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Timeskipper

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From the author of Margherita Dolce Vita

One late-winter morning as he is "hop-hiking" downhill toward his character-building destination, a vomit-yellow cube surrounded by a garden of barbarously unkempt weeds known as the Bisacconi elementary school, Stefano Benni's young hero encounters a peculiar man--as big as a mountain and as filthy as a garbage dump, with a vast beard the color of a dung-heap, dressed from head to foot in layers and rags, and in the company of a swarm of buzzing flies. A god, perhaps? A pagan divinity? Who can tell! After a brief tête-à-tête, this earthy apparition endows the young boy with a rare gift: an internal "duoclock" that allows him to see into the future and at the same time exist in the present with an uncommon fullness. Meet Timeskipper.

Timeskipper sees and foresees the epochal events of his era from postwar reconstruction to the birth of television--from the golden age of rock'n'roll to the revolutionary sixties and the turbulent seventies. These events are tenderly offset by his own private experiences: his first love, his first job, leaving home, hilariously wild adventures with oddball acquaintances. This vibrant fictional character is the repository of our collective experience. His is the story of our time, an era of momentous change.

A moving and inventive satiric tale in which imagination defies corruption and conformity, in which the innocence of yesteryear comes face-to-face with the moral aridity of today's money-obsessed society, Timeskipper is one of Stefano Benni's most touching and enduring creations. Colored by Benni's trademark linguistic inventiveness and irresistible humor, this is a coming-of-age story with a difference.

390 pages, Paperback

First published October 1, 2001

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1312 people want to read

About the author

Stefano Benni

90 books763 followers
Stefano Benni (Bologna, 1947 – Bologna, 2025) è stato uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano.


Stefano Benni (1947-2025) was an Italian satirical writer, poet and journalist. His books have been translated into around 20 foreign languages and scored notable commercial success. He sold 2,5 million copies of his books in Italy.

He has contributed to Panorama (Italian magazine), Linus (magazine), La Repubblica, il manifesto among others. In 1989 he directed the film Musica per vecchi animali.

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93 (3%)
1 star
42 (1%)
Displaying 1 - 30 of 118 reviews
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews162 followers
February 22, 2023
Pensavo che “Margherita Dolcevita” fosse stato un colpo di fortuna, l’opera più riuscita dello scrittore.
E invece ora che ho letto “Saltatempo” devo ammetterlo.
Sono ufficialmente innamorata di Stefano Benni.
La sua scrittura è uno spettacolo pirotecnico, un arcobaleno di luci e colori, frizzante, geniale, irresistibile qualunque sentimento regali: l’umorismo, l’ironia, la dolcezza, la nostalgia.
Dimenticate un po’ la trama, che d’impatto, è un po’ fuorviante e lascia presagire qualcosa a cavallo tra l’irreale e il fantastico: qui siamo nel terreno che più reale non si può, con la precisione un paese di campagna di una provincia del nord, negli anni ‘50. Qui abita Lupetto, figlio di un falegname comunista, il quale, un bel giorno, incontra un "Dio" che gli regala un orobilogio, ossia un orologio interno che gli permetterà di correre avanti nel tempo. Da quel momento prende il nome di “Saltatempo” e prevede e poi vive una serie di avvenimenti che segnano la sua vita e la storia stessa: il sessantotto, gli scioperi, e le trasformazioni, tra modernità e consumismo, del suo paese che altro non è che lo specchio di un qualsiasi paese italiano a cavallo fra gli anni '50-’60 e gli anni ’80-'90. Il romanzo è diviso in tre parti che poi corrispondono alle tre fasi della vita di Saltatempo: la prima, irresistibilmente comica (se si pensa anche alla presentazione e alla descrizione dei personaggi!) coincide con la sua infanzia, la seconda, più impegnata e riflessiva, coincide col suo ingresso nel mondo universitario e lavorativo, la terza, più dolce e poetica, coincide con l’età adulta, con uno sguardo al futuro. E così, si fa tutto: si sghignazza, si riflette, ci si commuove, sempre accompagnati dalla scrittura densa, colorata, ricca e magnetica di Benni.
Non ho mai riso tanto leggendo un libro, lo confesso. Però mi sono anche emozionata tantissimo, e ho seguito Lupetto in tutte le sue avventure, pensando a quanto il nostro paese sia cambiato, in meglio ma soprattutto in peggio, purtroppo.
Fra le mani mi è rimasto un libro grandioso. E ora di lui, di Benni, dopo due letture del genere, voglio assolutamente leggere altro.
Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews201 followers
March 8, 2015
Ho trovato il mio nuovo libro preferito di Benni.

In questo libro è sempre presente l'umorismo satirico e travolgente dell'autore, ma abbiamo anche una storia più seria, più reale, più ancorata al territorio.

