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Sfinge

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È da tutta la vita che Matteo Lesables accompagna in giro per il mondo statue, sarcofagi, papiri. Per il suo ultimo incarico scorta la Sfinge – un «blocco di sabbia tenuto insieme dal tempo» – fino a Shanghai, la città che più di ogni altra abita nel futuro. Lì, tra grattacieli e profezie, l’incontro con una donna gli farà capire davvero quello che ha perso quando ha scelto di restare fedele a se stesso. «In Cina c’è un proverbio per rimproverare chi non conosce il valore di quello che gli passa sotto gli occhi: Comprare un cofanetto e dare indietro le perle. Io è una vita che compro cofanetti per dare indietro le perle». Nel corso della sua lunga carriera, Matteo Lesables ha trasportato per le mostre e i musei di tutto il mondo sarcofagi, gioielli, statue, papiri, persino intere tombe, bighellonando solitario per camere d'albergo e serate di gala. Questo viaggio in cui accompagna in Cina l'antichissima Sfinge, fiore all'occhiello del museo di Torino, è l'ultimo incarico delicato prima di avviarsi verso il congedo. Ma una settimana a quelle latitudini è piú rivelatoria e pericolosa di una vita intera: nel formicaio di Shanghai, Lesables incontra una donna. Qualcosa, nello sguardo, nel corpo e nei movimenti di Qi - «un'aria di malizia negli occhi che mi fa sospettare una certa dose di mistificazione anche nei discorsi piú sinceri» - lo riporta al passato, a rimpianti e tenerezze che credeva di aver insabbiato per sempre. In particolare la presenza di quella donna gliene ricorda un'altra, Sara: l'amore perduto per orgoglio, o per poco coraggio, o perché a volte proprio non si ha la stoffa per essere felici. Insieme a Qi berrà piú di un bicchiere di vino, osserverà un uragano abbattersi sulla città dalla finestra del suo hotel, nuoterà tra le antiche rovine della Grande Muraglia sommersa e - suo malgrado - si troverà al centro di un intrigo eco-terrorista. Quest'ultima trasferta, per Lesables, sarà l'occasione per spingere un po' piú lontano la solitudine a cui si è condannato, e onorare finalmente una promessa non mantenuta.

224 pages, Paperback

Published March 4, 2025

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Gabriele Di Fronzo

4 books5 followers

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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Laura Gotti.
600 reviews608 followers
December 30, 2025
quattro stelle e mezzo, quasi cinque.

'Invecchiare significa avere un rapporto inaffidabile con il corpo e significa averne uno ancora più inattendibile con la memoria'

Che libro! Seguiamo la Sfinge, nel suo viaggio da Torino a Shangai. L'accompagna Matteo, ormai alla soglia dei sessant'anni, ed è l'ultima di una lunga lista di opere d'arte che ha portato in giro per il mondo, ultimo giro all'interno della sua memoria, dei suoi inevitabili amori e delle non evitabili nostalgie.

Ho imparato molto da questo romanzo. Perché finalmente ho letto un romanzo ottimamente scritto, con una trama funzionale e intelligente e interessante e piena di spunti e scorrevole ma allo stesso tempo un romanzo denso, che si sofferma sui pensieri e sulle parole e poco sulle opere e molto sulle omissioni.

'Le coincidenze sono miracoli: puoi crederci o meno, ma non puoi rischiare di fraintenderle'
E io ho letto questo libro per coincidenza ma, giuro, non l'ho fraintesa perché ho, finalmente, trovato un libro davvero bello, non solo marketing, scritto da un giovane (più o meno) autore e pubblicato da Einaudi che, finalmente, sembra che con sto libro sia tornata a fare il suo lavoro. È tutto giusto: lo stile, la storia, la lingua, le idee, non ho niente da contestare nemmeno all'editing (chi l'ha fatto? perché non lo scrivono mai sui libri?).

Di Fronzo mi ha colpito, capita raramente. Ha scritto un romanzo che mi ha commosso moltissimo, in molti punti, in molti momenti e io non piango quasi mai, tantomeno sui libri. Volevo non finisse ed è stato letto in un momento della mia vita in cui l'invecchiare ha un peso, come per Matteo, in cui i ricordi si mischiano alla nostalgia e ai rimpianti. In cui le persone scompaiono, la vita cambia, la stanchezza arriva prima e odori la fine, i finali, e hanno un odore diverso e non sai capire quale.

