Smilzo, fallimentare barbone nonché ex analista finanziario di successo, è al supermercato quando avviene una rapina in cui resta uccisa una donna. Vicino a lei c’è una bambina di tre anni, impietrita dallo choc. Prima che la polizia si renda conto di quel che sta succedendo, un energumeno cerca di rapire la piccola, ma Smilzo riesce a prenderla e a portarla via con sé. Non sa esattamente cosa l’abbia spinto e non sa che farsene di lei. Però sa che lei ha bisogno di protezione e, incredibilmente, sente che lui può esserle di aiuto. Non importa se finirà nei guai e dovrà nascondersi per mezza Roma, inseguito da una banda di criminali. Smilzo non è uno sprovveduto, e con l’aiuto di un’improbabile squadra costituita da un prete e da un attempato professore universitario (per non parlare di un saccente chihuahua) riuscirà a cambiare il destino della bambina e anche il suo. Un bellissimo romanzo d’esordio, una commedia romantica, allegra e commovente dei nostri giorni, narrata da Carla Vistarini con tocco lieve e affettuoso.
Un giallo divertente, con personaggi singolari, ai quali ci si affeziona subito. Un ritmo serrato con tanti colpi di scena e molta ironia. L'unico neo: la conclusione un po' affrettata e qualche precisazione mancante.
Il pregio di questo breve romanzo è il farsi leggere innanzi tutto con poco sforzo (boh, io con questo caldo a volte dimentico perfino il mio nome.. O.O) e poi di saper mantenere la suspense e diversi elementi 'importanti' nascosti fino alla fine.. Il lettore vuole andare avanti ed è intrigato dalla storia che pur essendo molto semplice - e toh, pure vista e rivista, fa comunque il suo lavoro (è inverosimile, da morire. Ma glielo si perdona facilmente) :D La fine è un po' troppo frettolosa, mi ha dato l'impressione di essere arrivati sul burrone, di aver visto giù e.. Sparito tutto. Insomma, un'altra decina di pagine non avrebbero ucciso nessuno!
Il romanzo è abbastanza ironico - anche se alcune cose sono un po' da disagio eh - e con certe uscite ho riso un sacco (ahh, che anima semplice), pur riuscendo al contempo a presentare un bel tema..
Il barista aprì un cassetto semisepolto nel mucchio di oggetti e fece cenno a Smilzo: "Scegli". Nel cassetto c'erano telefonini, accendini, penne, chiavi, portacipria, portafogli, una videocamera, un paio di coltelli a serramanico. E una pistola. "I telefonini, dieci euro. Funzionanti, garantiti". "Sono rubati". "No, me li mandano direttamente dalla Corea in via privilegiata perché sono bello".
Carla Vistarini debutta nel mondo del romanzo ma è una autrice di successo per la tv e ha scritto anche testi per canzoni. Sa scrivere. Molto simpatico questo romanzo-commedia-giallo. Lo si legge d'un fiato e in poche ore, è fresco e divertente. E' un libro leggero e non è di alta letteratura, ma direi che tra gli ultimi gialli che ho letto è quello che mi è piaciuto di più proprio per l'accozzaglia di personaggi strampalati e per il ritmo efficace. Stupendo il chihuahua parlante. Lo consiglio per una lettura disimpegnata. Nota di disappunto: come sempre il titolo non ci azzecca niente. E questa volta non ci si può nemmeno lamentare della traduzione.
Dopo La parte sbagliata e Un contadino nella metropoli: Ricordi di un militante delle Brigate Rosse mi ci voleva qualcosa di leggero e rilassante e l'ho trovato in questo libro. La trama si basa sul principio, comune ai film dell'orrore, per cui il protagonista fa sempre scelte opposte a quelle che farebbe una persona qualunque nella vita reale ma lo scopo della storia è intrattenere e non essere verosimile quindi va bene così. La scrittura è articolata e divertente, il quartetto formato da Smilzo, bambina, vecchio professore e chihuahua è spassoso e simpatico. Originale il personaggio del commissario impacciato ed insicuro che per una volta sfigura davanti alla cultura del suo sottoposto.
Insomma. non badando troppo alla coerenza della trama ed al finale frettoloso il racconto diventa un piacevole lettura.
Leggero ma appassionante. Mi è piaciuto molto. Punto di forza è di sicuro lo stile, fresco, brioso, asciutto. L'autrice padroneggia un'ironia pungente e un'eccellente capacità di tratteggiare i personaggi senza mai indugiare in pesanti quanto inutili descrizioni. La trama ha qualche lacuna che comunque non inficia la godibilità dell'insieme. Un romanzo "page turning" che si divora in poche ore.
Smilzo è un senzatetto che, suo malgrado, si ritroverà al posto sbagliato nel momento sbagliato: durante una rapina in un supermercato infatti, si vede costretto a scappare portando con sè una bambina, cercando così di salvare la pelle ad entrambi. Ma non tutto è un caso, e il fato ci mette lo zampino. La bambina infatti - uno scricciolo di 3 anni scarsi - è ricercata da diversi uomini. Ma chi sono questi energumeni che le danno la caccia? Chi vuole a tutti i costi riportarsi a casa quell'infante? E, soprattutto, cosa significa il codice che la piccola ha tatuato sul braccio? Smilzo, insieme al Professore ed al suo cane Picchio, dovranno presto rispondere ad un sacco di enigmi per giungere alla verità.
Divertente, divertente, divertente! Lo so che non si dovrebbe dire una cosa del genere in merito ad un libro giallo, ma è la prima cosa che ho pensato quando ho terminato la lettura.
