È una sonnacchiosa domenica estiva nelle campagne del Basso Piemonte, quando la sacrosanta quiete pomeridiana di casa Morbelli è interrotta da una visita inaspettata. Si tratta dei nuovi vicini, ansiosi di presentarsi come si deve: si sono appena trasferiti da Genova al casolare lì sotto, appartenuto a un loro parente, il signor Merello, morto qualche tempo prima in circostanze un po’ strane. Alla curiosa Nadia Morbelli basta questo particolare per drizzare subito le antenne: il signor Merello morto per avvelenamento da funghi? Ma se quell’anno sulle colline della zona di funghi non se n’è visto manco mezzo! Impossibile resistere all’istinto di ficcanasare, soprattutto quando salta fuori che Merello teneva in casa ben tre quadri di Depero nonostante facesse la fame. Se si aggiunge che in origine i Depero erano quattro e che adesso uno è esposto in una nota galleria di Zurigo, i conti proprio non tornano. Testarda come un mulo e col suo solito piglio impertinente, Nadia è decisa a vederci chiaro. Tra una degustazione di vini pregiati e una cena a base di succulenti piatti liguri che farebbero capitolare anche un asceta, finirà dritta sul luogo di un altro delitto. E in un mare di guai, per la disperazione dell’affascinante vicequestore Prini, sempre più intimo amico.
Non è stato male, dopo un po' di tempo dalla lettura dei due precedenti, riprendere e terminare la serie di Nadia Morbelli, soprattutto perché ho trovato il caso, ambientato nel mondo dei mercanti d'arte e dei falsi d'autore, molto interessante. Certo, la trama orizzontale dei romanzi della serie è praticamente un elenco di menu con vini e altri beveraggi che ti fa ubriacare e ingrassare di dieci chili solo a leggere. E al terzo ristorantino già mi ero rotta le scatole. Il finale, poi, è rimasto sospeso, quasi tronco che... boh!
Senza dubbio l'autrice ha una buona proprietà lessicale e mi è piaciuto che usasse talvolta termini che stanno andando in disuso quali "luculliano" o "pantagruelico". Storia di per sé carina nonostante il colpevole fosse abbastanza chiaro fin dall'inizio. Purtroppo il finale è davvero molto ma molto affrettato, non vi è una conclusione vera e propria il che lascia nel lettore un senso di sospeso, quasi che ci debba essere un seguito per chiudere la faccenda. Ci sono molti personaggi anche se alcuni potrebbero essere eliminati senza troppi problemi "affidando" le loro parti ad altri senza che per la storia cambi alcunché. Riassumendo lettura tutto sommato piacevole ma storia incompiuta per cui non lo consiglierei. Voto 2,5
Ho divorato questo libro perché sono ormai affezionata alla protagonista Nadia e al suo aura da signora in giallo. Come gli altri libri della serie, è molto scorrevole e divertente, e conoscere Genova un po' meglio mi fa molto piacere perché parte della mia famiglia ora vive lì. Questa volta il mistero è più insolito, si tratta di un avvelenamento da funghi che inizialmente non desta sospetti, ma Nadia odora qualcosa di criminale. Non dico null’altro se non che ci sono delle scene molto esilaranti con Prini, i due prima o poi diventeranno amanti? Chissà, per ora possiamo solo attendere il primo capitolo e fantasticare.
Scrittrice genovese usa il nostro dialetto in molto dialoghi tra i personaggi. Ho letto questo giallo tutto in fretta e riletto nuovamente per apprezzare a fondo le varie battute caratteristiche liguri.
Nadia Morbelli “senza ficcare il naso nei fatti altrui mica ci sa stare”, perché si annoia. Ed è proprio così che nascono le sue storie a metà strada tra il poliziesco e l’umoristico. Ad accompagnare ogni fase dell’indagine svolta dall’irriverente giornalista genovese, Nadia, c’è tanta tanta cultura gastronomica. La protagonista analizza la vita e i misteri, degustandoli una pietanza dopo l’altra, mentre giunge alla soluzione delle sue improvvisate indagini da dilettante, affiancata dal vicequestore Prini e coinvolgendolo nei suoi stessi guai, oltre che nel triangolo amoroso di cui vive le vicissitudini. La narrazione prende l’avvio, proprio come recita il titolo, da LA STRANA MORTE DEL SIGNOR MERELLO. Nadia non l’ha mai conosciuto ma trova subito la sua morte davvero inverosimile: “Avvelenamento da funghi? Mazza che sfiga!” Poi, rovistando tra le cianfrusaglie nella casa dello squattrinato defunto, il quale in passato aveva avuto interessi e attività nel mondo dell’arte, vengono fuori tre quadri di Depero di inestimabile valore ed è così che il mistero prende il sopravvento e Nadia non riesce a frenare la sua curiosità e la sua testardaggine. L’indagine per la morte misteriosa del signor Merello e la simpaticissima protagonista, che non riesce a tenere a freno la sua curiosità, sono due degli elementi vincenti di questo romanzo. Ma il vero pregio è l’umorismo ottenuto grazie al registro plurilinguistico dei dialoghi, uno stile che risulta sempre brillanti e vivaci, che conferisce dinamismo alla narrazione e tiene vigile il lettore, il quale, insieme alla protagonista, si intestardisce nel far luce nella vicenda luttuosa. Lo stile narrativo non è affatto lasciato al caso, ma ogni parola ha lo scopo di contribuire all’effetto umoristico e alla riuscita del romanzo, perciò scritto con arte comunicativa e ottima proprietà di linguaggio. Avvincente e brioso è un fantastico romanzo che dona ore di piacevolissima e interessante lettura.
Tutti e tre libri della correttrice di bozze Nadia Morbelli chi non sa che cavolo vuole nella vita sono un interminabile viaggio nel Paese delle Meravglie Culinarie, osservazioni di moda ed arredamento casa con lo sfondo di extracommunitari casinari che non lasciano in santa pфce poveri italiani con loro inclinazioni criminali. Pero' mi son divertito un sacco con questi romanzi del piu' e del meno non lo so perche'. Sara' per l'umore o per la linguagetta pittoresca a volte delle mimimi o per l'atmosfera generale della vita quotidiana urbanistica dei nostri tempi:))
This entire review has been hidden because of spoilers.
Bah...stavolta la Morbelli mi ha appallato più che altro. Non riuscivo ad appassionarmi alla storia, tutte le follie di Nadia per avere informazioni mi sembravano esagerate e anche Prini ha perso molto di mordente, almeno secondo me. Non so, spero in un miglior prossimo libro, ma diciamo che ho perso l'entusiasmo iniziale per questa scrittrice che mi sembrava così promettente, almeno dalla lettura dei primi due libri.
Troppi riferimenti al cibo e ai locali, alcuno personaggi sono veramente troppo abbozzati, molti altri avrebbero meritato più approfondimento se si voleva dare uno spaccato di vite vissute. Le Polizie (Italiana e Svizzera) fanno delle figure troppo sempliciotte
Questa volta la casa editrice c'è poco o nulla, mentre vengono fatti riapparire personaggi che alla fine poco danno alla storia.