C'è un desiderio che ci accomuna tutti, per i motivi più profondi e diversi: è l'irresistibile sogno di scrivere. Lo conosce bene Roberto Cotroneo, scrittore e critico letterario, che da vent'anni questo sogno lo legge nello sguardo dei suoi allievi dei corsi di scrittura creativa. Ma come nasce? E quali regole bisogna seguire se lo si vuole realizzare? In questo libro troverete una risposta. O meglio, un percorso possibile alla ricerca della propria voce (letteraria) più autentica e vera. Troverete la cassetta degli attrezzi di un autore che da anni si interroga sui processi creativi e sui percorsi della scrittura. Per Cotroneo tutto ha origine in un intimo ricordo d'infanzia. Alcune pagine strappate da un quadernetto a righe e ricoperte di parole, scritte da bambino, armato di una bic blu, contro il giudizio del padre, su un luogo mai visto ma solo immaginato. Come gran parte dei luoghi letterari, del resto. Pagine mai più ritrovate, poi, negli anni, ma sempre inseguite, nella vita di scrittore e nel ricordo. Tra i molti consigli che troverete in queste pagine, dove le lezioni di Calvino, di Eco, di Kundera, si intrecciano con analogie impensate tratte dalla pittura di Rembrandt, Cotroneo ci insegna la cosa forse più importante. Che si scrive (anche) per vivere più a fondo. Ma soprattutto che scrivere è forse l'unico modo per far germogliare nel mondo tutte le vite che potremmo vivere.
Sono nato ad Alessandria il 10 maggio 1961, dopo gli studi di filosofia e pianoforte ho iniziato giovanissimo la carriera giornalistica. Prima sull’Europeo e poi dal 1987, chiamato da Giovanni Valentini alla redazione del settimanale L’Espresso, giornale dove ho lavorato per 16 anni. Dal 1993 al 2001, sotto la direzione di Claudio Rinaldi, sono il responsabile delle pagine culturali e per più di un decennio uno dei critici letterari del settimanale. Sono stato editorialista di Panorama e dell’Unità. Tra il 1988 e 1989, con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto ho scritto stroncature letterarie per l’inserto culturale del Sole 24 Ore. Ho condotto per alcuni anni la Mezzanotte di Radio Due, e nel 2010 il programma sul cinema indipendente de La7: La 25ª Ora. Dirigo la Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma, e i master creativi della Luiss (Luiss Writing School, Master of Art, Master of Music). Ho una rubrica settimanale su Sette del Corriere della Sera, “Blowin’ in the Web”, e pubblico recensioni sul Messaggero. Vivo a Roma e ho due figli.
Un manuale di scrittura che in realtà è un dialogo con il lettore su che cosa significa e quale funzione ha la letteratura. Dal talento al labirinto, dalla trama ai luoghi alle menzogne e all'ingranaggio dello scrittore si ritrovano anche gli scrittori amati, i personaggi e anche le antipatie culturali del Cotroneo, del suo giudizio diretto competente e mai banale sul mondo della letteratura di oggi. Utile il Breve dizionario delle cose da sapere che chiude il libro, un vero e proprio vademecum per giovani e meno giovani esordienti.
Senza aridi tecnicismi l' autore cerca di trasmettere l' amore per la scrittura. Consiglia giustamente un approccio umile ma necessario. Per me il libro è stato interessante e utile e mi ha fatto voglia di leggere un romanzo dello stesso.
"in un mondo dove si guarda soltanto avanti, loro, i visionari, sanno guardarsi attorno, sanno vedere anche ai lati della strada, e sanno voltarsi indietro. Scrivere è un affare per visionari" . Un saggio sulla scrittura che è anche un diario personale in cui spicca l'amore viscerale per questo sogno - scrivere - che è prima di tutto una necessità che accomuna l'uomo di ogni tempo. Non un manuale per comporre un romanzo di successo - scopriremo che non c'è una formula esatta per un buon libro e che spesso la fama è nemica della qualità del prodotto - ma una chiacchierata appassionata con chiunque abbia mai anche solo vagheggiato di scrivere. Con ironia e cuore aperto Cotroneo si addentra nei dubbi e nelle paure che fanno da ostacolo a ogni aspirante autore e delinea consigli e suggestioni per superare la fantomatica fobia della pagina bianca, ricordando che per scrivere "non è mai troppo tardi, non è mai troppo difficile. Dipende solo da voi".
Finora il più bel libro sulla scrittura che abbia letto. Non sapevo chi fosse l’autore, l’ho preso quasi per caso in libreria. Per fortuna. È un libro stupendo, scritto molto bene, tra l’altro. Rende benissimo cosa significa, anzi, qual è il senso ultimo dello scrivere, rende tutta una passione di vita che sembra quasi possa liberare, assolvere l’individuo. Fargli trovare il suo senso. La scrittura giustamente indicata come qualcosa di primariamente personale, intimo, che non deve per forza essere condiviso: bisogna scrivere in primis per se stessi. Bisogna trovare la propria voce, indipendentemente dall’uso che se ne fa, privato pubblico, e dall’influenze che si hanno. La scrittura, come una catarsi, come un’autoispezione. Da rileggere certamente, poiché far germogliare emozioni speciali anche in terreni aridi come il mio.
In un mondo in cui chiunque non fa altro che ripetere quanto sia difficile, se non impossibile, pubblicare, il libro di Cotroneo ci riporta sui giusti binari e da la giusta spinta e l'entusiasmo per scrivere per il solo piacere di raccontare.
Le pubblicazioni, le presentazioni, la celebrità, vengono dopo, l'importante è riuscire a soddisfare quel bisogno interno, quell'impulso che ci porta a fissare su carta (o bit) emozioni e storie, nostalgia e ricordi perché la vita non sfugga e resti in qualche modo una traccia di noi, delle nostre emozioni e del vissuto.
Alla fine del libro si trova un utile dizionario che offre qualche consiglio un po' più pratico. Personalmente, l'ho trovato di ispirazione, ma se cercate un manuale di scrittura (creativa o meno) non è il libro per voi.
Non il solito libro sulla scrittura. Nessuna regola, nessuna rigida fissità. L'autore danza fra le caratteristiche della scrittura facendo cadere miti (spesso portati avanti da coloro che devono vendere corsi di scrittura creativa) e dissacrando luoghi comuni. Tutti possono scrivere, se vogliono.