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Libera università

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Governi e poteri che temono il dissenso vedono oggi l'università come un nemico. A minacciare la libertà della conoscenza e dell'insegnamento non sono le proteste studentesche, ma il controllo politico, il disciplinamento delle idee, i tagli ai finanziamenti. Difendere il pensiero critico significa difendere il futuro della democrazia.


In questo drammatico momento storico, nei campus di tutto il mondo studentesse e studenti per il popolo palestinese, per la pace, contro il disastro climatico. In Italia, queste sacrosante proteste vengono represse con durezza dalle forze dell'ordine, mentre una campagna politica e mediatica presenta l'università come un pericoloso asilo di estremisti. Contemporaneamente, il governo guidato dall'estrema destra definanzia il sistema universitario, e prepara riforme liberticide. Non accade solo in dagli Stati Uniti di Trump all'Ungheria di Orbán, l'obiettivo è colpire l'autonomia delle università per stroncare dissenso e pensiero critico. Bisogna dunque respingere qualunque forma di irreggimentazione poliziesca, o di controllo perché è dall'alto, e non già dal basso, che sono sempre arrivate, in ogni Stato, le vere e piú concrete minacce alla libertà delle università. È una questione che riguarda se l'università è libera, la società è libera.

125 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2025

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About the author

Tomaso Montanari

53 books38 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Siti.
409 reviews167 followers
May 3, 2025
Cosa e chi mette in pericolo l'autonomia universitaria.

Il precariato? Il governo? La politica neoliberista? L'incapacità dei docenti e dei rettori di difendere la stessa?
Indubbiamente l'insieme di questi singoli aspetti quando si perdono di vista la libertà e il sacrosanto pluralismo, fuori e dentro l'università.

