Il romanzo dell'età del bronzo
Come quasi tutti, ho letto Iliade ed Odissea a scuola. Allora era una pietra miliare della formazione classica e come tale si studiava. Achille, Patroclo, Ulisse, Ettore erano personaggi letterari sui quali, ai tempi, non ho riflettuto più di tanto, poichè il dubbio sull'esistenza di Omero aggiungeva leggenda a leggenda.
Ripensandoci dopo, ho realizzato che erano guerrieri dell'età del bronzo e che l'Iliade, a poterla interpretare correttamente, ci offriva un importante documento sulla vita e i valori in Grecia e in Anatolia in un periodo preclassico, del quale non ci sono testimonianze greche scritte. La storia dell'Uomo nel periodo pre-storico mi ha sempre affascinato, proprio per la mancanza di documenti che la definiscano.
Il primo motivo d'interesse di questo saggio sta nell'aiutare il lettore a inquadrare il racconto di Omero in una dimensione storica. Per esempio, per quanto la figura di Omero sfumi nel mito, la città, le usanze, le navi, la guerra che descrive sono considerate attendibili, nonostante i 500 anni fra gli avvenimenti e la scrittura dell'opera: questo perchè il racconto orale, in un'epoca in cui la conoscenza non poteva essere trasmessa in altro modo, era tenuto in grande considerazione e veniva riportato con grande attenzione.
Mi ha anche sorpresa che la verosimiglianza delle cose narrate sia supportata dal confronto coi documenti Egizi e Ittiti contemporanei alla guerra di Troia.
L'autore chiarisce che la durata della guerra fu molto più breve di 10 anni, dato che non sarebbe stato possibile sostenere gli eserciti, nè spostare i capi di stato greci dalle polis per un tempo così lungo senza perdere il potere. La guerra serviva probabimente (come molte altre) a distrarre l'attenzione del popolo dalle turbolenze interne e inoltre a saccheggiare una città di grande ricchezza, posta strategicamente sulla via del commercio fra il mar Nero e il Mediterraneo. Non ci fu un cavallo di Troia, ma è molto probabile che i Greci siano entrati a Troia con l'inganno.
I nostri eroi omerici erano predoni che si spartivano bottino e donne, non i primi e neanche gli ultimi, basti pensare alle Crociate, che ebbero vari diversivi, fra i quali i sacco di Praga e quello di Costantinopoli.
E' strano pensare che una delle opere più importanti della classicità che si studiano a scuola sia questa storia di stragi, bambini buttati giù dalle mura, cadaveri trascinati per chilometri.
Nonostante questo, vorrei rileggere Iliade ed Odissea per rinfrescare l'impressione che ne ho avuto da ragazzina.