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Twelve

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A Malfenn, piccolo paesino del Trentino, arriva un'estate la quindicenne Leonor insieme al padre. Tre mesi prima, nei boschi circostanti l'Overlake Hotel - di proprietà del nonno Joseph -, durante un'escursione è scomparsa sua madre, Sarah, ormai ritenuta morta in un incidente, anche se il corpo non è mai stato ritrovato. Mentre il padre non si è rassegnato e ogni notte torna nel bosco a cercare la moglie, Leonor si limita a lasciar trascorrere il tempo intrappolata nel dolore e nei ricordi. Sino a quando non incontra Abel, il bambino con cui giocava da piccola nelle lunghe estati trascorse dal nonno. Ora Abel ha diciassette anni, la fama di duro, e si occupa della piscina e del giardino dell'albergo. Per molti anni ha vissuto confinato in collegio o in una baita in alta montagna, qualcuno dice per il suo cattivo carattere, qualcuno per una misteriosa malattia. Mentre i due ragazzi cominciano ad avvicinarsi, nei boschi di Malfenn fa la sua comparsa una misteriosa bestia assassina. Dopo che due donne sono state sbranate, si comprende che chi uccide è un essere mostruoso: un lupo mannaro, ed è forse lo stesso lupo mannaro responsabile della scomparsa della madre di Leonor. E se il mostro fosse proprio Abel, che non riesce più a trattenere gli attacchi di furia che lo trasformano - letteralmente - in un'altra persona? Per Leonor, che si è accorta di amarlo, comincia così una disperata corsa contro il tempo per salvarlo. Una corsa che durerà dodici giorni...

282 pages, Hardcover

First published July 9, 2014

28 people want to read

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Stella Martini

1 book1 follower

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Community Reviews

5 stars
3 (8%)
4 stars
6 (17%)
3 stars
11 (32%)
2 stars
11 (32%)
1 star
3 (8%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Lia .
201 reviews1 follower
July 28, 2016
Ci aggiungo anche una mezza stella, perché non è un libro da tre ma non è neanche da quattro.
Inizialmente mi aveva preso moltissimo, ma poi ad un certo punto mi ha un po' annoiata anche perché alcune cose venivano ripetute in continuazione, con termini diversi ma il significato è sempre quello. E poi ero convintissima fosse autoconclusivo e invece, mentre ancora lo leggevo, ho scoperto che non finiva e mi è dispiaciuto un po'.
Ma il libro è bello ed è anche scorrevole, escludendo alcune ripetizioni.
E anche alcune rivelazioni, mentre lo leggevo, mi erano sembrate molto scontate altre, che si scoprono solo alla fine, non le avrei mai sospettate, anche se poi si spiegano alcuni comportamenti anomali di certi personaggi.
Vorrei anche aggiungere che ho odiato quel viziato, egocentrico ragazzino milanese (di cui ho pure scordato il nome) ma sinceramente sono felice di ciò che Abel ha fatto, se lo meritava.
Mi è veramente dispiaciuto per un personaggio.
Profile Image for iosonocecilia.
170 reviews16 followers
May 8, 2022
Premetto che leggendo la trama mi aspettavo tutt'altro!
Mi aspettavo una corsa contro il tempo, che magari i ragazzi scappassero da qualche parte e che il tutto finiva in 12 giorni, da quì il titolo del romanzo.

Ebbene... non è stato affatto così. Effettivamente, tutto il romanzo dura 12 giorni ma non è una corsa contro il tempo.

Leonor è una ragazza di città che non sà effettivamente cosa vuole. Va a stare nell'hotel che gestisce il nonno ed effettivamente viene raccontata la sua permanenza lì per i dodici giorni successivi.

Abel è un ragazzo che sta vivendo i cambiamenti della crescita, circondato da una mamma apprensiva e un datore di lavoro scorbutico.

Tutto nella norma, se non fosse per l'elemento fantasy. I Licantropi e le strane sparizioni / morti nel bosco.

Io non riesco a capire per quale motivo non abbia avuto successo! Ovviamente è uno Young adult destinato ad un pubblico giovane, quindi è privo di scene di eccessiva violenza e romance. Ma è un libro molto scorrevole. Credibile. Piacevole. Con un mistero da scoprire poco per volta.

Bellissime anche le Side-Story con Savage e Albert, che probabilmente meriterebbero una novella a parte.

Se devo trovare delle pecche, le trovo nella parte finale, in quanto non mi è piaciuto l'uso dei nomi visto e rivisto (luzifer / cain / abel), non mi è piaciuto particolarmente l'uso di personaggi "immortali" e qualche battuta che più che altro era una freddura.

Concludo dicendo che il romanzo è autoconclusivo ma viene comunque lasciato un finale aperto. Quindi se non siete grandi fan di finali aperti e volete subito l'happy ending, non è un libro che fa per voi.
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Tra tutto i toni di questo romanzo mi hanno ricordato tantissimo quelli di Curon. In entrambe le storie ci sono queste cittadine al confine italiano. Con persone che parlano sia italiano che tedesco. In entrambe le storie c'è questo Hotel, il lago e il bosco. Quello che cambia è l'elemento magico. Da una parte i doppioni provenienti dal lago e dall'altra i licantropi.