E la parte surreale diventa un pretesto, più che in altri libri, per raccontare una storia.
La storia di Saltatempo, un bambino di un paesino di montagna, innocente e ingenuo, che un giorno incontra una divinità bonaria (sarebbe Dio, ma passerà il tempo a vedere gnomi, divinità del denaro, oscure Ombre, dei greci, fantasmi di scrittori...) che gli dona l'orobilogio, la capacità di avere un secondo orologio interno (oltre a quello che tutti noi abbiamo e che ci fa andare avanti nel mondo), capace ogni tanto di fargli fare "salti nel tempo", di fargli vedere scene del futuro, visioni di ciò che sarà.
Saltatempo vive così due vite, una è quella del ragazzo che cresce poco a poco, va a studiare in città, entra nei collettivi e partecipa al '68; l'altra è quella del paesano, del montanaro, che non è come gli altri cittadini, che vive di sogni e fantasie, che inventa storie assurde e pensa sempre a molteplici alternative per tutto ciò che fa.

E tramite la storia di Saltatempo, col suo passare da bambino fantasioso a ragazzino alle prime cotte, da liceale comunista a liceale innamorato a liceale infedele e tradito, assistiamo alla storia dell'Italia. Alla storia dell'Italia dei piccoli centri rurali inghiottiti dal progresso, assediati dal Dio Denaro che corrompe gli uomini e li cambia, trasformando gente un tempo unita in nemici che si guardano quasi con sospetto, incapaci di difendersi dall'avidità e dalla corruzione protette da polizia e legge. Un declino che Saltatempo vede due volte, prima tramite le sue visioni e poi vivendolo di persona.

Ma non c'è solo la storia italiana, c'è anche e sopratutto Saltatempo.
Saltatempo e suo padre falegname, comunista e nemico giurato del corrotto sindaco progressista.
Saltatempo e i suoi amici d'infanzia, divisi dal destino e dalle strade che intraprenderanno crescendo.
Saltatempo e il suo primo bacio, Saltatempo e l'impatto con la città, Saltatempo e l'impatto con la politica studentesca.
Saltatempo e Selene, il suo primo amore, il suo grande amore, la sua gioia e la sua disperazione.
La storia di un amore combattuto e per il quale i due ragazzi hanno dovuto combattere, divisi dalla distanza, dai pregiudizi dei genitori di lei, da ideologie, dai mondi in cui vivevano, dai tempi coi quali vivevano, dagli errori commessi da entrambi.

La storia tra Saltatempo e Selene resta dentro, così come resta dentro la storia del guerriero Gancio, della mitica squadra di calcio della Dinamo, dei nostalgici filosovietici del paesino, e più in genere di tutti i personaggi particolari e un po' matti che la penna di Benni ci disegna davanti agli occhi, mentre sullo sfondo l'Italia passa dale macerie del ventennio al '68 e agli anni di piombo.

Un libro che è un gioiello.
Profile Image for LW.
357 reviews95 followers
September 13, 2019
Scarpagnate e porcellezze

Che bellino Saltatempo
lo vediamo crescere,
prima ragazzino, pieno di fantasia, tra scarpagnate e giochi al fiume con gli amici, il calcinculo e l'eros corrieristico (cioè in corriera, di ritorno dalle gite scolastiche)
poi adolescente, curioso e combattivo, con gli entusiasmi ,le confusioni e le turbolenze dell'eta'...
tra occupazioni al liceo, i nuovi amici del "collettivo", le assemblee "politiche" (e il fumetto Mickey Marx :) ) gli incendi ormonali , l'eccitazione della prima volta, piena di dolcezze e di porcellezze,
il viaggio a Parigi (uhlalà ,un dejà vu!) mentre grosse trasformazioni sono in atto nel suo paese,con il tempo del consumismo che avanza inesorabile.

Un Benni divertente ,letto un po' di anni fa, uno dei pochi che rileggerei, anche solo per l'orobilogio :D


L'orobilogio è quell'orologio che misura un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro,
fa curve e tornanti, si arrotola, inventa, rimette in scena, misura il tempo tuo,
la tua vita , che è unica.
Profile Image for Camilla P..
90 reviews115 followers
November 21, 2010
Questo, come invece potrebbe far pensare la quarta di copertina, non è un romanzo di viaggi nel tempo. Non parla di mirabolanti avventure in epoche andate o ancora a venire, e di certo non ha un incredibile protagonista che sa saltellare attraverso le maglie del tessuto spazio-temporale.
Saltatempo è un meraviglioso miscuglio di mille generi: è un romanzo storico, un romanzo rosa, un romanzo di formazione e un romanzo introspettivo, in cui la possibilità del protagonista di poter "vedere" cosa succederà è solamente un pretesto narrativo, secondo me, per poter parlare dell'Italia di quegli anni, dell'adolescenza nel '68, della difficoltà di crescere senza abbandonare sè stessi alla corrente del fiume.

