Lettura consigliata agli astemi – perché cambino idea!
La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!
Chiara Parenti (1980) è nata a Lucca dove vive con il marito, il figlio, due gatti, due pesci rossi e una tartaruga. Solo non si vedono i due liocorni, per ora. Laureata in Filosofia, è giornalista pubblicista e lavora nell’ambito della comunicazione. Ama la pizza e nel tempo libero le piace disegnare, leggere e viaggiare. Oltre alla pizza, ama anche parlare di sport. La sua frase preferita è: “Il mese prossimo mi iscrivo in palestra”.
È autrice di tre romanzi ebook per la collana Youfeel di Rizzoli: “Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)”, “Con un poco di zucchero” e “L’importanza di chiamarsi Cristian Grei”. A gennaio 2017 ha esordito in libreria con il romanzo “La voce nascosta delle Pietre” (Garzanti), tradotto in Spagna e America Latina per Ediciones B. A maggio 2017 è uscita la nuova edizione cartacea firmata BUR Rizzoli di “Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)”, il suo primo ebook campione di download su Amazon.
A giugno 2018 torna in libreria con “Per lanciarsi dalle stelle” (Garzanti).
Assolutamente adorabile! L'ho letto in un pomeriggio e mi ha preso subito; appena inizi sei già catapultata nella storia e nelle avventure di Maia! Con grande bravura l'autrice alterna presente e passato in una continuità che rende gli eventi chiari e che ti spinge a divorare pagine su pagine per sapere se l'amore di Maia e Marco avrà ancora un futuro, se dal caos di eventi inaspettati e senza controllo, possa nascere una nuova consapevolezza di sé e di cosa è importante per la propria vita. Il romanzo, pur essendo una chick lit pieno di situazioni divertenti e di pura allegria, è anche un percorso umano di vita, un percorso che Maia intraprenderà per ritrovare la vera se stessa, nascosta sotto tonnellate di responsabilità e una grande delusione che le ha blindato i sentimenti veri, quelli profondi, quelli che fanno battere forte il cuore. Maia non deve accontentarsi, ma imparare a sentire di nuovo con ogni fibra del proprio essere. Marco poi è speciale, un uomo di forte altruismo, anche se nella vita ha fatto scelte sbagliate, ma è capace di grande amore, quell'amore che sopravvive agli anni e che è per sempre. I personaggi di contorno sono ben tratteggiati e regalano un arricchimento a questo romanzo breve che cattura per la sua dolcezza, per il suo realismo e per la sua verve brillante e umana. Se devo fare un appunto è che, proprio perché l'ho adorato, avrei voluto qualche scena in più tra i due protagonisti ai tempi attuali, sono una romanticona, è il mio grande difetto. Ciò non toglie che il romanzo ha un suo perfetto equilibrio, ogni aspetto è studiato con cura e porta all'epilogo che scalda il cuore e strappa un sorriso. Spero che un giorno questo ebook avrà anche la sua bella versione cartacea, io l'acquisterò di certo.
♥︎Niente di che. Una lettura estiva, piacevole, ma avendo letto altri libri di questa autrice (una delle mie preferite) ho notato la grande differenza di stile, molto meno articolato e trama molto semplice. Se cercate qualcosa di poco impegnativo questo libro fa per voi, se no vi consiglio di leggere altri romanzi sempre della Parenti.♥︎
“Tutta colpa del mare” è un romanzo divertente e spassoso. Lo stile dell’autrice è veramente particolare e molto fluido. La storia viene raccontata dal punto di vista della protagonista, ma con ambientazioni temporali differenti. Infatti in alcuni capitoli troviamo il racconto da parte di Maia adulta. In altri, a raccontarci la storia, c’è una Maia adolescente. E per comprendere a pieno la storia, questo gioco di ambientazioni è perfetto. Maia è una ragazza che ha tutto nella vita, ma solo tornando nei luoghi della sua adolescenza e parlando con il suo primo e grande amore, riesce a capire cosa non va nella sua vita apparentemente perfetta. Marco invece è un eterno ragazzone. Nel corso degli anni è rimasto sempre lo stesso. Lavora sempre per lo stesso lido balneare, suona e scrive canzoni per il suo gruppo, ma della sua vita non rimpiange nulla. O forse solo una scelta che ha dovuto fare molti anni prima. Chiara Parenti mi ha fatto innamorare di questa coppia e di questi luoghi. Descrive il mare con un tale coinvolgimento che se chiudi gli occhi per un attimo, ti ritrovi a passeggiare sulle spiagge della Versilia accarezzata dal vento del mare. Maia ha tutto nella vita: un ricco e bel fidanzato, un lavoro molto ambito e delle amiche meravigliose. Diana, la sua migliore amica nonché sorella del fidanzato, sta per sposarsi e decide di festeggiare il suo addio al nubilato, insieme alle sue quattro amiche, nella prestigiosa villa di famiglia in Versilia. Maia, all’età di sedici anni, su quelle spiagge ha trascorso l’estate più bella della sua vita. Tornare in quei posti la spaventa, soprattutto perché ha paura d’incontrare Marco, un ragazzo nato e cresciuto al mare che le ha rubato il cuore. Arrivate alla villa, le ragazze si preparano per festeggiare Diana in una discoteca in centro. Maia cerca di godersi la serata, ma è troppo attaccata al suo lavoro ed è costretta a rifugiarsi in bagno per non farsi scoprire al telefono con il suo datore di lavoro. Una volta tornata in pista, la ragazza urta accidentalmente un ragazzo e nel momento in cui i loro occhi si incrociano, Maia si sente di nuovo una sedicenne...
Amo i chick lit, da gustare in quei momenti nei quali si è stressati o semplicemente per bisogno di una lettura gradevole e leggera. E quando un libro nella sua leggerezza riesce ad emozionare e far ridere, in maniera semplice e genuina, l’autrice ha decisamente raggiunto il punto. Chiara Parenti e i suoi protagonisti effervescenti hanno dato vita ad un romanzo romantico, pieno di brio e dal ritmo rock; rock, come i baci di Marco e Maia. Romantico, come il loro amore, il primo , quello adolescenziale che non si scorda mai , indelebile come il loro tatuaggio, marchio del loro amore, e che dopo anni di lontananza e di crescita per entrambi , si ripresenta con le stesse emozioni e desideri per scoprirsi ancora follemente innamorati. Deliziosamente teneri e adorabili. “[...] e le stelle si tuffarono in mare e il mare ricoprì il cielo con una fontana di diamanti di luce.” Attorno a Marco e Maia ruoteranno vari personaggi che renderanno spassose le vicende del romanzo, tutti ben caratterizzati e in cui sarà facile immedesimarsi. Si legge tutto d'un fiato e con il sorriso che non ti abbandona , alla fine ci si rammarica che sia già finito. Per concludere, come Marco e Maia , si divertivano a giocare al ”se fosse”… Se questo romanzo fosse un fiore, per me sarebbe rappresentato dal girasole: allegro, spensierato, in grado di infondere gioia e allegria, il simbolo dell’amore! Complimenti Chiara Parenti.
Questo fa parte di quei libri che continuo a vedere da tutte le parti, ma che, per un motivo o per l’altro, non ho mai comprato. Per fortuna ci sono le challenge, e finalmente sono stata spronata a farlo!
Ho trovato questo romanzo davvero molto carino, nella sua semplicità. La storia è assai divertente, in grado di strappare ben più di una risata durante la sua lettura, e, in alcuni tratti, è anche emozionante. Tutto ciò fa sì che sia impossibile mettere giù il libro, per cui uno si ritrova a divorarlo nell’arco di pochissime ore.
L’alternanza dei capitoli ambientati nel presente e nel passato, seppur non chiarissima da un punto di vista formale, non mi ha pesato sulla storia, anzi, mi è molto piaciuta perché mi ha fatto meglio apprezzare i personaggi.
