Un fantasy basato sulla mitologia norrena che racconta, per la prima volta, dell’epica storia d'amore tra il dio dell'inganno Loki e la futura dea della fedeltà Sigyn. Sullo sfondo della storia l’autrice tratteggia il declino della fede nordica negli déi norreni avvenuto intorno all’anno mille. Ciò che resta delle tenebre propone tematiche come la ricerca di sé stessi e il prezzo da pagare per inseguire i propri desideri e ambizioni, anche a costo di essere emarginati per sempre dal mondo a cui si credeva di appartenere. Loki e Sigyn rappresentano due una è la fedeltà, l’altro l’inganno, eppure un sottile, ma fortissimo equilibrio li ha legati nel mito e in questo romanzo, che si interroga anche sulla complessità dei legami tra uomo e donna.
Il crepuscolo degli dèi incombe. Loki, l’astuto e cinico dio dell’inganno, deve eseguire il volere di Odino e punire gli uomini che stanno tradendo l'antico credo. Potrebbe essere vero ciò che si sussurra ad Asgard di il suo insaziabile desiderio di conoscere ogni cosa lo porterà alla rovina. Nella terra dei fiordi, Sigyn è divisa tra un futuro ricco di promesse e le oscure tentazioni delle antiche forse in lei brucia ancora il sangue delle valchirie. Ma il desiderio da cui Loki e Sigyn saranno travolti, nato nelle tenebre, verrà maledetto dalla disperata volontà di Odino, dio delle forche. Intorno a loro, gli Æsir stanno morendo.
Claudia D'Auria nasce a Roma il 12 dicembre 1983, dove vive tutt’ora con il suo compagno. Fin da bambina legge libri di mitologia e di fiabe. A colpirla è la velata malinconia di alcune leggende, il pizzico di oscurità di certi racconti. Ama l’arte, il cinema e fare lunghe passeggiate nella natura, posto ideale per immaginare trame. Tra il 2009 e il 2010 lavora nella biblioteca della Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata dove, nel 2010, consegue la Laurea Magistrale in Storia Medievale, discutendo una tesi di ricerca su fonti manoscritte. Terminati gli studi, entra nel mondo del lavoro, ma non crede di aver trovato la sua strada. Mentre si domanda chi è e cosa vuole fare, si imbatte in una storia che è solo un nient’altro che un paio di righe su un testo epico di una civiltà che non esiste più. È il 2014. Ispirata da quelle poche frasi, si interessa alla mitologia norrena e la approfondisce studiando saghe, poemi, saggi critici e monografie a opera di filologi, linguisti e storici delle religioni. Inizia a scrivere romanzi, racconti e fiabe in grado di riconnetterla con le passioni di sempre – la letteratura, la storia, la mitologia, alcuni dei quali vengono condivisi su piattaforme amatoriali online. Un esperimento che le consente di relazionarsi, per la prima volta, con un pubblico e di stringere legami duraturi, ma anche di trovare la propria strada. A partire dal 2016 inizia ad appassionarsi a un tipo di scrittura SEO oriented volta all’indicizzazione dei siti internet sui motori di ricerca. Dal 2018 diventa una copywriter SEO per una nota realtà italiana. Collabora anche con diverse società del web, sia come copywriter, sia come SEO Manager. Nonostante gli impegni lavorativi, la passione per la scrittura non viene mai messa da parte e continua a studiare, immaginare e scrivere storie. Da qui, nasce la storia di Loki e Sigyn che diventa il suo primo romanzo "Ciò che resta delle tenebre", edito da Spirito Libero Edizioni nel 2025.
Finalmente un retelling fatto bene! Ho adorato tantissimo il personaggio di Sigyn, che ha un bellissimo arco narrativo. Un personaggio femminile fatto bene e che agisce bene e soprattutto che è forte e indipendente, ma per davvero! Non che si proclama tale e poi non sa fare niente da sola. E poi la storia d'amore tra Loki e Sigyn è stupenda: struggente, tragica e travolgente. Ho fatto fatica a staccarmi dalle pagine.
Un fantasy romance sensuale e selvaggio che mi ha appassionata alla lettura evocando in maniera vivida immagini della mitologia nordica. L’autrice racconta la storia di Sigyn e Loki, il dio del l'inganno, travolti da un'intesa passione nata nell'oscurità che li trascina in una spirale maledetta.
In Sigyn scorre il sangue delle valchirie, forse è per questa ragione che non si arrende alla terribile punizione che Odino ha lanciato contro Loki, e farà quanto in suo potere per ricordargli il loro amore. Del resto è stata lei ad invocarlo in modo sfacciato, curiosa di scoprire i segreti degli dei. Dei che si stanno avvicinando al loro Crepuscolo, ma lei non lo sa ancora.
