Jump to ratings and reviews
Rate this book

La materia del contendere

Rate this book
Nel nuovo libro di Giancarlo Pontiggia, autore ormai centrale nella poesia dei nostri anni, tutto concorre a trasformare ogni pensiero in un’immagine. Alcune hanno natura di archetipo e si rifanno ai quattro elementi fondamentali di cui parlavano i primi acqua, aria, terra, fuoco. Immagini ambivalenti, in ogni caso, com’è forse inevitabile che sia. E l’uomo stesso, nella sua lunga vicenda storica, è qui sentito e visto come un fossile. Ma l’indagine sull’uomo e sulla vita – in questo libro in cui si contende su ciò che è bene e ciò che è male, e nel quale si esplora la verità che si nasconde nelle cose – si alimenta di prospettive sempre nella poesia Dal Pleistocene c’è qualcuno che intravede il futuro e non sa se debba inorgoglirsene o preoccuparsi; dalle grotte di Lascaux salgono gemiti di ombre; il tempo, nella poesia Tutto è pieno di dèi, di vita che pullula, è un «sovrano senza regno / che getta la sua moneta a ogni bivio»; Il mondo nuovo offre una rappresentazione infera del nostro sentire un mondo dove tutto sembra regolato meccanicamente per escludere ogni speranza; Ultimi pensieri di Marco coglie l’imperatore-filosofo nel momento in cui assiste, prossimo alla morte, allo sgretolarsi di ogni filosofia. Eppure, tutto il libro appare popolato di figure tutelari, forse salvifiche, e una brocca che cade in frantumi può ricomporsi come per miracolo. Poeta inquieto e sempre aperto a nuove soluzioni espressive, Pontiggia ci consegna con La materia del contendere un libro altamente meditativo, sospeso fra necessità e utopia, realtà e visione, intelligere e sentire.

105 pages, Kindle Edition

Published February 28, 2025

3 people want to read

About the author

Giancarlo Pontiggia

31 books1 follower

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
2 (18%)
4 stars
5 (45%)
3 stars
1 (9%)
2 stars
3 (27%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
July 20, 2025
La materia del contendere è una raccolta poetica di Giancarlo Pontiggia, pubblicata da Garzanti nel 2025. Il libro esplora temi profondi e universali attraverso una poesia meditativa, che trasforma pensieri in immagini archetipiche legate ai quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco). Pontiggia indaga la condizione umana, il bene e il male, la verità nascosta nelle cose, con uno sguardo che oscilla tra realtà e visione, necessità e utopia. Tra i temi centrali ci sono il tempo, la storia, la memoria e il destino dell’uomo, rappresentato come un “fossile” nella sua vicenda storica. Poesie come Dal Pleistocene, Tutto è pieno di dèi o Ultimi pensieri di Marco evocano figure e momenti storici, da Lascaux a Marco Aurelio, con immagini ambivalenti e figure tutelari che suggeriscono possibilità di salvezza. La scrittura è limpida, antiermetica, e unisce immaginazione fervida a una riflessione filosofica, in equilibrio tra inquietudine e speranza.

-----

Giancarlo Pontiggia! Mi sembra di sentirlo sussurrare queste verità con la sua voce pacata e penetrante. Leggendo questi versi, mi si affollano dentro diverse sensazioni e riflessioni. Il fulcro di questo pensiero poetico mi pare risieda in una profonda apertura alla molteplicità e all'incertezza dell'esistenza. Pontiggia non ci offre risposte definitive, ma piuttosto un ventaglio di possibilità, lasciando al lettore la libertà di oscillare tra diverse interpretazioni del reale.

"Tutto è pieno di dèi, di vita che pullula. Oppure: non c’è un bel niente, ma un niente che pullula di sogni, di storie." Questa antitesi iniziale è potentissima. Da un lato, l'affermazione di una realtà vibrante, animata da una presenza divina o da una vitalità intrinseca. Dall'altro, la possibilità di un vuoto sostanziale, paradossalmente fertile di immaginazione e narrazione. Entrambe le prospettive coesistono, senza che una prevalga sull'altra. Ci invita a considerare che la pienezza e il vuoto possono essere due facce della stessa medaglia, o forse semplicemente due modi diversi di percepire la stessa realtà.

"Oppure: non c’è un bel niente, e va bene così." Questa terza opzione introduce un elemento di accettazione serena del nulla. Non c'è bisogno di riempire a tutti i costi, di trovare un significato trascendente. Il "non bel niente" può essere sufficiente, portando con sé una sorta di quiete e liberazione dalla ricerca affannosa di un senso.

"Cogli il frutto che matura, dicono in tanti, dopo che lo disse un poeta sublime. Oppure no, lascia che marcisca sul ramo, con la sua buccia avida di sole." Qui Pontiggia gioca con la tradizione e la sua possibile negazione. Il consiglio di cogliere l'attimo, di godere dei frutti della vita, è un topos letterario. Ma l'alternativa, lasciare che il frutto deperisca, non è presentata come una sconfitta, bensì come un'altra possibilità, con la sua intrinseca bellezza e la sua "buccia avida di sole". Ci suggerisce che non esiste un'unica via giusta, che anche il lasciar andare, il non agire, può avere una sua dignità.

"È molta, troppa, la materia del contendere, e neanche se fossi Aristotele, potresti venirne a capo." Questa constatazione ammette l'insondabilità ultima della realtà. Le questioni fondamentali sono talmente complesse e sfaccettate che persino la mente più brillante faticherebbe a trovare risposte definitive. C'è una sorta di umiltà intellettuale in queste parole, un riconoscimento dei limiti della ragione.

"Il tempo, questo sovrano senza regno, che getta la sua moneta a ogni bivio, ne sa meno di me e di te, che ci guardiamo." L'immagine del tempo come un "sovrano senza regno" è affascinante. Il tempo scorre inesorabile, segnando i bivi della nostra esistenza, ma non possiede una vera saggezza o un piano prestabilito. Anzi, la consapevolezza del presente, lo sguardo reciproco tra due persone, sembrano contenere una verità più profonda rispetto al fluire cieco del tempo.

"Non credere a chi crede troppo, e neanche a chi non crede, sii come la luce di questa baia, dove fa notte, e basta." Questa è la conclusione più enigmatica e suggestiva. Pontiggia ci mette in guardia dagli eccessi di certezza e di negazione. L'invito è a trovare una posizione intermedia, una sorta di serena accettazione della realtà così com'è, senza bisogno di dogmi o di un rifiuto totale. L'immagine della luce nella baia notturna è particolarmente evocativa: una presenza discreta, che illumina senza imporre, che accoglie l'oscurità senza negarla. È un invito alla semplicità, all'essere presenti nel momento, senza la pretesa di avere tutte le risposte.

Pontiggia invita alla flessibilità mentale, alla capacità di abbracciare la contraddizione e l'incertezza. Ci spinge a diffidare delle verità assolute e a trovare una nostra personale forma di equilibrio nel flusso inafferrabile dell'esistenza. È una poesia che non consola con risposte, ma che apre orizzonti di possibilità e di riflessione.








Displaying 1 of 1 review

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.