Breve e molto ben fatto reportage sulla Georgia contemporanea, nuova terra di emigrazione di russi, bielorussi e ucraini a seguito dell'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio 2022.
Con un'attenzione speciale alla poesia, Elisa Baglioni legge in prospettiva storica il sentimento d'esilio e la non facile convivenza tra la popolazione georgiana e le decine di migliaia di nuovi residenti in un Paese che ha verso di loro un atteggiamento ambiguo, di amore-odio, solidarietà ma anche aperto respingimento.
È un reportage soprattutto basato su interviste e incontri molto "urbani", c'è tanta Tbilisi e poca Georgia rurale (una puntatina al posticcio museo di Stalin, una nella ormai turisticissima Kazbegi), che a mio parere è invece il vero specchio del Paese.
Ricerca storica e culturale impeccabili, molto ben scritto, un unicum in italiano e assolutamente consigliato.