Uno stile di scrittura ricercata e indubbiamente evocativa quella dell'autrice, ho apprezzato particolarmente l'attenta psicologia dei personaggi e le sfaccettature verbali e non che mi hanno permesso di entrare in empatia con ciascuno di essi.
Una narrazione scorrevolissma e fiabesca che mi ha incantata Inganno e fedeltà che si sovrappongono. Amore e Psyche rivisitata in un romantasy tutto italiano dalle atmosfere suggestive
Un tuffo nella mitologia norrena alla scoperta di un amore unico, eterno, indimenticabile: quello tra Loki e Sigyn, il Dio dell'inganno e la Dea della fedeltà in una nuova veste. "C'era una volta una ragazza.Era la figlia di un jarl miscredente.Per punire lui,Odino ordinò che fosse sacrificata ad un mostro.Non immaginava che se ne sarebbe innamorata" Così nasce un amore, ma un Dio non poteva legarsi ad un'umana e il destino era loro avverso. Quando Sigyn perderà il suo Loki, farà di tutto per ritrovarlo. Tra maledizioni, leggende e antiche tradizioni un viaggio intimo e coinvolgente. Forte la determinazione di una donna spinta da un amore sincero disposta a tutto, fingendosi una schiava per avvicinarsi a suo marito, che non ha più memoria,a causa della maledizione di Odino. Pronta a riconquistarlo, ad amarlo senza veli con l' obiettivo di ritrovare il suo amore. Fuoco, passione e sincerità in una storia struggente; due cuori destinati ad un amore vulnerabile. Pronti ad affrontare il caos e sfidare ogni maledizione. "Amarsi fino alla fine del tempo" Ho amato fin dall' inizio questa storia, complimenti all'autrice una narrazione fluida,una scrittura poetica, intrigante, avvincente che mi ha stregato⭐⭐⭐⭐⭐
"Ciò che resta delle tenebre" è un romanzo difficile da seguire per un lettore un po' disattento; spazia tra piani temporali diversi, il presente di Sigyn, il suo passato e, infine, il suo futuro e intervalla inserti della mitologia norrena (necessari per il progredire della storia) al romance vero e proprio. Eppure, l'architettura è brillante. Infilati dentro un mondo che si muove con leggi ben stabilite, sono annidati tutti i motivi per cui Sigyn non può non amare Loki, ragioni per le quali, alla fine, anche il lettore cede al suo fascino. Lei è un personaggio fresco, risoluto. Si lancia a gamba tesa nel suo viaggio e non cede terreno nemmeno per un secondo anche a costo di mangiarsi le mani, chiusa da sola in una torre di ghiaccio. Lui... è il protagonista maschile che tutte ci meritiamo. Uno che è capace di innamorarsi ancora e ancora della sua donna, fino all'infinito. Tralasciando i tecnicismi, la punta di diamante è la costante tensione che ti tiene incollata, pagina dopo pagina, a struggerti per il tanto agognato lieto fine. Letteralmente struggerti, mi fa ancora male il petto e sono passate quasi tre ore da quando l'ho finito.
Credo di aver letto "Ciò che resta delle tenebre" da una prospettiva estremamente privilegiata: quella di chi, questa storia, non solo l'ha vista nascere, ma conosce anche tutto ciò che c'è stato prima. Ho riconosciuto ogni accenno ad altro, ogni riferimento nascosto, ogni rimando a storie che ho letto e amato. Incontrare di nuovo Sigyn è stato come sedermi a sorseggiare un tè con una vecchia, carissima amica - o forse no, non ero io la persona davanti a lei, ma qualcuno che è parte della mia stessa anima, e che con Sigyn si è intrattenuto per pomeriggi meravigliosi e infiniti a discutere di quel verbo, "scegliere", che tanto li (ci) ha fatti penare. Perché se è vero che non puoi scegliere di chi t'innamori, puoi però sempre scegliere come viverlo, questo amore: rimanendo, innanzitutto, fedele a te stesso e al tuo cuore. E intanto che un giovane Professore e la sposa mortale (o forse no) di un dio antico e potente discorrono con fervore di cose conosciute o solo immaginate, ecco apparire poco lontano due figure oscure e intente a studiarsi per capire chi, fra loro, sia il mascalzone più scaltro e pericoloso. La risposta a questo enigma non la troveremo fino alla fine del Tempo, mi sa. Le strade di quei quattro personaggi si sono divise da tempo, ma quel che è stato resta e altro non si può fare se non accogliere con entusiasmo e l'augurio sincero di ogni bene questo nuovo capitolo della "vita" di Loki e Sigyn, mentre si incamminano alla volta di "mondo più vasto". Il tempo delle fiabe non è finito, e credetemi non finirà mai, malgrado cerchino ogni giorno di convincerci del contrario. Nel frattempo, voi lasciatevi incantare da questa, di fiaba. Fidatevi.
