Ho il periodico bisogno di leggere libri che parlano di libri, che siano essi romanzi, saggi, memorie o quant'altro. E questo libricino era perfetto per soddisfare il mio bisogno. Sylvia Beach racconta la storia di Shakespeare and Company (quella vera, non l'attuale!), che fu molto più di una semplice libreria: biblioteca, casa editrice, piccolo museo di autografi ed edizioni rare, ma soprattutto punto d'incontro fondamentale per l'internazionalissima vita culturale parigina degli anni '20 e una sorta di ponte tra la Francia e gli Stati Uniti. In questa "raccolta di ricordi" ci sono amicizia, coraggio, amore per la cultura, critica letteraria e musicale, inframmezzati a una serie infinita di aneddoti che ci svelano i lati quotidiani e poco noti di grandi nomi quali James Joyce, Ernest Hemingway, Ezra Pound, André Gide, Francis Scott Fitzgerald e tanti altri, che per Sylvia Beach erano amici e compagni d'avventura.
I capitoli migliori sono senza dubbio quelli dedicati a Joyce ed Hemingway, alla quale l'autrice fu legata da profondissima amicizia e nei cui confronti trabocca d'affetto, ma soprattutto quelli dedicati alle disavventure legate alla pubblicazione dell'Ulysses, scelta coraggiosissima della Beach e senza la quale chissà se e quando un testo così importante avrebbe mai visto la luce, ma che rischiò seriamente di mandarla in bancarotta.
“Fin dal primo giorno avevo capito che, nel lavorare con o per James Joyce, il piacere era mio, ed era un piacere infinito, e i profitti suoi.”
Il resto del libro è troppo episodico per i miei gusti, e non è riuscita a coinvolgermi fino in fondo: troppi i nomi, i libri, le riviste e i personaggi che appaiono e scompaiono nel giro di poche pagine, nonostante furono quasi tutti membri importanti della "ghenga". Molti di questi episodi lasciano comunque il segno, pur nella loro brevità, ma nel mio caso la cosa mi ha più innervosita che altro, perché avrei voluto saperne di più, molto di più...!
Resta comunque una lettura gradevolissima, grazie anche allo stile semplice e scorrevole della Beach, e che consiglio senza ombra di dubbio a tutti gli amanti della letteratura di quel periodo (e soprattutto agli amanti di Joyce, vero protagonista della storia!).