La famiglia naturale non è una invenzione culturale. Peccato che l'aggettivo 'naturale' venga utilizzato molto spesso in Italia per ostacolare tutte le forme di unione, di amore e di filiazione che vanno al di là del puro dato biologico. Con buona pace delle trasformazioni radicali che hanno coinvolto i nostri modi di vivere. La famiglia è infatti il luogo di osservazione privilegiato per raccontare i cambiamenti profondi della cultura e della società, tanto che il libro – alternando riflessioni teoriche, ricostruzione dei cambiamenti avvenuti e memoria personale di tante 'battaglie' intraprese – diventa un ritratto lucidissimo dell'Italia degli ultimi cinquant'anni.
Per chi ha già letto i frequenti interventi sui temi famiglia, povertà etc. dell'autrice, il volumetto in questione non svela particolari segreti. Più interessante conoscere il suo percorso accademico e non, in un'università dove dire l'ovvio e l'empirico - ossia che la famiglia nucleare composta da un uomo lavoratore, una donna casalinga e due figli possibilmente maschio e femmina - esiste solo nell'ideologia e negli spot (anzi, gli spot si sono aggiornati da mo'). - è stato per molti anni eresia pura.