Una sera Claudia, mentre rimugina sulla propria condizione sociale, ordina una pozione alla Doppel. Le pozioni della Doppel promettono di risolvere molti problemi della gente, ma con Claudia le cose non vanno del tutto dritte: il mattino seguente in casa sua c’è anche Atomica, la cui personalità è esattamente il complementare di quella di Claudia. Un suo doppio, ma diversa, yang per il suo yin, e sintomo manifesto di un sacco di guai a venire. Claudia sporge subito reclamo, ma quando l’azienda si attiva per rimediare al problema, forse Claudia ci ha ripensato, forte anche dei consigli di Ulla, la sua migliore amica, una vampira spigliata e sicura di sé. Claudia Petrazzi ha originariamente realizzato questo fumetto come webcomic, a puntate, costruendolo come un moderno romanzo d’appendice, in bilico tra il gotico e il punk, e ora lo ha rimasterizzato per la pubblicazione cartacea, regalandoci uno spaccato generazionale in cui ci scopriremo anche noi un po’ mostri, con molto bisogno di parlare di più con la metà negletta di noi, e inconsapevoli, a volte, dei preziosi alleati che abbiamo già intorno.
Oggi avevo voglia di parlare di un libro a caso. Giuro, a caso: avevo voglia di scrivere qualcosa, ma avevo in mente un altro libro. Poi mi sono imbattuta per caso in Atomi.
Lavoisier diceva “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” e se ciò è vero perché è il principio di conservazione della massa, umanamente siamo particolarmente bravi a rinnegarlo. I libri sono importanti perché parlano di noi e mi sembrerebbe sciocco e ipocrita scrivere usando una generica prima persona plurale: vorrei parlarvi di me, anche se mi sento egocentrica, ma tant’è - è il mio profilo e questo ci troverete. Ho spesso e ostinatamente tentato di silenziare, eliminare parti di me scomode, noiose, deleterie per i miei rapporti con gli altri; il mio psicologo delle volte mi ha parlato in terza persona come se per farmi capire fosse necessario costringermi a guardarmi da fuori e quando l’ha fatto io ho semplicemente pianto e mai risposto alle sue domande - che chiaramente non richiedevano una risposta. Credo che alcune coincidenze della vita portino ad una disgregazione così evidente da aiutare a rimettere a posto i pezzi, sembra caos, ma ti solleva da terra e non sto parlando di un puzzle da ricomporre, di un mobile montato male. Ho in mente qualcosa di colloso che si riattacca naturalmente semplicemente col calore che ci mettiamo dentro, una sostanza fluida che si ricongiunge con la realtà senza smettere di perdere il suo colore - penso adesso che mi si potrebbe contestare che in una libreria una mensola ve ne fa parte ma rimane mensola; però le persone non sono librerie, non sono mensole o pezzi definiti, sono storie - pensieri, paure, paranoie. Sono risate, abbracci e baci, sono tentativi. Questo libro non mi ha insegnato niente di nuovo, il che sembra un male, ma ha fatto una cosa più preziosa: mi è capitato fra le mani proprio nel momento in cui cerco di scaldare tutte le mie parti, mi ha aiutato a vedere dove sto andando, a capire che nessuna delle mie anime sta insieme all’altra se non sono io a deciderlo - che sta a me governare l’amore che mi devo concedere.
“sganciati” mi ha detto lo psicologo la scorsa settimana.
L’ultima parte è sicuramente quella che mi è piaciuta di più, è come se desse il giusto valore a tutto quello che è stato narrato prima, dà quel senso di completezza alla storia che fino a quel momento mi mancava. Il che mi fa sorridere perché la protagonista si sente proprio così: incompleta. Tranne alla fine: alla fine si sente completa e quando si guarda allo specchio non si odia più. E non è una cosa da poco.
Una graphic novel originale per i suoi elementi gotici e di fantasia, mescolati anche al punk, che parla dritto al cuore del lettore perché ci ricorda quanto sia spesso difficile volerci bene e apprezzarci guardandoci semplicemente allo specchio. A volte è necessario osservarci dall’esterno per riuscire ad apprezzare quella parte più negletta di noi, che tendiamo a considerare difettosa, e per capire che in fondo non siamo poi così male: sono proprio tutte quelle piccole parti a fare di noi qualcuno di speciale e unico. Davvero molto dolce e attuale. I disegni sono bellissimi e l’ambientazione gotica mi è piaciuta moltissimo.
un fumetto molto carino che ci fa capire quanto sia importante accettare noi stessi in tutte le nostre sfaccettature. a volte ci sono dei lati di noi stessi che non ci piacciono, che vorremmo eliminare, creare una nuova versione di noi stessi migliore senza questi elementi. poi però ci rendiamo conto che guardandoli dall’esterno, distaccandoci, quei lati di noi non sono poi così male, guardarsi allo specchio può essere ingannevole. e ci rendiamo conto che quella parte di noi è proprio quello che ci rende noi, che ci rende completi e che non potremmo farne a meno, che non possiamo eliminarla, siamo indivisibili, come degli atomi. tutto questo viene raccontato con un’ambientazione molto particolare e originale dai toni gotici e di fantasia, che rende la storia ancora più godibile e unica.
È un percorso di identificazione di sé, attraverso il sarcasmo e le psicopazzie della protagonista (in cui é assolutamente facile ritrovarsi.. telefonare invece di scrivere..what??, incapacità di dire di no anche alla truffa più spudorata, e via discorrendo), con una buona dose di ironia in un'inaspettato contesto horror. Ho apprezzato molto i riferimenti musicali, li ho messi in sottofondo mentre leggevo, sono stati come un viaggio nel tempo. Anche se non conoscevo tutte le canzoni é stato come tornare a sentire sensazioni del passato.. Consigliatissimo
Mi sono innamorata del disegno di Claudia Petrazzi con Clara e le ombre. Continuo ad innamorarsene ogni volta che vedo un suo lavoro, una sua vignetta o illustrazione. È spontanea, sincera e senza fronzoli. Racconta con semplicità e va dritta al cuore.
Una storia profonda con personaggi bizzarri ma adorabilissimi, con disegni fantastici che mi hanno aiutata ad entrare dentro la storia e immedesimarmi nella protagonista