BookLover, oggi vi parlo di Ciò che resta delle tenebre un fantasy romance epico e sensuale che intreccia mitologia norrena e passione immortale. Al centro della storia ci sono Loki, dio dell’inganno, e Sigyn, una protagonista intensa e resiliente, legati da un amore impossibile segnato da una crudele punizione divina: lui perde memoria di lei, e lei sceglie di restare comunque al suo fianco.
La narrazione è carica di atmosfera, malinconica quasi mitica, con un linguaggio evocativo che richiama le antiche saghe nordiche. L’ambientazione è suggestiva, mentre il rapporto tra i protagonisti si costruisce su desiderio, sacrificio e ostinazione, senza facili lieti fini scontati.
Non è una lettura leggera, ma una storia che parla di resistenza emotiva, di identità e del prezzo da pagare per seguire i propri sentimenti, anche quando tutto sembra perduto. Un romance tormentato che resta addosso e accompagna il lettore fino all’ultima pagina.
Consigliato a chi ama i retelling mitologici, i fantasy romance dai toni dark e le storie d’amore intense, dolorose e fuori dagli schemi.
⁉️ E voi, fino a che punto sareste disposti a spingervi pur di non perdere l’amore della vostra vita?
Ottimo intreccio, caratterizzazioni perfette, fedeltà al mito con le giuste innovazioni per rendere la storia unica e interessante: un ottimo retelling, consigliatissimo!
Questo volume non è solo un retelling, è un fantasy romance capace di trasportare l'eterna essenza di "Amore e Psiche" tra i ghiacci e le leggende della mitologia norrena, inoltre attraverso la sua storia restituisce dignità e calore alla storia di uno degli dei che più amo, Loki, il Dio dell'inganno, e della donna che ha saputo guardare oltre le sue ombre. 📜 L’autrice tesse una trama dove l’inganno si fa devozione e il mostruoso si rivela sublime. Al centro di questo universo magnetico troviamo Loki, il Dio tessitore di caos e inganno che da sempre mi affascina per il suo carisma ambiguo e magnetico, e lo spoglia della sua maschera divina per rivelarne l’essenza più nuda e vulnerabile. Accanto a lui, Sigyn, l’umana che sfida il destino, incarna una forza che oggi chiameremmo resilienza, ma che tra queste pagine assume i contorni di un amore potente e eterno. ✍️ La scrittura dell'autrice è un equilibrio magnetico: sa essere sensuale e delicata, ma colpisce con la precisione di una lama. Ho adorato il modo in cui ha inserito le note a piè di pagina: non sono semplici spiegazioni tecniche, ma vere nozioni che ti permettono di orientarti tra le usanze di un’epoca lontana. 💚 Il cuore pulsante del romanzo risiede nel legame tra Loki e Sigyn, la dea della fedeltà che, nel mito, sceglie di restare accanto all'ingannatore anche nell'abisso più profondo. L'autrice rende finalmente giustizia a questo amore spesso dimenticato, elevandolo a simbolo di una resilienza moderna. In un mondo odierno dove i legami sono spesso fragili e transitori, la scelta di Sigyn di restare, di lottare contro il destino crudele, risuona come un inno al valore dei sentimenti autentici. 🌑 Il volume non teme di esplorare il buio, la perdita, la solitudine, il senso di colpa e la difficile strada verso la redenzione ma lo fa con una profonda umanità. Il titolo stesso è un presagio e una promessa: non vi è luce senza tenebre, e l’amore, sebbene non sia mai un sentimento facile, è l’unico fuoco capace di dissipare il buio profondo che ci abita. È un elogio a non perdere mai la speranza. ✨ La famiglia di Sigyn cerca disperatamente una nuova religione in cui credere, ma la vendetta di Odino è crudele: la ragazza viene strappata ai suoi fiordi per essere data in sposa a quello che tutti dipingono come un mostro orribile. Eppure, il destino tesse i suoi fili in modi inaspettati: tra le ombre di quel legame forzato, Sigyn non trova l'abisso, ma le braccia di un marito dolce, un amante appassionato dalla bellezza ultraterrena. In quel talamo avvolto dal mistero, dove la tenerezza si fonde al desiderio, nasce una felicità preziosa e fragile quanto la fiammella di una candela mossa dal vento. 