“Ogni volta che sentirai la mia mancanza, cercami nella musica” Se sua madre era una compositrice famosa, in vita, la sua morte l’ha resa “infinito”... e ha trasformato Andrea in un’anima tormentata, un guscio vuoto di dolore e malinconia. Costretto a trasferirsi dal padre in Sicilia, si ritrova a lottare contro la solitudine e la nostalgia di un passato irrecuperabile. Qui, tra le calde giornate estive e la musica sparata nelle cuffie, incontra Cristian, un carismatico pallanuotista della sua età che sembra avere il potere di illuminare il suo buio. I due iniziano a condividere momenti di pura connessione, ma la loro relazione deve rimanere segreta. Cristian, infatti, è bloccato dalla paura del giudizio, attratto da Andrea ma intrappolato dalle aspettative della società. Quando l’anno scolastico ricomincia, Andrea scopre con sgomento che Cristian è uno dei “Badboys”, il temuto branco di bulli che imperversa nel liceo. Il leader del gruppo, Enrico, si accanisce su Andrea mentre Cristian, diviso tra il desiderio di difendere l’amore e il timore di perdere la sua posizione sociale, rimane in silenzio. Le aggressioni nei confronti di Andrea diventano sempre più violente, mettendo alla prova la sua resilienza. Ma quando tutto sembra perduto, un evento drammatico costringe Cristian a riconsiderare le sue scelte. Andrea, con il suo spirito indomito, diventa la voce dell’amore e dell’accettazione, sfidando non solo i bulli, ma anche i pregiudizi radicati nella comunità. Riuscirà Cristian a trovare il coraggio di abbracciare la propria verità e mettere in primo piano l’amore per Andrea? E Andrea riuscirà a costruire il futuro che sogna, affrontando le sfide di un mondo che sembra ostile?
🎹"Vento Bianco è il romanzo Dark romance mm scritto da Roberta Leanza,ed è uno di quei libri che ti entrano dentro in silenzio e poi restano lì, a vibrare sotto pelle. Leggerlo è stato per me un viaggio emotivo profondo, spesso doloroso, ma necessario. Mi sono ritrovata in tante emozioni, nei silenzi di Andrea, nei suoi pensieri spezzati, nelle sue domande senza risposta.💙
💙In lui ho visto la fatica di chi cerca di sopravvivere in un mondo che sembra non lasciargli spazio, eppure trova ancora la forza di amare, di sperare, di esistere. Ci sono stati delle parti durante la lettura che mi hanno letteralmente tolto il fiato. La metafora della canzone alla radio, quella sensazione di trovare “la melodia giusta” e non voler più cambiare stazione: l’ho sentita mia.🎹
🎹 È una delle immagini più delicate e vere sull’amore che io abbia mai letto. E poi quel passaggio tremendo, crudele, in cui Andrea subisce la violenza del branco… lì il dolore è reale, pulsante. Non si può restare indifferenti davanti a una scena del genere. La domanda “Lui avrebbe fatto così?” è come un’eco che continua a rimbalzarmi dentro. È lo smarrimento di chi si accorge che l’amore, a volte, fa più male del nemico.💙i 🎹Vento Bianco non è semplicemente una storia d’amore, ma un’immersione profonda nella fragilità dell’animo umano, nella ricerca disperata di un posto nel mondo e nell’intensità di un sentimento che si scontra con una realtà spesso ostile. Roberta Leanza riesce, attraverso una narrazione intensa e viscerale, a farci vivere il dolore, la vergogna, la rabbia e infine la speranza dei suoi protagonisti con una verità emotiva disarmante. Il cuore pulsante del romanzo sono Andrea e Cristian: due adolescenti spezzati in modi diversi, che trovano nell’altro una possibilità di guarigione. 💙 Andrea,arriva in Sicilia con il peso della perdita: la morte della madre,(figura centrale e delicata)lascia in lui un vuoto affettivo che si fa subito esistenziale. La sua identità è in frantumi, si sente spaesato, invisibile, e questo porta ad avere con sé un dolore che non sa nominare, ma che si manifesta nel corpo, nei pensieri, e nei gesti quotidiani.🎹 È un ragazzo che non urla, ma che in qualche modo davanti al branco riesce a farlo, ma è anche un ragazzo che interiorizza, assorbe e si spegne lentamente.💙 Uno dei tratti più potenti di Andrea è la sua vulnerabilità consapevole. Non è un personaggio passivo: è lucido, cosciente della sua frattura interiore, e proprio per questo la sua voce risuona con autenticità.🎹 In lui non c’è teatralità, ma un dolore sottile, costante, mai esibito. Andrea non chiede pietà, ma ascolto. Ed è nella sua fragilità che risiede una forma di forza: la forza di chi non si arrende del tutto, di chi – pur ferito – sceglie di non smettere di sentire. Anche quando sarebbe più semplice anestetizzarsi.💙 Nel romanzo, Andrea vive il suo corpo come un luogo estraneo, segnato non solo dalla violenza fisica ma anche dalla vergogna. 🎹 Il corpo diventa lo specchio di ciò che non può dire: viene toccato, giudicato, aggredito, escluso. Ma è anche nel corpo che scopre l’intimità, il desiderio, la possibilità di essere visto e accettato.💙 Il percorso di Andrea è anche corporeo: dall’essere oggetto passivo di violenza, diventa soggetto attivo di amore. E questa trasformazione, raccontata con delicatezza da Leanza, è uno degli archi narrativi più intensi del romanzo.🎹 Andrea non ha solo un interesse amoroso verso Cristian, ma si innamora di lui come ci si aggrappa alla luce dopo troppo buio. Ma non idealizza: sa che quell’amore è difficile, che Cristian ha paure, limiti, e una maschera da difendere.💙 Eppure Andrea non smette mai di volerlo proteggere. Anche quando viene ferito. Anche quando dovrebbe odiarlo. Questo amore non è dipendenza, ma resistenza.🎹 È una delle forme più pure e reali di affetto nella narrativa queer: non salvifico per magia, ma costruito a fatica, tra silenzi, carezze, incomprensioni e coraggio.💙 Cristian,invece è un personaggio profondamente realistico: non è l’ideale romantico né l’eroe salvifico. È un ragazzo che vive l’attrazione per Andrea come una colpa, come una ferita nell’immagine di sé che la società ha costruito per lui. 🎹 Ciò lo porta ad oscillare tra tenerezza e aggressività, tra desiderio e rifiuto. Ma in Cristian c’è anche una dolcezza profonda, che emerge nei momenti più silenziosi, nei gesti non detti. Quando si permette di lasciarsi andare, mostra quanto il suo amore per Andrea sia sincero.