Il cadavere di un uomo, un serpente senza vita e una lingua gli indizi che segnano il ritorno dell’ispettore Gerri Esposito.
In una chiesa rupestre nella periferia di Bari viene scoperto un cadavere. Maschio, mezza età, in posizione supina di fronte all’abside, vestito di tutto punto. Sul corpo, un serpente, anch’esso morto. La terza sezione della squadra mobile di Bari arriva per i rilievi di rito. Manca l’ispettore Gerri Esposito ha preso due giorni di permesso, caso più unico che raro, per svolgere una missione personale e importante.
Al suo rientro, Gerri trova l’ufficio in fibrillazione. L’identità della vittima è sconosciuta e le indagini brancolano nel buio. Vengono identificati altri frequentatori del una giovane coppia di adolescenti che per qualche motivo non vuole collaborare; un uomo misterioso che pare uscito da un altro tempo, dagli affreschi della chiesa, e che non parla e non scrive; una ragazzina che ha perso un libro su cui ci sono i suoi disegni e i versi di una canzone in una lingua sconosciuta. Lingua che accende però una lampadina nella mente di Gerri Esposito, grazie all’intervento della mammana Angela, ormai diventata per lui un punto di riferimento fondamentale, che compare a tratti come una dea ex machina, a metterlo sulla strada giusta. Nel frattempo Gerri deve fare i conti con il proprio passato, che continua a tornare e a scardinare i cassetti blindati in cui lui cerca disperatamente di confinarlo.
Struggente. Io direi solo questo, ma capisco che devo articolare, anche se solo ora ho letto l'ultima pagina. Gerri Esposito è un personaggio oscuro e lucente, per il dolore e il senso di mancanza che si porta dentro, e per la volontà di bene che è la stoffa della sua testardaggine. Per la vicinanza innata coi bambini, certo per il bambino che è stato. Ha l'inossidabile fascino dell'uomo tormentato, Gerri, ma la facciata è trasparente, a guardar bene. E il lettore che si lascia trafiggere è con lui per quel che sta dietro. Si dice che ci siano due tipi di amanti di gialli: quelli che vogliono la trama e si infastidiscono degli approfondimenti psicologici, delle notazioni d'ambiente, della storia orizzontale. E poi ci sono quelli che accettano di buon grado la vicenda gialla purché il resto sia succoso. Io appartengo alla seconda categoria, e amo la costruzione di Gerri e del suo mondo nel tempo, sebbene sia passato troppo, per i miei gusti, dall'ultima storia a questa. Soffro per la sofferenza così ben raccontata e inserita in questa Bari vagamente selvaggia, di pioggia e sole e nuvole sul lungomare. Giallisti italiani ce ne sono, e anche molto bravi. Mi sembra però che l'uso del dialetto, centellinato, l'immediatezza del pensiero, del cambiamento del punto di vista e l'umanità dei comprimari mettano le storie di Gerri una spanna sopra. E comunque, basta: lo si ama.
Bellissima quest'ultima fatica di Giorgia Lepore, forse il caso che mi è piaciuto di più di questa serie. È pur vero che più si conosce Gerri, più lo si ama. In questo caso, poi, l'ispettore ha a che fare con la scomparsa di alcuni ragazzi di un istituto molto simile a quello in cui è cresciuto lui. Ragazzi che forse si sono messi nei guai. Escono fuori nuovi personaggi e nuovi segreti del passato di Gerri, sempre molto misterioso e restio a confessare agli altri tutto quello che ha dovuto passare durante l'infanzia. Peccato che il romanzo sia appena uscito, perché ci toccherà aspettare ancora un po' prima di leggere il prossimo (anche se la serie TV potrebbe essere uno sprone a scrivere più in fretta per Giorgia Lepore).
Ho fatto bene a leggerlo perché, sebbene la serie TV sia tratta dai romanzi, sebbene abbia mantenuto i tratti salienti, il romanzo è un attimo diverso. Appena possibile dovrò recuperare gli altri 2. Avevo letto solo Il compimento è la pioggia, che mi era molto piaciuto ed era stata quella lettura a farmi seguire la serie TV.
Come mio solito, completo la recensione di un libro letto commentandone la versione cinematografica o televisiva che ne è stata tratta. La fiction basata sui romanzi di Giorgia Lepore, "Gerri", mi ha appassionata soprattutto per la bravura degli attori principali, che a mio parere incarnano perfettamente i protagonisti. Secondo me questa serie aveva proprio bisogno di essere trasposta in TV, dato che in tal modo si sono resi più espliciti alcuni passaggi che sulla pagina erano abbastanza enigmatici. Mi hanno lasciato un po' perplessa, invece, i cambiamenti rispetto all'originale. Spero di poterli comprendere meglio in futuro, alla luce degli sviluppi successivi che le sceneggiatrici hanno in serbo per noi spettatori.