🕯️Vi è però un patto silenzioso e terribile che sigilla le loro notti: a Sigyn è permesso amarlo, ma mai guardarlo; il volto del suo compagno deve restare un segreto custodito dall'oscurità. Ma si sa, la curiosità è donna, e una notte Sigyn accende una fiammella davanti al viso dell’uomo, scoprendo la sua vera identità. Quella scoperta, però, ha ripercussioni terribili. La condanna che ne scaturisce è la più atroce delle ferite: per Loki, la punizione è l'oblio. In un istante, la memoria del loro amore viene cancellata, lui non ricorderà mai la donna che ha stretto tra le braccia, né l’amore folle che li ha uniti, lasciano dolore e vuoto in Sigyn che resta l'unica custode di quel legame. 💔 Vedere l’uomo che ami guardarti senza riconoscerti, vederlo dimenticare ogni bacio e ogni promessa, è un abisso in cui io stessa mi sarei persa. Eppure, Sigyn non si arrende. Il suo viaggio alla ricerca di un Dio che non sa più chi lei sia è un elogio alla speranza che non deve mai mancare. Mi sono chiesta spesso, leggendo questa storia, se valga davvero la pena combattere l’oscurità per un viaggio dalla destinazione incerta, e la risposta è sì nonostante tutto. 💜⭐️ Ho adorato Sigyn per il coraggio che io non avrei mai avuto, e sono rimasta prigioniera, ancora una volta, del fascino eterno di Loki, un magnetismo che non nasce dalla perfezione divina, ma da una splendida e lacerante imperfezione. Tra tutti gli dèi, Loki è il più tormentato, il più vicino a noi, perché la sua essenza risiede nel peso delle scelte: lui possiede il sapere per distinguere la luce dall'ombra, eppure inciampa, sceglie strade che gli remano contro, si perde nei labirinti del proprio inganno. È proprio in questo suo oscillare tra il bene e il male, in questo suo essere così profondamente fallibile e umano, che Loki smette di essere un mito lontano per diventare lo specchio delle nostre stesse fragilità. Non è un dio da adorare, ma un’anima tormentata in cui riconoscersi. Per concludere, questa è una storia che invita a rinascere, a credere nel potere dei legami che sfidano il tempo e l’oblio. Un volume intenso, magnetico, semplicemente perfetto.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online. Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no. Da super innamorata di Loki, conosco a memoria la sua storia in ogni sfaccettatura: dal mito alle versioni fumettistiche e cinematografiche, e la sua storia con Sigyn mi ha sempre emozionata e fatto sperare di trovare qualcosa su di loro per leggerne di più... che dire, quindi, che quando ho visto questo libro ho urlato dall'inizio alla fine. Ciò che resta delle tenebre è un romanzo che brucia lentamente, come una fiamma nascosta sotto il ghiaccio. È la storia di un amore che non dovrebbe esistere e che proprio per questo diventa più feroce, più luminoso, più indimenticabile. Tra le distese gelate di Jotunheim, Sigyn vive convinta che il suo destino sia già scritto, finché non incontra l’unico essere capace di riscriverlo: Loki, l’ingannatore, il dio che tutti temono e che nessuno comprende davvero. Costretta a sposarlo senza vedere il suo volto, Sigyn scopre che dietro la maschera non c’è solo pericolo, ma una fame di verità, di contatto, di redenzione. È un amore che nasce nell’ombra, ma che illumina tutto ciò che tocca. Quando la gelosia di Angborda e l’odio degli dèi minacciano di strapparle ciò che ha appena trovato, Sigyn capisce che l’unico modo per sopravvivere è trasformarsi: diventare più forte della maledizione che la incatena, più tenace del gelo che la circonda, più coraggiosa del destino che le è stato imposto.
«A volte la luce più ardente nasce proprio da ciò che il mondo chiama tenebra.»