💙 Cristian è barriera e slancio insieme. È colui che teme il sentimento che prova, che reagisce con rabbia o rifiuto per autodifesa, ma che ritorna sempre, perché sa che solo con Andrea si sente libero davvero, anche se ancora non sa come esserlo nel mondo.🎹 La loro dinamica è simbolo di molte relazioni LGBTQ+ segnate da segretezza, sensi di colpa e contesti repressivi. Il finale della storia mi ha trafitto.🎹 È come se tutta la storia fosse stata un crescendo verso quel momento, eppure, quando è successo, non ero pronta. Forse perché in fondo speravo che, nonostante tutto, l’amore potesse salvarli. Che a volte le ferite dentro sono più profonde di quello che possiamo capire. Mi è rimasto dentro quel senso di perdita definitiva, il vuoto che lascia qualcuno che era diventato un pezzo della tua anima. Mi ha fatto riflettere su quanto possiamo dare a un’altra persona e su come, a volte, anche il nostro amore più puro non riesce a fermare il dolore che divora l’altro. Ma mi ha colpito anche la forza con cui Andrea reagisce.💙 La sua disperazione, sì, ma anche la sua consapevolezza che ciò che aveva con Cristian era reale, vero. E anche se il tempo insieme è stato breve, è stato tutto. 🎹 Mi fa pensare a quanto sia fragile la vita, e a quanto sia importante non sprecare neanche un attimo.💙 Mi ha lasciato con una malinconia dolce-amara, ma anche con la certezza che la forza di un amore così non muore mai davvero, anche quando chi amiamo non c’è più. Ho trovato la scrittura di Leanza mai un cliché,lei li lascia umani, sbagliati, bellissimi nella loro imperfezione.💙 La scrittura è intensa e intima, e riesce a rendere tangibile il dolore, la confusione, l'amore e il bisogno disperato di protezione e comprensione. 🎹 Ho percepito ogni stretta di mano, ogni sussurro, ogni respiro affannato. I personaggi sembrano vivi, fragili e forti allo stesso tempo, e la loro storia parla di coraggio, di accettazione e della forza che si trova nell'amore, anche quando tutto sembra spingere contro.💙 In particolare, ho apprezzato il modo in cui viene trattato il tema della violenza e del rifiuto sociale, contrapposto alla bellezza di un sentimento puro, che si afferma nonostante tutto. 🎹 Inoltre alterna momenti di riflessione quasi poetica a dialoghi realistici, carichi di emozione. L’uso delle metafore, come il “vento bianco” che dà titolo al romanzo, suggerisce una purezza desiderata, un bisogno di essere liberi e accettati per ciò che si è.💙 L’autrice sa dosare silenzi e parole, sa quando rallentare e quando colpire con frasi brevi, secche, definitive. Come un pugno allo stomaco o un abbraccio improvviso.🎹 In un tempo in cui la rappresentazione delle diversità è ancora fragile nella narrativa italiana, Vento Bianco è un’opera necessaria. Non è un romanzo scritto per piacere a tutti, ma per essere vero. Parla a chi ha sofferto, a chi si è nascosto, a chi ha amato senza poterlo dire. Ed è per questo che resta. È una lettura che fa riflettere, ma soprattutto fa sentire.💙 E questo, per me, è il segno di una scrittura vera, potente, necessaria. Per ogni fine recensione vi raccomando sempre di leggere i Trigger Warning per una lettura consapevole.🎹
Questa storia è stata uno tsunami di emozioni. Non so neanche quantificarne quante ne ho provate e con quale intensità, ma tutte sono state un pugno allo stomaco! Di certo le emozioni più sentite sono state rabbia: densa, forte e un senso di orgoglio infinito. Orgoglio per il protagonista di questa lettura: Andrea con il quale ho sofferto, gioito, amato, mi sono arrabbiata: con lui e per lui. Una storia che parte già con un colpo al cuore e una commozione infinita sin dall'inizio delle prime frasi, del primo capitolo. È una lettura: cruda, vera che non da via d’uscita, non ti fa scappare, non nasconde ma riesce con le sue parole a catturarti e a buttarti in un mondo che riesce a rimescolarti i pensieri, a portarti dall’altra parte e vedere, sentire cosa la cattiveria umana riesce a infliggere ad un solo individuo, solo perché ritenuto “diverso". Lo fa senza giri di parole, senza fronzoli in modo diretto avvolte delicato altre no, ti sbatte in faccia verità che ancora ora, ancora oggi nel nostro mondo sono vive, reali, sofferte. Questa è la storia di Andrea e sì, anche di Cristian che anche se protagonista fondamentale del racconto, io, metto in secondo piano. Perché anche se raccontata in terza persona, questa, è la storia, la vita, la sofferenza, il dolore, la rivalsa, l’amore, le lacrime e la lotta di Andrea. Avrei voluto un pov di Cristian, per capirlo un po' di più ed essere meno arrabbiata con lui ed entrare più in sintonia con le sue emozioni e i suoi pensieri. Ma andiamo in ordine, vi spiego meglio chi sono questi due. Andrea è un ragazzo che ha perso la madre a 16 anni strappata dalle sue braccia in modo brutale, meschino che troppo spesso ancora sentiamo nei nostri telegiornali. Ha promesso alla madre di essere sempre se stesso nonostante tutto, di fare la differenza, senza perdersi o negando la sua persona. Entrare in una nuova scuola sarà gioia, ma, anche infinito dolore. Qui vivrà le peggiori atrocità, un’omofobia nei suoi confronti che annienta perché cattiva, severa punitrice. Eppure in quella stessa scuola vive il suo primo amore: Cristian. Lui a a differenza di Andrea ha paura, nasconde quella che è la sua omosessualità, scoperta con l’arrivo di Andrea che sconvolge il suo mondo. Il giudizio altrui è qualcosa che nella sua vita pesa tantissimo perché i suoi sogni lo vogliono con una vita “normale”. Si schiera dalla parte dei bulli, per non essere bullizzato e scoprirete man mano, che questo ragazzo porta con se un animo fragile, timoroso e si, vigliacco. La loro storia nasce, cresce e si evolve nascosta dal mondo. Tra alti e bassi, allontanamenti, ritorni e addii, vivranno una storia tanto bella quanto dolorosa. E qui arrivano le note dolenti perché tra queste pagine ho provato una rabbia cieca nei confronti di Cristian che non vi dico! E lo so, che dovrei immedesimarmi in lui, l’ho fatto, giuro! Se devo vederlo in modo obbiettivo, capisco il suo malessere, le sue paure eppure non riesco a farle mie, non come è diventato mio quello che è stato il dolore di Andrea. Avrei voluto un Cristian che fosse stato al suo livello, che avesse amato con lo stesso coraggio con il quale lo ha amato Andrea. Il loro amore è qualcosa di così intenso, viscerale