Ps. non è proprio un romanzo da 4 stelle, ma 3 e mezzo se le merita assolutamente!
Profile Image for Tania.
407 reviews19 followers
November 4, 2014
Non appena vidi la copertina e la trama, volli leggerlo assolutamente. Da quanto non leggevo di licantropi? Da parecchio perciò mi sono dedicata a questa lettura durata tre pomeriggi. Di sicuro ci sarà un continuo perché Twelve ha lasciato cose in sospeso e gli autori l'hanno confermato. Sì, questo romanzo è scritto a quattro mani da una coppia di coniugi che si firmano con lo pseudonimo Stella Martini. Lui scrive gialli mentre lei i rosa. Il potenziale c'è ma purtroppo è stato tutto piuttosto sbrigativo. L'attrazione tra Abel e Leonor, la prima e vera trasformazione di Abel in lupo mannaro, una breve comparsa della migliore amica di lei per poi venir uccisa subito. E poi ho trovato anche parecchie ripetizioni sul profumo di Abel. Sempre muschio associato a qualcos'altro. Per non parlare poi di una cosa che non mi torna.

Leonor è la nipote del proprietario dell'albergo dove lavora Abel. Lei e suo padre sono tornati in quell'albergo in mezzo ai boschi per trascorrere l'estate ma poi sarà per un altro motivo che si svelerà alla fine che andranno a Malfenn. Abel e Leonor si conoscevano ed erano compagni di giochi da piccoli ma per anni non si sono visti per il fatto che lui è andato in collegio e ci è rimasto anche per le vacanze estive fino ad oggi. Col tempo, entrambi sono cambiati ma sopratutto lei. Il dolore per la perdita della madre ha distrutto sia lei che il padre Albert. Ormai sono mesi che la donna è sparita e si potrebbe pensare che è morta ma sia padre che figlia non si danno pace. Neanche il corpo è stato trovato.

"Prima delle ultime vacanze di Pasqua, alla vigilia della stagione turistica, abbiamo trascorso due o tre week-end qui all’Overlake. Papà ha aiutato nonno a ridipingere il salone principale e l’ingresso dell’hotel, mentre io e mamma, visto che il tempo era buono, ne abbiamo approfittato per fare lunghe passeggiate fino al paese o intorno alle rive del lago.
È strano come quei giorni mi sembrino a volte più chiari e nitidi di quelli che sto vivendo ora. La voce di mamma, la luce del cielo, i fiori che sbucavano incerti fra l’erba: è tutto così reale, così vero. Ora, invece, tutto ciò che vivo mi sembra avvolto in un liquido denso fatto di suoni attutiti e pensieri immobili.
«Sveglia, pigrona» mi chiamava mamma, comparendo nella stanza appena i raggi del sole sfioravano il davanzale della mia finestra. Nel dirlo, sollevava il piumino in cui mi avvolgevo la notte e spalancava gli scuri delle finestre. Mi portava il caffè a letto insieme a qualche fetta di pane di segale ancora tiepido e a un po’ di marmellata di mirtilli preparata da Martha, la cuoca.
«Lo sai che i mirtilli fanno venire gli occhi belli?»

Era una sua teoria, del tutto priva di fondamenti scientifici, ma i suoi occhi erano splendidi, e io ho preso molto da lei. Non c’era motivo di dubitare che avesse ragione."


Anche la situazione di Abel non è delle migliori. Fu mandato in collegio per guarire da una "malattia" da quello che dice sua madre Martha, rimasta vedova dopo l'assassinio del marito successa quando Abel aveva pochi anni. Ma quello che pensa il ragazzo è "Quale malattia?" "Sono stato malato?". In un certo senso si può definire anche così tuttavia la sua in realtà è una maledizione. Lui è un licantropo, una uomo lupo. Dentro di sè, la sua parte selvaggia, la bestia "Cain", è restata sopita per anni fino ad uscire finalmente fuori. Abel dovrà imparare a conviverci visto che sono una cosa sola. Nel frattempo, a Malfenn sono già state uccise due ragazze tra cui la miglior amica di Leonor, Diana, venuta in vacanza a trovarla. Si sospetterà essere Abel il colpevole ma non sarà così. Lui è un licantropo "buono" e c'è un secondo licantropo che dimora da molti anni in quel luogo e si nasconde tra i paesani. Sanguinario e pronto a fare altre vittime. Solo Abel potrà riuscire a sconfiggerlo e a liberare Malfenn dalla sua presenza.

