a wizard, a magus, someone who can touch the opposite mysteries of virtue and evil, the quick and the dead, the past and what is still to come.
Amanda Prantera writes strange books. Strange and wonderful books. This is one. I can't say for sure what it was about, or what the ending signified, but in a weird way it will stay with me.
Interessante il tema della riscoperta della magia, un po' meno lo sviluppo. Il libro è molto lento, si perde spesso nelle elucubrazioni del protagonista, in almeno tre occasioni l'autrice cambia punto di vista in favore di inquadrature esterne che puzzano di avvenimenti off screen, insomma le è mancato il coraggio di scrivere in sintonia con le prime pagine. Il finale ambiguo non salva il tutto, anzi. EDIT Dopo una rilettura rapida credo di esserne venuto a capo. È tutta una questione di narratore inaffidabile: Joseph è un malato terminale che non si sta curando. Credo che la chiave di lettura sia questa, quindi non sappiamo esattamente quanto di quello che ci viene raccontato dal suo punto di vista avviene realmente. Ci sono dei punti poco chiari, ma ritengo che il romanzo sia l'unione perfetta tra un'ottima idea e un autore pigro.
SPOILER Credo che Joseph sia un nome falso e che in realtà il ghermitore non esista. Joseph è il ghermitore, o meglio, è l'adulto che è diventato, è una lotta interiore con un pezzo del suo passato, un ragazzo ossessionato dalla magia perché il padre era a sua volta un mago. Non escludo che possa esserci qualcosa di più sulfureo: in un punto Joseph afferma di non essere stato posseduto... Che lui sappia, e il testamento ha un cattivo odore (del male secondo Joseph, della muffa secondo il bibliotecario - spiegazione che potrebbe essere utile a illuminare lo spettacolo dello sgabuzzino della casa maledetta dove sono morti i suoi genitori).
Reading these icy pages, I remembered the hotel room - looking down at the dark water - I knew that I'd been followed - I remembered, too, the bad dreams I'd had in that narrow bed
Non so, forse meriterebbe qualcosina di più di tre stelle, non foss'altro perché in fondo al romanzo ci sono arrivato, e le descrizioni oscure di Venezia non sono male; certo che non è un romanzo d'azione, ma in qualche modo riesce a farsi leggere nonostante alcune lievi lungaggini. Sì, comunque meritevole