che personalmente mi ha messo un po' paura, nonostante mi abbia fatto sognare. Per amare così ci vuole un coraggio che personalmente non ho, Andrea ha affrontato il buio più nero, a discapito di se stesso pur di proteggere quell’amore. Eppure Andrea è un ragazzino cresciuto troppo presto. Sente la mancanza della madre, ama suonare, scrivere, è un amico sincero e vorrebbe solo avere la possibilità di amare la persona che vuole senza timore. Questa lettura è stata un controsenso dall’inizio alla fine, perché tutto quello che ho provato è stato sempre l’opposto dell’emozione sentita fino a quel momento e così fino alla fine. Andrea è stato rivelazione, mi ha regalato tantissimo e anche adesso che scrivo queste parole, solo ricordare la sua storia mi fa venire un magone in gola che faccio fatica a mandare giù. Perché è una storia che si deve leggere una storia che va urlata al mondo, che ha bisogno di essere conosciuta proprio per il messaggio che porta. Forse non è una storia per tutti perché, insomma, ci sono tante scene, tanti pensieri che fanno venire i brividi in mille modi diversi, perché quando li leggi, sai di leggere verità, cose che avvengono ogni giorno e che molti di noi non vedono o non vogliono vedere per codardia o menefreghismo. Andrea è come uno schiaffo a questo mondo che vive di cattiveria. Cristian invece è una sberla doppia, perché lui rappresenta una sconfitta nella nostra società. Chiudo col dirvi che questa storia ha bisogno del mood giusto. Non è una lettura semplice e non ha una storia leggera tra le sue pagine, quindi chi si immerge in questo libro deve essere cosciente del fatto che sentirà troppo e in modo intenso. Vorrei complimentarmi con l'autrice, nuova penna tra i miei libri, per questo capolavoro. Ringraziarla per avermi dato la possibilità di conoscere questa storia che non immaginavo tale e che non dimenticherò facilmente.
Andrea ha perso tutto il giorno in cui è venuta a mancare prematuramente sua mamma, una famosa compositrice dal cuore d’oro. Costretto a trasferirsi dal padre in Sicilia, il giovane deve abituarsi a una nuova vita ed essere finalmente, come gli impone il padre: un uomo. Durante la sua solitaria estate, tra musica e bagni in piscina, Andrea incontra Cristian. Quest’ultimo è un giovane della sua età con il quale condivide gusti musicali e chiacchiere, fino a diventare buoni amici. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, però, Andrea viene subito preso di mira dal gruppo di bulli che terrorizzano chiunque diventi il loro obiettivo. Perché Andrea non si nasconde, va avanti a testa alta e vuole mantenere a tutti i costi la promessa fatta alla mamma Costanza: essere sempre sé stesso ed essere libero di farlo, nonostante le difficoltà. Il ragazzo, infatti, è obbligato a sopportare un outing forzato, fatto dagli altri al posto suo, che lo porteranno però a dover sopravvivere alle angherie gratuite dei Badboys della scuola che non esiteranno un secondo a utilizzare insulti omofobi e violenza fisica di ogni genere. L’unica luce per Andrea, sembra essere Cristian, almeno fino a quando scopre che anche colui che credeva un amico, fa parte di quel gruppo di bulli che vorrebbe piegarlo al suo volere. La forza e la determinazione di Andrea, riusciranno a essere di ispirazione per Cristian nell’affrontare le difficoltà della vita per poter essere sé stessi? Oppure le paure prenderanno il sopravvento togliendo ai due ragazzi qualsiasi possibilità di un futuro insieme? A voi lettori lascio queste domande su cui riflettere, prima di immergervi tra le pagine di Vento bianco. È la prima volta che leggo la penna di Roberta Leanza, che ringrazio di cuore per la fiducia e per avermi inviato la copia cartacea della sua opera pubblicata da Pleasure Edizioni. Si tratta di un Dark Romance M/M, a tratti un romanzo di crescita e di formazione, con una buona dose di speranza e tante paure, di perdita e amore. Una scrittura a tratti poetica e coinvolgente, fa immergere il lettore nella vita di Andrea, un giovane alle prese con le sfide della vita in un Paese dalla mentalità fin troppo ristretta. Costretto ad affrontare da solo un gruppo di bulli omofobi e violenti, Andrea non ha nessuna intenzione di farsi spezzare da loro, né tanto meno di farsi dire chi deve essere o come deve comportarsi per essere accettato dalla società. Un libro veramente doloroso, che suscita diverse emozioni. Preciso anche che la lettura è consigliata a un pubblico consapevole, viste le numerose scene di violenza descrittiva con atti di bullismo e stupro. Spesso nel corso della lettura mi sono sentita frustrata e adirata, perché avrei voluto stringere Andrea fra le braccia e proteggerlo da tutti i soprusi e le cattiverie gratuite, così come schierarmi al suo fianco contro tutto e tutti. L’autrice ha dato vita a un intreccio emotivamente sofferente con due protagonisti fatti di carne e ossa, con pregi e difetti, con insicurezze e paure. Assistere al loro viaggio è stato davvero straziante, sofferente e, a tratti, commovente. Tra i due ho sicuramente preferito Andrea. Di lui ho ammirato il suo coraggio e la sua determinazione. Al contrario, Cristian non mi ha proprio fatta impazzire, non sono riuscita a perdonare i suoi errori con Andrea. Entrambi sono certamente ben caratterizzati e il percorso che hanno davanti è lungo e tortuoso. Altro tema che troviamo in Vento bianco è il rapporto genitori-figli. Difatti, ho trovato il padre di Andrea una figura totalmente assente e inutile, un uomo circondato da ogni agio reso possibile dalle disponibilità economiche della famiglia, che allontana ancora di più il figlio imponendogli di comportarsi da uomo. Un padre che non si sforza nemmeno di comprendere o ascoltare il proprio figlio, a cui vuole solo imporre la propria autorità, fregandosene della salute e del benessere di Andrea. Ho provato parecchia rabbia nel vedere certe dinamiche, anche se ahimè, piuttosto comuni. Insomma, Vento bianco è una storia in grado di scatenare diverse emozioni, un viaggio lungo e tortuoso dal nome vita che Andrea affronta giorno dopo giorno e anno dopo anno. Se siete alla ricerca di un Dark Romance M/M che vi faccia emozionare e soffrire un po’, sino a raggiungere un lieto fine, allora è ciò che fa per voi. Per me sono 4 stelle!