In questo romanzo, i personaggi non sono semplici figure mitologiche: sono creature vive, contraddittorie, ferite. Sigyn è una protagonista che cresce, che lotta, che ama con una devozione che non ha nulla di remissivo. Loki è magnetico, ambiguo, irresistibile, un dio che si lascia intravedere solo a chi osa guardare oltre la leggenda. L’atmosfera è densa, sensuale, intrisa di magia antica e gelo nordico; il ritmo è teso, avvolgente, capace di alternare momenti di intimità bruciante a scene di pura tensione mitologica. Ciò che resta delle tenebre è una storia di amore proibito, di identità che si spezzano e si ricompongono, di scelte che cambiano il destino degli dèi. Un romanzo che lascia addosso il profumo del fumo e del ghiaccio, e la certezza che anche nell’oscurità più profonda può nascere qualcosa di sacro. Devo fare i miei complimenti all'autrice che ha saputo davvero cogliere in ogni dettaglio emotivo e caratteriale i personaggi che ho sempre amato, facendomi pensare di volerne di più anziché pensare che avessi perso le mie ore. E per come sapete la mia pignoleria, un cinque stelle vuol dire davvero tanto per me, su Loki e Sigyn.
Mitologia norrena e narrata con una prosa poetica per un retelling di Amore e Psiche dal sapore intenso e struggente.
“C’era una volta una ragazza: era la figlia di uno jarl che smise di credere negli dèi di Asgard. Si ritrovò sposata al dio dell’inganno. S’innamorò di lui, ma suo marito perse ogni memoria di loro. Non erano stati creati per vivere insieme.”
Loki figlio di Laufey è l’astuto e cinico dio dell’inganno, dallo guardo acuto e beffardo, con la labbra ironiche e sottili e una bellezza mozzafiato.
Sigyn è la figlia dello jarl, un capo militare giusto e onesto che però smette di credere negli dei. Ama correre nei campi con le trecce bionde al vento e non sa nulla dell’amore; ama la sua vita spensierata e semplice e la curiosità è la sua più grande debolezza.
Quando Odino decide di punire il padre di Sigyn costringendolo a dare in sposa sua figlia ad una creatura mostruosa Loki, infatuatosi della ragazza, decide di prendere il posto del mostro. Poiché lui è il dio dell’inganno escogita un modo per non farlo scoprire ad Odino e porta con sé la fanciulla avvolgendola nell’ombra durante i loro incontri.
La curiosità della ragazza però prende il sopravvento e trova il modo di vedere l’aspetto del suo sposo del quale intanto si è perdutamente innamorata nonostante non lo abbia mai visto in viso. Iniziano così i guai di Sigyn: Odino maledice Loki che non si ricorda più di lei e del loro meraviglioso amore. Ma Sigyn è fedele a suo marito e intraprende un dolorosissimo viaggio per riconquistarlo.
Una storia raccontata con una penna poetica e coinvolgente: ogni pagina mi ha fatto sanguinare il cuore per la nostra dolcissima Sigyn, costretta a vedere l’uomo della sua vita tra le braccia di altre donne nel tentativo di riaverlo. Loki con la sua crudeltà non le rende le cose facili perché “degli dei non bisogna fidarsi: sono crudeli, volitivi, arroganti.”
Se amate i retelling, le storie d’amore impossibili, gli Dei crudele e le donne caparbie, non lasciatevi sfuggire questa lettura!
Andaboutsonia - per RFS . C’era una volta una ragazza, figlia di uno jarl (nobile scandinavo) che aveva voltato le spalle agli antichi dèi…
Inizia come una favola questo romanzo di Claudia D’Auria, una favola pescata tra i tanti miti narrati dalle saghe norrene, una storia d’amore tra Sigyn, bella mortale, e Loki, dio dell’astuzia e degli inganni, quasi un retelling, in chiave romantasy, del mito del dio Amore invaghito dell’umana Psiche. Il Ragnarök, il crepuscolo degli dèi di cui parla la profezia, sta per compiersi; la famiglia di Sigyn cerca una nuova religione più mite in cui credere ma la vendetta del dio Odino, signore delle forche e della magia, è crudele: la ragazza dovrà lasciare la sua terra dei fiordi per andare in sposa a un orribile mostro però… si risveglia tra le braccia di un marito forte e appassionato – uno sciamano, le dice – di cui non potrà mai vedere il volto. In cambio potrà studiare gli antichi testi e addentrarsi nella conoscenza del seiðr (l’antica magia germanica) fino a diventare una strega potente.
La curiosità fa sì che una notte Sigyn accenda una fiammella davanti al viso dell’uomo addormentato, e questa sua curiosità scatenerà la punizione divina. Sigyn, ora che sa chi è davvero suo marito, dovrà lasciarlo e lui dimenticarla. Letteralmente.
Premetto che in genere non amo il fantasy, ma ho una grande passione per la mitologia germanica e mi intrigava scoprire come questo ricchissimo materiale fosse stato utilizzato dall’autrice.
