Dopo lo squarcio a cui abbiamo assistito alla fine del primo libro, si torna alla storia di Aiden e Julian, anche se con il cuore sofferente. Purtroppo, una terribile tragedia si presenta nel cammino di questi ragazzi, e, mentre stanno per percorrere la strada verso il loro lieto fine, qualcosa sembra impedirglielo. E questa volta rischiano davvero di lasciarsi per sempre. Aiden fa ritorno a Parigi. Julian perde il suo punto di riferimento. Un terribile ritorno potrà porre fine ai loro sogni: una presenza che appartiene al passato di Aiden, e che sembra non volersi arrendere. E che reclama il nostro protagonista inghiottendo ogni certezza e la sua forza di volontà. Questi ragazzi dovranno fare appello a tutte le loro forze per vincere ogni ostacolo e superare l’ennesima difficoltà che si è presentata sul loro cammino.
Se il primo libro era il percorso di Julian, questo analizza l’interiorità di Aiden. In questi capitoli Alexa mette a nudo tutte le debolezze del ragazzo francese, e un passato che probabilmente non è mai riuscito a superare. E ogni sua incertezza ha un nome preciso: si chiama Kyran, ed è l’ex fidanzato che non ha mai accettato la rottura con Aiden. I fantasmi di Aiden tornano prepotenti nella sua testa, tanto che non riesce più a liberarsene; nonostante la sua forza e la sue determinazione, resteranno per gran parte del libro. A dimostrazione che anche le persone più forti e determinate possono avere un punto di rottura.
Julian in questo secondo volume è il ritratto della resilienza: combatte ogni singolo giorno per il suo amore, per il suo baby, e cerca di essere forte per entrambi. Soffre, cade, si rialza e continua a combattere, per tutti e due. Ho apprezzato molto il suo comportamento, e ho visto questo percorso come una forma di catarsi dalle colpe di cui si era macchiato nella prima parte del romanzo. Non posso dire di averlo perdonato, ma devo ammettere che Juls ha usato tutte le forze disponibili per salvare un amore che sembrava cadere nelle fiamme della distruzione. Perché nella vita bisogna avere la forza di combattere per chi si ama, per riuscire a raggiungere un lieto fine che tutte le persone si meritano. In amore spesso c’è chi combatte e chi resiste, chi soffre e chi subisce, ma è solo una la cosa che conta: il cammino che si fa mano nella mano. E questi due ragazzi sono pieni di difetti e sono molto lontani da me, ma una cosa va detta: si amano con la forza e con il desiderio di due che brucerebbero il mondo per stare insieme, distruggerebbero qualsiasi cosa per vedersi felici. Ogni battaglia ha senso se ha come scopo il trionfo dell’amore.
Dando uno sguardo a questa avventura, devo dire però che avrei gradito un maggiore approfondimento del rapporto tra i ragazzi, soprattutto dopo la fine del primo volume. Aiden e Julian passano subito a una seconda fase della loro vita senza chiarirsi, senza parlare, senza urlarsi in faccia la sofferenza per quel gesto scellerato che hanno compiuto insieme. Come sarebbe bello poter commettere errori, voltare pagina, e pensare ad altro, ma tutti sappiamo purtroppo che la vita non è così. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, mi hanno insegnato al liceo. E secondo me questi ragazzi meritavano qualche momento di confronto da adulti, oltre ai sospiri e alle dolci parole d’amore sussurrate all’orecchio. Per riuscire a perdonare gli errori, bisogna raccontarli e prendersi le proprie responsabilità.
Lo spicy in questo libro è più dolce, è più consapevole e romantico rispetto al primo volume, e per questo l’ho preferito di gran lunga; ho sentito in quelle poche e dosate scene più trasporto e coinvolgimento dei protagonisti. Senza che perdesse la sua vena sporca, sì, possiamo dirlo.
L’autrice in questo libro affronta diverse tematiche molto importanti, dimostrandoci come la forza di volontà e il supporto di chi amiamo sono la chiave per tutto. La coppia mi è sembrata solida fin dalle prime pagine, e, nonostante tutti i problemi, non l’ho mai percepita in pericolo. Nel giro di pochi mesi i nostri cuccioli sono cresciuti e sanno bene come affrontare le situazioni più difficili.
Per trarre un bilancio definitivo su questa dilogia, devo dire che è stata una lettura intensa, piacevole, e che consiglio di fare agli amanti del genere MM. Non ho empatizzato troppo con i protagonisti, perché tanto diversi da me, distanti, e spesso vittime di dinamiche che non apprezzo e che in alcuni punti ho ritenuto eccessive e estremizzate, a tratti irreali. Non li ho sentiti sotto la pelle, perché mi hanno fatto troppo arrabbiare, e non mi è stato concesso di poterli perdonare. Io sono un bimbo di Noah, un cucciolo di Knox. E non vedo l’ora di sentir parlare di questi due ragazzi, che anche se con poche battute hanno saputo prendere spazio all’interno del mio cuore in subbuglio.