L'inizio, personalmente, è stato un po' stentato. Parte con una prosa fulminante, al limite dell'assurdo, quasi troppo particolare: legata alla natura ancora infantile del piccolo Lupetto, inconsapevole nel suo mangiare "schizzozibibbi" (o, come la conosciamo noi, uva) del fatto che presto incontrerà una divinità. Una divinità che, come le molte altre presenze che avranno la loro parte durante l'arco narrativo, è legata all'infanzia del protagonista, alle montagne, alla natura, alla semplicità e ad una sorta di "sporco buono"; gli donerà un orobilogio, un orologio interno che funziona in modo decisamente diverso dal nostro. Io l'ho inteso come una specie di "orologio biologico dell'anima", che può far compiere dei salti in avanti o indietro a Saltatempo, così da vedere come finiranno certe persone e certi posti, oppure incontrare di nuovo degli spiriti del passato. Ma, come vi ho detto prima, questo non vuol dire che questo sia un romanzo di fantascienza: la capacità di questo fantastico adolescente è un pretesto. Quando lui vede il futuro ottiene lo sprone per combattere, quando vede cosa ne sarà di un amico, o un rivale, riflette. La possibilità di relazionarsi a due diversi orologi (quello interno che ognuno di noi possiede, legato al presente, e il suo orobilogio per il passato ed il futuro) gli conferisce una capacità d'analisi del mondo che è quasi impossibile da trovare nel mondo reale, semplicemente perchè è come se Saltatempo possedesse due anime. Quella che vive ora, e quella che conosce il resto.

Tutto questo mentre Saltatempo cresce, diventando un po' adulto e rimanendo un po' bambino, e insieme a lui si sviluppa anche lo stile di Benni, che mi è sembrato "riordinarsi" e farsi più chiaro, piacevole, mantenendo nonostante tutto quella vena fuori dagli schemi che dà ai suoi libri un'aria forte, indomita si potrebbe dire, e quella comicità sui generis che proviene dalle persone, dalle situazioni (che, anche quando sembrano assurde e mal riposte, mostrano un loro splendido perchè), e soprattutto dalle parole.
L'adolescenza del protagonista, che ci accompagnerà per un buon tre quarti del libro, si rivela così come il miglior campo dell'autore, perchè Benni conosce l'adolescente, e conosce la realtà di quegli anni: sa come raccontare l'amore, la rabbia, la libertà, la speranza, la delusione, la duplicità e l'indecisione di questa nostra età assurda.
Riesce a raccontare della prima cotta, delle prime esperienze, senza risultare eccessivo o volutamente spinto, sa raccontare l'esperienza del primo amore senza per questo cadere nel sentimentalismo e sa raccontare anche le sofferenze del cuore quando questo sembra scivolare via, e tu rimani impotente a guardarlo.
Sa essere commovente perchè il dolore è reale, non se ne esce indenni ma si prova a tirare avanti lo stesso e perchè le scene di dolore collettivo, l'espressione della comunità in lutto (davvero molto forte e palpabile) riesce a portare, come nella vita vera, quel fondo di speranza che ci ha permesso di arrivare fin qui; e questa proviene dal tono lieve della narrazione, che non sminuisce però la portata tragica degli eventi. Semplicemente, permette che questi pesi diventino più leggeri, e che si posino sull'anima senza romperla.

Riprendendo un termine che ho usato poche righe più sopra, vorrei sottolineare anche la meravigliosa galleria di personaggi, la comunità appunto, di questo paese di collina/montagna che Benni sembra conoscere bene: ci si affeziona a tutti, nessuno escluso. In tutti ho onestamente ritrovato un tratto tipico del paesano, senza per questo ritenerle macchiette ad uso e consumo della storia. Ognuno ha le potenzialità per essere un personaggio vero e dignitoso, di cui ci vengono date solo alcune immagini, e ho apprezzato moltissimo questo particolare perchè rende tutta la narrazione più reale, più vicina al lettore, che crea così un legame tra sè e questo paese senza nome, come Saltatempo.

Inoltre viene trattata una tematica difficile, che è il '68 e tutto ciò che l'ha causato; tuttavia viene mostrato ed analizzato come scalino della crescita del protagonista e, per fortuna, non con fini moralizzatori (del genere "convertiamoci tutti all'ideologia sessantottina"), anzi. Sebbene sia assolutamente palese che l'autore ha delle simpatie ben radicate, probabilmente anche risalendo ad alcuni ricordi, io non vi ho trovato alcun accenno alla propaganda politica. Solo, come ho cercato di scrivere in questa recensione, il racconto di una storia.
Gli eventi presi in considerazione assumono così un gusto reale che li fa apprezzare di più a chi, come me, non era presente, e vengono anche usati per riprendere il motivo, già ampiamente presente nelle pagine dedicate al paese, che inizia a essere preso di mira da sfruttatori senza scrupoli, della decadenza dell'uomo: il passaggio, lento ma inesorabile in questi ultimi anni, dal bosco col suo ritmo dolce all'ingiustizia dello sfruttamento becero e frenetico, teso con tutte le sue forze verso il denaro, questo dio davvero sporco che si contrappone agli dèi di Saltatempo: anche loro sporchi, come ho scritto prima, ma di terra buona e muschio.

