Il romanzo ha come protagonista un intero nucleo familiare, i signori Doinel. Marc, il padre, è in piena crisi lavorativa, da quando l'azienda che dirige viene rilevata da un ricco imprenditore olandese che ne vuole determinare una rigida e crudele ristrutturazione. Nadine, la madre, è un'insegnante di scuola materna combattuta tra le modalità ministeriali di insegnamento, l'affetto per i suoi piccoli allievi e il senso di inadeguatezza verso i figli, che teme di trascurare. Charlie, la figlia maggiore, è nel pieno dei turbamenti adolescenziali: perché le è più facile innamorarsi del suo idolo manga bisessuale che del compagno di scuola reale, in carne ed ossa? E perché a scuola si sente come fosse trasparente? E infine il figlio più piccolo, Esteban, che non si lamenta mai, al punto di diventare la vittima perfetta per i bulli della scuola. Uno alla volta, all'insaputa l'uno dell'altro, tutta la famiglia Doinel viene rapita da un'immagine su una rivista: una yourta mongola piantata in una radura bretone. E, uno alla volta, ciascun componente reagisce alla sua propria crisi sperando di realizzare quello strano ed eccentrico sogno: ritirarsi sotto la tenda. Malgrado le apparenze, evidentemente la famiglia è unita.
C'est toujours aussi agréable de lire M-A Murail. Petite mention pour la présence de Mme Chapiro, éternelle psychologue déjà présente dans "Oh Boy!" et dans "l'assassin à la cravate". Je pense qu'il va falloir que je relise tous ses livres pour vérifier qu'elle ne s'est pas glissée dans d'autres pages!
I loved that book. MA Murail was definitely less kind in that novel, looking at many group more critically, and less forgiving, pointing out the ironies, the mean little truth about the working environment, the failures of the education system, the betrayal of selfish people we cross in life... but she was super funny like usual, and her good heart beats through, the message is clear: take the time to tell your loved ones what you really feel and how important they are to you. We navigate in a society where everywhere, everyone is more and more lonely, and the problem is clearly lack of meaningful face to face communication. I loved looking into the lives of this family. I loved that they were so similar, without realising it. That their aspirations were so close, without knowing it. That their disappointments were the same, sadly without sharing it... I think this is not necessarily a book for the younger set, even if it technically is a YA contemporary tale. It is simple in many of it's plot devices, vocab and clean content... but many things will fly over the heads of teenagers (even if everyone will find something in it). I believe I only truly appreciated it as much as I did because so many little everyday things talked to me: I have been a small kid in a playground full of bullies, an uncomfortable teenager disenchanted with the world, an office worker locked in the terrible meaningless profit chase with people all around me dropping from burnout, and currently I am the mom of 2 very young kids. The kindergarten references hit home hard and made me laugh so much I had to share them with my husband. I really loved that book. I discovered MA Murail when I was 8 years old, and in my mid-thirties I still love her just as much.
Un 3,5/5 ... c'est un livre intéressant mais par rapport aux autres titres de l'auteure que j'ai lus ces derniers temps, c'est celui-ci qui m'a le moins plu (ce n'est pas pour ça qu'il n'est pas bien !)
Marie-Aude Murail ritorna al romanzo contemporaneo con la sua solita ironia che riesce a sdrammatizzare anche i problemi più seri, presentandoli ai lettori più giovani con naturalezza e scevri da ogni pregiudizio. Un tema molto scottante in questo periodo è decisamente la crisi economica, che rende problematico qualsiasi altro aspetto della nostra vita, quindi in Crack! Un anno di crisi ci troviamo a fronteggiarla assieme a un’intera famiglia media francese degli anni ’10 del ventunesimo secolo, composta da padre, madre e due figli, i Doinel.
C’è Charlie, un’adolescente (l’apostrofo non è un errore malgrado il nome, che è l’abbreviazione di Charline e non un nome maschile) all’ultimo anno delle medie in piena crisi d’identità sessuale, forse anche perché affascinata dalla lettura dei manga, in cui i personaggi hanno spesso una sessualità ambigua.
C’è il piccolo Esteban, un bambino pieno di fantasia che ha trovate tecnologiche davvero geniali, considerato superdotato – per questo ha saltato una classe – che però è uno dei bersagli preferiti dei bulli della scuola.
C’è Nadine, la madre, un’insegnante di scuola materna alle prese con programmi ministeriali e valutazioni delle capacità dei suoi piccoli allievi, visti più come numeri o come adulti in miniatura che come semplici e spontanei bambini di tre e quattro anni. A controllare che il lavoro proceda seguendo i ritmi ministeriali c’è Rolande, l’ottusa assistente che, malgrado la presenza in carne e ossa dei piccoli e dei loro problemi, sembra essere completamente priva di qualsivoglia compassione.
