⭐⭐⭐⭐,25
S. Mes ci propone un retelling del tragico amore tra Tristano e Isotta in una rivisitazione moderna che sicuramente non è priva di drammi ma che, alla fine, decide di dare una possibilità ai due amanti.
Tristan Knight è un soldato addestrato a compiere il suo dovere, senza battere ciglio, senza fare domande. Un nipote leale, al servizio di uno zio che non conosce il significato della parola amore e che è mosso solo dalla brama di potere.
Isabel Iron, detta Izzy, è la sua nuova missione. Un compito che lui deve portare a termine, senza intoppi, senza coinvolgimenti.
Entrambi pedine di un gioco in cui l'unico a dettare le regole è Marcus Cornwall, lo zio di Tristan. Un uomo freddo, impenetrabile, duro come la pietra, che ritiene ogni sentimento una debolezza e ogni persona debole intorno a lui si trasforma in un problema da eliminare, senza alcuna esitazione.
«Le emozioni sono il privilegio dei deboli, Tristan. E noi, nella nostra famiglia, non possiamo permettercele. Siamo fortunati a non averne bisogno».
Questo è il principio con cui Tristan è stato cresciuto. Non c'è mai stato spazio per sentimenti o per qualsiasi altra cosa che non fosse la disciplina o la totale obbedienza all'uomo che lo tiene sotto scacco.
Ma quello che dovrebbe essere un semplice incarico, si trasforma ben presto in altro. Perché Izzy, con la luce che arde nei suoi occhi e che la spinge a lottare, anche quando tutti intorno a lei vogliono spegnerla e imprigionarla in una vita che non vuole, riesce a creare delle piccole crepe sulla sua corazza apparentemente inscalfibile e a raggiungere quel cuore che Tristan non sapeva nemmeno di avere, ma che è vivo, pulsante e che batterà forte solo per lei.
«Deve essere dura. Non hai mai sentito il bisogno di avere altro oltre al dovere?»
«È così che mi vedi? Come qualcuno che non ha altro oltre al dovere?»
«Penso che tu sia molto più di quello che lasci vedere, Tristan. E forse, se smettessi di combatterlo, riusciresti a vederlo anche tu».
«Non dovresti sforzarti così tanto di vedermi in quel modo, Izzy. Sono solo... Qualcuno che fa ciò che deve.»
«Allora sei bravo a mentire. Perché io vedo molto di più».
«Sei pericolosa, principessa».
Isabel, d'altra parte, non ha che un desiderio: poter essere libera di scegliere, di fare la sua vita libera dalle decisioni che gli altri prendono sempre per lei ed essere amata per davvero.
«Ogni volta che penso a quello che mi aspetta, sento come se stessi affondando. Voglio essere vista. Voglio qualcuno che mi guardi e veda me, non una promessa, non un dovere. Voglio essere amata per quella che sono, non per quello che rappresento».
Un amore proibito, che Tristan inizialmente tenta di reprimere con tutte le sue forze per via del suo senso del dovere e per il rispetto verso l'uomo che lo ha cresciuto, che gli ha dato uno scopo, anche se lo ha privato dell'affetto di una famiglia.
L'amore, però, non può essere soffocato e ben presto sarà impossibile, per entrambi, negare a se stessi ciò che provano.
Il desiderio di rubare alla vita qualche momento da passare insieme, prima che tutto cambi irrimediabilmente, li rende incauti e li porterà verso quello che apparentemente è l'inizio della fine.
«Questa è la tua scelta, Izzy. Una notte. Solo noi. Prima che tutto cambi per sempre.»
Ma loro non sanno quanto effettivamente quella scelta, quel momento, cambierà le cose.
Una fuga, un rifugio, un assaggio di quello che potrebbe essere vivere il loro amore, nonostante il pericolo, nonostante la paura.
«Non so se sto scegliendo te... O se sto perdendo me stesso. Ma so che non ti lascerò. Nemmeno se questo significa perdere tutto il resto».
Una promessa solenne, una dichiarazione più o meno velata di quel potente sentimento che tiene in ostaggio il suo cuore, facendo vacillare tutte le sue certezze, tutto ciò in cui ha sempre creduto, tutto ciò che è sempre stato.
Una promessa che Tristan sarà costretto a infrangere per proteggerla, nonostante l'unica cosa che vorrebbe è stare con lei e godere del suo amore.
Poi, il caos finale. Uno dei momenti più intensi dell'intero libro. La resa dei conti.
Il destino di Izzy e Tristan sembra ormai segnato, inevitabile e lui è pronto a tutto, anche a dare la sua vita per lei.
«E mentre attendo il mio destino, so che l'unico dovere che riconosco è quello di amarla».
Poi, però, quella che apparentemente era l'ennesima pedina messa sulla scacchiera da Marcus, stravolge ogni cosa, concedendo ai due innamorati la possibilità di essere liberi dalle catene che li imprigionavano, liberi di amarsi.
Se come me amate i retelling, non fatevi sfuggire quest'occasione e andate a leggere questa storia.
Tornando a Desire, posso dire che la storia di Izzy e Tristan mi ha catturata sin dalle prime pagine, catapultandomi nel loro mondo, permettendomi di accompagnarli nella scoperta dei loro sentimenti e in tutte le vicende scatenate dal loro amore proibito.
Ho amato i loro battibecchi, il modo in cui si stuzzicavano a vicenda, sfidandosi costantemente, l'esasperazione di Tristan per l'atteggiamento ribelle di Izzy, che poi si è trasformata in molto altro.
Così come ho amato il cambiamento di Tristan, il modo in cui è riuscito a superare tutti i duri principi con cui era stato cresciuto, ammorbidendosi e cedendo alle emozioni, che aveva sempre ritenuto una debolezza, perché così gli era stato insegnato.
I momenti di tensione mi hanno tenuta incollata alle pagine e devo ammettere che la scena finale dell'ultimo capitolo prima dell'epilogo mi ha lasciata per un attimo a bocca aperta. Forse era prevedibile, in un certo senso, dato ciò che l'autrice stessa ha scritto nella premessa (la possibilità che ha voluto dare ai suoi protagonisti) e considerando anche il personaggio che ha ribaltato la situazione, la sua personalità, ma mi ha comunque lasciata sorpresa per un attimo.
Unica pecca, per me, alcune parole o espressioni ripetute forse troppo spesso nel corso della storia, che mi davano l'impressione di leggere una parte già letta.
Ma, a parte questo, mi è piaciuto davvero tanto e non posso fare altro che consigliarvelo.