Ringrazio di cuore l’autrice per questa #collaborazione.
Vento Bianco è un romanzo che ti arriva dritto nello stomaco. Un racconto profondo e delicato, ma anche crudo e doloroso, sull’adolescenza, sull’amore, sull’identità, la famiglia e l’amicizia. È una storia che nasce dalle macerie e dai traumi, ma che sa trasformare il dolore in coraggio, e la solitudine in forza.
Andrea ha da poco perso sua madre ed è costretto a trasferirsi a vivere con un padre che non lo ha mai voluto. Si ritrova in una casa fredda, in una città sconosciuta, in una scuola dove non trova alcuna accoglienza. Il fatto che sia omosessuale lo rende facile bersaglio di bullismo feroce, e viene emarginato e maltrattato in ogni modo. Il suo unico spiraglio di luce da questo vortice di violenza è Cristian, un coetaneo, con il quale intraprende una relazione amorosa segreta perché proprio lo stesso Cristian fa parte, per convenienza e sopravvivenza, al gruppo dei bulli della scuola. Un amore struggente e tormentato come solo i primi amori possono esserlo, un racconto doloroso sul bullismo e sull'omofobia, la storia di un ragazzo che ha scelto di dire, sempre, "no" alla violenza e sempre "sì" a sé, un racconto sul coraggio di essere se stessi, ecco cosa troverai in Vento Bianco.
Vento bianco per me è stato un libro difficile, doloroso, che mi ha fatto impressione più volte per le tematiche raccontate che io, personalmente, sento vicine. È importante dirlo chiaramente: Vento Bianco non è una lettura per tutti. È un dark romance con scene esplicite di violenza, sia fisica che psicologica, raccontate senza filtri. Ci sono scene parecchio forti, per cui consiglio di essere preparati alla lettura. Vento bianco è il racconto di un'adolescenza difficile, di Andrea, il protagonista, che si ritrova a vivere una situazione disperata e complicata, in un mondo crudele e meschino. Ma anche la storia di coraggio, di resilienza e di amore. Il percorso di Andrea è una vera montagna russa emotiva: ho sofferto, mi sono indignata, ho sperato, mi sono commossa e infine, ho sorriso. Il suo personaggio è complesso, sfaccettato, fragile ma determinato, e l’autrice ha fatto un lavoro di introspezione davvero magistrale. Soprattutto anche quando una particolare scelta di trama (non dico per spoiler), che non sono riuscita ad apprezzarla e a comprendere, tutto quello che viene raccontato è perfettamente in linea con l'idea di Andrea e con il messaggio che l'autrice ci vuole trasmettere. per quanto fosse facile ricadere nel racconto di una pornografia del dolore, mai, nemmeno per un attimo, ho percepito una spettacolarizzazione del dolore. Anzi. La sofferenza viene narrata per essere compresa, non per essere esibita. E questa è una differenza enorme.
Per quanto mi riguarda, a livello di trama, una cosa che avrei voluto leggere è il proseguimento delle storie dei personaggi secondari, in particolare Enrico e Riccardo, che hanno avuto un ruolo determinante nella vita di Andrea. Mi sarebbe piaciuto vederli esplorati maggiormente, conoscere meglio i loro percorsi.
Il punto di forza del libro è sicuramente la scrittura di Roberta. il suo modo di scrivere e raccontare storie è molto delicato e profondo. il suo stile è molto ricercato senza che però risulti pomposo. Sono certa che Roberta continuerà a regalarci storie importanti, che fanno riflettere e soprattutto sentire. E io non vedo l’ora di leggerle.
Chi sono? Chi dovrei essere? Forse non ci sono risposte. Forse ce n’è una sola. Sii te stesso. Sempre e ovunque
Esprimere cos'è stato per me questo romanzo non è facile, è stato uno tsunami che dava altezza sempre più ampie alle onde che mi sono piovute addosso travolgendomi senza chiedere scusa e lasciandomi annegare in sentimenti che hanno inaridito il mio cuore fino a sentirmelo stritolare. La sofferenza è la protagonista di Vento Bianco, più dello stesso amore che ha albergato fin da subito nell’animo di Andrea e di Cristian. Il primo, nonostante la violenza non ha mai perso il suo coraggio, è stato parte integrante del suo essere, così forte da condividerlo con le paure e le fragilità del secondo. Il secondo, pur non potendo stare lontano dal primo, non ha saputo mai superare le sue paure. Quanto può essere paziente l'amore dopo tentativi e tentativi che hanno solo portato dolore e tanta cattiveria? Ci sono persone che credono fermamente in se stessi, persone invece che si lasciano schiacciare dalle loro colpe, dai loro errori e, soprattutto, dal non avere fiducia nel proclamare ad alta voce ciò che sono. Un romanzo che ho letto in un sol giorno perché non potevo aspettare che ne trascorresse un altro per sapere cosa ne sarebbe stato di questi due ragazzi. Il mondo si sta sgretolando, la gioventù ha bisogno di conoscere i veri valori e di non essere carnefice dei propri coetanei e accettarsi per ciò che si è senza nascondersi dietro un falso bigottismo. Un'autrice che ha saputo mettere su carta alcuni tra i temi più scottanti di sempre che ancora oggi tengono lontano alcune persone perché timorose di presentarsi per quello che sono e alcuni atteggiamenti che vuoi per un motivo vuoi per un altro sono all'ordine del giorno sempre più raccapriccianti che stanno facendo diventare marcio ciò che dovrebbe brillare. Vento Bianco non è solo una storia romanzata. è la vita dei giovani che hanno bisogno di sentirsi amati sempre e non da soffocare nelle loro paure.
Io tengo in vita te, tu tieni in vita me.
Potrà essere sufficiente per andare avanti? Può una semplice frase, ma pregna di tanta verità sostenere cuori fragili e bisognosi?
Non ci sei più, ma ti tengo con me. Ora so che esisti. MAGNIFICO !!!!!!!!!!!
Questa è la storia del coraggio che si innamora della paura. Questa è la storia della libertà che vuole essere rinchiusa. Questa è la storia di tante persone. Troppe. Dimenticate. Non ascoltate. Lasciate in un angolo ad attendere, cosa non si sa... Questa è la storia di calci che ti tolgono il respiro, che ti distruggono un pezzetto alla volta, che ti svuotano e fanno a brandelli ciò che sei. Questa è la storia di un amore... che non salva, non ripara, di sentimenti puri sporcati dalla società, dalle etichette, dall'idea di cosa è giusto e sbagliato. Dal terrore di essere derisi, umiliati, giudicati... UCCISI per quello che si è, per chi si ama.