Ho aperto un Ruinart rose, grande bottiglia per momenti importanti. L'ho bevuta con estrema lentezza e con estremo godimento, in giro per le notti di Shangai, come tanti anni fa nel Bund con negli occhi lo stupore di una città sorprendente. Ho ricordato, ho ripensato, ho percepito la nostalgia e l'ho lavata via con uno champagne che mi stupisce sempre. Grazie per questo libro, davvero.
Profile Image for Paolo.
162 reviews195 followers
April 28, 2025
Letto in seguito alla recensione di un'amica i cui suggerimenti sono pressoché infallibili.
Una lieta sorpresa questo autore italiano e giovane che ci regala un libro originale nello spunto e nella tematica ed elegante - direi classico - nella scrittura.
Il protagonista fa un lavoro bellissimo: accompagna le opere d'arte dal museo di origine (nella fattispecie l'Egizio di Torino) in occasione di mostre temporanee e prestiti. E' quindi un po' archeologo, un po' storico dell'arte ed un po' diplomatico, interessantissime le digressioni sulle sue missioni passate, che penso ricostruite su vicende reali.
In questo caso deve accompagnare la Sfinge del titolo ad un'importante mostra a Shanghai e qui si imbatte in personaggi e situazioni del tutto inattese e nelle quali Di Fronzo dà il meglio di sè inventando almeno tre personaggi enigmatici ed affascinanti, a partire da Qi, la direttrice del museo che ospiterà la sfinge, un misto di ingenua spontaneità e di malizia che mi ha restituito l'immagine di una Audrey Hepburn cinese che accompagna (in vespa!) il nostro protagonista per le vie di Shanghai. Riesce a farlo sentire quasi a casa in una città che, caso mai qualcuno pensasse che Londra o Parigi siano metropoli, ha 41 milioni di abitanti.
Poi ci sarà anche un misterioso miliardario ed un ancor più enigmatico direttore dell'Istituto italiano di cultura.
Un'ottima lettura, le stelle sono in realtà quasi 5, che riserveremo per quando l'autore, che ha solo quarant'anni, ci darà il suo capolavoro.
Profile Image for Grazia.
510 reviews219 followers
April 22, 2025
"Il tempo è la mia perversione"

Matteo Lesables, il protagonista di questa storia, fa un mestiere estremamente particolare, un mestiere che non avevo neanche mai pensato potesse esistere: fa "volare le sfingi", ovvero come corriere del museo egizio di Torino, accompagna i reperti storici in giro per il mondo quando sono prestati per mostre tematiche.

"Accompagnare le opere d’arte in giro per il mondo è la forma perpetua di esilio che mi sono scelto per tollerare la vita adulta."


Lo vediamo, nel racconto, accompagnare la Sfinge a Shanghai, sessantenne, durante quella che sarà probabilmente la sua ultima missione. E quest'ultimo viaggio rappresenta per lui una riflessione sul tempo e sui legami. Intrecciato al mistero della Sfinge sta infatti il mistero del divorzio dalla amatissima moglie Sara, che di professione studia i sogni degli scrittori.

"Tutti temono il tempo, ma il tempo teme le piramidi. Se non sei una piramide, piú di ogni altra cosa devi temere il tempo. Lo temo al punto che rabbrividisco tutte le volte che rimando qualcosa anche solo di mezza giornata, e se nella mia vita ho ascoltato il mondo, le sue mille voci, i passi furtivi e i molti sussurri, è perché ho creduto che fosse questo il senso nascosto dell’adagio egiziano."


Il tempo, il tempo inquieto, il tempo lento, il tempo che non è innocente ma eterno, il tempo che passa anche per me che ho appena festeggiato la doppietta di cinque: "se le statue si valutano per come resistono al tempo che passa, un uomo invece per il modo in cui affronta il tempo che gli resta".

Ho letto ultimamente tante belle opere di narrativa, ecco qui parliamo di letteratura: ottimo modo di impiegare il tempo che resta tenendosi le perle.(*)

Scrittura superba.

Colonna sonora - If you see her, say her hello - Bob Dylan https://open.spotify.com/track/3xNO6J...