Saltatempo mi ha lasciato tanti pensieri su cui riflettere, una bella storia, emozioni intense e un personaggio che penso non sia possibile dimenticare. Cosa si può chiedere di più, da una storia?
Profile Image for Simona.
976 reviews228 followers
September 16, 2013
Sapevo che leggere Benni non mi avrebbe deluso, ma non credevo che mi sarebbe potuto piacere così tanto.
Saltatempo è la storia di Lupetto e di un orobilogio che gli viene donato mentre scarpagna nel bosco. E' la storia di Lupetto dalle elementari all'università, ma è anche la storia dell'Italia che cresce e si trasforma, è la storia dell'Italia da metà degli anni '50 agli anni '60 fino alla strage di Piazza Fontana.
"Saltatempo" può essere considerato a tutti gli effetti un romanzo di formazione, la formazione di un ragazzo, Lupetto, appunto, che vive in un piccolo paesino di montagna, diviso tra amori,amici, scelte da prendere, possibilità.
Con questo romanzo, Benni ci regala una storia pungente, amara, infarcita di ironia, di giochi di parole e di espressioni dialettali che emoziona e fa riflettere.
Una piccola chicca: il libro presenta in apertura un verso di una canzone di De André che merita di per sé la lettura.

"E sognai così forte che mi uscì sangue dal naso".
Fabrizio De André, Sand Creek.
Profile Image for Michele.
93 reviews4 followers
September 27, 2025
Un libro troppo strano per essere godibile. Le situazioni sono un misto di surrealtà (ma surrealtà forte, tipo un Dio pagano mezzo fatto che, dopo un'abbondantissima cacata, dona un orobilogio al protagonista che si era mezzo soffocato mentre tentava di mangiare un chicco di schizzozibibbo rubato da una vigna) e realtà. Anche qui ritroviamo i temi del nuovo che avanza e la pace della vita rurale, il consumismo e la natura. Ma a differenza di Margherita Dolcevita, qui i toni si fanno più polemici, più caricaturali (se possibile!) e più frammentati, anche per via della natura stessa del romanzo (Saltatempo).
Non sono riuscito ad andare oltre il primo quarto di libro, ma è sicuramente una lettura particolare, che piacerà agli amanti del surrealismo!
Profile Image for Lupurk.
1,106 reviews34 followers
June 17, 2016
"Devi solo promettermi che conserverai gli orologi come una cosa importante e preziosa, non tradire né l'uno né l'altro. Quello della fatica quotidiana e quello dei mondi possibili, quello che conta i tuoi passi e quello che misura i tuoi sogni. Quello che scorre e quello che gira. Quello che ti ruba le persone e quello che te le riporta."

Benni ci regala pagine di poesia e divertimento, come sempre. Ho faticato un po' a entrare nel romanzo, la sua scrittura è sempre particolare e ci vuole un attimo per entrare nel suo mondo, ma poi è come essere sempre stati lì, in mezzo alle montagne, nel bosco con gnomi e divinità, al liceo con Saltatempo, alla scoperta dei primi amori e delle prime esperienze...della vita.
5 reviews1 follower
May 1, 2023
Non amo stefano benni. Ma questo libro e’ la storia di una vita che mi ha fatto molto piangere. La semplicità di una volta. I rapporti umani. La nostalgia.
Profile Image for Dvd (#).
514 reviews93 followers
December 24, 2023
23/12/2023 (*** e 1/2)

Lettura positiva e secondo incontro con Benni, dopo Bar Sport, letto secoli fa in edizione degli anni Ottanta.

Se Bar Sport era puro umorismo (riuscitissimo), Saltatempo è qualcosa di molto diverso, anche se tutto il romanzo è pervaso da una vena di ironia piacevolissima e quasi sempre riuscita.
L'obiettivo dell'autore è quello di descrivere l'immane mutamento sociologico (e, di conseguenza fisico e esteriore) che la società e il territorio italiano hanno vissuto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, attraverso gli occhi del protagonista, soprannominato appunto Saltatempo.

Comprendere quell'epocale passaggio per chi, come me, è nato negli anni Ottanta del Novecento - e ancora di più per tutte le generazioni nate dopo - è pressoché impossibile. Nel mio piccolo ci ho provato più volte, immaginando un mondo in sostanza immatutato da centinaia (!) di anni, basato sui cicli e sui tempi dei lavori agricoli, largamente coltivato ma caratterizzato da tantissimi centri abitati, in larga parte piccolissimi e divisi da ampie lande di campagne e boschi.

Un mondo lento, povero, bigotto, abitato perlopiù da persone di bassa cultura umanistica, ma grande cultura pratica, e fortemente legate al proprio territorio, dove muoversi era estremamente difficoltoso. La rivoluzione economica che travolge il mondo dopo la II guerra mondiale stravolge questi orizzonti, come detto in larga sostanza immutati da epoche immemorabili, agendo come un uragano su persone e territori.

Saltatempo vive in pieno questo cambiamento, il più profondo e radicale mai occorso, con una particolarità: è in possesso di un dono che gli permette, in particolari condizioni, di conoscere il futuro attraverso rapide e confuse visioni. In questo modo, nel disastro generale di un mondo che sta cambiando in maniera radicale troppo in fretta, gli si prefigurano i disastri futuri, le ipocrisie e i cambi di casacca, il crollo delle ideologie (della sua, comunista, in particolare), lo scempio di un territorio sempre più sfruttato e sempre più vandalizzato.

