Anno Domini 1321. Da Avignone, il Papa ha ordinato di abbattere la famiglia dei Visconti di Milano, prima sostenitrice dello scomunicato re di Germania. Nella Lombardia lacerata dall'odio tra fazioni e oscurata dall'ombra dell'eresia, vivono tre giovani di ceto quanto mai diverso: Azzone Visconti ha un carattere mite e sensibile, difetti imperdonabili per l'erede della potente signoria di Milano. Jacopo de Apibus ha una strana malattia: due ore di sonno al giorno gli bastano, e la notte ha molte sorprese in serbo per lui. Nera da Vertova è una ragazza povera che ama leggere, e che in mezzo alla brutalità e alla violenza dei suoi tempi vorrebbe solo una vita di pace. Tre esistenze separate ma legate dal destino, che stanno per essere investite da un fiume di eventi che le segnerà per sempre e cambierà il corso stesso della Storia.
Livio Gambarini is a philologist and editor, teacher at the creative writing course "Il piacere della scrittura" at the Catholic University of Sacred Heart in Milan (Italy). His works cover a large array of genres, both speculative and realistic, often involving italian Middle Age history.
Livio Gambarini è filologo, editor e insegnante al corso di Alta Formazione "Il piacere della Scrittura" all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi lavori spaziano dal romanzo storico al fantasy e spesso si focalizzano sulla divulgazione del medioevo italiano.
Un bel romanzo storico, primo libro di un autore che ho scoperto lo scorso anno per un fantasy storico ambientato nella Firenze rinascimentale.
Qui invece Livio Gambarini ci porta a spasso per l'Italia del quattordicesimo secolo, tra la Milano dei Visconti, Bergamo e le sue campagne, Lucca e le guerre contro Firenze, e Roma. Un periodo storico emozionante e avvincente, dove certo non sono mancati intrighi, guerre e grandi passioni. Un periodo nel quale si muovono i tre protagonisti del libro, tutti enormemente diversi tra loro.
Abbiamo Azzone Visconti, primogenito del Visconti in carica alla guida di Milano, intento a dimostrare il proprio valore sui campi di battaglia, nel contesto delle infinite guerre tra guelfi e ghibellini; abbiamo il bergamasco Jacopo, colto studioso maledetto da sempre con una peculiare assenza di sonno che lo spinge ad avere una seconda vita notturna; e infine la povera Nera, una ragazzina di un paesino anonimo, figlia di un tintore di stoffe, che rimasta orfana raduna attorno a sé altri orfani per continuare il lavoro paterno.
Tre storie all'apparenza distinte ma che ovviamente si intersecheranno sempre di più.
Premetto che quando è saltato fuori il condottiero lucchese Castruccio Castracani il mio giudizio è andato in vacanza al mare lasciandomi preda dell'orgoglio campanilistico. Comunque il libro è scritto molto bene, le storie scivolano via senza intoppi e senza grandi forzature, il ritmo è buono e il contesto, beh, il contesto meriterebbe che ci fossero molti libri di questo tipo per far conoscere maggiormente il nostro passato. L'unica cosa che mi ha lasciato un poco perplesso è l'elemento soprannaturale.
Che lascia un po' interdetti nel caso di Nera, con quegli accenni di poteri, ma crea più che altro confusione per Jacopo, quando comincia a vedere mostri e visioni, sensi di colpa divenuti reali. A parte questo direi che non trovo appunti da fare al libro, e sono contento di poter dire che l'opera prima di Gambarini era già un bel libro, e proseguendo si è migliorato.
Avevo scoperto Gambarini in una raccolta di racconti e mi aveva colpito per la scrittura fluida e divertente. In questo romanzo non c'è nulla di divertente, ma si rimane colpiti ugualmente per il ritmo della narrazione, lo sviluppo delle linee di trama e la profonda conoscenza del periodo storico. L'autore non nasconde affatto la sua passione per la filologia, intridendo con naturalezza dialoghi e descrizioni di termini dell'epoca senza tuttavia eccedere al punto da rendere difficile la lettura (c'è da dire che se avessi notato prima che c'era un glossario in fondo al libro, avrei perso meno tempo a cercare i termini meno intuibili, primo fra tutti l'onnipresente "biavo"). La storia intreccia i destini di personaggi storici (Azzone Visconti è uno dei tre protagonisti) e inventati, inserendo i fili di trama all'interno di avvenimenti realmente accaduti: non cambia nulla dal punto di vista del lettore, perché tutto è ben amalgamato senza soluzione di continuità, ma alla fine dell'esperienza è difficile resistere alla voglia di andare a controllare dove finiva la Storia e iniziava la fantasia dell'autore. Il che, per carità, è solo positivo. In generale questo romanzo non fa che confermare che il Medioevo italico può essere una fucina inesauribile di ambientazione, spunti, storie e chi più ne ha più ne metta, per qualsiasi tipo di narrazione: dal semplice romanzo storico al gotico all'horror al fantasy e via dicendo. Un patrimonio letterario da sfruttare con cognizione...
