الكتاب تسجيل لرحله الكاتبه الايطاليه آنى فيفانتى لمصر فى مطلع القرن العشرين بقلمها , وتصف الكاتبه مصر والمصريين فى هذا الوقت بعيون سائح اوروبى مفتون ومعجب بما يراه ويتضح ذلك فى تفسيرها لكثير مما تراه من تصرفات الذين تعاملت معهم فى مصر كما تذكر الكاتبه لقائها بالزعيم المصرى سعد زغلول الذى تعتبره صديقها الشخصى كما تعبر عن تعاطفها مع مصر فى سعيها للتحرر من جور وظلم الاحتلال الانجليزى. ومما ذكرته المحاوله الانجليزيه للضغط على مصر لتترك مطالبها بالتحرر فى مقابل وقف الاعمال فى خزان عظيم يقام على النيل الازرق لتعطيش مصر اذا ماواصلت ثورتها وعصيانها ولم ترضخ لاراده الامبراطوريه البريطانيه العظمى - ما اشبه اليوم بالبارحه - لكتاب وممتلئ بالقصص الممتعه ووصف لشوارع والاماكن والناس واحوالهم فى هذا الزمان بما يثير فى نفس القارئ حنين الى الماضى ودهشه وفخر فى بعض الاحيان لما كانت عليه مصر فى الماضى
Anna Emilia (Annie) Vivanti (Norwood, 7 aprile 1866 – Torino, 20 febbraio 1942) è stata una poetessa italiana. Visse ed operò all'interno di varie culture e fu scrittrice eccentrica, personaggio dagli interessi multiformi, protagonista della vita intellettuale e mondana di molti paesi. Figlia di Anselmo Vivanti, patriota mantovano di antico ceppo ebraico, e di Anna Lindau (scrittrice tedesca, sorella dei celebri letterati Paul e Rudolph, d'importante casata germanica), Annie Vivanti nacque il 7 aprile 1866 a Londra, dove il padre, seguace degli ideali mazziniani, aveva trovato rifugio politico in seguito ai moti di Mantova del 1851.
Cresciuta fra l'Italia, l'Inghilterra, la Svizzera e gli Stati Uniti, dopo aver vissuto esperienze stravaganti come artista di teatro la Vivanti esordì nel mondo letterario con la raccolta poetica Lirica (Milano, Treves 1890), pubblicata in Italia con la prefazione di Giosuè Carducci, che le dette subito un vasto successo di pubblico e legò il suo nome a quello del grande poeta italiano per il quale Annie nutrì un intenso sentimento che durò fino alla morte di lui. Nel 1891 pubblicò il primo romanzo, Marion artista di caffè concerto (Milano, Galli) ma dopo il matrimonio con l'irlandese John Chartres - celebrato in Inghilterra nel 1892 - la Vivanti trascorse quasi venti anni fra l'Inghilterra e gli U.S.A., scrivendo soltanto in inglese racconti (Perfect, 1896; En Passant, 1897; Houp-là, 1897; A fad, 1899), romanzi (The Hunt for Happiness, 1896; Winning him back, 1904) e opere teatrali (That man, 1898; The ruby ring, 1900). In Italia sembrò aver lasciato la letteratura, con l'unica eccezione del dramma La rosa azzurra, rappresentato in teatro fra il 1898 e il 1899, l'unico clamoroso insuccesso della sua fortunata carriera, mai pubblicato.
Un nuovo capitolo della sua vita si aprì dopo il 1900, anche a seguito di un difficile periodo vissuto a cavallo fra i due secoli, quando la figlia Vivien - nata nel 1893 - cominciò ad affermarsi come enfant prodige del violino ed in breve divenne una acclamata celebrità internazionale. Dall'esperienza del successo di Vivien, Annie trasse motivo per un suo rilancio in letteratura, prima col racconto The true story of a Wunderkind (1905) e poi con l'opera sua più celebre, The devourers, scritta e pubblicata in Inghilterra nel 1910 e poi riscritta in italiano col titolo I divoratori (1911) con cui, dopo vent'anni, tornò a dominare il mercato editoriale italiano. Da questo momento in poi, fino alla fine degli anni trenta, Annie Vivanti conobbe un successo ininterrotto con romanzi come Circe (1912), Vae Victis (1917), Naja tripudians (1920), Mea culpa (1927); raccolte di novelle (Zingaresca, 1918; Gioia, 1921; Perdonate Eglantina, 1926); drammi (L'Invasore, 1915; Le bocche inutili, 1918); opere per l'infanzia (Sua altezza, 1924; Il viaggio incantato, 1933); réportages di viaggio (Terra di Cleopatra, 1925). Le sue opere furono accompagnate sempre da un notevole successo internazionale di pubblico e di critica, furono tradotte in tutte le lingue europee e recensite da grandi nomi della cultura quali Benedetto Croce (che le dedicò due saggi critici nel I e nel VI volume della Letteratura della nuova Italia) e Giuseppe Antonio Borgese in Italia, George Brandes, Jaroslav Vrchlický, Rado Antal e Paul Heyse in Europa.
Durante la Prima guerra mondiale, la Vivanti si impegnò a difendere la causa italiana sulle colonne dei principali giornali inglesi e nell'immediato dopoguerra abbracciò la causa delle nazionalità oppresse principalmente in chiave antibritannica, avvicinandosi sempre di più a Mussolini e al nascente fascismo. Contemporaneamente sostenne col marito - attivista sinnfeiner - la causa dell'indipendenza irlandese, impegnandosi su varie testate giornalistiche europee e facendo da assistente alla delegazione irlandese a Versailles nel 1919, dove strinse un rapporto d'amicizia personale anche con Zagloul Pascià d'Egitto.
Una nuova edizione curata nei dettagli a cura di Marialaura Simeone, che ha rivalorizzato una grande opera "Terra di Cleopatra" di Annie Vivanti. Pubblicato per la prima volta nel 1925. Non si tratta di un semplice diario di viaggio, ma di una narrazione sotto forma di reportage che inserisce elementi storici, sociali di una terra unica. Annie Vivanti parte alla ricerca di silenzio e solitudine,un viaggio ristoratore e non solo. Appena si ritrova in Egitto si sente avvolta e coinvolta da questa terra mistica. Descrizioni di un incantevole paesaggio "Soltanto a ponente, sopra il Sahara, s'apre un ventaglio verde e rosato in cui si incastra, fine gioiello, lo spicchio della luna nuova". Un viaggio alla scoperta di usi, costumi e tradizioni religiose. La donna nella sua posizione di sottomissione all'uomo. Questo è uno dei tratti su cui si sofferma l'occhio attento e riflessivo di Annie Vivanti, nonché sul colonialismo britannico. Una lettura affascinante che esprime ed evidenzia le bellezze dell'Egitto,con i suoi tratti distintivi ⭐⭐⭐⭐⭐