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Da solo

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In tempo di guerra cambia ogni cosa, anche per chi non combatte in prima i gesti, le parole, gli sguardi, i sogni non sono più gli stessi. In tempo di guerra ci sono bambini che, nello spazio stretto di una notte, si trasformano in piccoli uomini che devono affrontare e comprendere il mondo da soli. E ci sono madri che, nella speranza di proteggere i loro figli, li lasciano andare condannandosi a vivere con solo mezzo cuore.
Questa è la storia di Jarek che, pochi giorni prima dei suoi dieci anni, pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, attraversa il Paese da solo per cercare rifugio a Bratislava, a migliaia di chilometri da casa. Parte con la destinazione scritta sulla mano e giochi d’immaginazione nella testa, a cui ricorre istintivamente per dare un senso a ciò che senso non ha. Sua madre Hanna lo ha lasciato nella folla di fuggitivi alla stazione di Zaporižžja, restando a casa con Olena, la nonna invalida, e scegliendo per lui un insidioso viaggio nell’ignoto come alternativa al vivere per sempre con l’orrore negli occhi o al diventare un bersaglio. Lo ha portato in stazione con l’inganno e non ha voluto aspettare la partenza del treno. A dimostrazione del fatto che anche gli animi più impauriti possono generare atti di grande coraggio.
Da solo è ispirato a una storia vera che ha commosso il mondo e che dà voce a tutte le madri e a tutti i figli che, nelle guerre, trovano la forza di sopravvivere.

La mamma si china e mi guarda che sembra non possa più staccarsi dai miei occhi. Mi guarda per tutte le volte in cui ha evitato di farlo da stamattina. E io le Mamma, mi spieghi, adesso? La sua bocca, allora, si mette a tremare, il suo labbro a sanguinare e, nel bacio che mi dà, sento il suo sangue.


«Quella di Novita Amadei è una voce grande, calma, delicata». Sandra Petrignani

168 pages, Kindle Edition

Published February 21, 2025

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Novita Amadei

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March 1, 2026

La scrittrice si è ispirata a una storia vera avvenuta dopo l’occupazione russa del territorio ucraino il 24 febbraio del 2022: un bambino di undici anni si è trovato a dover attraversare il suo paese da solo per mettersi in salvo a Bratislava, ospitato dal fratello maggiore.
Jarek non ha nemmeno dieci anni quando la madre lo porta in stazione dopo l’invasione della Russia e viene affidato a un collega materno che lo aiuterà ad arrivare in Slovacchia. La madre non può partire perché deve occuparsi della suocera invalida, ma ha troppa paura che possa accadere qualcosa al figlio, per il quale naturalmente spera in un futuro migliore.
La narrazione ha più punti di vista: Jarek che fatica a comprendere che cosa realmente stia accadendo, la madre lacerata dalla preoccupazione e dalla scelta dilaniante fra partire e rimanere, la nonna Olena con i suoi ricordi ora che è giunta alla fine della propria esistenza.
Un breve romanzo che pone il lettore davanti all’orrore dello scoppio di una guerra, alle sue conseguenze, al dolore devastante delle separazioni, della paura di non comprendere che cosa accadrà il giorno successivo, la necessità di fuggire o restare.
Utile per riflettere in questi giorni su quanto accade nel mondo e sulle scelte che prenderemmo in caso di occupazione, per noi e soprattutto per i nostri cari.
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