Per ciò che riguarda loro, il personaggio di Maia, la protagonista femminile, mi è piaciuto molto, l’ho trovata una ragazza decisa ed intelligente, seppur troppo presa dal suo lavoro e spesso incapace di vedere oltre il proprio naso ciò che la circonda. Marco, invece, mi è piaciuto di meno: sì, è vero, è un ragazzo dolce e gentile, ma in realtà l’idea che mi sono fatta di lui è quella di un bambinone, di un ragazzo che non riesce a crescere, nonostante tutto. Ho trovato che il personaggio diciassettenne e quello adulto fossero troppo uguali, come se fosse rimasto completamente congelato nel tempo, e, anche con l’andare avanti del romanzo, non ho trovato una sua vera evoluzione.
Nel complesso un romanzo molto carino, perfetto per un pomeriggio estivo di relax.
Appoggiò al muro l’ombrello, che scivolò a terra. Lui lo rialzò e quello cadde ancora. Nel frattempo io mi misi a giocare a Scala quaranta con i gatti randagi del quartiere. Insomma, quando fu certo che l’ombrello fosse a posto, Marco si mise in ginocchio, estrasse un sacchettino dalla tasca dei jeans e me lo porse.
«Apetta, so che tutti dicono che ci conosciamo da troppo poco tempo per esserci davvero innamorati, che siamo troppo giovani anche per sapere che cos’è l’amore, che questa è solo la storia di un’estate, e tutto il resto… Ma io non ci credo. Perché io credo solo al battito folle del mio cuore ogni volta che ti vedo, alla musica troppo giusta che sento ogni volta che ti bacio - non pop-melodico, eh, rock puro!» si sentì in dovere di precisare. «E… wow!, a tutta la forza del mare che mi scorre dentro mentre faccio l’amore con te.»
Maia Marini è diretta verso una meta sconosciuta per festeggiare l’addio al nubilato dell’amica Diana con Gaia e Margherita. Quando scopre che si stanno dirigendo verso la nuova villa al mare dell’amica, in Versilia, i ricordi affiorano nella sua mente: quel mare che ha visitato per anni durante le estati a casa della nonna, quel primo amore di quindici anni prima.. lui, Marco.
Perfetta stacanovista, Maia decide di non lasciarsi andare ai ricordi e non si stacca dal cellulare, sempre pronta a esaudire le tantissime richieste del suo diabolico capo, Tancredi De Bernardis alias "Ciccio Cianuro".
Quando, però, la sera inizia la vera festa ed entrano nel locale in cui ha passato tanto tempo durante quella famosa estate, si scontra proprio con Marco e tutti i loro vecchi amici. E il cuore le si ferma.
Maia è fidanzata con Lapo, un uomo che la modella a sua immagine e somiglianza, e lei non si accorge neanche di quanto sia cambiata per lui e per quella vipera della suocera.
So che Lapo non approva che beva superalcolici, ma stasera non posso farne a meno. E, in fondo, un mojito che male può farmi?
Le ultime parole famose: la festa ha inizio e dopo tanti mojito Maia si risveglia nella villa distrutta, a letto con Marco.. e senza l’anello di fidanzamento da trentamila euro.
Maia dovrà capire chi è, cosa vuole davvero dalla vita e quale strada scegliere: se quella del passato o quella di un nuovo futuro. Ma se il passato fosse la porta su cui si affaccia il futuro?
Appoggiò al muro l’ombrello, che scivolò a terra. Lui lo rialzò e quello cadde ancora. Nel frattempo io mi misi a giocare a Scala quaranta con i gatti randagi del quartiere. Insomma, quando fu certo che l’ombrello fosse a posto, Marco si mise in ginocchio, estrasse un sacchettino dalla tasca dei jeans e me lo porse.
«Apetta, so che tutti dicono che ci conosciamo da troppo poco tempo per esserci davvero innamorati, che siamo troppo giovani anche per sapere che cos’è l’amore, che questa è solo la storia di un’estate, e tutto il resto… Ma io non ci credo. Perché io credo solo al battito folle del mio cuore ogni volta che ti vedo, alla musica troppo giusta che sento ogni volta che ti bacio - non pop-melodico, eh, rock puro!» si sentì in dovere di precisare. «E… wow!, a tutta la forza del mare che mi scorre dentro mentre faccio l’amore con te.»
Lo stile di Chiara Parenti è semplice, scorrevole e coinvolgente. La narrazione è in terza persona e la caratterizzazione è davvero fine ed efficace.
Maia Marini è ancora quella ragazzina che ha sofferto tanto in quella lontana estate. Ora è diventata una donna che si è costruita una nuova personalità, è seria, quasi di “ghiaccio”, stacanovista e fidanzata con un uomo che palesemente non ama, per cui non prova “i fuochi d’artificio” o, meglio ancora, che quando bacia non le fa sentire “il rumore del mare”; pensa di essere felice così, ma in una sola notte tutto si ribalta.
La narrazione è frammentata da flashback del passato che raccontano la storia d’amore tra Marco e Maia, un amore dolce e profondo come solo il primo può essere.
“I chiari e immediati segnali di affinità furono, nell’ordine: l’amore per il Winner Taco e quello per i Radiohead e l’odio per i bugiardi e i carciofi.”
Con un susseguirsi di risate e sorrisi, “Tutta colpa del mare (e un po’ di un mojito)” è un racconto frizzante, divertente, dolce e anche un po’ profondo. Diciamocelo, durante la lettura mi è capitato anche di scoppiare a ridere di gusto e commuovermi verso la fine!
Davvero consigliato.
Con un’onda, raccogli il nostro Amore, custodiscilo nei tuoi abissi, proteggilo con i tuoi flutti. Chiedi al vento di muoverlo insieme a te, lascialo andare a toccare il tuo cuore. Illuminalo con le tue stelle e fallo cullare dal tuo respiro, usa tutta la tua forza e portalo via con te.
Re Tonno Dei Sette Mari. E Signora. (In una bottiglia di rum, da qualche parte, in mezzo al mar Mediterraneo)
Commento a caldo: *-* sono un'inguaribile romantica e il primo amore (corrisposto) non si scorda mai!
Recensione più dettagliata: Stamattina, l'autrice mi ha contattata per segnalarmi l'uscita del suo libro, che non mi era del tutto sconosciuto, perché l'avevo adocchiato quando ho letto la newsletter della Rizzoli che mi informava della nascita di YouFeel. Il titolo mi aveva da subito colpita, perché si capiva perfettamente che non sarebbe stata la solita romanticheria pallosa e scontata, anzi.
Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) – ma io direi anche più di un solo e semplice mojito ;D – è un libro che si legge davvero in pochissimo tempo, scorrevole, divertente e ideale per le inguaribili romantiche. La storia ha per protagonista Maia, una brillante trentenne che lavora in un'azienda di comunicazione, ha un fidanzato altolocato e non può certo immaginare che il passato si ripresenti all'improvviso durante l'addio al nubilato della sua futura cognata in Versilia. Da lì inizia una serie di (dis)avventure che portano Maia a riconsiderare la propria vita, i propri affetti e, soprattutto, a fare un tuffo nel passato insieme a Marco, il suo primo amore. La prima (dis)avventura di Maia è non ricordarsi nulla, ma proprio nulla, della festa di addio al nubilato per colpa di una sbornia da paura. E questa scatena altre pseudo-avventure che coinvolgono Maia. I capitoli si alternano tra il giorno d'oggi e quello che è successo tra Maia e Marco quindici anni prima, ed è stato molto interessante il parallelismo tra una storia e l'altra e leggere l'antefatto.
