Irene ha ucciso, forse. Ne è convinto il tribunale che l’ha condannata a quindici anni di detenzione, ne era convinta l’opinione pubblica anche prima che la sentenza venisse pronunciata, e persino lei si ritiene colpevole benché la sua memoria di quel giorno sia molto sfocata. Del resto Irene aveva il migliore dei moventi, dato che la ‘vittima’, se così si può chiamare, era l’assassino di Giulio, suo figlio. Caso chiuso. Ora, scontata l’intera pena, la donna è di nuovo libera e può provare a ricostruirsi una vita nella sua città, Genova. Vorrebbe cancellare tutto, a partire da Stefano, l’ormai ex marito, ma una serie di lettere anonime le ricorda ogni giorno ciò che ha fatto. Se la prima è una crudele provocazione, le successive sembrano opera di qualcuno in possesso di informazioni che potrebbero riscrivere il passato e raccontare tutta un’altra storia. Ma come può fidarsi? Se questa persona sa davvero qualcosa, perché non esce allo scoperto? E siamo sicuri che di fronte alla verità sia sempre un bene tenere gli occhi aperti? Con una magistrale gestione dei personaggi e dei colpi di scena, Maria Masella ci mostra quanto il noir, apparentemente vincolato a regole inviolabili, possa rivelare sempre nuove possibilità narrative nel rappresentare i chiaroscuri degli esseri umani e della società.
Maria Masella torna con un noir di straordinaria intensità emotiva, confermandosi come una delle voci più autentiche del crime genovese. Il romanzo, in uscita il 25 marzo 2025 per Salani Editore, ci trascina nelle ombre della memoria e della colpa, esplorando le sfumature della giustizia e della verità soggettiva.
Irene ha ucciso, forse. Il tribunale l’ha condannata a sedici anni di carcere per aver tolto la vita a colui che lei ha creduto essere l’assassino di suo figlio, Giulio. L’opinione pubblica l’aveva già giudicata colpevole ancor prima della sentenza, e persino Irene ha accettato la propria condanna, pur senza avere un ricordo nitido di quel giorno. Ora, scontati quindici anni, tenta di ricostruire la sua esistenza a Genova, lontana dal passato e dall’ex marito Stefano. Ma il passato non la lascia andare: una serie di lettere anonime la costringe a rimettere in discussione ogni certezza. Se inizialmente sembrano solo una crudele provocazione, ben presto si rivelano messaggi da qualcuno che sa più di quanto dovrebbe. Ma è possibile fidarsi? La verità merita sempre di essere conosciuta?
Con una scrittura raffinata e un ritmo incalzante, Maria Masella ci regala due personaggi indimenticabili: Irene e Jansen, l’assassina e colui che cerca la verità. Figure dolenti che si insinuano nel cuore del lettore. Le loro giornate sono scandite da eventi quotidiani, apparentemente banali, ma in realtà intessuti di indizi che pian piano ricompongono il puzzle di ciò che è accaduto tanti anni prima. Il mistero si svela poco alla volta, attraverso piccoli dettagli, sguardi e frammenti di ricordi sfocati.
La forza del romanzo risiede anche nella costruzione dei comprimari, descritti con magistrale profondità: dall’ex marito Stefano e la sua amante, alla famiglia Nicetti, la vice questore Marras, fino ad Ana, la coinquilina di Irene. Ognuno di loro contribuisce a dipingere un affresco vivido e credibile, con le sue luci e le sue ombre.
Maria Masella dimostra ancora una volta come il noir possa reinventarsi, superando le convenzioni del genere per esplorare territori narrativi sempre nuovi. Un romanzo che scava nell’animo umano e nelle contraddizioni della giustizia, lasciando il lettore con un’unica domanda: siamo davvero sicuri di voler sapere tutta la verità?
Un delitto "risolto", un suicidio inaspettato, l'omicidio di un ghost writer: tutto è collegato ma in che modo? Piacevole lettura, per alcune ore mi sono immersa in una bolla (ed essendo a Genova è stato ancora più facile).
Se ce ne fosse bisogno, ma non ce n’è ormai da molto tempo, con questo libro la Masella si conferma ancora una volta una delle migliori scrittrici di thriller del panorama italiano oltre che in campo femminile anche in quello maschile. Una storia costruita con grande sapienza e scritta benissimo, dove tutto quello che succede ha un perché e contribuisce a creare uno scenario che va a ricomporsi pezzo per pezzo, un po’ alla volta, per arrivare al finale che, raccogliendo tutti i fili sparsi nel corso della vicenda, risulta valido e chiaro pur nella durezza di quanto accaduto. Alla fine, tutti i vari personaggi si delineano perfettamente pur manifestandosi man mano ed è come se si passassero il testimone durante il racconto. La storia di “Irene l’assassina” non è di certo facile da digerire, un malsano senso dell’amore, coniugato in forme diverse e alimentato dalla malvagità, l’opportunismo, l’invidia e quanto altro di peggio può produrre l’animo umano, si racchiude in accadimenti che si concatenano tra loro per determinare la storia di una donna che subisce un dolore infinito che l’accompagnerà per sempre. Ogni singolo personaggio è inquadrato esattamente e lo scorrere della storia lascia anche l’amaro in bocca per quella crudeltà armata di folle razionalità capace di distruggere l’esistenza di più persone. Alla fine sulla ribalta restano dei personaggi che, all’apparenza inizialmente marginali, riescono a diventare protagonisti indiscussi e per i quali spero di poter leggere in futuro tante altre avventure. Imperdibile e non c’è altro da dire.
Maria Masella, straordinaria scrittrice genovese che mi onora della sua amicizia e della quale ho recensito varie opere. ha colpito ancora, è riuscita a fare centro con questo suo libro più recente che ho letto in un soffio nonostante la mole e che mi ha appassionato, avvinto, emozionato e commosso. Semplicemente perfetta la caratterizzazione di Irene, la protagonista, una giovane donna che ha scontato quindici anni nel carcere femminile di Pontedecimo e che prova a vivere, seppur con difficoltà e disagi, una nuova vita. Incontrerà tanti/e persone che appartengono al suo passato, cercherà di capire cosa sia successo all’epoca ma…non vi anticipo cosa accadrà. Superlativamente brava Masella nella descrizione dei/lle tantissimi/e co-protagonisti/e, da Stefano a Jansen, dalla famiglia Nicetti a Elsa, dalla vicequestora Marras (la mia preferita) al giornalista Larcella, dal collaboratore Cerutti allo psicologo Parenzo, ognuno/a di loro è un unicum: standing ovation! E Genova con i suoi dintorni è sempre la superba ambientazione che Masella descrive dettagliatamente con profondo affetto: bravissima!