Tra gli ontani, gli aceri, i castagni e le balze erbose dell’estate, Billy il Cane si muove non visto verso una meta che conosce lui ha consumato il suo tempo. Si sottrae fieramente al consorzio umano, come la sua profonda ferinità gli impone. I suoi tutori lo cercano e lui, fratello della notte, inciampa con la memoria nella sua vita da rivede l’infanzia disgraziata, l’ingresso nella casa del balzano terzetto dei suoi tutori che lo hanno strappato alla strada, la biblioteca del tutore dove ha ‘assaggiato’ la carta di tanti libri e per osmosi ha imparato la sua lingua. E poi le sfide, le risse, i morsi, gli amori e soprattutto la rabbia che sempre ha abitato il suo bellicoso cuore smargiasso, impaziente di avanzare nel mondo. Il piccolo cane con la lettera maiuscola se ne va, con le orecchie di velluto puntate verso il cielo, per continuare a sentire tutto, eterno come eterne sono le vite di chi ha molto vissuto.
Chiunque abbia amato un cane, soprattutto un cane meticcio, con un passato di randagismo e quindi poco addomesticabile, non potrà non innamorarsi di Billy e della sua storia. Leggendola ho ritrovato il mio amato Red, cane cocciuto ma allo stesso tempo fedelissimo, adottato inizialmente da mia madre e, quando lei è mancata, trasferitosi vivere con me e la mia famiglia. Lo avevo soprannominato “cane basico” perché non faceva nulla per compiacere gli umani come invece fanno tanti cani di razza e da salotto, ormai trattati come figli surrogati, ma amava molto la compagnia dei bambini, giocava tantissimo con loro ed era molto istintivo. Appena possibile tagliava la corda in cerca di femmine in calore e se incrociava qualche maschio erano scintille. Però non ha abbandonato neppure per un attimo mia madre nei suoi ultimi giorni su questa terra, uscendo solo per fare i bisogni e tornando immediatamente al suo capezzale. A differenza di Billy, che preferisce allontanarsi dalla sua famiglia quando sente avvicinarsi la fine, Red è morto tra le mie braccia, dopo l’ennesimo ictus, alla veneranda età di 19 anni. Tornando al romanzo/memoir di Alberto Rollo (scusate la digressione in ricordi forse troppo personali) ho trovato originalissimo far parlare il cane con un linguaggio molto ricercato come se avesse assorbito per osmosi le innumerevoli letture del suo compagno umano. Consigliatissimo!
Il motivo principale per cui questo libro, a mio parere, non funziona e non attira è la scrittura debole dell'autore*. In più punti non capivo bene le dinamiche, la narrazione dal punto di vista del cane è fin troppo forbita (per quanto l'autore stesso abbia tentato di giustificare questa scelta, non la trovo efficace... Un linguaggio più essenziale e semplice avrebbe reso molto meglio la natura del protagonista che, ripeto, è un cane!) e, per quanto possa esserci di certo il dolore di una perdita, le parole sono fredde e per nulla emozionanti. Non lo consiglio e penso che rivenderò la mia copia. Se cercate un romanzo con un animale come protagonista, mi butterei su Jack London e Richard Adams.
*Nota: io ho letto solo questo libro di Alberto Rollo. Non ho idea di come siano scritti gli altri libri. Probabilmente non lo saprò mai.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
Quando ho iniziato a leggere Billy il cane di Alberto Rollo, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Il titolo, apparentemente semplice, nasconde una storia profonda e commovente che mi ha catturata fin dalle prime pagine.
La protagonista, una giovane donna che si trova a navigare attraverso le difficoltà della vita, incontra Billy, un cane randagio con un passato altrettanto tormentato. La relazione che si sviluppa tra i due non è solo di amicizia, ma diventa un vero e proprio rifugio emotivo per entrambi. Attraverso gli occhi di Billy, ci viene mostrato un lato della vita che spesso diamo per scontato, quello degli animali che incrociano il nostro cammino e l'impatto che possono avere su di noi.
L'autore ha una maestria unica nel descrivere le emozioni in modo tale da farle sembrare palpabili. Le descrizioni sono così vivide che ho potuto sentire il freddo dell'inverno attraversare le pagine e il calore di un amore inaspettato riscaldare il mio cuore. Ogni capitolo è un viaggio, un pezzo di un puzzle che, una volta completato, dipinge un quadro di resilienza e speranza.
Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità dell'autore di dare voce a Billy in modo autentico e credibile. Non si tratta solo di un cane, ma di un personaggio a tutti gli effetti, con le sue paure, i suoi desideri e la sua crescita personale. Questa rappresentazione rende il libro non solo una lettura piacevole, ma anche un'esperienza emotiva intensa.
In definitiva, Billy il cane non è solo una storia su un cane e la sua padrona, ma è una riflessione sulla vita, sull'amore e su come le connessioni più improbabili possano avere un impatto duraturo. Consiglio vivamente questo libro a chiunque cerchi una lettura che riscaldi il cuore e faccia riflettere.