Lo stile di Chiara mi è piaciuto subito, è immediato, ironico e diretto, non ha peli sulla lingua, quindi il libro mi ha subito trasportata nel mondo creato da lei. Mi sono anche rivista molto in Maia, nonostante non abbia la vita da pseudo-sogno* che ha lei all'inizio del libro, e mi sono riscoperta inguaribile romantica, perché chi non vorrebbe reincontrare il proprio primo amore, quell'anima gemella che ha fatto battere il cuore per la prima volta, progettare la vita insieme e, anche se non sempre è andata come auspicato, fa ancora sospirare con gli occhi a cuoricino? Chi non vorrebbe ricominciare da capo con l'anima gemella? Eh sì, nonostante non lo dia a vedere spesso (diciamo pure che lo nascondo molto bene), anch'io ho un animo sensibile e romantico =D
Ma ritorniamo al libro, prima che divaghi ulteriormente. Maia è contornata da personaggi molto singolari, come le sue amiche o i parenti acquisiti e il fidanzato Lapo, ma molto ben caratterizzati. A una prima occhiata sembrano i soliti personaggi stereotipati, ma andando avanti con la lettura, si scoprono tutte le varie sfumature che ognuno di loro ha. Uno dei miei personaggi preferiti è Diana, la futura cognata di Maia, che la fa ragionare sulla vita e su quello che vuole realmente, per non parlare del fatto che sia l'unica che riesce a tenere testa a Madre Atena. Ci sono i personaggi salvagente e quelli fanno di tutto per essere odiosi e che si fanno odiare anche solo dal nome, come Tancredi o la sopraccitata Madre Atena. Quest'ultimi sono delle vere e proprie macchiette, perché, nel loro risvegliare la voglia di prenderli a testate sui denti, c'è comunque un qualcosa di divertente.
Riassumendo: il libro mi è piaciuto tantissimo, lo stile di Chiara è molto accattivante e si legge con piacere, ti fa immergere nel mondo dei suoi personaggi. Maia & co. sono caratterizzati molto bene, niente è lasciato al caso, si vede che c'è stato un grandissimo lavoro dietro, anche se il romanzo è molto breve. Il fatto che si vedano la documentazione e l'accuratezza personalmente lo apprezzo molto, perché non è da tutti, negli ultimi tempi, fare del lavoro immane anche e soprattutto per qualcosa di poche pagine.
Detto questo, non mi dispiacerebbe leggere altro di Maia e Marco e quindi non vedo l'ora di scoprire altre cose attraverso il loro blog ;) Ringrazio ancora Chiara per l'opportunità che mi ha dato nel leggere il suo libro e spero che questa recensione sia stata d'aiuto... e che non sia troppo sconclusionata =D
Come vi dicevo sopra ho letto questo romanzo appartenente alla nuova collana digitale Youfeel di Rizzoli durante le mie vacanze che, nonostante non siano state lunghissime, mi hanno almeno permesso di rilassarmi in compagnia di tanti libri. Vi dirò però che fra tutti quelli che ho letto, questo è quello che più mi ha fatta sorridere e che più mi è rimasto impresso. E si sa, i romanzi che lasciano il segno in un lettore, di cui a distanza di giorni ancora ci si ricorda il nome di tutti i protagonisti, meritano davvero. Vi dirò di più: avevo chiesto all'autrice di darmi un bel po' di tempo a disposizione per organizzarmi ad ospitare una tappa del Blog Tour perché temevo, con le vacanze di mezzo, di metterci troppo a leggerlo e prepararmi. ...E invece non ci crederete (sì cara Chiara), ho dato una sbirciatina mentre mi riposavo durante i preparativi delle valige e non ho avuto scampo. Come l'ho iniziato, ho dovuto assolutamente anche finirlo (risultato: al momento risulta disperso un mio cardigan, ma pazienza). Ne è valsa la pena.
È I M P E R D I B I L E!!!!
La trama riportata sopra vi da già tantissime informazioni ed io non voglio rovinarvi il gusto di leggerlo dicendovi della storia più del dovuto. Sappiate però che il detto "Il primo amore non si scorda mai" è attendibile. Chiedete a Maia! Questa carinissima ragazza conosce per la prima volta l'amore in Versiglia, quando venne ospitata dai nonni per le vacanze. È un amore dolcissimo, fatto di baci, carezze, tatuaggi, musica, nuove sensazioni ed emozioni, nonché della magica "prima volta". Poi tutto finisce... e nemmeno troppo serenamente... Passano gli anni e Maia ha un lavoro davvero stressante (con un capo assillante), un fidanzato con la quale ha già scambiato la promessa di matrimonio - a mio dire - noiosissimo ed "ingessatissimo", una futura suocera che penso possa essere la discendente di Crudelia Demon, ma in compenso un'amica spassosissima (nonché sua futura cognata e futura sposa che la porterà con sé nell'addio al nubilato più folle mai letto). Tutta colpa del mojito... Solo uno?!? Beh, sappiate che, non è una novità, ma l'alcol fa brutti scherzi... che il destino poi può riparare... Perché l'accoppiata alcol ed ex-fidanzato può generare i fuochi d'artificio.
Quando leggevo del risveglio di Maia o "Apetta", come la chiama Marco (a.k.a. Tonno), avevo la pelle d'oca per lei, ma è stato fantastico! Io sono astemia, ma a questo punto... datemi un mojito!
Ricordati una cosa tesoro: le parole da ubriachi sono i pensieri dei sobri.
La storia è davvero spassosissima e contemporaneamente romantica. L'autrice è una forza! Non si deve spremere le meningi per dare una marcia in più ai suoi protagonisti... Le viene naturale. C'è chi le battute le deve studiare e costruire a tavolino per ore; lei no, lei è talmente spontaneamente simpatica che le viene naturale creare storie indimenticabili. L'adoro.
Appoggiò al muro l'ombrello, che scivolò a terra. Lui lo rialzò e quello cadde ancora. Nel frattempo io mi misi a giocare a Scala quaranta con i gatti randagi del quartiere.
Credetemi, vale la pena leggerlo. Pensate che in Svezia ho conosciuto una famiglia italiana che ha appena avuto una bambina. Quando si son presentati e mi hanno detto che alla figlia hanno dato il nome di "Maia" io ho esordito con "Apetta!"... (e lì vai a spiegare loro che lo dicevi in senso affettuoso pensando alla protagonista di una bellissima storia... ) questo per dirvi come il romanzo mi abbia colpita, e senza nemmeno l'aiuto di un mojito!
“So che sembro idiota ma è che in fondo io sono una Principessa Disney e a me le grandi storie d’amore piacciono un casino!”
Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un Mojito). A chi dare la colpa delle nostre imprudenze, quando non vogliamo assumerci le nostre responsabilità? È l’alcol che ci fa agire così o c’è dell’altro? Forse è semplicemente qualcosa di naturale che accade perché, una volta nella vita, è il nostro cuore che prende in mano la situazione e ci guida sulla retta via. Ci sono scelte del nostro cuore che ci vengono imposte dagli eventi. È giusto che sia così, soprattutto quando, schiave della società, prendiamo le scelte sbagliate per il nostro futuro soltanto per assecondare le aspettative altrui. Leggere questo romanzo è un po’ come trovarsi in una serie infinita di scene da film. È così che procede la vita di Maia Marini che vola a vele spiegate verso la vera felicità. Infatti, Maia crede di avere già tutto dalla vita dalla vita. Ha un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide. Ma può sperare di avere di più. Magari potrebbe incontrare l’amore o meglio ritrovarlo se lo ha perso. L’incipit del romanzo di Chiara Parenti è ambientato in Versilia, dove Maia e le sue amiche sono dirette per trascorrere il weekend, festeggiando l’addio al nubilato di Diana, la sua futura cognata. Maia, la protagonista, conosce bene la Versilia perché è lì che ha trascorso le vacanze fino all’estate dei 16 anni, quando ha incontrato per la prima volta l’amore, accompagnata dalla colonna sonora di una band emergente, quella dei Sea Tribe. Ritornare in quei luoghi, dove ha lasciato il cuore, e ritrovare lì Marco la confonde, le crea un fortissimo turbamento emozionale. Per non pensarci, Maia si concede più di un Mojito, ma il mattino dopo non ricorda niente. Il problema è che il Mojito l’ha resa ancora più vulnerabile alle sue emozioni e la notte l’ha trascorsa proprio con Marco. Il peggio deve ancora venire per lei, perché se è vero che lei non ricorda niente, in compenso, invece, tutti i suoi 768 amici di Facebook sanno esattamente cosa è accaduto. Una situazione compromettente e pericolosamente esplosiva aiuterà Maia a riflettere sui suoi sbagli del passato per indirizzare il suo futuro là dove la porta il cuore. Se l’alcol ha fatto fare pazzie anche a lei, è altrettanto vero che a volte può aiutare nel fare la cosa giusta. Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un Mojito) è un romanzo breve dallo stile ironico e scorrevole che si legge con spensieratezza.