E, soprattutto, c’è Marc Doinel, il padre. Direttore di una filiale di un’azienda di trasporti in crisi, Marc è un uomo che si è fatto da solo: è arrivato alla sua carica partendo dal basso, conquistandosi la fiducia sia dei superiori che dei dipendenti, quasi una seconda famiglia da proteggere per lui, malgrado i numerosi difetti. Ecco che, a causa della crisi, l’azienda viene venduta a una compagnia olandese, la Transeurope, che comincia ad applicare il proprio metodo di gestione da multinazionale, riducendo il personale, meccanizzando ed esternalizzando (affidando cioè il lavoro ad agenzie specializzate esterne), tagliando teste a destra e manca e costringendo lo stesso Doinel a fare il lavoro sporco di licenziare i suoi preziosi dipendenti per poter mantenere il posto. Per Marc un licenziamento sarebbe disastroso: non essendo laureato, ma rivestendo il suo posto per merito, sarebbe impossibile per lui trovare un impiego di uguale prestigio (e, cosa parimenti importante, data la crisi, di analoga retribuzione).
Cosa fare, allora? Piegarsi alle regole della società, spesso mortificanti e anche disumane, nella speranza di continuare a galleggiare e non farsi sommergere dalla crisi o mandare tutto al diavolo e ritornare a una vita semplice? C’è chi l’ha già fatto: a turno, i vari componenti della famiglia scoprono un articolo in una rivista di psicologia di mamma Nadine, che parla di persone che si sono ritirate a vivere in mezzo alla natura bretone protette solo da una yurta mongola. La yurta sembra diventare il sogno della famiglia Doinel, un castello in aria in cui rifugiarsi nei momenti più difficili e, a un certo punto, sembra quasi che questo sogno si possa realizzare davvero.
Con il suo abituale stile frizzante, Marie-Aude Murail ci indica una possibile soluzione per uscire dall’impasse della crisi senza piegarsi alle soluzioni disumane del progresso a tutti i costi e senza regredire a una vita primitiva, facendo tesoro del presente e del passato e avviandosi verso un futuro più a misura d’uomo, che valorizza la persona in quanto essere umano e non numero, pur senza rinnegare la tecnologia. Una lettura scorrevole, adatta a tutti, che fa riflettere e strappa sorrisi dolceamari.
Encore un livre de Marie-Aude Murail qui ne déçoit pas! Je me souviens avoir lu ce roman quand j'étais encore dans la tranche d'âge cible, et le relire aujourd'hui avec une expérience du monde du travail est encore plus percutant, même si c'est un peu désespérant. L'autrice a une plume absolument hilarante et un sens de la formule décapant. J'ai dû lire des extraits à voix haute à mes proches tant les passages avec l'infect VderW sont criant de vérité et par conséquent, donnent envie d'être à la place de Marc quand il (spoiler) lui casse la gueule. Et puis, Marie-Aude Murail a une connaissance de l'âme humaine (et spécifiquement de l'âme adolescente) qui ne cesse de me surprendre. Ses personnages sont plus vrais que vrais, sa descriptions des déboires de la maman, enseignante pour les moyens-petits est à mourir de rire tout en étant touchante. Car malgré son humour qui me régale, Marie-Aude Murail dépeint les inégalités sociales avec subtilité et pertinence. Sa fresque de personnages colorés ne cache jamais leurs défauts, mais ils n'en sont que plus attachants. On retrouve dans ce roman jeunesse de 2009 les préoccupations sociales, politiques, genrées et familiales qui animeront la série des Sauveur et Fils plus de 10 ans après. Charline (que j'adore) a de nombreux points communs avec Elliot et j'aurais aimé en apprendre encore plus sur elle. J'aurais presque voulu que Marie-Aude Murail fasse de la famille Doinel une série comme celle se Sauveur et Fils, car la fin ne livre pas toutes les réponses que j'aurais aimé avoir... même si évidemment, c'est quand même une fin parfaite, car elle laisse de la place à l'imagination, pour s'imaginer soit même le destin de ces personnages rocambolesques.
Although this took an unforgivably long time to get going, and despite the Mongolian yurts, which were a bit stupid, I really enjoyed this book. The characters were very well portrayed, and Murail has an excellent comic touch. The portrayal of neoliberalism in action was absolutely chilling - I can only hope it was exaggerated, but somehow I doubt it.
Une lecture bien agréable, mais contrairement à certains autres livres "jeunesse" qui peuvent vraiment convenir à tous les publics, je ne conseillerais celui-là qu'à des gens qui aiment la littérature jeunesse.