La storia è ambientata in Italia nel XIV secolo e racconta le avventure di tre personaggi principali, Jacopo, Azzone e Nera che si intrecciano con la situazione politica di quell'epoca. Oltre al massimo coinvolgimento nelle vicende dei personaggi, sottolineo che il libro è scritto davvero bene: una proprietà di linguaggio, sintassi e termini antichi che però non intaccano in alcun modo la la lettura, che rimane scorrevole e davvero piacevole. Consigliatissimo!
Un libro divertente, che scorre rapido e veloce, ferocemente italiano. Presente qualche anacronismo, ma riesce ad uscire dalle solite figure retoriche e ad intrattenere, in particolar modo per i personaggi principali, descritti in modo magnifico.
Ho messo pochi libri in valigia e sono durati meno del previsto, dopo tutto le giornate erano piovose. Sono finito in missione di ricognizione per scorte di libri in una piccola libreria di provincia e davvero pensavo di non trovare nulla di buono od originale... E invece eccolo qua, un libretto di buona fattura con una copertina che fa faville (letteralmente) e una presentazione che sembra proprio invitante! Non ho mai sentito questo autore e chiedo lumi al vecchio libraio del paesino. Naturalmente informato come ti aspetti che sia da un tipo che fa quel mestiere da una vita ed è il baluardo della cultura nei dintorni... Mi ha spiegato che è un giovane scrittore che si sta facendo strada e che merita di essere tenuto d'occhio, così ho deciso di acquistare il libro. Si tratta di un romanzo storico che ha la capacità di sorprendere per la chiarezza dello stile con una rilevante dose di controllo e bravura nell'inserire le vicende di propria invenzione all'interno del quadro degli eventi storici del perioso. Devo dire che l'autore L. Gambarini ci ha azzeccato in pieno e non solo, ha fatto pure centro, nel vestire i panni dello scopritore di un'epoca storica che mi pare inedita o quasi. Ha scelto con intelligenza frugando il mazzo delle possibili ambientazioni e ha tracciato con pochi schizzi un affresco che definirei compiuto e perfino con una certa eleganza! Insomma, tenetelo a mente perchè potrebbe essere una promessa tra i giovani e largo ai giovani che hanno talento!
Le colpe dei padri è uno di quei romanzi capace di farti immergere completamente nel suo periodo storico. Le immagini sono vivide e il mondo respira oltre la pagina, oltre il qui e ora, mostrando una realtà diversa da quella odierna senza estraniare il lettore. Essendo il romanzo d'esordio dell'autore, comunque, è ovvio ci siano alcune imperfezioni qua e là. In particolare, la storia dei tre protagonisti appare poco coesa e, per gran parte del libro, non si capisce bene dove vuole andare a parere. Malgrado ciò, la lettura è avvincente e non annoia mai, mantenendo sempre un altissimo valore divulgativo sulle materie trattate. Inoltre, da questo libro in poi, Gambarini (di cui ho letto tutti i romanzi successivi) ha fatto passi da gigante, e anche solo il prosieguo della trilogia: "I segreti delle madri", è una fantastica lettura che porta la storia di Jacopo, Azzone e Nera in una direzione che ho apprezzato molto. Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del romanzo storico!
Le Colpe dei Padri, romanzo d'esordio di Gambarini, è un trhiller storico ambientato nel '300 lombardo, a cavallo tra Milano, Bergamo e i loro dintorni. La storia segue tre personaggi, quanto mai diversi tra loro: Azzone Visconti, erede della Signoria di Milano, Jacopo de Apibus detto Crotto, un magister che si scopre avventuriero e Nera da Vertova, una ragazzina del popolo delle valli bergamasche. Tre storie intrecciate in un thriller con lo sfondo il conflitto tra guelfi e ghibellinni, la discesa dell'Imperatore in Italia e la lotta alle eresie. Ricostruzione storica, stile immersivo e trasparente, intreccio ben studiato e incalzannte si profilano già nel suo esordio come un punto cardine di quello che si svilupperà come l'ottimo stile di Gambarini in tutti i suoi lavori successivi
Il romanzo e' ambientato nella Lombardia del '300. Le scene, ben ricostruite con una ambientazione curatissima, si sviluppano nella cittadina di Vertova, Bergamo e nella Milano dei Visconti. Tre storie, tre personaggi che pian piano si scoprira' hanno a che fare tra loro. Lo sforzo di mostrare, di non fare riassunti non immersivi e' ben presente e funziona bene. E' il linguaggio che non mi ha convinto del tutto, a tratti pesante, poco flluido, forse figlio di una scrittura ancora acerba. Infatti nel secondo volume migliora in modo evidente.
Accattivante e fedele al punto giusto, ho amato l'ambientazione come non mai, e da brava bresciana non ho potuto che sorridere ai vocaboli bergamaschi inseriti. Gambarini non ne sbaglia uno 🙌
Libro molto bello, all'inizio un po' lento, ma quando sono iniziati i vari intrighi e collegamenti è diventato molto scorrevole. La precisione nei dettagli mi è piaciuta particolarmente.
Un romanzo storico molto buono e che vale la pena di leggere. Emerge l'ottima documentazione sul periodo in questione senza nulla togliere alla fruibilità del romanzo. Avrei apprezzato un espediente narrativo migliore nel capitolo in cui Azzone Visconti lascia gli alloggi toscani per mettersi in viaggio: l'impressione è che il plot subisca una brusca accelerazione.