Tutto il romanzo, come detto, ha un fortissimo carico umoristico e ironico, molto divertente, ma di continuo incrinato da un pessimismo tragico di fondo, con i personaggi che si muovono apparentemente in modo scanzonato e ridanciano su un fondo che minaccia, sempre, tempesta. Quella che è la vita, in poche parole.

Molto piacevole e apprezzato.
Profile Image for Cristina (Cricci) Casanova.
144 reviews34 followers
November 29, 2021
Erano anni che non leggevo Benni e devo dire che, come il buon vino, con il tempo è invecchiato bene. Sono stata molto contenta di farmi trasportare avanti e indietro nel tempo da Lupetto, alias Saltatempo. Attraverso la lente della satira e del surreale Benni mostra il passaggio dall’infanzia ingenua e sognatrice a un’età adulta cruda e reale, passando attraverso una gioventù di protesta e ideali. Dagli Anni ‘50, agli “anni di piombo”, attraverso il turbolento ‘68. Una storia seria raccontata con leggerezza e ironia. Saltatempo è un ragazzino ingenuo, un paesanotto che cresce con fantasia ed entusiasmo attraverso i cambiamenti della società. La storia che ci racconta è quella dell’Italia stessa: quella dei piccoli centri di provincia che subiscono il progresso e perdono l’innocenza scontrandosi contro la corruzione e il marcio. Una storia piccola, che attraverso la maschera del grottesco e del surreale ci racconta il passaggio dalla purezza alla perdita dell’innocenza.
Bello, godibile e intelligente.
Profile Image for Stephen the Bookworm.
895 reviews122 followers
June 4, 2025
This book sat on my shelf for a long while and I really don’t know why …I loved every page …funny, moving, surreal, beautiful.

The tale of the Timeskipper and life in an Italian village in the late 1960s echoes the continual challenge the smaller communities face against big business and supposed “progress”

Told with humour and charm this is a wonderful story about how Timeskipper views the world around him along with friends and families.

A brilliant translation and full of the wonderfully descriptive nostalgic that typifies many italian novels.
Profile Image for Alice.
28 reviews3 followers
January 14, 2020
"La vita si spalancava davanti a me, ero libero, e la libertà è rischiosa, non puoi sapere se nel tuo fiume c'è un mulinello pronto a strangolarti, se dietro la curva la strada prosegue in salita o sprofonda in un burrone, se c'è ad attenderti una locanda o lo sceriffo di Nottingham. La libertà è un fungo che devi saper assaggiare, non puoi sapere prima se ti fa male o no."
Profile Image for Sara Edviges.
9 reviews1 follower
October 18, 2023
No other book made laugh as much as Saltatempo! At the same time, it approaches relevant topics, such as building our identity during our teenage years, our friendships and romantic relationships, our family, politics and the environment.
Profile Image for Karen Rizza.
20 reviews
September 1, 2024
Adorato dalla prima all'ultima pagina. Divertente, fantasioso, impegnato. Un libro che tutt* i giovan* dovrebbero leggere. Agli adulti aiuta a spolverare i ricordi e l'irrequietezza emotiva. Buona la critica politico-sociale.
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
July 30, 2017
A mio avviso, il miglior Benni, a pari merito con Achille piè veloce.
Un dipinto neorealista dell'Italia anni 60 di rare semplicità e nitidezza.
Profile Image for Ruppe.
514 reviews50 followers
September 24, 2022
Tre stelle e mezza circa.
Iniziato diversi anni fa e mai portato a termine, perché le prime pagine mi erano francamente ostili: mi sembrarono pasticciate, giovanilistiche in maniera artefatta, piacione e incasinate.
Stessa impressione questa volta, ma portando avanti la lettura qualcosa si è smosso.
La prima metà del libro è articolata fra questa ininterrotta girandola di calembour e petardi linguistici, con continua ricerca di effetto comico tra l’arguto e l’infantile, ma con la descrizione affettuosa ed efficace di una bella galleria di personaggi di provincia. Alle nevrosi del paesino si sommano poi quelle della città, con qualche interessante incursione dell’ambientalismo e nella critica alla corruzione politica.
In tutta questa parte di Bildungsroman di provincia c’è equilibrio, commozione, una struttura bilanciata fra racconto personale, vicende collettive, umorismo e sentimento.

Nella seconda parte il libro risente di un’eccessiva lunghezza e l’autore perde il filo di una trama fatta di troppi personaggi, la cui struttura è retta da un protagonista che diventa sempre meno simpatico, con note misogine e maschiliste che - se forse si potevano tollerare all’inizio degli anni 2000 - già comunque puzzavano di vecchio.
L’occhio del protagonista si fa giudicante e macellaio nel confronti del corpo delle donne, le storie si affastellano in maniera frettolosa e a volte mal risolta, si perde la magia e la commozione, che Benni cerca di pilotare senza che riesca più spontanea.