Questa è la storia di un dolore straziante, che ti entra dentro alle vene come veleno e ti toglie la vita lentamente. Come uno spettatore, non puoi far altro che guardare, soffrire, piangere e sentire che dentro stai morendo, ma nessuno viene a rimettere insieme i tuoi pezzi. Perché questa storia è così reale e vera che sai che un sorriso può solo farti crollare su te stesso come un grattacielo. Che una carezza ti può solo distruggere e uno sguardo ti può uccidere.
Questa è la storia di Andrea, che non ha rinunciato a sé stesso. Che ha amato con tutto sè stesso. Che ha messo a rischio la sua vita per essere libero. Un anima fragile che ha avuto attorno persone che non l'hanno capito. Che non l'hanno ascoltato. Andrea.. che è musica che vola nell'aria. Quella musica che ogni volta che la ascolti ti emoziona e ogni parola ti graffia, ti scorre sulla pelle.
Ma questa è la storia anche di Cristian. Che non è riuscito a liberarsi di una mentalità sbagliata, che ha dato più importanza alla facciata, non comprendendo che era con il suo cuore che doveva fare i conti. Che a modo suo ha amato. Ma che la gabbia che si è costruito intorno si è stretta sempre di più. Fino a soffocarlo.
Non so se le mie parole vi siano arrivate. Una cosa però la so... su di me ha lasciato una cicatrice profonda. Che continuerò a guardare ogni giorno. Per ricordarmi di Andrea, di Cristian, di chi voglio essere, di come voglio essere, e di ciò che voglio insegnare alle mie figlie.
[dalla pagina IG rossella_la_divora_libri] Questo romanzo mi ha devastata emotivamente ma mi ha anche fatta sentire più ricca e consapevole di realtà che troppo spesso dimentichiamo. Non è un libro per tutti, è doveroso dirlo: alcune scene sono veramente forti e dure, esplicite e senza fronzoli, ma oserei dire essenziali per capire Andrea e il suo mondo, perciò è indispensabile leggere i T.W. La vita del diciassettenne gay Andrea è un'odissea in cui si alternano tantissimi momenti di dolore, inframmezzati da attimi di gioia quasi rubati, piccoli intensi momenti di felicità che lo tengono in vita insieme ai dolci ricordi e insegnamenti della madre musicista morta da poco, evento dopo il quale il ragazzo di trasferisce in sicilia dallo pseudo-padre. La musica ha un grande ruolo nella storia, come compagna perenne di Andrea, legame con la madre e mezzo per sopravvivere alle brutture del mondo. La storia segreta con Cristian è anch'essa fonte di piccole gioie e enormi sofferenze, perchè il ragazzo vuole che si pensi sia etero e fa parte della stessa gang di bulli omofobi che tormenta Andrea. Come vedete, le premesse non sono delle migliori e le tragedie sono dietro l'angolo praticamente ad ogni capitolo. Ma Andrea, gente, è un eroe. E' uno che non molla mai, non si arrende, combatte, lotta contro i pregiudizi, la violenza che subisce quotidianamente, gli abusi, la crudeltà di tutti compreso il padre. Ma non sempre la sua forza basterà a sostenere il peso di ciò che gli accade, tante volte penserà di mollare, e noi soffriremo insieme a lui in modo indicibile, perchè l'autrice è stata brava, anzi, bravissima a raccontare. Non è tutto buio: il libro è diviso in tre parti che raccontano tre distinti momenti della vita di Andrea con tutte le sue evoluzioni, e qualche mano amica si affiancherà al nostro piccolo grande uomo che non sarà più del tutto solo ad affrontare il mondo. Nonostante la fatica di leggere alcune scene senza disperarmi, non posso che consigliare questo romanzo, che mi ha colpita profondamente e davvero stupita. Ringrazio
Da tempo non finivo un libro come Vento Bianco con il cuore così pieno di emozione, riflessione e gratitudine🥹 Roberta ha costruito non solo una storia, ma un’esperienza che resta dentro, capace di scuotere, far pensare, commuovere e aprire nuovi orizzonti. Questo romanzo è una lente poderosa attraverso cui guardare le ferite della nostra società, le diseguaglianze, le incomprensioni, le solitudini che spesso ignoriamo. Non si limita a raccontare: esplora, interroga, accompagna il lettore in un viaggio che sa essere al tempo stesso universale e profondamente intimo. Ci sono momenti in cui la narrazione ti costringe a fermarti e respirare, perché ciò che leggi non è soltanto parte della trama, ma parla anche di te, della tua vita, delle persone che ti circondano. La scrittura di Leanza ha un ritmo intenso, ma mai affrettato: ogni parola è scelta con cura, ogni frase lavora per costruire un’atmosfera che cattura e trascina. Le descrizioni sono vivide, capaci di evocare immagini, suoni e silenzi, e i personaggi sono tratteggiati con un realismo che li rende veri, vicini, complessi, fragili e forti insieme. Non ci sono stereotipi o facili semplificazioni: ci sono esseri umani che sbagliano, soffrono, sperano, e in cui inevitabilmente ci si riconosce. Leggere Vento Bianco significa aprire gli occhi su problematiche spesso taciute, ma anche aprire il cuore a nuove prospettive. È un libro che ti insegna senza pretendere di insegnare, che sa parlare con rispetto e profondità, che ti accompagna più che guidarti. Alla fine restano la rabbia per le ingiustizie, il dolore per le mancanze, ma anche la speranza che nasce da ogni piccolo spiraglio. Quando ho chiuso l’ultima pagina, ho sentito chiaramente che questo è uno di quei casi in cui non è solo il lettore a finire il libro, ma è il libro a finire il lettore, a lasciare dentro un segno che non si cancella. Per tutto questo, non posso che dire grazie a Roberta: Vento Bianco è un’opera preziosa, intensa, indimenticabile, e merita senza esitazione tutte le cinque stelle.💙🥀
La storia di Andrea e Cristian è una storia di un primo amore tormentato, fatto di errori incancellabile, di ferite nell'animo e nel corpo che restano visibili anche a distanza di tempo ma è anche e soprattutto una storia di denuncia (verso la crudeltà esercitata dal branco nei confronti di chi viene percepito come diverso, verso determinate dinamiche di potere e di status che rendono alcune persone intoccabili in virtù del ruolo che ricoprono in società) e di coraggio. Il coraggio di Andrea che la vita ha messo alla prova sin da quando era un ragazzino, strappandogli la madre, l'unica persona che lo avesse amata incondizionatamente in maniera crudele. Andrea tuttavia riesce ad apprendere gli insegnamenti, i consigli materni, e diventano la sua forza, una forza che gli consente di combattere contro le angherie e le violenze che subirà: tutto perchè non vuole rinnegare la sua sessualità, vuole poter essere libero di amare e di vivere il suo amore alla luce del sole. La sua strada si incrocia con quella di Cristian, un ragazzo che in passato è stato vittima di bullismo e che per non dover più subire ha scelto di diventare lui stesso parte del sistema, passando da vittima a carnefice.
