La botanica e la religione popolare, l'identità di genere e la musica barocca, la Spagna e Napoli. Ho amato questo romanzo fiabesco, sincretico e caotico.
La lingua, che ricalca il dialetto e l'oralità, è ricca, ma di un'opulenza che non stanca e non opprime. Leggere questo libro dà l'impressione di attraversare una serra tropicale: puoi immergerti nella vegetazione godendo dell'atmosfera che l'autore riesce a evocare, oppure soffermarti sui dettagli, la forma di una foglia, isolare il profumo sottile di un fiore.
Anche dal punto di vista della trama, "Il sesso degli alberi" mi ha tenuto agganciato. Quando pensi che il romanzo stia prendendo una direzione, Arena devia in modo sorprendente. In questo romanzo la realtà onirica di Màrquez incontra la natura magica di Buzzati, l'amicizia geniale di Ferrante diventa avventurosa come una storia di Bianca Pitzorno, il tutto mentre si fa avanti e indietro lungo gli itinerari dell'epica classica.
Come dicevo, un sincretismo che mi ha conquistato.