A Virilium, impero in declino dominato da esseri umani di sesso unicamente maschile, si svolge una guerriglia sotterranea campeggiata dai froci e dai diversi loro amici (donne, regine, fate e tanti altri) che, per mezzo di una serie di sotterfugi, tentano in tutti i modi di rovesciare il predominio d'una società patriarcale segnata dall'odio per la loro esistenza nel nome d'un mondo di libertà e di uguaglianza. I froci e i loro amici tra le rivoluzioni, utopia queer a metà tra Favola e Manifesto, offre una critica pungente al capitalismo, all'assimilazione e al patriarcato, ancora oggi particolarmente rilevante.
Pubblicato nel 1977, diventato un libro di culto nella cultura queer radicale, contro ogni forma di patriarcato.
Uno stile libero e poetico, che combina narrazione, prosa e disegni evocativi. Le illustrazioni di Ned Asta giocano un ruolo centrale, amplificando il messaggio sovversivo e celebrando la solidarietà e la gioia nelle comunità emarginate.
Un manifesto sulla resistenza e l'amore in un mondo dominato da oppressione e conformismo.
“Tutti sospirano. Sanno che senza il dono incondizionato dell'affetto tutti sono perduti. Sanno che l'amicizia liberamente offerta li tiene uniti.”
Un bellissimo inno all’amore queer in tutte le sue forme. Mi ha scaldato il cuore, ma me lo ha anche infuocato; per usare le parole di Strobilo: «ora sappiamo che se gli uomini ti danno qualcosa, non ottieni niente. Quel che vogliamo, dobbiamo prendercelo.» 🤍
𝘐 𝘧𝘳𝘰𝘤𝘪 & 𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘢𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘦 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 è una straordinaria opera pubblicata da Larry Mitchell nel 1977, in seguito all'esperienza nella comune di Lavander Hill. "In parte favola e in parte manifesto" — come scrive Morgan Bassichis nella postfazione, Mitchell racconta l'esperienza della comunità 𝘲𝘶𝘦𝘦𝘳 a cui apparteneva attraverso immagini dal tono fiabesco, ma con un chiaro sottotesto politico impossibile da ignorare. Ci sono fate, esseri ultraterreni; ma ci sono anche i 𝘧𝘳𝘰𝘤𝘪, le 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘯𝘦, le 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘪 e le 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦. Ci sono gli 𝘶𝘰𝘮𝘪𝘯𝘪, estensione stessa del regno di Virilia, un mondo patriarcale e capitalista il cui unico scopo è la distruzione di ogni cosa o persona diversa dall'uomo stesso: "gli uomini hanno bisogno dei froci e dei loro amici per sapere ciò che non sono".
Creando un'atmosfera che richiama tanto la cinematografia 𝘲𝘶𝘦𝘦𝘳 di quegli anni, Mitchell, insieme agli splendidi disegni di Ned Asta, delinea un'esperienza fuori dalle convenzioni binarie di un mondo creato a modello dell'uomo "senza colore" etero-cis.
Per quanto senza dubbio quest'opera possa risultare anacronistica per alcuni elementi, rappresenta comunque un capostipite della letteratura 𝘲𝘶𝘦𝘦𝘳, incitando a una rivoluzione interiore (ma forse soprattutto esteriore) che ancora oggi risulta più che mai necessaria.
Avrei apprezzato molto un apparato di note e commenti nel testo per comprendere meglio il contesto a cui l'opera attinge; ma sia prefazione che postfazione aggiungono elementi interessanti per la cornice del testo di Mitchell.