Cristian ha paura del mondo esterno e non riesce a dare ad Andrea quello che lui vorrebbe. Pur senza volerlo gli fa del male fisico e non, ma nonostante tutto il primo pensiero di Andrea è rappresentato dal non prendere decisioni che facciano del male a Cri.
Mentre leggevo ero più volte convinta che i sentimenti di Andrea fossero molto più intensi rispetto a quelli di Cristian ma proseguendo con la lettura mi sono resa conto che ognuno amava l'altro secondo quello che era il suo 100% e nel finale del libro Cri salva Andrea e gli dimostra il suo amore perchè con la sua decisione gli permette di essere libero di amare di nuovo e di raccontare la verità su ciò che è successo anni fa.
Ho amato veramente tanto questa storia e spero che possiate dargli un'opportunità. Ovviamente essendo un dark controllate i trigger warning.
Vento bianco 💨🎹🎶🎧💧❤️🔥 💙La storia di Andrea è travagliata, dal momento che nella sua vita si alternano momenti di calma e tempeste disarmanti. Ha dovuto affrontare tanti ostacoli, tra cui il bullismo, sia fisico ma anche verbale, il lutto della madre e molto altro ancora. Ho sofferto insieme a lui quando riceveva insulti o peggio, solo perchè non si è mai fatto piegare dalla società e dagli standard che impone. Lui ha un carattere forte, ma è anche ironico e ha sempre la risposta pronta. Lui è vento bianco, perchè non si è MAI fatto cambiare. L’ho amato in tutto e per tutto. 💔Mi si è spezzato il cuore nel vedere Enrico, Antonio, il padre di Andrea, i bulli, la preside e tutti gli altri trattarlo così male o non fare nulla per aiutarlo. Allo stesso tempo però, mi ha anche aperto gli occhi e fatto riflettere, perchè purtroppo questo non avviene solo nei libri, e piu persone dovrebbero agire davanti a qualcosa che ritengono ingiusto, superando le loro paure. 🎧L’amore tra Andrea e Cristian è certamente tormentato, ostacolato dalla società ma anche dalla paura. Mi è piaciuto anche molto lo stile dell’autrice nel descrivere questo rapporto attraverso metafore che mi hanno fatto riflettere…a distanza di giorni ancora ci penso. 🫂Il rapporto che Andrea ha instaurato con Riccardo e Raffaele è indescrivibile, perché anche se ognuno lo ha aiutato in maniera diversa, senza di loro sarebbe andato alla deriva. Ho molto apprezzato questi due personaggi! 💥La fine! Cosa non è? Non me la sarei mai aspettata, ma sotto un certo punto di vista l’ho trovata adeguata per questo tipo di libro. L’epilogo è stata la mia cosa preferita in assoluto! Finalmente Andrea si è riscattato ed è rinato…se lo meritava! ✍️Lo stile è pazzesco, le pagine scorrono e la storia ti tiene incollato. Assicuratevi di leggere prima i TW ma questo è un libro che consiglio davvero a tutti! ❤️E ricordate, non vi accontentate mai del blu, ma prendete ogni colore della tela
RECENSIONE A CURA DI ELVINO 1831 Questo è uno di quei libri che finita la lettura ti fa pensare e riflettere per molti giorni ancora su quello che hai letto, i personaggi che hai imparato a conoscere quasi fossero persone reali, con cui hai finito di interagire poco fa, i temi affrontati, le scelte operate da ognuno degli attori, da tutto quel coacervo di emozioni, gioia, felicità, amore, realizzazione di sé, paura, vergogna, odio, rabbia, malinconia e se ne potrebbero aggiungere ancora molte altre, con cui i protagonisti vengono a contatto, lasciandosene ammantare, modellare, trasportare, travolgere, un libro che nonostante uno possa non trovarsi d’accordo con le scelte operate dai protagonisti non può in alcun caso lasciarti indifferente. Andrea è all’inizio del libro un giovane ragazzo di sedici anni, figlio di Costanza una talentuosa compositrice e pianista, che lo lascerà orfano una mattina di fine giugno, dopo essere stata mortalmente aggredita da un suo fan a Milano. Il nostro protagonista, che fino a quel momento, aveva vissuto si può dire quasi in simbiosi con la madre, si ritroverà completamente solo, con il suo lutto e il suo dolore, dovendo abitare col padre Antonio in una città della Sicilia, un uomo che durante lo svolgersi del romanzo dimostrerà tutta la sua meschinità e piccineria, e nonostante la sua profonda ferita, non smetterà mai di credere nella vita come forza inarrestabile e rigeneratrice e in se stesso. Un pomeriggio di agosto neanche due mesi dopo aver perso la madre, alla fine di una lezione di nuoto, incontra Cristian, un giovane pallanuotista, e da quel momento davvero nulla sarà più come era stato prima per lui e per l’altro giovane. Continua sul nostro blog!
Non ho parole per descrivere questo libro, per cui mi risulta difficile scrivere questa recensione. La storia di Andrea e Cristian, è molto piú che una semplice storia d'amore tra due ragazzi. La loro è una storia piena di dolore, insegnamenti e crescita. Di ribellione, coraggio e amore. Quando sono arrivata all'ultima pagina, mi sono sentita vuota, ma piena di consapevolezza. Con questo libro sento di essere cresciuta molto. Ho imparato che nella vita bisogna avere coraggio, che l'amore non è solo baci e carezze, ma anche rischio e dolore.
Andrea è un personaggio che mi sta molto a cuore. Ho amato la sua gentilezza, la sua capacità di andare avanti nonostante tutto e, soprattutto, il suo modo di trasmettere sé stesso agli altri. "Sono gay e ne vado fiero" Questa è la frase che mi è rimasta incisa nel cuore. "Sono fiero di essere me stesso" È questo quello che vuole trasmettere la storia di Andrea. In qualsiasi caso, bisogna continuare sempre ad essere sé stessi. Non dobbiamo permettere a nessuno di cambiarci, di pretendere qualcosa che non siamo. Bisogna combattere. Sempre e ovunque.
