SOUL
Ultimamente non riesco proprio a capire perché certi autori, ad un certo punto delle loro storie, tendano a creare stravolgimenti senza senso nella trama, probabilmente con l'obiettivo di creare maggiore hype nel lettore, mentre in realtà stanno semplicemente rovinando tutto.
In questo caso, la svolta sul finale verso situazioni da dark romance, mi ha fatto scadere l'intera narrazione avvenuta fino a quel momento.
È una storia che rispetta tutti i cliché del suo genere però, prima di quella svolta tremenda sul finale, era stata una narrazione scorrevole e avvincente, in cui il ritmo incalzante degli eventi, i dialoghi scoppiettanti da botta e risposta tra i due protagonisti, il fatto che ci siano POV alternarti e i capitoli brevi, aveva reso la lettura piacevole e scorrevole, seppur senza elementi innovativi.
Inoltre, il fatto che la protagonista femminile, Nives, non sembra fortunatamemte avere la sindrome della crocerossina e che il protagonista maschile, Nathan, sia ben comprensibile nel suo vissuto e nei suoi intenti nei capitoli in cui la narrazione è dal suo punto di vista, aveva reso la lettura comunque interessante nonostante i cliché tipici del genere romance.
Mi è piaciuto il messaggio finale per cui "il dolore se condiviso con qualcuno che ti comprende e ti accoglie fa meno male" però, ad un certo punto, credo di averne avuto anche basta di leggere almeno dieci volte per ogni pagina la parola "anima".
Infine, anche l'elemento spicy deve essere ben dosato, altrimenti perde davvero di senso creando solo noia nel lettore.
Concludo quindi confermando ulteriormente che la svolta dark presa sul finale per me abbia proprio rovinato tutto, tanto che mi era quasi passata la voglia di finire di leggere questa storia.
Consiglio quindi questo libro solo ai veri patiti di questo genere e dei suoi cliché, che amino le scene spicy ad oltranza e apprezzino le svolte sul dark romance senza rimanerne delusi.
MIND
Tra le due storie, credo sia "Mind" quella che merita maggiormente di essere letta.
Penso che il merito vada sopratutto al fatto che l'autrice abbia messo un pezzo importante di sé in questa storia, rendendola sicuramente più autentica.
I POV alternati sono anche qui un punto di forza perché finalmente si riesce ad entrare in modo chiaro e decisamente netto nella mente e negli agiti dei protagonisti maschili.
Avrei anche qui evitato le numerose scene spicy perché non ce n'era davvero necessità ma almeno la narrazione questa volta non mi è risultata ridondante come in "Soul" in cui la parola "anima" ad un certo punto non la sopportavo più.
Trovo che Aaron sia una boccata d'aria fresca come protagonista maschile del genere romance, in cui sembra che tutti gli uomini, per avere fascino, debbano essere belli, tenebrosi e tormentati.
Aaron invece è solare, divertente, ha sempre una battuta pronta e scherzosamente sarcastica e, soprattutto, non ha traumi da superare: è lui il raggio di sole di questa storia.
Questo consente ad Isabelle, la controparte femminile, di godersi finalmente un ragazzo che con entusiasmo le corra dietro, nonostante lei si senta spezzata a metà dai pensieri tormentati della sua mente.
Mi piace pensare che ci siano persone nella vita che davvero possano fare la differenza nell'aiutarci a superare le barriere che la nostra mente alle volte ci mette come ostacolo, ed Aaron è proprio questo per Isabelle.
Inoltre, devo dire che mi è sempre gradito un bel lieto fine con anche un piccolo sguardo al futuro perché, almeno nelle storie di carta e inchiostro, è bello alle volte sognare al "vissero per sempre felici e contenti".
In conclusione: Aaron & Isabelle versus Nathan & Nives....beh 10 a 0, non c'è proprio paragone.
Le tre stelle, ovviamente, sono tutte per Aaron.