Lo ha fatto molto bene: nel romanzo ci sono tutti gli elementi più importanti di quel mondo: l’uso delle rune della magia, i corni pieni di idromele ai banchetti, i meravigliosi gioielli realizzati dai nani (qui, l’anello nuziale di Sigyn), i due corvi di Odino che volano per raccontare agli dèi pensieri e ricordi, il rapporto burrascoso tra divinità qui umanissime come Thor e Loki…
Il linguaggio è ricercato e molto variegato, utilizza le descrizioni che ci aspetteremmo nella poesia scaldica del Nord; la narrazione si snoda tra presente e passato seguendo le emozioni di Sigyn e il suo complesso rapporto con il marito.
Ecco, un aspetto interessante è proprio la complessità dei personaggi, mai davvero banali: Sigyn vuole l’amore, certo, e rivuole suo marito, ma vuole anche viaggiare, sapere, studiare, crescere come persona (anche se c’è un prezzo da pagare: la sua famiglia non la riconosce più e la emargina); Loki, il trickster per eccellenza con le sue belle mani da mago, diviso tra un passato mitico e la consapevolezza – da eterno sopravvissuto – che gli equilibri di potere cambieranno ora che gli dèi Asi stanno morendo.
Al cuore del romanzo sta naturalmente – e fino in fondo, fino a capire il significato del titolo – il rapporto tra Sigyn e Loki, descritto in tutte le sfaccettature. Una storia che cambia moltissimo con il passare del tempo, anche – e soprattutto – perché trascorre in maniera diversa per loro, per una mortale e un dio.
L’andamento oscillante tra diversi piani temporali in qualche occasione ha fatto sì che mi chiedessi a che punto fossimo – salvo trovare subito un dettaglio che lo rivelava, i dialoghi tra i due protagonisti sono a volte ripetitivi (che peraltro è un tratto tipico della poesia nordica), e confesso che le parti che ho amato di più non sono necessariamente quelle che li vedono insieme, ma quelle – meditative – in cui Sigyn riflette sulla sua vita e sulle sue scelte, e quelle – più epiche – in cui Thor e il suo ingannevole zio Loki si confrontano sul futuro degli dèi e degli uomini ora che sta calando il crepuscolo.
Consigliato: a chi ama i retelling colti, con personaggi che acquistano nella trama una certa tridimensionalità, a chi si porta dietro dall’infanzia l’amore per la mitologia e per le favole e vuole rivisitarle in modo più adulto.
Carissimi Book Lovers, oggi vi porto alla scoperta di un romanzo che mi ha letteralmente stregata: "Ciò che resta delle tenebre". Al centro di tutto c'è Sigyn, una donna il cui destino si intreccia con quello di Loki, il dio più temuto e calunniato di Asgard. Tra matrimoni forzati, volti celati e passioni che bruciano più del fuoco di Muspelheim, Claudia D’Auria ci regala una versione inedita e potente del mito. Se pensavate che Loki fosse solo il "cattivo" della storia, preparatevi a cambiare idea: la luce più ardente, a volte, si nasconde proprio dove regna il buio. Entrare nelle pagine di questo libro è stato come immergersi in una tempesta di neve: è stato freddo, intenso, ma incredibilmente rigenerante. La scrittura di Claudia D’Auria è intrisa di un sentimento così autentico che è impossibile non restare intrappolati tra le righe.
La protagonista, Sigyn, è una figura che ho amato fin dalle prime pagine. Il suo destino sembra segnato dal dovere, costretta a legarsi a un uomo che non conosce e di cui non può nemmeno vedere il volto. Sposare Loki, l'Ingannatore, è la sua condanna, ma è proprio in questo buio che Sigyn compie il suo atto più rivoluzionario: scegliere di guardare oltre la maschera. La sua evoluzione è profonda e toccante; non è solo una sposa devota, ma una donna che scopre una forza interiore capace di sfidare il volere degli dèi stessi.
Il Loki di questo romanzo è magnetico, pericoloso e infinitamente seducente. L’autrice è stata magistrale nel dipingere il conflitto interiore di un dio abituato a essere temuto e odiato. La verità che Sigyn scopre ribalta ogni leggenda: dietro le malefatte e l'astuzia, si nasconde un'anima capace di un amore proibito e assoluto. La chimica tra i due è vibrante, fatta di silenzi carichi di elettricità e di una vulnerabilità che mi ha commosso profondamente.
