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380 pages, Kindle Edition
First published January 1, 2025






"Per anni li hanno citati insieme, come una cantilena. Erano quelli di Rosati*, i pittori popolari, nella duplice accezione: famosi e al contempo figli del popolo. Non dominavano solo la scena dell’arte, ma anche quella della mondanità, erano i pittori comunisti che folleggiavano con le principesse, bocconi succulenti per i paparazzi, giornalisti da rotocalco, inventori di nuove mitologie pagane. E loro non si sono sottratti, hanno fatto tutto alla luce del sole mettendo in pratica la loro idea di libertà, vivendo a rotta di collo, disinvolti e sfacciati, ma con in testa una priorità, che per tutti e tre ha sempre e solo riguardato la pittura. I critici più sofisticati li hanno blanditi, i mercanti li hanno spremuti, i collezionisti lo hanno braccati. Loro hanno guadagnato soldi, in certi anni profusamente, mai però abbastanza per il loro reale valore. A ogni modo hanno finito per sperperare tutto, come se sempre nel loro inconscio prendesse il sopravvento l’idea che la ricchezza è il vero scandalo dell’uomo.”





“Una sera, dopo aver vagato per Via del Babuino, raggiungono la chiesa di Santa Maria in Montesanto. Schifano indica il palazzo che sovrasta il caffè Canova, la luce tenue dell’ultimo sole stende sulla facciata una gradazione caldissima e millimetrica, un vago color petalo di rosa apricot che dà l’impressione che i palazzi siano di velluto. - Guarda quel colore - dice ad Anita. - Guardalo bene, Se c’è una cosa che puoi trovare solo a Roma e da nessun’altra parte è quel colore. E quella luce, così morbida e diffusa. I fotografi la chiamano «l’ora d’oro». È un gioco che fa il sole quando è all’angolo più basso del cielo e i suoi raggi attraversano una quantità maggiore di atmosfera prima di colpire la superficie terrestre. La puoi vedere ovunque, ma qui si scioglie nelle tinte dei palazzi dei tetti, ne, travertino e nel laterizio a cortina. Per questo è un colore così speciale. Solo che quella luce e quell’oro durano pochissimo, cinque minuti, poi tutto svanisce e al suo posto arriva «l’ora blu», quella dell’ombra e del crepuscolo, l’ora che anticipa la notte fonda.”
(In progress, perché la lettura di questo romanzo ha stimolato tante altre ricerche e ogni tanto tornerò ad aggiungere qualcosa)
*[io tra Rosati e Canova, istintivamente ho sempre preferito Rosati, e ora, nonostante non sia una pittrice e il Liceo Artistico di Ripetta lo abbia solo sfiorato nell’anno conclusivo e integrativo, capisco perché]