Ad Ande Lande il destino delle persone è legato ai nomi assegnati dagli astri: più nomi hai, più sei destinato alla grandezza. Chel, la protagonista, è l’unica a possedere un solo nome (di una sillaba soltanto) e questo la rende un’outsider. Ma lei non si arrende alla propria sorte e cerca un modo per dimostrare il suo valore, imbattendosi in situazioni sempre più bizzarre e personaggi eccentrici.
Ande Lande è un romanzo che colpisce per il suo stile unico: un mix tra fiaba, avventura, umorismo e immaginazione. In particolare, mi hanno colpito tre aspetti:
1. Il worldbuilding originale. Il regno a forma di uccello, le piume come simboli, la fauna fantastica creano un’atmosfera fiabesca, ma credibile. Le descrizioni sono insolite, molto visive, quasi cinematografiche. Ad esempio, l’idea di una città in cui ogni cosa somiglia a casette per uccelli è resa in modo davvero vivido.
Forse l’inizio denso di informazioni è un po’ lento, quindi serve un po’ di pazienza per entrare nella storia. Dopo i primi capitoli il racconto prende slancio con scene d’azione e rivelazioni che mantengono alta la curiosità.
2. Lo stile narrativo e l’ironia. Lo stile è fresco, creativo, coinvolgente, ricco di ironia (soprattutto nei dialoghi), giochi di parole e invenzioni linguistiche. Si sente che l’autrice ha lavorato sulla lingua per renderla magica quanto il mondo che racconta. Il tono leggero riesce a bilanciare i momenti più profondi, rendendo la lettura scorrevole e divertente.
3. I personaggi eccentrici e ben caratterizzati. Chel deve lottare per farsi valere in un mondo che la considera irrilevante. Ciò che la rende speciale non è la magia che scopre di possedere, ma la sua testardaggine, il sarcasmo e il modo in cui si ribella all’ingiustizia del sistema in cui vive. È intelligente e ingegnosa, ma anche impulsiva e piena di insicurezze, il che la rende estremamente realistica. È una protagonista con cui è impossibile non empatizzare, ma anche i personaggi secondari sono unici.
Fra tutti spicca Astro Maestro, un astro che ha perso la bussola ma non la scombussola. È un personaggio dal carattere sfacciato, carismatico e incline alla battuta. A differenza dei classici maestri saggi e pazienti, lui è impulsivo, sarcastico e spesso mette Chel in situazioni rischiose. I due sviluppano una relazione fatta di battibecchi, ma anche un sincero affetto. Astro Maestro è il primo a credere davvero in Chel: la spinge a scegliere la propria strada invece di seguire le aspettative degli altri.
Cugina Fe Rufina è forse la mia preferita. È la cugina più piccola di Chel, ma spesso sembra essere quella più responsabile e matura. Il modo in cui cerca di darle un nome in più chiamandola sempre “cugina Chel” è un dettaglio tenerissimo.
Altri personaggi memorabili sono: miss Miss Lu Cinthia con il suo atteggiamento burbero ma affettuoso, Cam Ran, il ragazzo dai molti nomi (ne ha addirittura trenta), che passa gran parte della storia a negare la sua attrazione per Chel, gli enigmatici spennatori e il buffissimo mister Moe Moz, che ha una storyline davvero particolare. Anche le creature fantastiche sono personaggi a tutti gli effetti. Come gli iracondor, occhialuti perché il detto “non vederci più dalla rabbia” è letterale e loro hanno un brutto carattere.
In definitiva, Ande Lande trasporta il lettore in un mondo davvero speciale. Il viaggio di Chel è sia fisico che interiore, e la sua lotta per trovare un posto nel mondo, nonostante il suo unico nome, è un tema potente e universale.