(*) "In Cina, mi dice Qi, c’è un proverbio per rimproverare chi non conosce il valore di quello che gli passa sotto gli occhi: Comprare un cofanetto e dare indietro le perle."
Profile Image for Savasandir .
277 reviews
August 17, 2025
"L'immaginazione è una scommessa nella notte o nelle acque più profonde: non si vede niente e si può vedere tutto"

Sfinge è un libro raro nel panorama dell'editoria italiana contemporanea. Lo è sotto molti punti di vista.
Lo è per la sua struttura narrativa, che riecheggia le antiche confessioni di fantasia, senza cedere mai alle lusinghe della loro brutta e sciatta versione moderna, l'autofiction.
Gabriele di Fronzo immagina un vero protagonista romanzesco, un archeologo mancato che per lavoro segue le opere d'arte che il Museo Egizio di Torino presta a mostre temporanee in giro per il mondo e che, arrivato al suo ultimo viaggio, ripercorre tutta la sua vita, interamente animata da due inestinguibili passioni: l'archeologia e la sua amata perduta, eminente studiosa di sogni di letterati.

È raro anche per il suo sfoggio discreto di innumerevoli informazioni sul mondo dell'Arte perfettamente amalgamate con l'intreccio del romanzo, elevandolo senza appesantirlo; tutte nozioni che, in quanto italiani e pertanto costantemente circondati da opere di inestimabile valore, dovrebbero far parte del nostro patrimonio di conoscenze scolastiche, ma temo invece che solo gli appassionati e gli addetti ai lavori abbiano reale dimestichezza con questi temi, e trovo profondamente triste che sia così.

È un libro dal fascino irresistibile, dove i molti perché della vita ci vengono presentati con estrema naturalezza e senza mai la pretesa di possedere la scienza in tasca: raramente, infatti, vi è risposta, sono gli interrogativi stessi ad essere rivelatori per la nostra immaginazione.

Questo charme immaginifico che avvolge tanto la prosa quanto il narratore è talmente potente da adombrare e far dimenticare in chi legge persino l'esiziale verità che si cela dietro alle grandi mostre temporanee internazionali attira-turisti e brucia-soldi (ovvero quelle che non hanno alle spalle anni di ricerca e di nuovi studi scientifici, ma sono mere baracconate estemporanee, come quella presentataci nel romanzo); perché spostare e far viaggiare le opere d'arte, oltre che operazione costosissima, è una pratica che ha sempre un fattore di rischio calcolato che potrebbe potenzialmente portare a danneggiare o distruggere per sempre questi unici e irripetibili artefatti, e i casi in cui queste eventualità si sono concretizzate, seppur contenuti, sono ugualmente troppi per continuare a credere che questo modello culturale sia davvero sostenibile. Molto meglio sarebbe mettere i popoli del mondo in condizione di viaggiare di più, e smettere di spostare il patrimonio culturale dalle proprie sedi, se non in casi eccezionali.
Profile Image for piperitapitta.
1,056 reviews471 followers
August 22, 2025
Di sabbia



Questo è un libro che fa male e che fa bene, sospeso così com’è tra eternità e caducità. Sembra quasi voler fermare per un istante quel pulviscolo che tra luce e ombre si posa sulla vita delle cose e delle persone e che appena un momento dopo è sospinto via dal vento.
Chissà cosa resterà di noi, cosa sapranno conservare ancora la sfinge, la grande muraglia, i musei. Chissà cosa fiorirà ancora domani, quali semi saremo capaci di piantare.

Bella scrittura quella di Di Fronzo, tra contemplazione ed eleganza, modernità e antichità, parole desuete ma non sfoggiate, piuttosto sfogliate come i petali, scelte con cura; in fondo (Matteo) Lesables, quasi un flaneur che attraversa il suo tempo, racchiude nel suo nome la sabbia, sabbia che scende nella clessidra per poi tornare in circolo nell’universo, che è poi il destino di noi tutti se non riusciremo a lasciare dietro di noi un seme, un fiore, un frutto. O una sfinge.

«Esistono certamente leggi che regolano il ritorno nel passato e che consentirebbe ai vivi e ai morti di essere visibili gli uni agli altri, magari soltanto in determinate condizioni atmosferiche o in occasione di specifiche festività, ma non conoscendo ancora quelle leggi, per il momento dobbiamo inventarci qualcos'altro per dialogare con loro.»

Una annotazione a margine: mi ha molto stupita nel libro di Di Fronzo, leggere del cimitero Flaminio (che a Roma nessuno chiama così, ma ci sta essendo il protagonista torinese) e sentirlo definire un bel cimitero; quello bello, monumentale e in cui si organizzano visite guidate è il Verano, mentre Prima Porta è considerato quello moderno, fuori dalla città, affollato e anche bruttarello. Che poi bruttarello non lo è affatto, a me aveva stupita al contrario quando ci sono stata forse per la prima volta, ma perde nel confronto con l’altro.
Profile Image for Come Musica.
2,075 reviews637 followers
March 13, 2025
Mentre ho letto questo libro, spesso mi tornava alla mente il ritornello di una canzone di Vinicio Capossela

“Senza età
Il vento soffia la
Sua immagine nel vetro dietro il bar
Gocce di pioggia
Bufere d'amore
Ogni cosa passa e lascia

Scivola, scivola vai via
Non te ne andare
Scivola, scivola vai via
Via da me”

https://www.youtube.com/watch?v=imCB5...

