C’è un delitto che sembra un suicidio ma quando la polizia arriva sul posto, Lolita si accorge dell’enorme e quasi sconcertante somiglianza tra lei e la vittima: Margherita, una dirigente di banca caduta dal balcone di un palazzo in circostanze tutte da chiarire, come suggerisce l’infallibile intuito della commissaria.
La donna, separata da un marito che detestava la moglie, (spendacciona e scialacquatrice, acquirente compulsiva di capi firmati, borse griffate, scarpe costosissime), anche se sospettato non sembra il colpevole dell’ennesimo femminicidio, come anche il dottor Introna, capacissimo medico legale, afferma.
Mentre le indagini procedono senza veri risultati apprezzabili, Lolita, che dopo aver lasciato l’amato commissario Caruso, trasferito a Manfredonia, intraprende una relazione con un avvocato barese, pur se poco convinta; la magistrata Marietta, amica del cuore, la esorta a distrarsi, in fondo è capodanno, ma Lolita intuisce che c’è qualcosa che non va nella storia di Margherita, un tarlo che la divora.
Presto si scoprirà che la donna misteriosa, che ha fatto operazioni avventate nella filiale della banca che dirige, contraendo enormi debiti, ha molte cose da nascondere e molte relazioni tossiche.
Ma la vera sorpresa sarà un'altra, che andrà a colpire nel profondo le certezze della Lobosco: impossibile svelare di più, ma impossibile non aspettare con ansia il prossimo romanzo per scoprire come andrà a finire...