Un libro da leggere a metà, insomma.
Profile Image for Francesco Luchetta.
121 reviews9 followers
August 30, 2017
Libro molto particolare, anzi veramente unico.

Direi che è quasi impossibile assegnargli un genere, romanzo di formazione, romanzo storico-culturale, romanzo soft-erotico, romanzo di paese, ecc...
Anche il registro linguistico è veramente caratteristico, un curioso misto ti espressioni volgari e termini aulici.

La prima parte devo dire, l'ho trovata un po' noiosa, ma vale sicuramente la pena tener duro perché la seconda e la terza compensano ampiamente.
Profile Image for Sabratore Auriemma.
13 reviews1 follower
November 29, 2021
Un libro fenomenale, quinta stella persa solo per un finale che mi aspettavo più appagante.
Profile Image for Julia.
4 reviews1 follower
May 3, 2025
Così bello che mi dispiace averlo finito
300 reviews11 followers
September 6, 2018
In this comic satire about serious things, a boy from a village in northern Italy is granted the power to skip through time, and thereby gets sobering glimpses of the future. But most of the novel's pages deal with Timeskipper's present, that is to say, in the 1960s. It's a coming-of-age novel as well as a commentary on the destructive aspects of "il boom," which tore up mountain and forest to connect Italian cities to one another. It's interesting and entertaining with a somewhat digressive style. It also has a huge cast of characters, who are introduced in catalogue style, making it harder to remember who they are. You can keep a list, or do as I did, and not worry too much about remembering them. Eventually the most important will get sorted out, and in any case you'll develop a solid sense of the community Timeskipper comes from, if not the individuals.
Profile Image for Lara Verì.
63 reviews32 followers
April 29, 2025
“Uno crede che una volta che le cosa vanno bene, che hanno preso l’anda della felicità, la strada sarà sempre in discesa, basta prendere più spinta e la goduria aumenta, diventa vertiginosa, e si sarà sempre più felici finché si raggiunge il trampolino della fortuna e si vola nel nirvana del perfetto culo.
Non è così.
Subito dossi, cunette, sassi in mezzo alla strada, e sbandate fuori dai tornanti. E davanti a noi, una gran salita che non si vede la cima.”
Profile Image for Kia76.
196 reviews19 followers
August 31, 2012
Niente da fare! Ho voluto dare un'altra chance a Benni, di cui avevo letto qualcosa anni fa senza grande entusiamo, ma devo purtroppo confermare la mia opinione: non riesce proprio a piacermi!
Profile Image for Gabriella.
134 reviews1 follower
July 31, 2015
Secondo me non è il suo libro migliore, ma è un romanzo di formazione dove racconta le storie di un adolescenze , le sue paure, i suoi dubbi e i problemi legati a quell'età.
Profile Image for Piri.
99 reviews7 followers
August 28, 2019
Fine anni 50. Italia. Le vicende di “Saltatempo” sono ambientate per lo più in piccolo paese di provincia, pedemontano, abbarbicato sui monti, dove ancora aleggiano nell'aria gli echi delle gesta partigiane. Il miracolo economico è alle porte, e causerà non pochi sconvolgimenti (al paese stesso, e ai protagonisti del racconto).

Lupetto, figlio di falegname comunista e gran bevitore, è orfano di madre, va alle elementari e sta “scarpagnando”, vale a dire, sta zompettando verso la scuola, quando improvvisamente accade un miracolo, e gli appare una visione soprannaturale. Davanti a lui, uno strano Dio, sporco, puzzolente e anche abbastanza prono al turpiloquio, regala a Lupetto, da ora denominato “Saltatempo”, un bellissimo potere: poter parlare con le forze della natura e avere squarci visionari sul futuro, grazie all’”oribilogio”, strano quanto magico orologio interiore.
Dopo lo shock iniziale, la vita, per Saltatempo va avanti, apparentemente come prima, e lui continua a scarpagnare su per la collina.

Nel frattempo, tra una visione e l’altra, il tempo scorre inesorabile, e Saltatempo finisce le elementari, e diventa un pre-adolescente, e poi un adolescente vero e proprio. La sua vita va avanti, tra i suoi amici, gli amici del padre al bar, le gite in corriera, le prime feste a casa del compagno di classe ricco, la prima, fulminante cotta/grande amore per Selene, la sua amica di sempre, il liceo classico in città, l’abusivismo edilizio che rischia di distruggere il suo bel paesello, le occupazioni scolastiche, la corruzione, la lotta di classe, le manganellate, la strage di Piazza Fontana, e tanto altro ancora.