Ma la felicità, nel mondo del mito, ha sempre un prezzo altissimo. Il rancore degli abitanti di Asgard e la gelosia velenosa della gigantessa Angrboda incombono come ombre sulla coppia, pronti a strappare a Sigyn l'unico amore che abbia mai dato senso alla sua vita. La lotta di Sigyn contro una maledizione potentissima diventa allora una corsa contro il tempo e contro il pregiudizio, dove la vera magia non risiede nei poteri divini, ma nella capacità di restare fedeli a ciò che si sente nel cuore.
I personaggi mi hanno colpita tantissimo, non sono caricature mitologiche, ma esseri che soffrono, desiderano e lottano. La narrazione di Claudia D’Auria è coinvolgente e approfondita, capace di trasportarti fisicamente tra i ghiacci di Jotunheim. È una storia che insegna come l'amore non sia mai un porto sicuro, ma un atto di coraggio estremo, soprattutto quando è considerato imperdonabile.
Da una parte Sigyn, figura femminile appassionata, indipendente e coraggiosa, pronta a sfidare tutti e tutto per ritrovare il suo amore, dea della fedeltà ... Dall' altra Loki, dio dell' inganno, con un carattere complesso... In mezzo la loro storia d' amore narrata con passione e profondità, struggente e tragica, travolgente per le scelte che dovranno affrontare, un equilibrio delicato fra ambizione e amore... Intorno a loro un worldbuilding pazzesco, descritto in modo vivido e affascinante, un mondo che si avvia al declino, un mondo che si avvicina dal crepuscolo, il Ragnarok... Bello, bello, coinvolgente e avvincente sottolineato da momenti in cui la parte romance prende il sopravvento ma solo per poi rituffarsi in un intreccio abilissimo fra fantasy e fiabe da mille e una notte.... Da divorare....
Leggere questo romanzo è stato come essere catapultata in terre e tempi lontani, l'atmosfera che si respira tra le pagine sa davvero di mito ed è stupenda. L'intreccio mi ha coinvolta dal primo capitolo e mi ha tenuta col fiato sospeso sino all'epilogo. I personaggi sono vividi e complessi, così come lo sono i legami che si intessono tra loro. È un retelling bellissimo, l'ho letto tutto d'un fiato.
Un’opera che con riprovevole ritardo recensisco e che ho trovato magnifica.
Parlo da persona che non legge fantasy e che manca anche di basi a riguardo. Una lettrice, però, che andando avanti con gli anni ha un palato sempre più esigente. Avrei chiuso immediatamente il libro se mi fosse apparso banale: non sopporto di perdere il tempo prezioso e nutriente della lettura con della robaccia e su questo punto sono risoluta e spesso contestata. Pero continuo a credere che ci siano buoni libri e cattivi libri: ecco, questo è un buon libro.
L’autrice è una splendida penna e si sente che ha una storia da lettrice seria a sua volta. Oltre ad avere talento in quel che fa, ha una grande capacità narrativa, sa (in)trattenere il lettore, anche una che non ama il genere.
Un gran lavoro nello sviluppare una storia partendo da brevi stralci lirici tratti dai miti normanni, ideando un reticolato di relazioni e sentimenti articolato e toccante. Diverse le parti sensuali e romantiche, che sicuramente sono un elemento integrante del genere e che comunque ci rimanda alla sfera dei bisogni e delle manifestazioni primitive e istintive di questi popoli di guerrieri, streghe e dei, in tutte le mitologie caratterizzati da forti passioni.
Questa è la recensione di un profano. Ciò che Resta delle Tenebre è uno dei primi romantasy che leggo, un genere che non mi ha mai attirato. La prima cosa che mi ha incuriosito è l'ambientazione: conosco Loki e la mitologia norrena attraverso opere che nulla hanno a che fare con il mito agardiano (Marvel, One Piece). La seconda è la popolarità del romantasy nel panorama editoriale italiano. La terza è Spirito Libero Edizioni, CE che sta sfornando opere di qualità. Ciò che Resta delle Tenebre è una rielaborazione in chiave romance del Ragnarok, delle motivazioni che l'hanno fatto accadere e dei rapporti tra Loki, Sigyn, Thor e Odino. La trama è elaborata pur nella sua semplicità, i personaggi caratterizzati e ben scritti, la prosa chiara e accattivante. Il tutto ben editato e privo di refusi, cosa non scontata, dato i manoscritti sfornati dalle cosiddette grandi CE ultimamente. Il romanzo trasuda la passione dell'autrice per la mitologia norrena, donando un plus essenziale che viene trasmesso al lettore. Pieni voti.
