“…così sorridono tutte le figure in cui la vita, che apparentemente si rapprende in un tempo finito, si trasforma in bellezza, in una forma che eternamente scorre, che sia un fiore, un animale, una testa egizia o la maschera mortuaria di un genio. Un sorriso distaccato ed eterno, che era, se uno ci si perdeva dentro, improvvisamente anche spettrale e pazzo, era bello e crudele, dolce e pericoloso, pieno di altissima intelligenza e della più selvaggia follia. Ovunque la vita si manifesti per un istante nella sua forma più completa, mostra questi due aspetti contraddittori. Non c’è musica nobile in cui, in certi momenti, non sembri di sentire il sorriso di un bambino e in altri il lutto più profondo. Così la bellezza è sempre e ovunque dolce superficie di uno specchio sotto il quale cova il caos. Così la felicità è sempre e ovunque un istante di entusiasmo, ma già al suo culmine impallidisce, spinta via dall’alito della morte. Così l’arte elevata, la saggezza degli eletti, è sempre e ovunque sorriso consapevole sull’abisso, dire sì al dolore, gioco di armonia sull’eterna micidiale lotta degli opposti.”