Perchè è vero che c'è il mistero, che ci sono gli inseguimenti, i morti, le tresche, che non tutte le domande troveranno una risposta e che non tutte le persone descritte sono effettivamente vere, ma oltre a tutto questo c'è molto di più. C'è uno stile fresco, veloce, diretto, ricco di sarcasmo e di allegria, di voglia di sdrammatizzare una storia tristissima e di ravvivare un genere - il giallo ed il thriller - rendendolo alla portata di molti più occhi.
Ottimi i personaggi: Smilzo, il protagonista, col suo fare canzonatorio e sbarellato che invece nasconde molti più segreti di quanti uno possa immaginare; il Professore e la sua memoria ballerina, col cane parlante Picchio - che ho personalmente adorato - che lo aiuterà in più di un'occasione. Per non parlare delle protagoniste femminili, che non menzionerò per non entrare in uno spoiler troppo azzardato.
Vi consiglio di leggerlo, può essere un'ottima lettura estiva diversa dai soliti chick-lit!
Un racconto ambientato a Roma, di genere tra il poliziesco e l'urban thriller, vede come protagonisti un barbone, che nella sua vita precedente è stato un broker finanziario in stile 'yuppie' ed è finito sotto un ponte per motivi misteriosi, perdendo tutto, da amicizie a vita di lusso, e una bambina di pochi anni, ancora incapace di parlare – riesce solo a pronunciare, con grande tempismo, un'esclamazione ingiuriosa – che sembra essere rimasta da sola dopo una rapina in un supermercato in cui la presunta madre rimane uccisa.
La coppia che ne viene fuori, il barbone e la bambina per parafrasare il titolo di una nota canzone, è ad alta intensità e crea il livello di lettura più interessante e ricco di umanità della storia: la bambina, nella sua innocenza e impotenza, riesce a far riemergere la persona che sembrava sparita, sepolta dagli strati di sporcizia del senzatetto. L'inedita alleanza, quella dello Smilzo e della poppante, che riesce a dribblare una serie di intrighi e trame sospette e coinvolge altri personaggi altrettanto insoliti, come il sacerdote dallo spirito molto pragmatico che gestisce un ricovero per clochard e un duo di poliziotti che indagano sulle rapine, presto si rende conto di essere al centro di un progetto criminale complesso e infido.
Simpatico, questo libro. Personaggi improbabili, ma abbastanza divertenti- anche il malvagio avvocato, chiaramente un essere viscido, dà una eccelsa lista di insulti per sostituire la parola “nullità”... beh, in realtà, un po' tutti gli insulti qui sono divertenti. Molto tenero è invece il vecchio professore in pensione – e il suo chihuahua parlante – un uomo che osserva e si gode qual che può (la frase sulla moglie “Chissà dov'era adesso Lilla, se c'era qualcosa di lei nell'universo, oltre il proprio cuore che la conteneva ancora tutta intera” è veramente tenera). Scrittura semplice, nessun intoppo, e la “parte gialla” è abbastanza intrigante (insomma, ci si trova a chiedere “Ma perché è successo questo?” e “Cosa succederà dopo?”). Forse un po' troppo frettoloso il finale, tutti i nodi vengono sciolti contemporaneamente nelle ultime pagine. Forse una storia un po' più lunga avrebbe anche consentito di delineare qualcosa in più sui personaggi. Mi hanno lasciata perplessa alcune cose – tipo la bimba di 3 anni che parla come un bimbo molto più piccolo ma si comporta come una persona adulta... ok, capisco che aggiunge umorismo alla storia, ma tra i personaggi impossibili, lei rimane il top.
Godibile, scorrevole...però mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Dopo la tensione e l'intrigo crescenti, il finale mi è sembrato un po' sbrigativo, come dire...si risolve in una bolla di sapone. Inoltre mi è sembrato che alcuni personaggi siano rimasti incompiuti, certi argomenti solo abbozzati. Ad esempio, al commissario incaricato delle indagini è attribuito un complesso di inadeguatezza e numerose altre insicurezze, che nulla aggiungono alla storia, e non vengono in alcun modo approfondite. E che dire del ragazzo, architetto ispirato ma incompiuto, che vende calzini ed è fuggito da un paese in guerra. Sembra inserito apposta solo per nominare un argomento complesso e delicato come l'immigrazione. Ma è proprio questo che fa l'autrice...si limita a nominarlo, a sfiorarlo appena; il ragazzo ha un piccolo cameo in commissariato, in cui -con una delle poche frasi scarne che pronuncia- giustifica la sua presenza all'interno della storia con un'intuizione estemporanea su un elemento delle indagini, poi sparisce nel nulla, come è comparso. Il giudizio finale non può che risentirne.
Che dire? L'ho trovato un pochino... moscio. Non so come esprimerlo meglio, la storia è carina, i personaggi sono carini e il libro spesso è divertente, solo che l'insieme finisce per essere... moscio e un po' banalotto. I personaggi sono poco approfonditi, quasi abbozzati, emotivamente nulli. Il livello di comprensione della bambina è incomprensibile, a volte sembra quasi una neonata e altre volte dimostra un intelligenza a stento credibile. Lo stesso vale per il protagonista, non si riesce a capire quanto sia intelligente, in certe occasioni sembra decisamente pazzo, in altre lucido, in altre ancora perfino intelligente... è troppo altalenante per non essere esasperante. Detto questo, il libro ti strappa diversi sorrisi e la trama è carina, un pochino tirata per i capelli, ma comunque carina. Consigliato... Ni.
Mi è piaciuto molto sia dal punto di vista stilistico che narrativo. Certo, il titolo non ha proprio nulla a che vedere con la storia, ma non sono lo stesso rimasta delusa. A metà strada tra il giallo e lo humour, ha saputo catturare la mia attenzione e fino all'ultimo non avevo capito fino in fondo colpevoli e moventi. Decisamente non è prevedibile. Lettura molto godibile!