Undici sono i racconti che compongono questa raccolta, undici racconti ambientati a Napoli e nella sua sterminata periferia. Undici storie tutte al femminile, rubate alla cronaca, alla strada, alla vita, che ci svelano frammenti inaspettati di una realtà poco conosciuta e poco raccontata. Una scrittura nitida, secca, realista, in grado di trasformare la brutalità dell’esistenza di ogni giorno in una narrazione densa e trascinante.
«Eravamo importanti. Rispettati. Si mettevano appaur''e noi. E dove andavamo, le porte si aprivano. Era 'na bella vita quella. Anche se cominciavano i problemi. E ogni tanto ci scappava il morto ammazzato. Sandro diceva che chi tradisce è un infame ed è giusto che deve pagare. Che se ti fai vedere debole poi hai finito di fare. Io non ci pensavo a quello che capitava. Tenevo a Diego da crescere. E la bambina che stava per arrivare. Perciò troppe domande non me le facevo. Solo dopo ch'è successo il fatto di Sandro ho cominciato. Non tutti i giorni. Ma ogni tanto mi capita. Di sera soprattutto. Quando si fa notte. E giù alla strada si sentono le voci. Le risate. I motorini che passano. Era così quella notte. La finestra stava aperta, per il caldo. Sentivo i rumori che venivano da fuori. E poi di colpo tre botte. Secche. Parevano i fuochi d'artificio. Erano durate troppo poco per essere i fuochi. Mi sono alzata. Sono andata vicino alla finestra. Mi sono affacciata. Giù per la strada non ci stava più nessuno. Pareva che tutti quanti s'erano annascosti da qualche parte. Intorno ci stava solo il silenzio. Un silenzio che non l'ho mai più sentito uguale a quella notte. Io, non lo so perché, subito ho pensato a lui. Ho pensato che gli poteva essere capitato qualcosa. Qualcosa di brutto. Di brutto assai.»
5 ⭐️ Undici storie di donne ambientate a Napoli e provincia che raccontano una condizione umana e sociale dei nostri tempi. Questo libro è un po’ considerato il seguito di “Dieci”. L’ho trovato perfetto ancor più del primo.
Frammenti di vita quotidiana di donne raccolti in storie ambientate a Napoli e dintorni dal sapore decisamente amaro. Alcuni di questi racconti prendono spunto da fatti di cronaca come "La sedia" o " Il matrimonio" ...
Arrivo davanti alla porta rossa. Cerco nella tasca la chiave. La infilo nella toppa, giro, apro la porta. Resto per qualche secondo in piedi sulla soglia, al buio. Sento ancora l'odore del sigaro. E anche un poco del suo dopobarba. Sì, lo so che ormai, dopo ventidue anni, gli odori si sono dispersi. Però è come quando uno perde una gamba e continua a sentire quella gamba che non c'è più. Si chiama sindrome dell'arto fantasma. E io si vede che tengo la sindrome dell'odore fantasma.
Undici storie tutte al femminile, ambientate ancora una volta a Napoli e dintorni. Una scrittura precisa, lucida che sembra una sceneggiatura cinematografica. Storie di brutale quotidianità, alcune di coraggio tutto al femminile, altre di non accettazione della realtà fatta di camorra, di disagio sociale e di abbrutimento lavorativo o anche solo di devastante malattia che è l'Alzheimer. Undici figure di donne che sono figlie, madri, mogli, vedove, schiave o anche solo "donne". Spesso sole o che vorrebbero esserlo visto di che pasta sono fatti i loro uomini: ragazze illuse con pochi lustrini o figlie che capiscono cosa sia la tragica realtà della propria casa e il potere esercitato da un camorrisra grazie alla posizione di una sedia, inamovibile, per il parcheggio riservato.