Era tanto che non leggevo un romanzo di Stefano Benni, da me molto amato. Ed erano anni che avevo, su kindle, “Saltatempo”, ma solo ora, che cercavo una “lettura d’Agosto”, qualcosa di leggero da leggere in spiaggia, ho riscoperto tra i vari titoli digitali accumulati negli anni, questo romanzo. Sappiamo che chi ama Benni ne ama l’ironia, i giochi di parole e lo stravolgimento surreale della realtà (tutte cose presenti, ovviamente, in “Saltatempo”), quindi, nulla di nuovo, andavo sul sicuro: questo romanzo aveva un’alta probabilità di piacermi. Quello che invece non mi aspettavo, è che oltre a divertirmi, “Saltatempo” mi ha emozionato. “Saltatempo” è un romanzo di formazione, spiccatamente autobiografico, narrato in prima persona, da un protagonista adorabile, sghembo e passionale, che saltella tra le vicende (sue, ma in realtà specchio di un’Italia intera, quella del boom economico, delle stragi terroristiche, della rivoluzione sessuale). Saltatempo ha un contatto pànico con ciò che lo circonda, vede esseri fantastici che gli dicono assurde verità, fa viaggi mentali nel futuro (suo malgrado), è in grado di “vivere” il bosco, lui, figlio di povera gente, mandato a studiare in città, e soprattutto ha un’intelligenza scalpitante e una buona dose di ironia nel vivere la vita. “Saltatempo” è la storia, a tratti surreale e a tratti drammaticamente reale, di Lupetto/Benni in un mondo in costante mutamento, ma è anche un pezzo di storia italiana.

Un libro apparentemente “leggero”, ma straripante di spunti di riflessione: il tempo che inesorabilmente scorre, le scelte cruciali, il concetto di “destino”, la libertà, una nuova società di massa che, in nome del “progresso”, è causa della sua stessa infelicità, e tanto altro ancora. Un racconto ironico, scorrevole, fantasioso, ma anche profondo, intimo…e malinconico.

La scrittura é un gioco. Anche la vita, talvolta. Ma leggere il futuro, a ben pensarci, non è un premio, è una condanna.


“Scarpagnavo verso la Bisacconi. Scarpagnare vuole dire camminare a saltelli per via del dislivello, io abitavo in montagna, la scuola era in basso. Si scarpagna senza pause, con l'inerzia della discesa che impedisce di fermarsi, un continuo scuotimento nei giovani marroni e un piccolo ansito nei polmoncini. Le Bisacconi sono le scuole elementari del paese, un cubo giallo vomito dentro un giardino di erbacce barbare, e devono il loro nome a un uomo di nome Lutilio Bisacconi ricordato per essere morto sull'uscio di casa, ucciso dal cugino fascista.
Sulla lapide infatti c'è scritto:
Lutilio Bisacconi, caduto.
Poi si vede che non hanno pagato lo scalpellino o c'è stato un litigio ideografologico ma è finita lì: caduto. Non è specificato se in guerra, per la Resistenza, nel fiore degli anni, niente: caduto e basta.
Che a noi venne da pensare che allora nessuno cadeva come Tadeo, che a otto anni già non ci vedeva un c*azzo come un anziano e aveva i piedi cavallerizzi storti in dentro e voleva andare lo stesso in bicicletta e aveva una bicicletta che sembrava masticata da uno squalo e in più non distingueva un paracarro da un precipizio e soffriva anche di un tic che gli storceva la testa fuori strada, perciò cadeva quasi tutti i giorni e aveva la fronte bozzuta e un polso sempre fasciato, e le ginocchia egizie con i geroglifici di ghiaietto.
Perciò si poteva anche intitolare la scuola a lui: Tadeo, caduto, oppure cadente, oppure tanto prima o poi cade ancora.”

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178 reviews
August 26, 2024
Non amo particolarmente la narrativa italiana. Avevo questo romanzo in TBR da tantissimo tempo e non mi decidevo mai, sebbene la sinossi mi sembrasse interessante (allitterazione serpentina non voluta ma la tengo, mi piace). E insomma, intrappolata dalla noia e dall'impasse di dover scegliere un linro nella mia TBR infinita, ho deciso per una volta di pescare a sorte. E sono stata fortunata, eprché probabilmente senza questa decisione non avrei mai letto Saltatempo.

Rivelazione. Un romanzo sempre in bilico tra il reale e il surreale, pieno di personaggi con i quali avrei voluto davvero fare amicizia, che avrei voluto incontrare in un bar o sul treno per farci due chiacchiere. Intriso di politica, non quella rancorosa e litigiosa a cui come italiani siamo da lungo tempo abituati, ma quella riflessiva e argomentativa di parecchi decenni fa. In cui anche "il cattivo" non viene dipinto solo a tinte fosche, ma acquista tridimensionalità in virtù del rapporto con gli altri. Una sorta di storia delle origini di quella che oggi, con imbarazzante superficialità, si usa definire ecoansia. Chi non conosce il brano Il ragazzo della via Gluck? Ecco, è un brano a cui ho pensato spesso quando in questo romanzo ho letto del contrasto tra ambizione al benessere e amore per la vita di campagna e di provincia, amore per la natura ma soprattutto consapevolezza del ruolo e della funzione della natura nei confronti della vita umana. E anche questo dualismo, sebbene si intuisca chiaramente da che parte sta l'autore, è tuttavia narrato con sorprendente equilibrio.

