È stata una lettura travolgente, una volta iniziata non sono riuscita a staccarmi dalle pagine. Ero già abbastanza eccitata dalla descrizione e dalla ambientazione americana di fine ottocento poi ha prevalso la crescente curiosità di vedere lo sviluppo della storia tra due personaggi che alla iniziale caratterizzazione mi sono sembrati incompatibili e il protagonista maschile anche abbastanza indigesto.
Lo stile dell'autrice è brillante e convincente, con decise pennellate introduce personaggi e contesto e poi con abili rifiniture imbastisce una trama ben strutturata, equilibrata ed intrigante.
Eleanor Chandler è alla ricerca di un nuovo inizio e ha scelto la cittadina di Arkville per ricominciare e realizzare il suo sogno di aprire una sartoria. È una giovane determinata, modesta e consapevole di sé con un ricco bagaglio di esperienze, la maggior parte purtroppo molto negative, che la rendono alquanto navigata nell'affrontare i piccoli e grandi inconvenienti esistenziali. Ha poco e niente con sé e quello che ha è in condizioni deplorevoli tanto che la prima impressione che fa condiziona non poco le sue prospettive. Appena scesa alla stazione, spinta dalle sue forti motivazioni, cerca subito un impiego e trova un annuncio per una bambinaia. Il colloquio si rivela un disastro. Il sig Hunter Braxton, il ricco banchiere, l'uomo potente a cui tutti devono sottomettersi non le dà neanche modo di presentarsi, la giudica sull'apparenza, la cataloga a prima vista tra i socialmente e culturalmente inadeguati.
Il sig Braxton è una persona difficile da comprendere, il suo atteggiamento snob e altezzoso non suscita simpatia né nel lettore né nel suo contesto. Però è il protagonista del romanzo che deve rubare il cuore di un personaggio tanto positivo come lo è la bella ma disprezzata Eleanor, per cui si innesca subito la curiosità di capire cosa ci sia sotto. E sotto c'è tanto da scoprire e lo sa l'interessante personaggio di Travis Donner, un albergatore benestante, che in un certo senso impersona la coscienza del suo migliore amico Hunter. Insieme a Caroline, sua amatissima consorte, accoglie e apprezza da subito Eleanor tanto da offrirle un impiego, per quanto umile, nel loro albergo.
Le strade di Eleanor e Hunter continuano ad intrecciarsi a causa o per merito dei due nipoti dell'uomo. Duncan e Jessie, adorabili, sono da poco rimasti orfani di entrambi i genitori e Hunter, zio materno, è il loro unico parente. Da uomo pragmatico ed onorevole non ha problemi a farsene carico ma il suo primo pensiero non è accoglierli con sé ma trovare un istituto, possibilmente il migliore, a cui poterli affidare per crescerli ed educarli. Scelta pilotata e ampiamente incoraggiata dalla potenziale fidanzata di Hunter, tale Phyllis Mercer, figlia di un ricco imprenditore, anche lei personcina tutt'altro che amabile, che vede nei due fanciulli un pericoloso ostacolo per le vantaggiose nozze.
Eleanor invece entra subito in empatia coi due ragazzini bisognosi di affetto, comprensione e attenzioni. E si accorge che la sig.ra Clemes, la bambinaia d'esperienza caldeggiata da Phyllis, non è propriamente uno stinco di santa e per il bene dei bambini fa in modo che Hunter lo venga a sapere.
Sorpreso dalla situazione e su incentivo di Travis e Caroline il banchiere acconsente ad assumere provvisoriamente Eleanor come bambinaia visto il grande ascendente che ha con i suoi nipoti. La quotidiana vicinanza contribuisce a smontare tutti i pregiudizi su cui poggia l'esistenza di Hunter e la graduale ma sempre più vincolante attrazione per la ragazza lo porterà a presentarle più di una proposta.
Ho adorato il modo in cui l'autrice ha montato e poi smontato la corazza di Hunter, come sia riuscita gradualmente a renderlo (quasi) amabile e a creare una profonda sintonia tra due personalità apparentemente opposte. Ho ammirato la personalità di Eleanor, la sua forza, la sua determinazione, la sua umiltà, la sua grande umanità e sensibilità.
Mi sono innamorata di Travis e Caroline, una bellissima coppia, che pur secondaria ha uno spazio ed un ruolo adeguati. I due simpatici nipotini danno un tocco di tenerezza e vivacità alla storia.
L'appunto che posso muovere è che nella parte finale la narrazione perde un po' di smalto, si appiattisce ma non toglie nulla alla soddisfazione finale lasciando quel senso di appagamento che crea dipendenza.