Questa è una storia che va oltre l'omofobia, il bullismo e i vari problemi dell'adolescenza. Questa è una storia che spiega i veri valori della vita. Libertà, rispetto e consapevolezza.
A tutti coloro che si sentono come Cristian o Andrea, non abbiate timore di denunciare. Parlate, ribellatevi. E ricordate che non siete soli. Mai.
Ringrazio con tutto il cuore la scrittrice, per essere stata in grado di spiegare l'inspiegabile. Spero che questo libro possa arrivare in alto come merita.
Oggi vi porto la recensione del libro “ Vento bianco” il mio dark Romance MM. Andrea ha 16 anni, ma all’improvviso la sua vita cambia con la scomparsa della madre, obbligando a trasferirsi dal padre da cui non ha mai provato la sensazione di essere accettato . L’unico legame che aveva era con la madre, una famosa pianista così la sola consolazione è “ la musica”. Nel momento in cui si trasferisce dal padre in Sicilia avrà un incontro speciale, che darà una speranza anche nelle giornate più buie. Christian, ha la stessa età di Andrea ed è un giocatore di pallanuoto, affascinato dal mondo di Andrea, ma non è alta e tanto forte da affrontare i pregiudizi della gente. Condivideranno momenti di gioia, purché rimanga segreta. Il nostro Andrea cerca in tutti modi di difendersi dalla triste realtà senza mai piegarsi. Un giorno le aggressioni diventano più crude e forti, tanto da farmi piangere rabbia e di dolore più volte, lacrime amare, anche perché è come vedere ciò che anche realmente nella realtà succede. A volte volevo essere un amica lì per aiutare in qualsiasi modo Andrea. voglio ringraziare l’autrice per aver scritto questo meraviglioso capolavoro toccando temi delicati in maniera perfetta. Ho amato tantissimo Andrea, ma non ho odiato Christian. Importante, mi raccomando leggete i Tw poiché questa storia insegna cosa sia l’amore in ogni sua forma e che” Ovunque e sempre” si può trovare la luce. Voto 5/⭐️ 4/💧3/🌶️
avete presente l’immagine di un cavallo che corre al galoppo su di una spiaggia? Ciò che suscita in me è forza, dominio, paura e libertà, dove il rumore delle onde si mescola potente al ritmo della sua corsa libera. Questo è “Vento Bianco” di Roberta Leanza.
Ho corso disperata alla ricerca di aria, perché ciò che Roberta descrive è qualcosa che puoi incontrare giornalmente e i miei sentimenti erano come in una giostra impazzita.
Andrea, il protagonista di questo romanzo, è un essere puro, la vita, gli accadimenti, tentano più e più volte di spezzarlo, di cambiarlo, di fargli credere di non essere giusto, ma lui ha una forza che sua madre, con il suo amore assoluto e la musica, gli ha inciso nel cuore.
Forte di questo, combatte ogni battaglia che gli si presenta, con dignità e coraggio.
Cristian è un ragazzo che non ha questa intraprendenza e per quanto sia affascinato ed attratto dal mondo di Andrea, ne ha anche terrore.
recensione completa continua su PeccatriciLibrose.blog @PeccatriciLibrose.com buon viaggio ❤️ La vostra Fly
!! LEGGETE I TRIGGER WARNING!! LEGGETE I TRIGGER WARNING!!! Tra le righe dell’estate siciliana ho incontrato Andrea e Cristian due anime che si legano prima in un amicizia e poi in qualcosa di più ma che purtroppo rischia di non durare. Il libro di Roberta mi ha trasmesso delle emozioni molto contraddittorie tra di loro : Gioia e dolore, Simpatia e odio ma un'emozione che è rimasta la stessa per tutto il libro è l'empatia per Andrea. Mi sono ritrovata dentro il suo personaggio e certe situazioni le ho sentite dentro, Andrea è stato un amore a prima pagina.. gentile, solare e che si accetta per quello che è, ma soprattutto è una persona che dice sempre di NO quando qualcuno vuole sottometterlo alle sue regole ed opinioni. Questo è un libro Dark Romance ma se posso, per me, questo è tutt'altro e non in senso negativo. Per me Vento Bianco è stato un viaggio su se stessi, un libro dove si rinasce anche se ci vuole un po' di tempo, un racconto che ci impara, anche se con molti traumi, a lasciare andare le persone che ci fanno male.
Vento bianco: un amore nascosto alla luce del sole ma che vive nel buio più profondo. Andrea e Cristian sono due giovani ragazzi che si incontrano per caso e col tempo imparano a conoscersi e ad amarsi. La situazione però cambia quando inizia l’anno scolastico e Andrea dopo la morte della madre è costretto a trasferirsi in un’altra città e in un’altra scuola. Cristian farà parte di un gruppo di bulli che prenderà di mira Andrea per il suo orientamento sessuale. All’ombra però i due continuano a vedersi, finché un giorno non cambierà tutto all’improvviso. Come finirà tra Andrea e Cristian? Riusciranno ad amarsi liberamente? ma soprattutto cos’è successo quel giorno al giovane Andrea? Per scoprire tutto questo bisogna leggere VENTO BIANCO, un libro dalle tematiche forti, tra bullismo, violenze abusi e lutti. Un libro doloroso e devastante che cambierà la vostra prospettiva della vita.
Vento bianco è stata una lettura delicata e struggente. Ho seguito Andrea nel suo dolore e nella sua ricerca di rinascita, e mi sono lasciata travolgere dalla sua fragilità. La scrittura è poetica, intima, e ho percepito ogni emozione come se fosse mia. Non è una storia leggera, ma una di quelle che ti rimangono dentro e ti fanno riflettere sul peso dell’amore, della perdita e del coraggio di ricominciare.