Il mondo andava avanti, magari per andare avanti distruggeva quello che aveva davanti ed era un pezzo di mondo, mica di un pianeta nemico, si bucavano le montagne, la gente si sarebbe spostata veloce ovunque, impossibile stare da soli, mai più baracche e solitudini. Così era scritto. Ma quando quell'orto sarebbe stato cancellato, l'autostrada avrebbe mangiato la montagna, e le assi della baracca sarebbero crollate sotto il fiato del lupo, dove sarebbe andato Celso?
E sperai che la donna bionda o la tosse nera lo portassero via prima che dovesse lasciare quella casa, perché ogni tana è una casa. Ogni buco ogni nido ogni sasso sotto l'acqua è una casa, anche se non ha la targhetta col campanello, il numero di telefono e la porta col catenaccio.


Bello, meraviglioso il linguaggio, con tante parole inventate e dialettali delle quali comunque si intuisce il significato. Insomma, un romanzo pieno di colori, di sfumature, di personaggi meravigliosamente caratterizzati, con una storia ricca di svolte e di curve, mai noiose, con un simbolismo potente che, attraverso la natura (lo gnomo, la fonte, l'albero) racconta molto dell'uomo, dei suoi conflitti interiori e sociali, dei tempi che cambiano e di quello che siamo diventati da quando bbiamo scelto il capitalismo. Bello, bello, bello. Da rileggere tra qualche tempo, sono certa che vi troverò sfumature nuove, nuove suggestioni su cui riflettere.

Le cose muoiono: questa è la prima cosa che non puoi cancellare, una volta che l'hai davvero scoperta. Le cose guariscono, le cose ricominciano, le cose tornano. Questa è una cosa bella da tenere in testa, ma non la puoi avere sempre, la speranza fa il gioco del sole nel bosco, sparisce, riappare un attimo, poi di nuovo è ombra e scuro.
Profile Image for Dalì.
86 reviews
January 5, 2019
Recensione completa: https://conilibriinparadiso.wordpress...

Forse la trama in quarta di copertina porta un po’ fuoristrada, o almeno a me aveva fatto immaginare una storia più surreale, di viaggi fisici nel tempo. Invece quello dell’orobilogio è un espediente narrativo e la storia è estremamente reale. È reale Saltatempo, suo padre falegname, suo zio Nevio, Gancio e Osso e ogni singolo abitante così bello.
Definirlo romanzo di formazione è sicuramente riduttivo, ma rende bene l’idea del viaggio/percorso attraverso gli anni che il lettore si trova a fare insieme a Saltatempo. Dalle scuole elementari, passando tra banchi, sedili dell’autobus della gita e vacanze al fiume, fino alle superiori, alle ragazze, le proteste, la politica, al diploma. Forse potrebbe essere un romanzo storico, in cui le vicende di Saltatempo si fanno mezzo per trasportare il lettore attraverso due decenni di storia italiana, visti nella trasformazione di un piccolo paesino e dei suoi abitanti e nelle aule di scuole anno dopo anno, fino alle strade di capitali europee. Forse è una storia di amicizia e appartenenza, di affetto viscerale verso la propria terra e i propri fratelli. Una storia di affetti puri, di amori folli, nel senso che rendono disposti a tutto, di amori segnati dal destino. Forse è un romanzo di fantasia surreale, con tutte quelle creature fiabesche che popolano i boschi e i super-poteri di Saltatempo (quello di vedere il futuro e il passato con il suo orobilogio, datogli da un meraviglioso Dio con sembianze da gigante), o forse è tutta una grande metafora. O una grande presa in giro.
Mi è stato regalato con la speranza di qualche sorriso e ce ne sono stati infiniti: ogni
singola riga è carica di ironia, diventa un filtro con cui guardare il mondo e percepire la storia (e anche la Storia). Come in Comici spaventati guerrieri, il ridicolizzare ogni cosa è un mezzo di riflessione e al tempo stesso di immedesimazione. Fa cogliere anche gli aspetti più comuni in un lato inedito e divertente. E mette in luce le storture.
Se però in Comici spaventati guerrieri, il brutto diventava oggetto di una critica quasi satirica, qui viene investito da una malinconia nostalgica, o da una malinconica nostalgia. E così insieme ai sorrisi ci sono state le lacrime, e il cuore spezzato. Saltatempo è un ragazzo-bambino che si affaccia al mondo reale fuori dal suo bosco, nella città, mentre contemporaneamente lo stesso mondo reale invade il suo bosco sotto altre forme. E a volte sembra troppo piccolo per tutta quella realtà, ne viene disilluso: e così anche io insieme a lui ho sentito il desiderio rassicurante di tornare nel mio bosco. Altre volte però i suoi sogni sono grandi, grandi come tutta Parigi, e la sua età ha il sapore della libertà. Così come lui desidera essere unico, eppure un po’ più simile agli altri, nella sua storia convivono le paure e i desideri più comuni, più universali, insieme al suo essere speciale, quasi strano.

Recensione completa: https://conilibriinparadiso.wordpress...
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