Un mojito di troppo e Maia ricomincia a vivere! Un mojito di troppo e il primo vero grande amore torna a riempire il cuore della protagonista! Un mojito di troppo e… tutto ha finalmente un senso!
Chi l’avrebbe mai detto che un cocktail potesse fare tutte queste magie? Di certo la nostra Maia no… lei è una stacanovista, sempre costantemente inesorabilmente dedita al lavoro, 24 ore su 24, anche durante l’addio al nubilato della sua futura cognata Diana! Sta lì a risponere a mail, telefonate, messaggi, senza accorgersi che la sua “meravigliosa” vita da donna in carriera-fidanzata ideale-nuora integerrima sta (s)correndo via, insieme ai suoi veri sentimenti.
Ma poi arriva Versilia, la località marittima dove Maia aveva trascorso le sue estati da adolescente… è proprio qui che Diana festeggerà il suo addio al nubilato ed è proprio qui che Maia incontrerà dopo quindici anni Marco, il suo primo amore, il suo “Tonno” <3 Provate ad immaginare quattro amiche, un bar, gli amici e gli amori del passato… Un mojito tira l’altro e, fra scene pazzesche e divertenti, Maia si risveglierà la mattina dopo senza ricordare assolutamente nulla della sera precedente!
Ve l’assicuro… d’ora in poi guarderete il mojito con occhi diversi, probabilmente scoppierete a ridere da soli come i pazzi davanti ad un bicchiere di questo cocktail (facendo credere a chi vi sta intorno di essere già ubriachi fradici) XD
Un romanzo estivo, divertente, spassoso, leggero e allo stesso tempo ricco di sentimenti e riflessioni: una storia che ci mostra il potere delle nostre scelte, il perfido mondo dei fraintendimenti e quello stupefacente delle emozioni. Quanto può essere forte e saldo un legame mai davvero sciolto? A cosa siamo disposti a rinunciare per amore?
Se ancora non lo avete acquistato, correte a farlo! *Madre ve lo ordina ahahahah*
Dopo aver amato alla follia tutti (e dico tutti) i romanzi di Chiara Parenti che ho letto finora, questo gruppo di tre che mi erano rimasti non mi hanno soddisfatta del tutto, devo ammettere.
Sicuramente "Tutta colpa del mare" è stato quello che ho preferito, e per vari motivi: l'ambientazione estiva; la musica, che unisce i due protagonisti (ah, Marco!); soprattutto, il colpo di scena finale, dove si scopre
In "Con un poco di zucchero", invece, non ho trovato lo stesso equilibrio tra serio e faceto, trovando che la bilancia pendesse decisamente a favore del secondo. Certo, anche l'esito del romanzo precedente era super prevedibile: la differenza è che, nel primo caso, mi sono innamorata alla follia dei protagonisti, mentre di questi qui mi sono stancata abbastanza presto.
Lo scarto con "La verità è che non sei distante abbastanza" appare infine alquanto evidente, se si pensa come episodi leggeri ed esilaranti siano bilanciati da potenti riflessioni sulla pandemia, la quale ci ha costretto a fare i conti con noi stessi e ci ha fatto comprendere quanto siano futili le questioni per le quali litighiamo ogni giorno. Quel che non ho apprezzato, invece, è stato
Buongiorno miei cari Lettori. Tutta colpa del mare, uscito ieri e finito in una notte. L'idea della Rizzoli di far uscire questi romanzi freschi e estivi è stata una vera chicca. Il romanzo è solare, energico e effervescente!
Mi è piaciuto tantissimo, a cominciare dalla copertina. dai colori vivi e intensi. Ho adorato i protagonisti fin da subito e mi è piaciuto, tanto, il modo di vergare della scrittrice, fresco e veloce.
Tutta colpa del mare è incentrato sulla storia di Maia Marini una ragazza che ha cancellato la sua vita precedente per dedicarsi alla sua nuova vita, tutta fatta d'un pezzo, senza sbavatura e noiosa fino allo spasmo. La sua vita cambierà quando con la sorella del suo fidanzato andrà a fare l'Addio al nubilato in uno dei luoghi a lei ben conosciuti la Versilia e ritroverà tutti coloro che l'hanno amata veramente!
Un romanzo da leggere con le gambe al fresco e la testa piena di bollicine. Elettrizzante, pieno d'amore e di giovialità. Lo scambio di battute dei personaggi, l'iralità e la dolcezza con cui si approcciano a queste righe è davvero fuori da ogni regola. Leggero come una nuvola, frizzante come la coca-cola.
Il mare, tutta colpa del mare che con le sue onde lascerà il cuore per poi ritrovarlo affogato ma qualcosa sta per riportare a galla i vecchi misfatti. Penna priva di sbavature, ottima lunghezza del testo e dialoghi perfetti! Tutto da leggere... BUONA LETTURA!
In realtà sono 3,5 stelline. Dopo aver letteralmente adoratoCon un poco di zucchero, mi sono finalmente decisa a leggere Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito), attratta non solo dalla trama ma soprattutto dalla fantastica cover. Il libro mi è piaciuto ma non so spiegare bene cosa ho provato durante la lettura. La storia è davvero carina, ma l'alternanza tra presente e passato mi ha un po' infastidita, anche se forse infastidita non è la parola giusta. È il primo libro con questo tipo di narrazione che mi capita di leggere ed effettivamente capisco la sua utilità, ma ogni volta volevo saltare i flashback per poter scoprire subito cosa sarebbe successo nel presente. Tutto sommato è stata una lettura piacevole e divertente, non come Con un poco di zucchero, ma comunque una buona lettura. All'inizio non sopportavo né Lapo (ma che razza di nome è, poi?!) né Marco, poi ho cambiato idea su Marco ma non su Lapo, anzi, se possibile l'ho detestato ancora di più, tant'è che in una determinata scena ho esultato ed ho iniziato a fare la hola. Alla fine la nostra Apetta ha capito cos'era davvero meglio per lei, anche se forse non erano necessari tutti quei mojito. Sì, okay, sto parlando da astemia e non ho cambiato idea! :P
STREPITOSO! Non posso che applaudire con entusiasmo Chiara Parenti per questa sua opera che mi ha letteralmente rapita, trasportandomi in un'oasi di divertimento e amore. Romanzo esilarante, ironico e divertente è un crescendo di DISASTRI, situazioni paradossali che ti conquistano e ti conducono verso una storia d'amore meravigliosa. Maia e Marco mi sono entrati sotto pelle, hanno conquistato le mie emozioni e mi hanno commossa, per il loro amore, per le loro sofferenze e per le loro personalità, distinte e diametralmente opposte, sono l'uno la parte mancante dell'altra. Una storia che sa di buono, in cui i veri sentimenti ed i sani principi prevalgono. Un messaggio d'amore perpetuo che si propaga oltre la coppia, amore per il mare, amore per la natura, per la famiglia, amore inteso come amicizie, alcune indissolubili altre apparentemente infrante. Un percorso di crescita e coscienza che l'Autrice porta avanti per mano di ogni personaggio, tutti così naturali, così veri, da divenire parte integrante di un quadro perfetto! Una trama che ti travolge, un romanzo che FA BENE ALLA SALUTE, mente e cuore si rifocillano e respirano a pieni polmoni durante e dopo questa lettura!
