Durante una cena estiva, dopo aver bevuto un po', otto scrittori cominciano a confessarsi le peggiori figuracce della loro vita. Cose che il giorno dopo, da sobrio, vorresti non solo non aver raccontato, ma soprattutto mai aver vissuto. E invece dopo qualche tempo Niccolò Ammaniti li chiama e dice: avete il coraggio di scriverle? Da qui nasce un'antologia divertente, autodelatoria e un po' folle. Sono storie di lavoro, d'amore, di incontri sbagliati in cui viene fuori che le figuracce sono svolte esistenziali e come le cicatrici ci ricordano chi eravamo e cosa siamo diventati.
Niccolò Ammaniti was born in Rome in 1966. He has written three novels and a collection of short stories. He won the prestigious Italian Viareggio-Repaci Prize for Fiction with his bestselling novel I'm Not Scared, which has been translated into thirty-five languages.
Stanno lì, impresse per sempre nella tua memoria e lì rimangono ,a ricordarti chi eri ,che facevi e come (se)sei cambiato.
Dei racconti,Tutta la vita a Berlino di Francesco Piccolo è il più divertente ,il migliore ,secondo me ***** (e già che siamo in tema m'ha fatto pure rimediare una bella grezza come se dice a Roma , con l'abbronzatissimo e atletico baywatch che m'ha visto sghignazzare in modo sussultorio sotto l'ombrellone :D ) You and me alone (La commensale) di Diego De Silva non è affatto male e mi è piaciuto molto anche La cosa vera di Emanuele Trevi, sulla crociera degli artisti con echi wallaciani Il racconto di Christian Raimo invece,mi ha lasciato un po' così... Seeeeee ,come no, David Foster Wallace (!)con in mano una palla di carta igienica ,come un cuore appena estratto da un'operazione...uhm...troppi Margarita a Campo De'Fiori ...
Letto dopo molti anni di attesa. Scrittori italiani più o meno famosi alle prese con racconti su figure di merda memorabili: i racconti non sono indimenticabili e un paio sono deludenti ma è stata comunque una lettura piacevole che mi ha strappato qualche risata. Tuttavia alla fine del libro non si ha voglia di leggere altri libri degli autori ma di recuperare Tifone di Joseph Conrad (grazie a Emanuele Trevi) o di vedere L'ultimo capodanno (per merito di Niccolò Ammaniti).
Read after some year's wait. More or less famous Italian writers talk about huge bad impression: the short stories aren't unforgettable and a couple are disappointing but it has been an enjoyable reading and made me laugh. Anyway when the book is over you don't want to read other books from the authors but to read Joseph Conrad's Typhoon (thanks to Emanuele Trevi) or to watch L'ultimo capodanno (thanks to Niccolò Ammaniti).
Un libro originale e divertente scritto coralmente da alcuni scrittori italiani, e nato da un fatto curioso: durante una cena a Roma, nella conversazione vengono fuori alcuni episodi che li hanno visti protagonisti, e di cui si vergognano terribilmente. Qualcuno propone di mettere su carta queste figuracce, farle diventare dei racconti in quella che da un lato potrebbe apparire un’operazione di autosputtanamento, dall’altra essere un depotenziamento del fatto in modo da renderlo più divertente che ridicolo, e quindi innocuo.
I racconti sono tutti scritti piuttosto bene e molto divertenti. Le figuracce sono delle più varie, e vanno da iniziative messe in piedi da sedicenti agenti intrallazzoni a improvvise apparizioni di innamorate-stalker, da presentazioni televisive della propria opera che finiscono disastrosamente a un sms mandato alla persona sbagliata (e cicciona). Quello che però mi ha stupito più degli altri è il racconto di Christian Raimo: lui lo conosco come un impegnato intellettuale che scrive lunghi e articolati interventi su Internazionale e il Post.it, non immaginavo che avesse un trascorso da scrittore d’avanguardia tutto trasgressione e sregolatezza e che, ad un party a New York a cui partecipavano alcune delle più interessanti e promettenti firme americane (Franzen, Wallace, e altri dello stesso calibro) fece una figura, letteralmente, “di merda”.
Orribile. Mi spiace ma degli otto racconti non ne salvo mezzo. Grevi, grotteschi, pieni di autocompiacimento ma soprattutto fuori tema, scrive bene la lettrice che parla di ‘scarti’ vari assemblati all bell’e meglio in un’antologia il cui titolo dovrebbe definire il tema comune ma non lo fa. Se proprio devo, salv...icchio Paolo Giordano, anche se la ‘figuraccia’ dovete ancora spiegarmela. Sicuramente è una brutta figura questo tentativo di pubblicare ad ogni costo che puzza di marketing arraffazzonato.
Il racconto iniziale di Ammaniti mi aveva fatto ben sperare. Invece, racconto dopo racconto, ho notato solamente una grande e crescente amarezza, che mi ha portata a non terminare il libro, cosa che raramente faccio. Li ho trovati ben poco esilaranti, a tratti parecchio noiosi e alcune parti addirittura imbarazzanti. Insomma, voleva essere una raccolta di figuracce di vari autori, ma a mio parere altro non si è rivelata che una grande figura di m* collettiva.
