Nel corso della storia le sostanze tossiche, dalle più rudimentali alle più raffinate, sono state protagoniste, antagoniste e comparse in aneddoti assurdi e delitti polveri ed estratti dall’aspetto innocuo, piante e fiori apparentemente ordinari, rospi che paiono non poter fare male a una mosca (anzi, forse solo a una mosca)… Il mondo attorno a noi nasconde il potere formidabile di queste “molecole assassine”: sostanze che sfioriamo senza saperlo, ma di cui abbiamo tutti sentito parlare. Abbiamo in mente il “veleno perfetto”, inodore, incolore, insapore, letale, irrintracciabile. E se vi dicessimo che questo veleno perfetto, di fatto, non esiste? Fra torte all’arsenico, tè al tallio e avvelenamenti da belladonna, la tossicologa Eleonora Scarcello ci conduce in uno strampalato e mirabolante viaggio nello spazio e nel tempo, sulle tracce di veleni mortali e trame sconcertanti, fino a dimostrarci che tutto (ma proprio tutto) quello che esiste, nella giusta dose, può essere letale.
Non c’è nulla di meglio che un saggio di divulgazione scientifica per spezzare la routine. Tra un panino veloce a pranzo e un romantasy al volo non ci vedo più dalla noia, ma per fortuna ho le mie perle scientifiche da mandare giù come cianuro! Ok, ridendo e scherzando ogni tanto ci sta sfamare la propria curiosità e questo saggio incentrato sulle molecole “assassine” ha fatto il suo dovere: non è troppo complesso e può essere apprezzato dalla maggioranza dei lettori, oltre a fornire molte curiosità sul mondo dei veleni. Quindi i piccoli aneddoti sono stati apprezzati, sebbene qualcosina di più esaustivo sarebbe stato gradito. Ergo non è un testo che consiglierei a chi mastica già questa materia, dato che siamo a un livello basilare. E se siete assidui lettori di queste pubblicazioni potreste trovare nozioni già dispensate, anche se rinfrescare la memoria va sempre bene. Ma tra storie di spionaggio, personaggi storici, i primi rudimenti della scienza forense e curiosità tradizionali, è sempre una gioia imparare qualcosa di nuovo. Ora sono fissata con il termine “papagna”. I nostri nonni la sapevano lunga… fin troppo. Insomma, se avete un humor nero e avete voglia di incominciare con la divulgazione scientifica ma non sapete da dove iniziare, questo libro fa al caso vostro.
Molecole assassine, di Eleonora Scarcello. Interessante, simpatico. Un breve saggio descrittivo e aneddotico che racconta di veleni e avvelenatori più o meno eccellenti. Informativo superficiale (nel senso che non sprofonda in tecnicismi incomprensibili), soddisfa qualche curiosità semplice: non è adatto a tentare di sopprimere qualcuno usando veleni - se per caso ci si trastullasse con l’idea. Si parla di botanica, di minerali, di animali pericolosi: come i serpenti, tra l’altro di recente raccontati anche da un articolo del Post. E poi dei Borgia, del Cappellaio Matto, di Socrate. Piacevole, scorre bene, non ammazza dalla noia.
Davvero un bel libro, avvincente e simpatico, scritto molto bene da un'autrice che (fino ad oggi almeno) non la fa la scrittrice di professione ma che scrive molto meglio della maggior parte di scrittori o presunti tali. Un viaggio alla scoperta di alcune sostanze letali e dell'uso che ne è stato fatto nella storia, tra curiosità e aneddoti particolari.
Ogni tanto, per spezzare la monotonia delle solite letture ci vuole qualcosa di diverso, qualcosa che riesca a saziare la curiosità e al tempo stesso far sorridere (magari con un pizzico di humor nero). Molecole assassine di Eleonora Scarcello è esattamente questo: un saggio di divulgazione scientifica che si legge come un’avventura rocambolesca nel mondo dei veleni, ma senza mai diventare troppo tecnico o pesante.
L’autrice, tossicologa con uno stile brillante e accessibile, ci guida in un viaggio pieno di sorprese, tra sostanze apparentemente innocue e storie che sembrano uscite da un romanzo giallo. Piante dai nomi innocenti, rospi dall’aria mite, fiori comuni che celano segreti letali… Tutto può trasformarsi in un’arma micidiale, se si conosce la dose giusta. E no, il “veleno perfetto” – quello che tutti immaginiamo come invisibile, inodore e irrintracciabile – non esiste davvero. Ma ci sono talmente tante alternative spaventose che non se ne sente la mancanza.
Il libro è perfetto per chi vuole avvicinarsi alla divulgazione scientifica senza farsi scoraggiare da termini complessi o formule chimiche. Il tono è leggero, ricco di aneddoti storici e curiosità da raccontare agli amici per fare colpo alla prossima cena. Le pagine scorrono tra casi di spionaggio, primi esperimenti di scienza forense, personaggi famosi morti in modo sospetto e sostanze misteriose che si nascondono nei posti più impensabili. Il ritmo è incalzante, a tratti ironico, e sa rendere affascinante anche l’argomento più macabro.
Certo, se siete già esperti della materia, potreste trovare il contenuto un po’ introduttivo: non aspettatevi spiegazioni ultra-tecniche o novità assolute. Ma se, come me, amate farvi sorprendere da ciò che vi circonda e non disdegnate qualche brivido velenoso qua e là, Molecole assassine saprà intrattenervi, incuriosirvi e – perché no – farvi guardare con nuovi occhi anche il più innocente dei fiorellini, tipo la Margherita ☺️🌼.
In conclusione, è una lettura consigliatissima per chi vuole iniziare ad avvicinarsi alla scienza con leggerezza, ironia e uno sguardo attento alle mille stranezze (e pericoli) del mondo reale. Un mix perfetto tra intrattenimento e conoscenza. E ora, scusatemi… devo controllare due o tre piante in giardino. Non si sa mai.