Due problemi danneggiano Cechov. Il primo problema è che i racconti di Cechov si possono leggere in vecchie traduzioni e Cechov non è mai vecchio, Cechov vivrà fino a quando ci saranno le betulle e forse di più e andrebbe ritradotto ogni venti-trent'anni. Il secondo è che essendo i racconti, complessivamente, in numero cospicuo, ogni casa editrice ne pubblica alcuni ma ne manca sempre uno, bello.
Io li ho letti e riletti e non mi stanco mai. I miei preferiti sono Una storia noiosa, La saltabecca, La casa col mezzanino, Il racconto di uno sconosciuto, La mia vita, La signora col cagnolino, La fidanzata, Reparto N^6.
Fausto Malcovati ritraduce e attualizza alcuni dei suoi migliori racconti; in questo volume de La biblioteca di Repubblica ci sono: Una storia noiosa, Il reparto N^6, Il monaco nero, La casa col mezzanino, L'uomo nella fodera, La signora col cagnolino, La fidanzata.
Una storia noiosa, racconto del 1892, lo ritengo uno dei racconti più belli di sempre. La vita di un uomo acciaccato, ex professore universitario che prova disgusto per i giovani, per la sciatteria, per l'università, per il teatro, per sua moglie, sua figlia, per il fidanzato di sua figlia. Ma non è un uomo riprovevole, è un uomo iperlucido che si affeziona a Katja, figlia di un suo amico morto e cerca di farle da secondo padre. Lei è giovane e piena di aspettative, lui è vecchio. Malaticcio. Il loro confronto è commovente. Lei chiede a lui cosa può fare affinché le sue speranze nel teatro e nell'arte non finiscano in una nuvola di fumo. Sono pagine bellissime. Lui non lo sa, "in coscienza Katja, non piangere, io non lo so".
"Ma almeno una parola, una parola!".
Vi copio un passaggio significativo di questo racconto capolavoro:
Sul viso di mia moglie ci sono solennità, compostezza ostentata e la solita espressione preoccupata. "Vedo che l'arrosto non ti piace... Vero che non ti piace?". E io devo rispondere: "Non ti preoccupare, cara, l'arrosto è buonissimo". E lei: "Tu mi difendi sempre, Nikolaj Stepanyc, ma non dici mai la verità" e così via per tutta la durata del pranzo.
Liza ride a scatti e socchiude gli occhi. Io le osservo entrambe, mia moglie e mia figlia, e solo ora, a pranzo, mi rendo conto che la loro vita interiore è del tutto sfuggita al mio controllo. Ho la sensazione di aver avuto, molto tempo fa, una famiglia che oggi non c'è più: ora mi sento ospite di una finta moglie, a tavola con una finta Liza. È avvenuto in entrambe un brusco cambiamento: io mi sono lasciato sfuggire il lungo processo che ha portato a tale cambiamento e non c'è da meravigliarsi se non capisco più nulla. Perché è avvenuto tale cambiamento? Io non lo so.