Veramente carino! Ecco il genere di letture che amo leggere nell'ultimo periodo: qualcosa di fresco, divertente e romantico (ma non mieloso), senza manette, fruste, tormenti, stalker o altre baggianate. Scritto bene, scorrevole, si legge tutto d'un fiato! Complimenti davvero, ne avrei letto volentieri ancora :)
Se devo essere completamente sincera la prima volta che ho visto questo libro mi sono detta “Ecco questo è un libro che non comprerei mai.” questo a causa della copertina che, a mio parere, è orrenda. Ebbene sì, ho giudicato un libro dalla copertina. Ho commesso un crimine terribile e bla bla bla. Comunque quando mi ha contattata l’autrice chiedendomi se mi poteva inviare una copia di questo libro in cambio di una recensione onesta non sono riuscita a rifiutare la sua offerta e devo dire che sono contenta di non averlo fatto perché questo libro è esilarante. E’ tutta colpa del mare è un romanzo perfetto da leggere sotto l’ombrellone o, come nel mio caso, è perfetto per distrarre dallo stress degli esami imminenti. Leggero, spiritoso e divertente. Spesso mi sono ritrovata a sorridere, a volte anche a ridere con la gente che mi dava della pazza perché: “Ma che fai ridi da sola?” Una lettura veloce grazie ai capitoli corti, alla sua leggerezza e alle battute e le situazioni incredibilmente imbarazzanti. I capitoli si alternano tra presente e passato ma non lo fanno in modo confusionario, anzi questi sbalzi temporali mi hanno fatto amare il libro ancora di più. Non credo mi sarebbe piaciuto se avesse trattato solo del presente. Lo consiglio a chiunque abbia voglia di un romanzo estivo, farsi una bella risata o abbia semplicemente bisogno di una distrazione. La storia segue Maia e le sue amiche che vanno a Versilia per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la miglior amica della protagonista. Qui incontrano Marco, l’ex di Maia che lei non vede da circa quindici anni.
Il mare restituisce sempre tutto, gli serve solo un po’ di tempo.
S’intrecciano amicizie vecchie ad amicizie nuove, presente e passato, amori e delusioni.
Quando tutto era nero, lui trovava comunque la maniera di illuminarmi il cuore.
Maia non ha mai dimenticato Marco, dopotutto è stato il suo primo amore e insieme hanno passato l’estate migliore della loro vita. Quando Maia rincontra Marco non riesce a credere ai suoi occhi. Il problema è che Maia è fidanzata con Lapo, il fratello di Diana.
"La vita ti sta passando accanto e tu nemmeno te ne accorgi, Apetta." "Che vorresti dire?" Marco si stringe nelle spalle. "Che sei così presa dal lavoro e tutto il resto, che ho l’impressione che tu non ti renda nemmeno conto di quello che c’è intorno a te."
Maia è una persona debole, è un burattino nelle mani di Lapo e della madre di quest’ultimo. E’ per questo che ho avuto problemi a sopportarla perché si veste come loro vogliono che si vesti, mangia quello che loro vogliono che mangi, ha il lavoro che loro vogliono che abbia. Non si ribella mai. Tiene la testa bassa e ubbidisce senza opporre alcuna resistenza. In pratica non ha opinioni proprie e si lascia comandare a bacchetta. Ha cercato per così tanto tempo di essere l’idea di perfezione di qualcun altro che ha finito per dimenticare se stessa.
Mi sono stancata di assecondare le persone, non voglio più essere quello che gli altri vogliono che io sia.
Per fortuna così come si evolve il romanzo si evolve anche il suo personaggio e vediamo Maia finalmente cercare di prendere in mano le “redini del proprio destino”.
E adesso il suo Sguardo Assassino minaccia di mettermi K.O. al primo round.
Una cosa che mi ha particolarmente infastidito è stato l’uso del termine “sguardo assassino” che a quanto pare doveva essere inteso come uno sguardo seducente ma, se uno mi dice “sguardo assassino”, io non riesco a non immaginarmi uno sguardo della serie: “mi fulminò con lo sguardo” o “m’incenerì con lo sguardo”; della serie “ti ammazzo”, capito cosa intendo dire?
"Ti prego." Ed ecco il ritorno dello Sguardo Assassino. Stavolta non cederò. Non è nemmeno pensabile. Ho detto di no ed è no. Questo è tutto.
Non vi fate l’idea sbagliata, questo romanzo non è tutto rose e fiori, ha anche una tonalità più scura. Vi è un pizzico di tristezza e amarezza, segreti devastanti, pugnalate alle spalle. Anche il tema del mare stesso ha un qualcosa di triste e amaro. Nonostante questo il romanzo non risulta mai pesante.
Marco mi aveva convinta di essere il suo tesoro, custodito negli abissi del suo cuore, e invece ero solo schiuma, evanescente ed eterea, che si disperde sulla riva alla prima ondata.
La storia d’amore tra Marco e Maia è dolcissima e travolgente. Marco, caratterizzato dal suo amore incondizionato per il mare, è un personaggio complesso, di cui non sempre capisci le azioni ma sai che non intende alcun male.
E’ rimasto lo stesso ragazzo di diciassette anni che ama il mare e la musica, e che si nutre di sogni.
E’ difficile non affezionarsi a lui e al resto dei personaggi secondari. Sono fantastici e spassosi. Tutti tranne Lapo-il-cocco-di-mamma e Madre che sono assolutamente odiosi. Comunque sono tutti personaggi complessi e ben sviluppati.
"Ormai?" Diana salta su inorridita e mi afferra per le spalle. "Non sei in punto di morte, Maia! Hai tutta la vita davanti e, se non ti piace dove stai, con chi stai o quello che sei, cambia!"
Se una notte da Leoni l’avessero interpretato le donne e ci avessero mezzo un pizzico de “il diavolo veste Prada”, questo sarebbe il risultato. Ne è consapevole (almeno per quanto riguarda il primo film) l’autrice, che fa infatti fa dire al protagonista Marco: “ Certo che sembra proprio il film Una notte da Leoni”. Eh. Ma dai. E Maia sembra proprio Stuart, l’amico dentista. Quello incastrato in una relazione con una mega stro strega, e che (arriva lo SPOILER) alla fine si libera di lei e dell’eccessiva compostezza. E io a metà lettura ci ho perso il gusto. Anche se verso la fine c’è qualche scena che mi ha fatto divertire da matti ( l’email a Madre corredata di foto) e l’intervista di Marco, con quella certezza su Maia che lo rende tenero e stupendo, ha contribuito a farmi alzare un po’ la valutazione. È una storia leggera, carina, che porta a riflettere su quanto un dolore possa farci cambiare e a quanto, per non soffrire, crediamo alla versione “potenziata, modificata, anti dolore” di noi stesse. Quella versione che si convince di star vivendo una vita appagante pur lavorando 18 ore al giorno per mille euro con un contratto a tempo determinato, quella che ha rinunciato al rumore del mare e non guarda più il cielo. Una versione che ci fa essere “in”, belle, con la gente giusta magari e che da fuori sembrano aver tutto, ma che in realtà nasconde una profonda insoddisfazione. Maia, la protagonista di questo romance, è così fortunata da avere una seconda possibilità con l’amore della sua vita, e che pure, ha molta paura di soffrire ancora. Ma grazie al mohito lascia cadere la maschera e si “riconnette” con la parte più vera di sé, più istintiva, quella che la rende felice e la fa rischiare. (Per fare un altro paragone filmico, il mohito è per Maia quello che la maschera di Loki è per Jim Carey in the Mask.) Più che colpa del mare, io l’avrei intitolato colpa di un Mohito, punto, ma alla fine il risultato è quello: un lieto fine meritato e anche un po’ sospirato ( perché dove lo trovi un altro come Marco? Ne fanno uno ogni 4960455432368987343674548!) .
Tra i personaggi Gaia è la più buffa, è un po’ l’Alan del film, è sopra le righe, ma a volte se ne esce con le frasi della vita e tutti gli altri muti. È quella che mi è piaciuta di più tra le ragazze. Mi ha lasciata perplesso il personaggio di Rosa, completamente funzionale alla storia ( sì, lo so, tutti i personaggi sono un po’ così, ma lei mi è sembrata un po’ forzata. Come la situazione che la riguarda. Ora taccio, leggetelo!)
Cosa c’è de “il diavolo veste prada”?.. oh sì, per me sia “Ciccio cianuro” che “madre” ricoprono il ruolo di perfidi patentati da cui Maia dovrà imparare a difendersi e a staccarsi. Non è avendo la loro approvazione che si sentirà serena e grazie a quell’addio al nubilato lo imparerà.