Dentro di me sento il vigore del lupo, come se nelle vene mi scorresse benzina pronta a prender fuoco. La bestia si sente impotente, fuori posto; io però non capisco. Non ricordo nulla, ma l’altra parte di me, evidentemente, ancora non è pronta per condividere ciò che è accaduto solo poche ore fa.
Non posso più fingere che non esista. Siamo una cosa sola e devo imparare a dialogarci.
«Ci sei, lo so» dico piano. «Non posso più fare finta che tu non esista. Mi senti?»
Mi sente. E mi parla. Una voce dentro la mia testa. Roca, profonda.
Così mentre m’incammino zoppicando verso valle, io e la bestia iniziamo a comunicare. Prima timidamente, poi in modo sempre più articolato. Quando giungiamo alla fine del sentiero, gli ho perfino dato un nome, come se fosse una persona vera o un amico, un fratello di sangue. Ho deciso di chiamarlo Cain. Il mio fratello cattivo. Non gradisce per nulla che mi riferisca a lui come «la bestia». Ora ci chiamiamo per nome, come se ci fossimo sempre appartenuti e rappresentassimo le due facce della stessa medaglia.


E a complicare ulteriormente le cose in paese, arriverà un cacciatore di lupi mannari, Hunter, che senza scrupoli, vorrà eliminare Abel.
Alla fine del libro, questo nuovo nemico rimarrà in sospeso. Sicuramente si saprà molto di più nel seguito. Ma la cosa bella del libro, e che ormai si capisce dalla mie precedenti recensioni quanto la apprezzi, è che si alternano i punti di vista di Abel e Leonor. Mi piace perché mi aiuta a capire meglio il personaggio ed entrare nei suoi pensieri. Come ho detto prima, non mi piace che sia stato un racconto sbrigativo. D'accordo che è una corsa contro il tempo che dura dodici giorni (ogni capitolo è un giorno da 1 a 12) ma troppo di corsa XD Ho notato anche che è più la parte "gialla" a prevalere su quella "rosa". Nel senso che si parla più di misteri e assassini che di amore. Però quelle volte che si parla di amore mi sono piaciute e alcune mi hanno anche commosso. E non sto parlando solo di Abel e Leonor ;)
La scrittura è chiara e scorrevole ed è strutturata bene. Do 3 stelle e mezzo come voto ma spero che nel prossimo volume andrà meglio :)
Profile Image for Elisa Vangelisti.
Author 6 books33 followers
August 12, 2017
molto delusa da questo romanzo, mi aspettavo qualcosa di più. la trama mi è sembrata banale, ricca di deja-vù. i personaggi non coinvolgono e non sono tratteggiati così bene come vorrei. considerato che ci sono messi in due a scriverlo, qualcosa in più non avrebbe guastato. la scrittura è fluida e scorre, quindi si legge facilmente e si spera che prima o poi accada qualcosa che in realtà non arriva mai. il finale poi... insomma, secondo me non brilla.
Profile Image for Elisa.
226 reviews9 followers
May 15, 2015
3,5 stelle

- " Sai cosa si dice dei libri?"

Lo guardo aspettando una risposta.

"Che respirino. Non sono qualcosa di immobile, indiscutibile, ma degli oggetti fragili, pieni di difetti, di distrazioni, di incertezze. I libri sono stanchi quando lo siamo noi, sono entusiasti con il nostro entusiasmo, ci tolgono le malinconie e ce le creano, ma solo perché noi decidiamo che sia così." -

Questa è una bellissima citazione tratta dal libro.. un romanzo che è riuscito a stupirmi nonostante io non sapessi bene cosa aspettarmi. Questo gli è valsa la mezza stella in più, insieme alla bella scrittura, che fila via lascia e non è quasi mai noiosa.

Il vero difetto del romanzo è uno e anche abbastanza pesante in realtà, non sono riuscita a legarmi emotivamente ai personaggi e invece il doppio punto di vista alternato avrebbe dovuto aiutarmi molto. Abel è davvero un bel perdonaggio e ho di gran lunga preferito i capitoli raccontati da lui. Lenor resta troppo distaccata anche dai suoi stessi pensieri e questo inizialmente non me l'ha fatta piacere, andando avanti mi è risultata quasi indifferente. :/
Questo è un gran peccato perché la storia con i contorni disegnati dagli autori mi è piaciuta davvero tanto ed è per questo che il voto resta alto.

Non vi aspettate quindi il "grande amore" pubblicizzato in copertina, ma una bella storia da leggere in questi giorni di piovosa e grigia primavera.

C'è da dire poi che lo avrei preferito come autoconclusivo... aspetto notizie sul seguito.
Profile Image for Emanuela  Ed.
116 reviews2 followers
November 19, 2014
Carinissimo,molto azzeccata l'ambientazione tra i boschi del Trentino e sulle Dolomiti per questa storia d'amore tra una ragazza ed un giovane licantropo.
Finale un po' frettoloso e molte tematiche inespresse.Aspettiamo il seguito.
Profile Image for Annalisa.
194 reviews45 followers
March 9, 2015
Carino, ma non eccezionale. L'ho trovato un po' piatto.
Quando 'ho comprato l'ho immaginato con un po' più d'azione, invece... non mi ha soddisfatto a pieno. Comunque è una lettura veloce e scorrevole.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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