Per recensire questo libro bisognerebbe, come ogni raccolta, dare una valutazione differente per ognuno degli autori che vi compaiono. Comprato per vergognosa brama della più piccola briciola di racconto di quello che è il mio scrittore preferito (indovinate un po’ chi…) mi sono dovuto confrontare con le storie di altri autori, all’infuori di Giordano e dello stesso Ammaniti (ma dai?) a me del tutto sconosciuti. Diciamo che il pregio di questo libro è che offre aneddoti interessanti sul mondo della scrittura, per chi li voglia ascoltare. Quella di Raimo è forse in questo senso la storia più interessante, nonché l'unica figuraccia in senso stretto; il resto sono divertenti e dissacranti storielle utili per passare una mezz'ora. Per il resto il libro tradisce abbastanza le seppur realisticamente basse aspettative. Una bella delusione la storia di Ammaniti, che fra l'altro un po' stona con i propositi della raccolta, in quanto eccessivamente, surrealmente romanzata. Imbarazzante Emanuele Trevi, pesante e sconclusionato (immagino sia il suo modo di scrivere, ma credo proprio che non avrò modo di aver a che fare con altri frutti della sua penna). In sintesi un libro che offre il divertissement del lettore che cerca un po' quello che si può trovare spulciando su internet, qualche risata, un paio di "ma pensa..." e niente di più. Resta un po' la sensazione di aver acquistato quella che è una mera trovata commerciale per alcuni, i più famosi, e pubblicitaria per gli altri.
Da leggere d'un fiato sotto l'ombrellone, anzi, nel mio caso, sotto un faggio. Formula collaudata: senza scomodare il Boccaccio, mi ha fatto pensare al Britannico "Le umiliazioni non finiscono mai". Prodotto godibile, che consente di saggiare una pluralità di autori, qualcuno magari per la prima volta, stuzzicando una sana curiosità. Come qualcuno ha detto prima di me, fa venir voglia di cercare su Google foto, notizie e recensioni. Quanto ai singoli racconti, una menzione in positivo per Ammaniti (introduzione), il solito Piccolo, Trevi e Da Silva, per me una vera scoperta. Giordano si salva in corner con la frase del venditore "Non è un SUV, è un crossover": grandiosa. Menzione in negativo per Pascale (se la figuraccia è tua, non la racconti in prima persona femminile) e di nuovo Ammaniti (la figuraccia deve essere realistica e, soprattutto, il grande Dino Risi non è reso in modo credibile).
P.S.: il racconto del napoletano De Silva mi ha trasmesso un atroce sospetto: esiste davvero un wine bar chiamato F24? E per giunta, si trova forse a Napoli? E poi, è pure frequentato da belle ragazze? Su internet non ho trovato nulla, ma se davvero esistesse sarebbe una clamorosa replica della vecchia barzelletta sul 740 nelle varie zone d'Italia e, diciamolo, un immeritato spot per la Lega. Qualcuno ne sa qualcosa?
Ho una debolezza e si chiama Niccolò Ammaniti: del genere che se cercasse una vittima sacrificale da nascondere in una grotta per fare esperimenti, io andrei volontaria :D Ecco dunque l'incapacità totale da parte mia di resistere a qualsiasi cosa egli produca, letterariamente parlando.. La raccolta è una sòla perché le uniche cose che mi sono piaciute sono l'introduzione (Geniale ♥) e il racconto Marco Risi contro la maga della Maglianella (Allucinato ♥). Entrambi di Ammaniti :D Gli altri racconti sono macchiette a cui si aggiunge il fatto che gli autori che conoscevo non mi stanno affatto simpatici e quelli che non conoscevo mi sono risultati così antipatici (la Stancanelli in primis, seguita a ruota da Raimo) da minare la serenità della lettura.. Vabbé, ma per Ammaniti questo e altro.. Lo sappiamo tutti che alla prossima raccolta simile io sarò lì in agguato!
Ottima introduzione, l’idea di base molto bella e divertente peccato che non tutte le storie narrate all’interno del libro siano realistiche (siano, quindi, frutto di fantasia) e altre non sono delle vere e proprie figuracce del narratore e questo, secondo me, ha fatto perdere molto il senso del libro. Poi può sembrare che sia una furbata editoriale, ma io l’ho trovata un’idea bella e di sicuro è una buona lettura per chi non vuole niente di troppo impegnativo o qualcosa di veloce da leggere. Il mio racconto preferito è stato quello scritto da Christian Raimo intitolato “ilmiolibro.it ovvero come sono diventato uno scrittore”. È sicuramente quello che mi ha fatto ridere di più e quello che mi ha fatto pensare “oh mio dio che figuraccia che ha fatto” appena ho finito di leggerlo.
Anche in questo caso mi sento un po' presa in giro... Che bisogno avevano autori come piccolo, ammaniti, raimo ecc ecc di scrivere un libro senza capo ne coda.... sono figuracce vere? racconti inventati? Chi può dirlo... Vogliono essere esilaranti ma a me hanno fatto abbastanza pena, di comico non c'è nulla.
Promossi Raimo, Piccolo e De Silva: senz'altro i racconti migliori, più attinenti anche al tema dell'antologia. Riserva su Ammaniti: da te, mio adorato Niccolò, mi aspetto sempre il massimo..eri partito alla grande con l'introduzione, ma il racconto non mi ha convinta per nulla. Per quanto riguarda gli altri..mah. Alcuni racconti sono anche divertenti, ma mi sfugge il nesso di alcuni con il tema delle "peggiori figuracce della vita". Nota positiva comunque per l'avermi permesso di conoscere nuovi autori, di cui sicuramente approfondirò la conoscenza.