Da Torino, a Shangai arriva la Sfinge, che “misura 142 centimetri per 89 per 302,5, contandone il basamento.”

Sono rimasta stregata dalla scrittura di Gabriele Di Fronzo: davvero molto bravo. Il protagonista, Matteo, fa i conti con il proprio passato grazie all’incontro con Qi, quello che ha a che fare con il suo matrimonio con Sara.

“Esistono certamente leggi che regolano il ritorno del passato e che consentirebbero ai vivi e ai morti di essere visibili gli uni agli altri, magari soltanto in determinate condizioni atmosferiche o in occasione di specifiche festività, ma non conoscendo ancora quelle leggi, per il momento dobbiamo inventarci qualcos’altro per dialogare con loro. Questa allora non è una conclusione, ma una consolazione, poiché ora so che il nostro futuro non sarà soltanto sulla terra e nelle statue, so che il nostro futuro sarà nei fiori e nelle stelle.”

Mi piace concludere questo commento al libro “Sfinge” di
Gabriele Di Fronzo con la citazione che lui ha scelto per l’esergo


“Il mondo inesauribile è fatto di distanze chilometriche, di alte moschee e di vegetazioni trionfanti chine su spiagge infinite, di orari di volo e di uomini premurosi.”

PIERRE MICHON ~ Vite minuscole
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews57 followers
August 3, 2025
Ambientato nel mondo dei musei, con qualche risvolto intimo. Una buona lettura: bravo, Di Fronzo!
Profile Image for Elisa.
89 reviews4 followers
July 25, 2025
Un romanzo vero, una storia immaginata in cui il protagonista ha una dimensione intima e personale che viene sublimata attraverso la letteratura. Stile piano e misurato ed emozioni riconoscibili.
Profile Image for Artemisia.
146 reviews
May 24, 2025
Matteo Lesables è un uomo che si muove tra le pieghe del tempo, la cui lunga frequentazione con il passato ha modificato il tocco con cui vive il suo presente. Movimentatore del Museo Egizio di Torino, lo seguiamo nel suo ultimo compito prima di un lungo tempo di ristagno: la pensione. Lo sguardo dell'opera d'arte che dovrà trasportare da Torino a Shangai - una sfinge - è un testimone che ci guarda fissi per tutte le duecento pagine di questo romanzo incredibile, elegantissimo, malinconico e poetico come credevo uno scrittore italiano non sapesse più fare. Negli ingranaggi e le sue architetture Matteo verse le sabbie che contiene, che ha accumulato in anni di cura di opere antichissime e ogni granello è una storia che si è portato dietro. Ho amato così profondamente la prosa di Di Fronzo, capace come pochi di creare un personaggio dal mestiere eccezionale, curioso, intrigante e farlo combaciare a una storia di amore perduto, di comportamenti incompiuti, come se un uomo che ha vissuto lo scorrere del tempo nella sua eccezione più fisica (papiri infiniti, ghirlande fantasma, pietre eterne) non potesse più in nessun modo avere fiducia nel futuro.
Profile Image for Bobparr.
1,156 reviews91 followers
September 12, 2025
È un romanzo curioso, ben documentato, ben scritto.
Come già ho visto in altri autori piemontesi, il tono è dimesso, schivo, in levare anziché in battere. Non l’ho trovato una lettura semplice, perché non mi ha particolarmente emozionato: a mio avviso la trama a volte pecca di eccessiva costruzione e ne risente la fluidità. Molte curiosità sui musei e sulla Cina, esposte spesso - queste sì - con la necessaria naturalezza.
Profile Image for Elalma.
904 reviews103 followers
December 27, 2025
Scritto bene, con un argomento molto appassionante, è una bella scoperta anche se ho qualche riserva.
Profile Image for Three.
306 reviews74 followers
January 2, 2026