𝐕𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 è una storia di immensa sofferenza, dolore, tristezza. Un ragazzino di sedici anni che subisce ogni sorta di violenza, fisica e psicologica. Non solo da persone "estranee", ma anche da chi dovrebbe amarlo e che invece non riesce a proteggerlo e diventa il suo stesso male, al posto di difenderlo, di combattere per lui e con lui. Qualcuno accanto a lui c'era. Eppure Andrea era davvero solo contro il male. Solo contro chi avrebbe voluto privarlo della sua libertà, della sua essenza, della sua umanità. Solo contro un mondo cattivo, che fa paura, che ferisce, che fa sanguinare. Lui, però, nonostante tutto, non ha mai smesso di lottare per restare 𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰, come aveva promesso a sua madre, che ritrova sempre in quella musica che gli dà conforto e gli permette di sentirla vicino, anche se non è più con lui. Anche quando essere libero gli impediva di essere felice, lui è sempre rimasto fedele a se stesso, alla sua promessa. E non è mai stato egoista, anzi, ha agito sempre per proteggere chi amava, nonostante 𝘭𝘶𝘪 fosse una delle cause del suo male, anche quando significava rinunciare a fare ciò che sarebbe stato meglio per se stesso. Andrea è un'anima pura, un raggio di luce che buca l'oscurità di questo mondo sporco e corrotto, una speranza, un esempio da seguire, qualcuno da ammirare. Per la sua forza, per il suo modo di amare incondizionatamente, anche quando quell'amore fa male, per la sua capacità di perdonare, nonostante tutto, di proteggere, di restare sempre buono, nonostante il dolore, nonostante lo abbiano corrotto, sporcato e violato in maniera atroce e disumana. Nonostante il ragazzo che tra le mura della sua casa rappresenta la salvezza, il bello in un mondo brutto, rinneghi il loro amore e si renda complice del male che gli viene scagliato addosso senza scrupoli. E forse ha sbagliato anche lui, a non fare ciò che andava fatto e che lui stesso spronava gli altri a fare, per salvarsi, per trovare la giustizia in una società ingiusta, ma lui voleva solo proteggere il suo amore, il ricordo di quei momenti felici che lo avevano tenuto a galla in un mare in tempesta, a un certo punto. Lui voleva solo tenere al sicuro ciò che restava di quell'amore che non avrebbe mai visto la luce del sole, nonostante avesse combattuto con le unghie e con i denti per provare a portarlo fuori dalle mura in cui si nascondeva. Voleva solo... Tenerlo in vita, anche se lontano da lui.
Poi c'è Cristian, appunto, che è vittima e carnefice allo stesso tempo. Il mio rapporto con questo personaggio è difficile, perché non riesco a perdonarlo per ciò che ha fatto ad Andrea e per ciò che 𝘯𝘰𝘯 ha fatto per lui, ma allo stesso tempo non ho potuto fingere di non vedere il suo malessere, la sua paura, il suo senso di colpa lacerante. Se Andrea è stato sempre forte, Cristian è la controparte debole, incapace di reagire, di lottare per la sua libertà, per il suo amore. Andrea è quello che non si è mai piegato, neanche quando lo hanno irrimediabilmente spezzato. Lui ha scelto di essere libero, fiero. Si è sempre rialzato, anche quando apparentemente non aveva più le forze per farlo. Ha scelto di non cambiare per compiacere gli altri, perché essere se stesso era l'unica cosa che realmente contasse. Cristian, invece, ha accettato di piegarsi, di comportarsi come 𝘭𝘰𝘳𝘰, come i bulli, pur di salvarsi la pelle. Eppure, diceva di essersi sottomesso a quel sistema marcio perché non sarebbe stato abbastanza forte da sopravvivere a ciò che gli avrebbero fatto ma, allo stesso tempo, la sua scelta lo ha logorato dall'interno, divorandolo fino a non lasciarne più nulla. Perché lui, in effetti, non si è mai ripreso da tutto ciò di cui si è reso complice e la sua redenzione è arrivata, ma nella maniera più dolorosa possibile. Non è facile. L'ho odiato e non lo perdonerò mai del tutto, ma allo stesso tempo ho sofferto anche per e con lui. 𝐕𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 è una storia di dolore, tristezza, solitudine, paura, rabbia. Ma è anche un messaggio di speranza, di resistenza e resilienza. In un mondo in cui il male sembra aver preso il sopravvento su tutto e su tutti, bisognerebbe davvero prendere esempio da Andrea, dalla sua forza, dalla sua bontà, dal suo modo di battersi sempre per le cose giuste.
È stato un libro estremamente difficile, questo è innegabile. Spesso mi è capitato di dover interrompere la lettura e prendermi del tempo per calmarmi, perché le lacrime e il dolore al cuore mi impedivano di proseguire. Perché Roberta parla di una verità a cui non vorremmo credere, con la spietatezza che contraddistingue quelle situazioni, eppure lo fa in un modo che arriva dritto al cuore, che incide, che abbatte muri e scuote con la forza di mille terremoti. Ha lasciato un segno indelebile dentro di me. Crudo, brutale, ma estremamente vero. Ed è stato proprio questo, a mio parere, a renderlo così impattante e indimenticabile.
Andrea è un ragazzo che ha visto la propria vita frantumarsi. Non solo da un giorno all'altro, quando ha perso la madre, ma anche nel corso del tempo. È stato dolcissimo ogni volta che la pensava per trovare la forza di vivere un giorno in più. Non so se definirlo spericolato o coraggioso, e diverse volte non ho approvato le sue scelte, ma ciò che è certo è che ha due palle cubiche. Prova un amore che supera la ragione e il buon senso, e anche se non puoi fare a meno di fargli ondeggiare davanti agli occhi un'immensa bandiera rossa, lui non può vivere senza. Ci prova tante volte, ma ogni volta ci ricasca. E non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che l'amore l'ha reso davvero cieco. L'ha incatenato e lo ha massacrato nei modi più brutali.
Cristian, il suo ragazzo, l'ho trovato addirittura più spietato dei bulli (o criminali, perché dire "bullo" è troppo riduttivo, sinceramente). L'ipocrisia e il suo egoismo sono stati difficili da digerire. Ho sussultato ogni volta che i suoi occhi si riempivano di lacrime e la sua bocca di parole vuote.
Anche gli adulti sono stati vergognosi, ma una menzione speciale vorrei dedicarla a Riccardo: la luce più luminosa di tutte che, con la sua presenza, ha riscaldato più e più volte non solo Andrea, ma anche me. A mio avviso, il personaggio più prezioso in questo mare di crudeltà❤️
L'abilità dell'autrice nel saper descrivere ciò che prova Andrea, riempiendo le pagine di pathos, balza subito all'occhio. E, contrariamente a ciò che mi aspettavo, nel finale mi ha completata. Non ho nessuna intenzione di rivelare se sarà un lieto fine o no, però... sì, mi è piaciuto molto 🌸 . .
⚠️ Una parentesi, perché ci tengo a dire una cosa importante che spero raggiunga anche solo una persona che sta vivendo nel buio e non riesce a uscirne: PARLA. Non tenerti le cose dentro, nemmeno se non ti credono o sviano il discorso. Parla, urla, se necessario! Ci sono persone disposte ad aiutarti, anche se ora non le vedi 🙏