Quindi… il mio voto è due stelline e mezzo. Non troppo entusiasmante, ma nemmeno brutto. A penalizzarlo è la prevedibilità. ( la scrittura è buona, ma a me lo stile dell’autrice non fa impazzire.. ma sono gusti personalissimi e come sempre: smentitemi e leggete, leggete leggete.) Da leggere per passar qualche ora senza pensieri. E comunque: quanto caspita devono aver bevuto per ridursi così? erano tutti astemi?!
se amate i romance, in particolare quelli che ricordano le estati intorno al fuoco a cantare fino a vedere l’alba e i baci salati, la sabbia ovunque, gli sguardi pieni di desiderio e possibilità, la potenza dei primi amori : questo è il vostro libro! buone letture e alla prossima!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Era un po' che non trovavo un libro leggero ma che fosse anche coinvolgente e divertente, uno di quei romanzi che sfogli con piacere e che ti ritrovi a finire sempre troppo presto. Tutta colpa del mare è esattamente questo! Magari il periodo natalizio non è proprio l'atmosfera adatta per leggere questo romanzo "estivo", ma la sua allegria mi ha conquistata!
La storia. La storia è molto semplice e lineare, con un bel finale. L'intreccio magari è un po' scontato, ma me lo aspettavo. La prima cosa che mi ha conquistata è l'ambientazione, la Versilia estiva. L'autrice ci racconta la storia di un amore tra adolescenti, la classica cotterella estiva, che però colpisce talmente tanto i due protagonisti da segnare profondamente le loro vite. E quando, da grandi, si ritrovano Maia (si esatto, come l'ape) e Marco non possono fare finta di niente. Mi è piaciuto molto il racconto parallelo dell'amore tra Maia e Marco oggi e a 17 anni. Con questo piccolo stratagemma infatti l'autrice ci fa scoprire piano piano quello che è successo in passato e soprattutto ci mostra le ripercussioni che determinati eventi hanno nel presente nella vita dei due ragazzi. Tuttavia l'elemento principe del romanzo è l'ironia! Troviamo una battuta dietro l'altra e non sono di quelle battutine messe lì senza un gran senso, no. Si fondono molto bene con il resto della storia, senza creare stacchi e mantenendo la lettura fluida e scorrevole. Arricchiscono senza appesantire. Con questo libro io mi sono proprio messa a ridere più volte. La cosa che colpisce ancora di più è che questa ironia è concentrata soprattutto nel personaggio di Maia che all'inizio è quello un po' più rigido e nervoso, creando così un contrasto tra la Maia di tutti i giorni e quella vera molto interessante.
I protagonisti. Probabilmente sarà anche la delusione ancora cocente per la coppia Winter/Rhys di Winter (vedi recensione precedente), ma io mi sono letteralmente innamorata di Maia e Marco. Maia mi ha colpito perché in parte mi ritrovo nel suo carattere: esteriormente un po' debole, ma con un vulcano dentro. Si capisce fin dall'inizio la sua infelicità nella vita che si è creata e si nota subito il cambiamento che scatta in lei non appena vede il mare. Il mare, e la Versilia in particolare, non è solo un luogo di ricordi per lei, è come sentirsi a casa. Lei lì è la vera Maia, e solo essendo pienamente se stessa può capire in che situazione si è messa. Il bello è che riversa tutte le sue frustrazioni, ma anche i suoi dubbi, nell'ironia. Marco ad un certo punto lo avrei preso a schiaffi, ma poi mi sono ricreduta. La cosa che più mi è piaciuta di lui è che si, è bello, affascinante, ecc., ma non sono queste le caratteristiche che lo contraddistinguono. E' di una dolcezza unica. Anche solo leggendo, quindi facendo la spettatrice, Marco da una sensazione di calore e protezione. Non ha la stabilità di Lapo, i suoi soldi, la sua posizione, quindi in teoria dovrebbe essere un rischio scegliere lui, ma leggendo non avvertivo questo. Marco è casa, è felicità. Come vi dicevo la coppia Maia e Marco mi ha convinta fin da subito. Le difficoltà, il passato, la loro nuova vita, non mi interessava! Li volevo insieme. Hanno saputo coinvolgermi, li ho amati, ho tifato per loro e li ho anche un po' invidiatiti. Questa è una bella coppia di cui leggere!
Lo stile. Il romanzo è scritta in maniera semplice ma coinvolgente, sa catturare l'attenzione, non è mai noioso. La lettura scorre che è un piacere, tanto che l'ho finito in pochissimo tempo. E poi non lo dirò mai abbastanza, mi sono proprio divertita a leggerlo!
In conclusione. Io ve lo consiglio! Se state cercando una lettura semplice, magari poco impegnativa ma che vi faccia sorridere e che vi riempia il cuore, un lettura che vi renda felici, ecco questo romanzo fa per voi!!
“Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)” è il romanzo breve di Chiara Parenti, pubblicato nella collana di You Feel di Rizzoli. È una mattinata umida e nebbiosa, sono emozionalmente instabile e l’ho letto in un paio d’ore. Poco più di cento pagine per una storia molto sentimentale, piena di cliché forse, ma terribilmente romantica, che mi ha colpito, mi ha fatto ridere e mi ha distratta.
Sarà che sono un’inguaribile romantica, sarà che non ho voglia di fare niente, sarà che avevo bisogno di una lettura leggera, sarà che il mondo va veloce e le fiabe romantiche fanno bene, ma questo è il libro che mi ci voleva e l’ho apprezzato molto. È Maia Marini, la protagonista stakanovista e irreprensibile che racconta la sua storia, in prima persona, in un alternarsi tra presente e passato, che collidono quando rivede finalmente dopo quindici anni il suo primo amore, Marco Coli. Ed è tutto pazzo, inconcepibile, quasi vagamente irrealizzabile, con un atmosfera di folle pazzia, quello stupore degli ubriachi, e lo scisma di chi è finalmente stufo della stasi della propria vita. Niente di nuovo sotto il sole, il libro della Parenti non brilla certo per originalità sfegatata, ma regala un’avventura romantica, a dolci sognatori. Maia ha abbandonato in fondo al cuore i sogni dei suoi diciassette anni e si è convertita ad una vita da adulta responsabile in una Milano grigia e senza gloria. E in Versilia, dove torna a respirare aria di mare che ritrova inalterata sé stessa. È una storia d’amore e un viaggio di riscoperta condita da ironia e personaggi quasi macchiettistici, delle icone di follia e miscredenze. E Maia si ritrova in mezzo ad un caleidoscopio di personalità solo per stringersi di nuovo al suo adorato Tonno. Ci sono scene romantiche e scenette da candid camera, ma mai una volta la Parenti perde il ritmo. La trama è organica e le descrizioni convincenti. E anche Marco appare come un ragazzo reale, uno di quelli che davvero puoi incontrare in spiaggia mentre ti spiaccica un pallone in testa. Marco con la sua chitarra, il suo dono per le parole, il senso del cavalier servente, e il suo personalissimo eroismo e senso del dovere. Marco che sembra un pulcino con quello sguardo incantatore e le spalle larghe. Gli amici che ci sono sempre, quelli che ritrovi, quelli su cui ti ricredi, quelli che non ti abbandonano rendono la storia ancora più emozionante. Dai membri della band di Marco a Rosa. E anche quelli negativi, quelle parossistiche rappresentazioni di realtà umane, rendono la storia più avvincente. Da “Ciccio Cianuro” (non ho smesso un secondo di ridere quando ho letto il nome) a Madre, la minacciosa Athena tutta rifatta, la madre del fidanzato di Maia, Lapo, un altro esempio di umanità schiacciato dal progresso e al servizio di un’apparenza che schiaccia e consuma. Tutti intrattengono e strappano un sorriso, ma al centro, luminosi come le stelle che esplodono dall’acqua quando si baciano, ci sono Marco e Maia, intrecciati come le lettere che compongono il loro tatuaggio. L’ambientazione è quella leggera e meravigliosa dell’estate in Versilia, in riva al mare, in pineta, nel bar sulla spiaggia, in cui gli avvenimenti si susseguono rapidi e implacabili, per regalare una storia romantica. Insomma una spiaggia che pullula di vita.