Ho trovato questo libro molto affascinante. Ho conosciuto Claudia al Salone del Libro a Torino e già da come mi aveva presentato la sua opera mi aveva rapito. Alcuni capitoli si leggono da soli, tutti d'un fiato. Non conosco molto della mitologia norrena ma nonostante ciò il libro è stato super comprensibile anche nei tecnicismi. Lo consiglierei ah chi ha voglia di leggere di una storia d'amore diversa, mai banale, per cui lottare assieme ai protagonisti.
"Ciò che resta delle tenebre" mi ha colpito per diversi motivi, ma soprattutto per la bellezza della prosa. È uno di quei romanzi in cui senti che ogni parola è stata scelta con cura, senza mai risultare pesante o artificiosa. La scrittura di Claudia D’Auria è elegante ma semplice, capace di essere intensa senza strafare, e accompagna il lettore con naturalezza dentro la storia e dentro le emozioni dei personaggi.
La storia d’amore tra Loki e Sigyn è raccontata con una delicatezza rara. Loki è complesso, tormentato, umano nelle sue contraddizioni; Sigyn è luminosa nella sua forza silenziosa, e la sua presenza dà profondità e senso a ogni pagina. Il loro legame è fatto di attese, sacrifici, dolore e di una fedeltà che non ha bisogno di proclami per essere credibile.
Ciò che rende il romanzo davvero bello è la capacità di trasformare il mito in qualcosa di intimo e vicino. Le immagini sono evocative, le atmosfere dense ma mai opprimenti, e la lettura scorre con un ritmo che esorta ad andare avanti, ma anche a fermarsi e soffermarsi per assaporare l'intensità di alcune frasi e periodi particolarmente intensi. È un libro che emoziona senza forzare la mano, che resta addosso con grazia, e che dimostra quanto una scrittura curata e sentita possa rendere una storia indimenticabile.
3.8 Difficile dare una valutazione complessiva, perché ci sono aspetti di questo romanzo che mi sono piaciuti di più e altri meno. Parto col dire che lo stile dell’autrice è molto adatto per questo genere di libro: fiabesco, con alcune frasi ripetute come in un incantesimo, o una canzone (che in fondo sono la stessa cosa). L’autrice porta alla vita alcune delle più belle saghe del nord, rimaneggiandole e dipingendo un mondo in cui il Ragnarok sta gettando la sua inesorabile ombra, un mondo che è destinato a cambiare per sempre. Le parti che mi sono piaciute meno riguardano gli scambi tra Thor e Loki, perché in alcuni momenti risultano un po’ confusi e troppo lunghi, inoltre non si capisce fino in fondo cosa sia davvero accaduto, o meglio lo si intuisce del tutto solo nel finale. Credo che sia stato un effetto voluto, come se anche questo facesse parte dell’incanto di questa storia, ma in alcuni momenti ha “spezzato” un po’ la lettura. Consigliato a chi ha voglia di perdersi tra i mari del nord e antiche leggende, assaporando l’eco di un mondo perduto.
Questo romanzo ha esattamente tutto ciò che cerco per essere una lettrice felice! I personaggi emergono vivi da ogni pagina, rappresentati a tutto tondo, con una profonda e robusta analisi psicologica che non appesantisce, ma, anzi, li rende reali nei loro desideri, nella loro passione, nelle vicissitudini che affrontano. La trama è avvincente: si snoda, coerente e fluida, tra le varie macro-sequenze, trasportando il lettore in un mondo inventato, eppure plausibile e veritiero. La società che fa da sfondo alla storia d'amore, infatti, è viva e pulsante. Lo stile è elegante eppure potente, bello e immaginifico. Ogni parola è frutto di una sapiente cesellatura che colpisce il cuore del lettore. Mi sono sentita irretita e ammaliata e, infine, totalmente conquistata da questo romanzo. Lo consiglio a chi ami il fascino della mitologia, quella patina di passato che nasconde tematiche ancora attuali. Lo suggerisco a chi abbia nostalgia di mondi mai esistiti, a cuori che vogliano battere un po' più forte, in compagnia di due personaggi pieni di magia.
Inizialmente ho avuto difficoltà ad entrare nel vivo della storia, forse perchè distratta da altre letture, ma sapevo che Claudia non mi avrebbe delusa e così è stato. Dalla metà in poi l'ho letteralmente divorato e amato. Sygin incarna alla perfezione l'Amore, quello vero e puro, che supera tutti gli ostacoli. Resiste persino alla morte. Loki per me è da sempre l'incarnazione della perfezione: complesso e tormentato, ma per alcune emozioni, così umano. Arricchiscono la lettura moltissimi dettagli sulla mitologia norrena che personalmente ho apprezzato molto :) Non vedo l'ora di leggere la nuova uscita ^_^