Raffaella Bossi, con la sua solita ironia, firma un nuovo e irresistibile capitolo della serie Delitti e Profumi. Tra intrighi, battute fulminanti e un'umanità tanto imperfetta quanto affascinante, questa indagine vi terrà con il fiato sospeso... e il sorriso sulle labbra.
Quando Mauro Boccoli, un dentista con una reputazione non proprio sterile, viene trovato morto nel suo studio, il commissario Di Stefano, la sua squadra e la PM Burigana si trovano a indagare su un omicidio che puzza, letteralmente, di letame. Tra un passato di vicini esasperati, collaboratori sfruttati e un’azienda agricola che nasconde più segreti di quanti ortaggi coltivi, il caso prende una piega inaspettata. Ad aiutare gli inquirenti, l'immancabile presenza dei Segugi. Agata, il naso, l’architetto Brambilla, lo psichiatra Tiresia e Fracas, arguto come sempre, tra bracioline e polpette al sugo, conducono un’indagine parallela e sembrano sempre avere il tempismo giusto per trovare un dettaglio mancante e l’essenza perfetta. Riusciranno i nostri eroi a sciogliere i nodi di una rete di avidità, arroganza e concimi sospetti? O il motivo della morte di Boccoli rimarrà sepolto sotto una montagna di bugie?
NB: recensione che vale per la serie nel suo complesso. Gialli leggeri leggeri con personaggi che più che personalità hanno ruoli, e che infatti vengono spesso definiti "la legge" o "la giustizia" o "l'architetto". Niente di straordinario, ma l'ascolto è piacevole grazie soprattutto alle lettrici (purtroppo non è sempre la stessa, il che stranisce un po', ma sono entrambe brave). L'autrice ha una passione per i profumi, evidentemente, ma nella logica dei racconti "il naso" è il personaggio più inutile, infatti ogni suo intervento viene reso necessario ma secondo me è uno dei punti deboli del racconto. Molto perplessa dalla commistione tra personaggi fittizi e personaggi reali del mondo della profumeria, avrei evitato anche perché non porta nulla al racconto.
Dentista fragrante chiude, almeno per ora, questa saga con gli stessi protagonisti, confermando tutti gli elementi che mi hanno fatto affezionare a questa serie. La scrittura resta scorrevole, piacevole e mai banale, i personaggi continuano a essere il vero cuore della storia e leggere un nuovo capitolo è un po' come ritrovare dei vecchi amici.
Anche questa volta l'indagine è costruita con cura e riesce a mantenere viva la curiosità fino alla fine. Se devo trovare un piccolo limite, è che il lettore ha poche possibilità di arrivare autonomamente alla soluzione: gli indizi decisivi vengono svelati solo al momento della rivelazione finale, rendendo il mistero più qualcosa da seguire che da risolvere insieme ai protagonisti.
Pur essendo una lettura molto piacevole, è forse il volume che mi ha colpita meno dell'intera saga. Non manca nulla di ciò che ha reso questa serie così godibile, ma mi è rimasto meno impresso rispetto agli altri libri.
Nel complesso, però, resta un'ottima conferma: una saga che consiglio a chi cerca gialli leggeri, ben scritti e popolati da personaggi che, libro dopo libro, diventano il vero motivo per cui si continua a leggere.
Terribile. Non tanto la storia, quanto la scrittura: pronomi sbagliati, quel vizio fastidioso di usare gli articoli davanti ai nomi propri anche nella narrazione e non solo nei dialoghi. Per non parlare degli stereotipi e dei luoghi comuni. Peccato.