Il particolare da non dimenticare? Una conchiglia.
“Tutta colpa del mare” è divertente e romantica, una storia che intrattiene e regala l’atmosfera dolce e inconcepibile del primo amore, nonché delle seconde possibilità. “Perché le parole degli ubriachi sono i pensieri dei sobri” e certi amori non si dimenticano, “fanno dei giri immensi e poi ritornano” come canta Venditti in “Amici mai”. Un romanzo breve ma incalzante, che scivola giù leggero come un mojito. Buona lettura guys!
Il primo pensiero coerente che mi è frullato in cervello appena terminata la lettura di questo libricino di Chiara Parenti è stato: “Perché ho aspettato così tanto per leggerlo?”.
Tutta colpa del mare è uno di quei romance che non puoi smettere di leggere una volta iniziato, è come la corrente del mare che di notte è così forte a causa della vicinanza della luna che ti travolge e che ti annienta lasciandoti senza forze.
Dopo questa seconda lettura lo stile di Chiara diventa inconfondibile: semplice e calibrato e quella sottile ironia che ti entra dentro e che ti stampa un colossale sorriso per tutta la durata della lettura. Ma il libricino non è solo ironico ma anche incredibilmente romantico.
La narrazione si alterna tra scene del passato e altre del presente che vedono la nostra Maia come protagonista. Una ragazza diligente, intelligente e con la testa fin troppo fissa sulle spalle, non più la ragazzina innocente e che credeva ancora nelle favole che si è innamorata perdutamente quando aveva 17 anni. Ma il fato le ha dato una seconda chance che, grazie ad anche un po' di mojito, ha saputo sfruttare al meglio riscoprendo sé stessa e l'amore per Marco che, n fondo, non ha mai dimenticato, perché seppur ci si innamora più volte nella vita l'anima gemella, quella che ti completa in tutto e per tutto, rimarrà solo e soltanto una e non ci si può permetter di lasciarsela sfuggire una seconda volta.
Marco, eterno Peter Pan, sognatore incallito ed incredibile romantico riuscirà a far innamorare di nuovo la sua 'apetta' ma riuscirà anche ad incantare il lettore che non tiferà per il ricco ed egocentrico di turno ma bensì per il ragazzo acqua e sapone che con il magico suono della chitarra e il mare di sottofondo riesce a battere tutti i sogni di gloria e successo che si possano mai avere.
Una lettura leggera e non troppo impegnativa ma che ti coinvolge dal primissimo capitolo e che non ti lascia mai insoddisfatto.
Tanti temi trattati: dall'adolescenza al primo amore, alla vita stressante di una donna in carriera e alla voglia di lasciarsi tutto alle spalle, e l'incredibile senso di libertà che solo il mare è capace di conferirci. Ognuno di questi ha la sua collocazione precisa all'interno della trama, che ben imbastita riuscirà a rendere reali le situazioni e tutti i personaggi presentati anche in poco più di 100 paginine di ebook.
L'unica pecca che posso indicare e la mancanza di un vero e proprio epilogo, ma quella è colpa di una mia fissazione, perché un romance senza epilogo e come una bellissima torta senza ciliegina in cima.
4 Stelle, per un libricino che avrei tanto, tanto voluto fosse un vero e proprio romanzo. Maia e Marco mi sono rimasti nel cuore.
UN mojito? Non illudetevi, astemie! Maia si ubriaca gloriosamente, tanto da non ricordare quello che ha combinato in una notte di alcol e sfrenatezza. LEI non lo ricorda, TUTTI gli amici di Facebook sì. Infatti, fra un mojito e l’altro, la nostra ragazza ha documentato su FB le imprese notturne che hanno portato scompiglio e delirio nella sontuosa villa della temibile futura suocera. Chi è Maia? La classica ragazza di oggi, con idee chiare in testa sul lavoro e sulla vita affettiva. Peccato che non si renda conto che quello che ha non è quello che desidera. O chi desidera… Un amore adolescente torna di prepotenza nella sua vita ordinata, scandita al secondo da un lavoro impegnativo e da un fidanzamento altrettanto laborioso. E la sconvolge. Per fortuna di Maia. E nostra, che ci godiamo un romance effervescente scritto con mano felice da Chiara Parenti. Personaggi di contorno divertenti: ho già parlato della temibile suocera? Altre due parole non vi faranno male: Atena Salvi Chiurazzi è la madre di Lapo, mio fidanzato da cinque anni, e di Diana. “Madre”, come l’abbiamo soprannominata io e lei, è l’erede delle famose Industrie Chiurazzi, che producono riso e tutti i suoi derivati… tutte le donne della famiglia Salvi, a partire dalla mitica nonna Olimpia, un goblin nel corpo della tenera nonnina di gatto Silvestro, portano il nome di una dea della mitologia greco-romana. Atene, Selene, Gaia e Diana. Probabilmente, se mai un giorno io e Lapo dovessimo avere una figlia, la chiameremo Minerva. E io partorirò gridando:”Grifondoro!”. Il viscido Tancredi De Bernardinis è il capo di Maia, anche se a tutti i dipendenti è noto come “Ciccio Cianuro”. Presentare Maia al “Comunicatore più famoso di Milano” è stato un regalo della quasi-suocera di cui sopra. “Madre”, infatti, è una cara amica di Tancredi e Maia è sicura che i due si siano conosciuti in un campo di addestramento kamikaze. Le pare quasi di vederli insieme, ridere e scherzare da piccini, mentre imparano a piazzare autobombe. Vi faccio grazia delle amiche squinternate (Gaia vive su un altro pianeta, ad esempio, e ne scende solo per proferire scempiaggini), ma affezionate e solidali. Si ride e, talvolta, si sospira dolcemente (la storia d’amore è molto bella e delicata. Brava Chiara!). Una spruzzatina di sesso, la maggior parte del quale avviene durante la famosa sbronza e, quindi, ne veniamo a conoscenza solo per qualche frammento. In compenso, sentimenti forti e braccia altrettanti forti del bellissimo Marco. Il primo amore. L’ultimo, anche?
“Il primo amore non si scorda mai”. Sarà anche una frase fatta ma è la realtà. Per alcune sarà perché magari è stato un incubo ma per altre sicuramente è stato un sogno. Tra queste ultime rientra anche Maia, la protagonista di “Tutta colpa del mare (e anche un po’ del Mojito)”. Maia ci viene immediatamente presentata come la stacanovista della situazione, è in macchina con le amiche per andare all’addio al nubilato di un una di loro, nonché sua migliore amica, nonché cognata e lei che fa? Lavora con smartphone e iPad tutto il tempo. Già partiamo male: il lavoro nobilita l’uomo ma le vacanze sono la quintessenza del piacere. Va bene, andiamo avanti. Le dolci pulzelle vanno in vacanza Versilia, luogo dove la mamma della futura sposa ha una villa pazzesca e dove avevano casa i nonni di Maia che anni addietro la ospitarono per l’estate regalandole l’esperienza più meravigliosa della sua vita. Festeggiando la futura sposa, le donzelle si imbattono in quelli che un tempo erano gli amici di Maia, amici con cui ha condiviso quella pazzesca estate. Tra loro c’è anche Marco, il suo primo amore. E qui cosa succede? Esattamente tutto quello che vi viene in mente: presa dai festeggiamenti inizia a bere Mojito e tanti cari saluti alla ragazza perbene tutta bon ton e lavoro. Si risveglia la mattina dopo esattamente come i protagonisti de “Una notte da leoni”, devastata dall’alcool e senza memoria. Man mano vengono fuori i disastri ma anche i ricordi e rientrano anche tarli di rimpianto, nostalgia e vecchi sentimenti mai del tutto dimenticati. È così Maia si ritrova combattuta tra un presente ed un passato tanto diversi da creare paura, così come sono opposti il suo attuale fidanzato ed il suo primo amore, ma come vi dicevo, il primo amore non si scorda mai, soprattutto se è unico e meraviglioso come quello di Maia. Un racconto dolce, che profuma di estate e di giovinezza, che profuma di mare e d’amore. Una storia dolce, che cattura i romantici e non solo perché apre gli occhi sulla differenza tra una milanese tutta lavoro e una donna che ama la vita. Non me ne vogliano le milanesi ma “tié, beccatevi questa”.