Ho corteggiato per mesi questo libro, rinviandone l’acquisto perché ne avevo altri già lì in attesa, ma prendendolo invariabilmente in mano e leggendone una mezza pagina ogni volta che andavo in libreria a curiosare. L’imbarco della Sfinge sul volo per Shangai, l’incontro fra la tranquillità meticolosa del suo accompagnatore e la curiosità un po’ isterica di chi - addetto all’aeroporto, passeggero o funzionario governativo - assiste per la prima e probabilmente unica volta nella vita al trasporto di un’opera d’arte tanto ipertrofica quanto delicata mi hanno affascinata dal primo momento. Hanno concorso al fascino anche l’attrazione istintiva ed inspiegabile che provo per l’estremo oriente, e l’immagine in copertina (penso che nessuno al mondo applichi il principio di non giudicare un libro dalla copertina, certamente non lo applico io), la fotografia in bianco e nero elegante e bellissima che riprende in un unico colpo d’occhio una poltrona vuota in una stanza affacciata su un panorama urbano affollato di grattacieli che non ho riconosciuto, forse New York, forse Chicago. Infine, la metafora dell’acquisto del cofanetto e della restituzione delle perle ha annullato ogni mia remora residua e sono rimasta sepolta dal fascino discreto della sfinge e del suo accompagnatore schivo e sensibile.
Tutto questo per dire che, quando finalmente l’ho comprato, ho letto questo libro sotto l’influenza di un pregiudizio positivo insuperabile. Pregiudizio che il libro ha poi giustificato, per questa sua capacità di portare il lettore dietro le quinte (di un volo, di un’esposizione al museo, di una città), di fargli scoprire che cosa succede quando una mostra viene allestita, o quando si chiude, comunque quando la maggior parte delle persone sono altrove, sempre con calma, senza esasperazioni inutili, e però con partecipazione, senza freddezza.
Le vicende personali di Matteo Lesables, uomo che trattiene i cofanetti, si incrociano con quelle della sua vita in perenne movimento (sottoscrivo con il sangue la frase “la felicità a questo mondo esiste di rado senza allontanarsi da casa”), quindi fatta di centinaia di incontri lampo di cui lui fa tesoro, per esempio, per imparare a cucinare cibi di tutto il mondo; il ricordo della donna della sua vita, di come la loro storia è nata e si è conclusa, si lega a quello delle cartoline che le ha inviato e anche di quelle che non le ha inviato; il suo lavoro di custode del tempo, e degli oggetti che il tempo ha lasciato, coesiste serenamente con la sua propensione a vivere nel presente; la sua personalità, che si pone agli antipodi della faciloneria, non esclude la disponibilità a lasciarsi trascinare in un’avventura, sentimentale o no. In ogni caso, lui ha sempre compiuto “gesti reversibili, viaggi brevi e nessun trasferimento”.
Matteo Lesables è un uomo che mi piace, per come passa sulla vita leggermente, sfiorandola appena. Ha la capacità di accettare il fatto che la vita non possa donare solo soddisfazioni e di riconoscere che con lui è stata comunque benevola, per cui si considera mediamente fortunato.
In tutto questo, non ho capito il senso dell’incontro con l’ambiguo personaggio che gli propone di eseguire il trasporto in Europa, anomalo e di dubbia legalità (o di sicura illegalità), del seme di un fiore estinto (o piuttosto in via di estinzione, dato che ne esiste ancora un seme), da consegnare ad un botanico in Italia. Intendo dire che non ho capito se in questo incarico si dovesse leggere un significato recondito - che purtroppo non ho visto - o se fosse semplicemente l’espediente con cui lo scrittore ha offerto a Matteo la possibilità di un gesto con cui rimediare, venendo meno all’impegno preso con il magnate cinese, alla violazione di un altro impegno morale preso anni prima con la moglie. Propendo per la seconda ipotesi.