Da leggere.
Profile Image for Fezi.
34 reviews
March 8, 2025
Un libro necessario.
Non soltanto per le idee che esprime, le riflessioni che porta avanti (una voce nel deserto), ma anche e soprattutto per la trasparenza con cui il discorso è condotto.
Vi è in Italia la triste tendenza, sempre più diffusa in ogni ambito, a fare del dibattito uno sterile scontro di tifoserie: ci si schiera senza oggettività né argomentazione, con l'unico intento di urlare più forte dell'avversario.
Montanari riesce nell'impresa di scardinare questa odiosa consuetudine e lo fa impiegando uno degli strumenti fondamentali dell'istituzione universitaria: la capacità di discutere. L'autore esprime posizioni nette e le articola con chiarezza, dati alla mano, offrendo così a chi legge non solo uno sguardo lucido sul presente, ma anche continue possibilità di approfondimento e verifica di quanto scritto.
L'università, come luogo autonomo di incontro, confronto, dibattito e crescita; come opportunità di immaginare un futuro diverso, riparta da qui.
Profile Image for Simo Libe.
19 reviews1 follower
July 11, 2025
Lettura molto consigliata per chi frequenta l'accademia, per studiare, lavorare o insegnare. L'involuzione autoritaria dell'istituzione universitaria ha accelerato e il libro ripercorre i vari passaggi storici e politici fino ad arrivare alle ultime questioni, sulle proteste studentesche contro il genocidio a Gaza. Trovo che la posizione di Montanari sul boicottaggio delle università israeliane non sia al 100% onesta intellettualmente, ma il resto dei contenuti sono molto condivisibili. Il libro guarda anche alla prospettiva filosofica e permette di riflettere sul significato e il senso dell'istituzione universitaria, con non poche citazioni letterarie. Un ottimo manuale per immaginare un'università nuova in una società nuova, con più autonomia, più indipendenza, più finanziamenti e al servizio del progresso umano, slegata da ogni logica di profitto o di legittimazione della guerra, la sua direzione attuale.
Profile Image for Ju.
26 reviews
August 17, 2025
In sintesi: l'università è una democrazia in miniatura (libera: cioè imperfetta, caotica, non controllabile). Come ogni democrazia, attenzione che non degeneri in demagogia [capitalistica], o che muti in oligarchia o tirannide - e che non diventi una torre d'avorio; o meglio, che lo diventi nel suo senso più pieno: torre di guardia delle libertà individuali e collettive. Il tutto, molto ben documentato dal fascismo ad oggi, e con una spruzzata di Virginia Woolf. Con alcune argomentazioni immagino che ci si possa trovare in disaccordo (non sono d'accordo nemmeno io), ma sono indiscutibilmente valide - e forse il morale della favola era esattamente questo :)
Profile Image for Elia Mantovani.
218 reviews5 followers
March 16, 2025
Comprato e letto al volo per l’interesse al tema della questione universitaria in Italia. Conoscendo l’autore immaginavo cosa mi sarei trovato tra le mani, ma ho voluto provare lo stesso. Nel complesso abbastanza insoddisfacente: il testo non affronta la questione cruciale dell’istruzione terziaria in Italia (problema storico, che si trascina almeno dal ’68) ma lancia strali verso il governo attuale per il suo malgoverno dell’università. Non vi è dubbio che gli attuali padroni di casa siano alla meglio inutili alla peggio dannosi, e che di università non sanno nulla e non hanno alcun interesse (del resto, quale proposta aveva il partito vincitore alle corse del 2022 sull’università? Che interesse ne avevano gli elettori?), ma criticare gli attuali scappati di casa è come sparare sulla croce rossa. Quali sono state le riforme degli ultimi decenni? Come mai l’università di massa in Italia fallisce? Queste questioni non vengono affrontate… si parla di attualità (Palestina, rivendicazioni neofemministe, ecc.) anche quando non si capisce bene quale sia la pertinenza di questi temi con l’oggetto della trattazione. Oltretutto molti assiomi vengono enunciati ma non argomentati… interessante il discorso sulla manovra politica per direzionare gli studenti verso le telematiche, ma perché non spiega come mai ritiene le telematiche ‘atenei di serie B’? Che dire allora degli anni di formazioni DAD nella stagione del COVID? Poi la solita retorica umanistica per la quale l’università dovrebbe distanziarsi sempre di più dall’impresa e dal lavoro, limitandosi a produrre pensatori (che chiaramente dimostra un certo vizio a considerare università una ridotta gamma di discipline…). E poi l’autore non riesce a vedere il vero problema dell’università italiano, ossia l’inclusione di tutti gli studenti (basti dire che riciccia fuori la solita frasetta di Eco sull’Erasmus. Insomma, utile per deprimersi prendendo contezza dell’inadeguatezza dell’attuale esecutivo, inutile se si aspira a capire i problemi veri dell’istruzione universitaria in Italia.
Profile Image for Lea.
149 reviews6 followers
June 20, 2025
In questo saggio Tomaso Montanari punta l'attenzione sull'attuale minaccia alla libertà e autonomia delle università come presidio civile di democrazia e di pensiero critico. E conclude che "l'odio per le università e per la loro autonomia è parte di un odio più grande, quello contro la democrazia".
Profile Image for Chiars.
45 reviews15 followers
May 24, 2025
Montanari sei mio papà ❤️
Profile Image for Francesco Veronesi.
36 reviews
November 20, 2025
Tagli all’istruzione come strumento politico. Un’analisi puntuale da parte di uno dei più lucidi pensatori del panorama italiano.
Profile Image for Giulia Buccarelli.
3 reviews
December 30, 2025
Un saggio importante per scoprire l'importanza della libertà intellettuale che dovrebbe vigere ovunque
Profile Image for Lara Facchi.
299 reviews1 follower
March 23, 2025
Con la consueta chiarezza, Montanari spiega il sistematico attacco alla libertà delle e nelle università da parte dei governi di destra. Un testo breve ed efficace, per comprendere come l'ostacolare il pensiero critico sia un fondamentale strumento di smantellamento della democrazia. Consigliato.
Profile Image for Aldo Rita.
Author 1 book
December 26, 2025
Tomaso Montanari è attualmente Rettore presso l’Università per Stranieri di Siena. Ha scritto questo libro per difendere la libertà e l’autonomia dell’Università. Egli fa una critica alle politiche del governo Meloni che tendono a criminalizzare il dissenso, vorrebbero eliminare l’autonomia e l’indipendenza dell’Università e tendono ad aumentare il precariato al suo interno, altro strumento per limitare l’autonomia e l’indipendenza dei docenti e dei ricercatori. L’autore fa la storia delle Università. Nate nel Medioevo godevano all’inizio di una forte autonomia, indipendenza che fu limitata con la fine del Medioevo e l’avvento degli stati assoluti. Durante il fascismo non godevano di nessuna autonomia, nel 1931 fu imposto il giuramento di fedeltà al regime ai professori universitari. La libertà di insegnamento e l’autonomia furono ripristinate con la Costituzione Repubblicana e messe in pratica con le leggi successive e ora vengono rimesse in discussione. Si parla delle manifestazioni studentesche a favore della Palestina e della loro repressione, degli accordi delle Università con le forze armate e l’industria militare che tendono ad influenzare la didattica e la ricerca, delle Università telematiche che possono essere controllate da Società private che agiscono per il profitto. L’autore ricorre ad ampie citazioni di diversi altri autori che parlano sia della libertà e dell’indipendenza dell’Università che delle minacce contro di esse in tutta la loro problematicità e ampiezza. Ciò che difende Tomaso Montanari è un’Università che goda della propria autonomia, sia indipendente dal potere politico ed economico, in cui professori e ricercatori possano mettere liberamente in discussione conoscenze e saperi consolidati, che quindi possano farsi liberamente delle domande e porre tutto in discussione, la libertà dissentire come aspetto imprescindibile della democrazia.
È stata una lettura molto bella che stimola lo spirito critico e ricorda i principi su cui la democrazia si fonda o dovrebbe fondarsi.
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