La prima cosa che mi viene in mente durante la lettura di Tutta colpa del mare è: Una notte da leoni (il film anche citato dalla stessa autrice), in questo caso con tine rosa e tricolore perchè mi par un po' una "americantata" e un po' film italiano da vacanze al mare.
La protagonista Maia (Apetta) è il classico esempio di ragazza inchiodata in una relazione che non la soddisfa e che non se ne rende conto finché non incontra un'altro, in questo caso Marco (alias Tonno ex fidanzato di quindici anni prima). Sinceramente, dopo aver letto la situazione di Maia, tra il fidanzato Lapo, la suocera Atena e il capo Tancredi, ho iniziato a pensare che fosse masochista e che magari per concludere le sue giornate in bellezza si prendesse anche a frustate da sola. Una megera, un manichino e un barilotto con manie di grandezza governavano la sua vita, tant’è che tutti la reputavano una dama di ghiaccio sempre seria e ligia al dovere prima di quella nottata scioccante. Ovviamente c’è una forte componente caricaturale, direi tipica delle commedie.
Cosa ha di particolare questo chick-lit?
Prima di tutto il tempo si divide tra passato e presente, e il presente post-sbornia è mitigato dalla tenerezza della storia di Maia e Marco da giovani. Questo lato del romanzo è per me la parte che riesce a veicolare le emozioni del lettore. Altro punto a favore è l’ironia utilizzata per la narrazione, a volte eccessiva, ma è un chick-lit ironico se non fosse sarcastico e pungente sarebbe venuto meno nella sua definizione. Altro apprezzamento va al testo, si legge davvero velocemente e con piacere. Inoltre mi sono piaciuti alcuni dettagli come quelli sulla ditta di famiglia di Lapo, dove il riso padroneggia e rende stitica la protagonista… ma questa è altra storia.
In conclusione? Una lettura leggera e piacevole che trova il suo punto di forza nello stile e nell’atmosfera da Tempo delle Mele.
Tutta colpa del mare rientra nella categoria “ironico” ma certo non sfigurerebbe in quella “romantica” perché al di là degli avvenimenti divertenti e surreali che vedono coinvolta la nostra protagonista, il libro è incentrato su una storia d’amore.
Un amore iniziato a diciassette anni quando si pensa che la vita possa essere vissuta in un unico modo, quando i sentimenti sono eterni e immutabili, quando tutto sembra possibile ed impossibile allo stesso tempo. Maia e Marco si amano da ragazzi di un amore così forte e passionale che nemmeno le tempeste dell’inverno sembrerebbero poterlo scalfire. Però ci pensa la vita con i suoi problemi, con i suoi sogni irraggiungibili a separarli. Quando Maia rincontra il suo Tonno, all’inizio pensa che si tratti di un incubo, che non valga la pena distruggere totalmente la sua vita con una notte di baldoria per recuperare un sentimento sepolto da tempo. Ma se lei non è voluta tornare su quella spiaggia per 15 anni forse un motivo c’è, forse vale la pena affrontare un antico amore ed un presunto tradimento per cominciare veramente a VIVERE. La storia di Maia e Marco si legge in un soffio, ho fatto le ore piccole per scoprire come Maia avrebbe deciso di vivere la sua vita e non me ne sono pentita. Divertimento assicurato, ma anche tanta dolcezza e la voglia di tirare un calcio alla ragazza per il suo attaccarsi a Lapo, che gìà solo il nome me lo ha reso terribilmente antipatico, all’anello di nonna Olimpia e per la passività con cui subisce gli attacchi di Madre che forse farebbe meglio a passare un po’ meno tempo dal chirurgo estetico. Una cosa che però mi è dispiaciuta è il fatto che i personaggi secondari siano stati lasciati molto sullo sfondo, ne vengono introdotti tanti ma purtroppo nessuno trova la sua collocazione, il suo momento per emergere e spiccare, si ha come la sensazione che manchi qualcosa.
http://labibliotecadellibraio.blogspo... In un’altra vita, adesso saresti con me, e saresti ancora la mia principessa e io il tuo re. In un’altra vita, ti avrei chiesto di restare e insieme ci culleremmo tra le onde del mare. In un’altra vita, Io sarei stato Johnny e tu la mia June, inseparabili, complici, immersi nel blu. Avevamo fatto un patto, pregando il mare che lo proteggesse, ma solo in un’altra vita, potremo mantenere le nostre promesse.
(In una bottiglia di tequila, da qualche parte, in mezzo al Mar Tirreno)
Quando ho cominciato a leggere questo racconto, non sapevo bene cosa aspettarmi, non avevo letto la trama e quindi ero curiosa. Di questa nuova collana che la Rizzoli sta propagandando ho letto l'erotico, l'emozionante e l'ironico (due per l'esattezza), racconti brevi (troppo) per poter avere un'idea precisa. Le storie quando raccontate con un filo logico poi... vuoi, no anzi, hai bisogno che si prolunghino, devo dire che in questo caso no. In poche "pagine" la scrittrice ha catturato il mio interesse, ha tessuto una trama con squarci dal passato ben legati fra loro (anche se ogni tanto mi sono persa). Una bella storia, romantica che riesci ad assaporare perché il primo amore non si scorda mai, perché le corse sulla spiaggia con il senno di poi le si rimpiange e la prima volta, la prima esperienza quando speri che sia l'unica della tua vita e lui quello che non lascerai mai. E' stato bello leggere questo racconto, ho riso tanto alle piccole battute ma anche all'inventiva e fantasia dei nomi dei protagonisti, Maia, Lapo, Atena, mi sa che l'unico normale era il "follemente innamorato Marco".
Io vi giuro che non la smettevo di ridire: ho adorato fin da subito lo stile di scrittura e le battute della voce narrante di Maia. Ho adorato le sue amiche, con i loro caratteri così diversi ma complementari e sempre pronte ad aiutarsi (menzione speciale a Gaia, lei mi faceva morire ogni volta che apriva bocca!). Molto bella anche la struttura del romanzo, con l'alternanza tra i casini del presente e i flashback del passato di Maia e Marco, da come si sono conosciuti alla loro rottura che ha spezzato il cuore della ragazza. Anche se il romanzo è molto allegro e frizzante il cuore è la stessa Maia con la sua ricerca per capire quello che vuole davvero, se proseguire con la vita all'apparenza perfetta che ha vissuto fino ad ora o se forse quell'inaspettato incontro con il passato è un segno del destino di dover dare una svolta a tutto e ripartire da zero per essere davvero.
All’inizio ho fatto veramente fatica; era uno di quei libri che volevo finire in fretta per levarmelo dai piedi. Sarà che doveva essere divertente ma una martellate nelle OO (se le avessi) lo sarebbe stata di più. I personaggi mi sembravano tutti abbastanza odiosi, oltretutto non è proprio originalissimo. La prima parte non mi è piaciuta per niente. La citazione della mia città è l’unica cosa che mi ha smosso un attimo dall’apatia. Poi il cambio di rotta: la seconda parte l’ho adorata *.* La storia continua ad essere poco originale, ma è di una tenerezza, di una dolcezza che fa venire gli occhi a ♥♥ E poi ci sono maggiori introspezioni dei personaggi, citazioni nerd, e ho apprezzato di più l’ironia. La seconda parte mi ha anche fatto rivalutare la prima. L’evoluzione del libro rispecchia quella di Gaia, da oca patentata a dispensatrici di saggi consigli. Però mi chiedo: è veramente necessario prendersi una sbronza colossale per accorgersi che il tuo fidanzato è uno str*** di prima categoria e ti tratta da schifo? E che non puoi farti mettere i piedi in testa in quel modo dalla futura suocera e dal tuo attuale capo?