Il pregiudizio positivo di cui scrivevo sopra non mi ha impedito di notare un discreto numero di refusi che, senza il pregiudizio, avrebbero scatenato il mio malanimo, e invece in questo caso mi hanno solo fatta sorridere bonariamente. Per esempio, un personaggio deve avere un aspetto un po’ strano perché quando piega la testa il collo gli tocca il petto (negli altri esseri umani è il mento a farlo). Più avanti salta fuori un periodo della vita in cui “non andavamo a dormire mai dopo le undici e la mattina successiva non eravamo mai svegli dopo le sei” (quindi si svegliavano alle quattro o alle cinque e dopo le sei ripiombavano nel sonno?). Non è gravissimo, ma rileggersi costerebbe così poco..
Profile Image for Domenico Fina.
293 reviews91 followers
March 16, 2025
Questo libro di 220 pagine è un romanzo straordinario, dalla prima riga all’ultima, per lingua, storia, afflato; Gabriele Di Fronzo, scrittore torinese di 40 anni, si inventa un protagonista contemplativo, checoviano? nato in Val d’Aosta e costretto a volare per professione, sta per compiere 60 anni, di mestiere è un courier, segue, protegge, scorta statue e reperti preziosi che dal museo egizio di Torino verranno esposti nei musei internazionali. Questa è la storia della sua ultima missione a Shanghai prima di andare in pensione. Incontrerà una giovane direttrice di Museo, Qi (pronuncia Ci), uno strano uomo d’affari che vorrebbe salvare fiori in estinzione, rifletterà su una metropoli assurda come Shanghai quasi fosse il mondo intero, sui tifoni, sulle architetture, sull’ansia di volare, sul suo amore di una vita, Sara, ex moglie con la quale è finito l’amore e non sa spiegarsi il perché. Rifletterà sul tempo, la sua idea fissa. Libro bellissimo, alcune pagine ricordano Daniele Del Giudice, ma non vorrei confondere, questo libro ricorda credo solo se stesso, come tutti i libri originali.

«Ora non è più un futuro prossimo, ora è un futuro remoto. Continuerò a esistere. Potrei anche continuare a viaggiare. Devo lavorare ancora qualche anno prima di andare in pensione. Potrei anche farmi assumere da un altro museo. Potrei fare anche altre cose. Potrei trasferirmi in un’altra città. Se Tolstoj l’ha fatto quando aveva sessantasei anni, una volta per tutte potrei imparare ad andare in bicicletta».
Profile Image for Marika Castagno.
123 reviews5 followers
January 27, 2026
Forse anche l’amore più profondo comporta lasciare andare la persona che si ama, non per poco coraggio o per orgoglio, forse il contrario, forse non si ha l’attitudine di essere felici, forse “comprare un cofanetto e “non” dare indietro le perle” sarebbe stato più giusto, troppi forse attanagliano la vita di Matteo Lesables prossimo ai sessant’anni, che di lavoro fa il corriere per il museo egizio di Torino, un corriere un po’ particolare, ossia trasportare statue e reperti per le mostre e musei di tutto il mondo, nel suo ultimo viaggio a Shangai, prima di avviarsi al congedo. Qui nella Parigi d’Oriente cercherà di trovare la sua pace interiore riflettendo sullo scorrere del tempo, su quelle promesse non mantenute, sui rimpianti e sulla vita stessa paragonandola ad un “bel giardino con veduta in movimento.”
Mi ha davvero commossa, anche io ho il terrore dello scorrere del tempo, e con esso il terrore dei ricordi che cominciano a sbiadire e finire nel dimenticatoio, ricoperti di quella patina che non puó più andare via. Grazie, davvero.

“In Cina, mi dice Qi, c’è un proverbio per rimproverare chi non conosce il valore di quello che gli passa sotto gli occhi: comprare un cofanetto e dare indietro le perle.”
Profile Image for Gattalucy.
380 reviews159 followers
June 12, 2025
Matteo Lesables, che non è riuscito a diventare archeologo, ma si veste come se lo fosse, fa il courier, ovvero fa volare le Sfingi. Uno dei rari individui che volano insieme alle statue, a reperti preziosissimi prestati dal Museo Egizio di Torino ad altri Paesi per mostre o eventi.
Sarà un viaggio, il suo a Shangai, che lo porterà in una Cina moderna e antica insieme, viaggiando su e giù tra i ricordi, i sogni, la nostalgia per una donna amata, e la scoperta di non riconoscersi solo nel passato, ma di aver diritto anche al futuro.
Attraverso il mestiere del suo protagonista Di Fronzo ci accompagna nei segreti delle installazioni delle mostre, dei personaggi che vi gravitano attorno, nel fascino dei musei, e inventa un uomo enigmatico come le Sfingi che porta in giro per il mondo, romantico e schivo al tempo stesso.
Un romanzo affascinante, scritto con una lingua colta ma non banale.
Più di quattro stelle, quasi cinque.
E se lo scrittore ha 40 anni, aspetto il prossimo, perchè uno così va tenuto d'occhio.
Profile Image for Lisa incipitmania (profilo lettura).
235 reviews15 followers
September 5, 2025
“C’è un detto egiziano che recita cosí: Tutti temono il tempo, ma il tempo teme le piramidi. Se non sei una piramide, piú di ogni altra cosa devi temere il tempo.”

(Citazione)
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