« Della testa in cui sono entrato, tenterò di descrivervi quello che percepisco.
C'è una parte piuttosto molle, forata da orifizi per mezzo dei quali posso vedere, sentire, odorare, gustare, inghiottire e che chiamo faccia o davanti, e una parte piuttosto dura, senza orifizi, che non vede, non sente, non odora, non gusta e che chiamo cranio o dietro. Perché questi nomi?
Semplicemente perché li leggo qui su delle etichette, poiché, tra la faccia e il cranio, tutto è pieno di etichette e vi posso leggere la denominazione di tutte le cose percepibili.
Secondo i cartellini che ci sono qui, in mezzo alla testa, tutto questo macchinario serve a pensare.
Infatti può pensare.
Ma pensare a che cosa? Non è lei che lo decide.
Chi decide dunque? Io? Chi, io? Imprigionato qui dentro, sento la mia pelle della mia faccia, coi miei occhi, le mie orecchie, le mie narici, la mia bocca, che fa una smorfia, la mia smorfia.».
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