L’hotel dei serial killer di Kie Hōjō è un thriller giapponese ambientato in un albergo che è un rifugio segreto che ospita criminali, assassini e latitanti, regolato da norme rigidissime. A occuparsi delle indagini interne è una detective con un passato da criminale, chiamata a risolvere delitti e misteri senza poter ricorrere alla polizia.
Il romanzo si articola in quattro casi distinti che vanno da un omicidio apparentemente impossibile, consumato in una stanza chiusa, a un avvelenamento che coinvolge personaggi dal passato oscuro, passando per un caso di identità nascoste e un delitto che mette in pericolo gli equilibri di potere dell’hotel. Quattro indagini diverse, unite dalla stessa protagonista e da un ambiente in cui nessuno sembra davvero innocente.
Ho iniziato la lettura con molta curiosità, ma devo ammettere che inizialmente la struttura mi ha un po’ spiazzata perché non ci troviamo di fronte a una trama lineare, che si sviluppa gradualmente, bensì a una successione di indagini serrate nelle quali si viene catapultati fin da subito. La narrazione infatti, procede soprattutto attraverso dialoghi e interrogatori dei sospettati, dando vita a una dinamica quasi statica, teatrale, che può risultare destabilizzante.
Bisogna prestare molta attenzione, tenere insieme numerosi indizi, ricordare le dichiarazioni dei personaggi e ricostruire ogni volta il quadro completo e questo rende la lettura stimolante sul piano logico, ma rischia anche di penalizzare il coinvolgimento; se si legge in più giorni, è facile perdere qualche dettaglio e faticare a ritrovare il filo.
Il mio consiglio è quindi di approcciarsi al romanzo sapendo già cosa aspettarsi, magari dedicando a ciascun caso una lettura concentrata, senza troppe interruzioni in quanto non è un giallo da leggere distrattamente o lasciandosi semplicemente trasportare dalla storia, ma richiede memoria, attenzione e una buona dose di concentrazione. Una lettura particolare, che può soddisfare chi ama le indagini complesse e il ragionamento deduttivo, ma alla quale bisogna arrivare preparati.
L’ho trovato estremamente ripetitivo e spesso si perdeva il filo del discorso. Diciamo che gli ultimi due episodi erano molto comprensibili e soprattutto molto intriganti. Mi è piaciuto molto leggere di una storia totalmente diversa dal solito: altra ambientazione, altro tipo di personaggi ed ho adorato il fatto che l’autrice abbia voluto evidenziare un lato molto emotivo dei criminali perché in fondo siamo tutti essere umani. Credo sia perfetto per un adattamento cinematografico.
What a charming and quaint idea - a hotel with a main section for regular guests, and a separate section for criminals & catering specifically to criminal activity. You simply have to pick up the phone to order weapons, poison, counterfeit notes, etc. But not drugs - that's where they draw the line, they want lucid people who don't hide behind the excuse of behaviour modifying drugs.
There are also 2 basic rules: 1. Do not cause damage to the hotel property 2. Murder within the hotel is punishable by death - an eye for an eye in a just penalty. Your corpse would be disposed of in the inhouse incinerator.
And so we are introduced to the protagonist, an elite killer who has a job as a hotel detective. Her job is to investigate impossible locked room crimes which the Japanese are obsessed with, and to deliver justice.
Quite an interesting read, I would love to read more stories set in this hotel. Fair warning though, the execution is not that sophisticated, at times it's not written that well, but might be due to translation rather than original work.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un romanzo giapponese che affronta il genere investigativo in modo originale, proponendo una serie di misteri ambientati in una location decisamente insolita. L'Amulet Hotel è una struttura molto particolare: solo i criminali più importanti e pericolosi possono soggiornare in una sezione riservata dell'edificio, dove la privacy e la sicurezza sono garantite da un sistema praticamente impenetrabile. Gli ospiti devono rispettare due regole fondamentali: non arrecare danni alla struttura e non ferire né uccidere nessuno al suo interno. Eppure, proprio tra quelle mura, iniziano a verificarsi una serie di omicidi in circostanze decisamente particolari. A indagare è Kiryū, ex sicaria diventata detective dell'hotel, determinata a risolvere ogni caso grazie alla sua logica impeccabile. Come spesso accade nella narrativa giapponese, lo stile è piuttosto diretto ed essenziale, senza indugiare troppo sulle emozioni dei personaggi. La struttura del romanzo invece è particolare. I capitoli possono essere letti singolarmente, come racconti autoconclusivi, oppure considerati come parti di un'unica storia. Ogni caso trova infatti una soluzione nel giro di un capitolo, mentre a fare da filo conduttore sono alcuni membri del personale dell'Amulet Hotel. I misteri sono ben costruiti e le soluzioni non prevedibili. L'autrice dissemina indizi e dettagli, rivelando le informazioni poco alla volta e lasciando alla detective il compito di ricostruire ogni volta l'accaduto. Non mancano quindi colpi di scena ed elementi inaspettati. L'ho trovato un romanzo molto originale e scorrevole. Non è il giallo più bello che abbia mai letto, ma è sicuramente una lettura piacevole, soprattutto per chi cerca qualcosa di diverso dalle classiche indagini.
«L'Amulet è un posto speciale che lavora per i criminali. Ci sono solo due regole da rispettare: Non arrecare danni all’hotel. Non commettere atti lesivi e omicidi all'interno della struttura.»
Uno dei libri più insulsi che abbia letto. Privo di trama, racconti assemblati senza un continuo nella trama. Capitoli infiniti e personaggi a cui non ti affezioni. Davvero brutto