Tanto tempo fa, nessuno ricorda più quando né perché, Alfred fu messo alla gogna per lesa maestà. Sopravvissuto a quaranta re, Alfred è sempre lì, bloccato nella gogna, e vive degli ortaggi ammuffiti che la gente si diverte a lanciargli. Alfred è ancora un giovane ragazzo, in preda a una rabbia incontenibile e col corpo tormentato dai dolori. È un campione nel gridare insulti a tutti i passanti e, soprattutto, ai re. Poi un nuovo re sale al trono e una cameriera di nome Rebecca comincia a recarsi da Alfred tutti i giorni, per lavarlo, dargli lezioni di buone maniere e parlargli del mondo al di là della piazza, di luoghi che Alfred ha dimenticato.
Il libro affronta temi come l’ingiustizia, la paura e la disumanizzazione del condannato, con una scrittura essenziale e tagliente.
Nonostante la potenza della storia e la riflessione che ne scaturisce, qualcosa non mi ha convinta del tutto. Il ritmo è lento, a tratti ripetitivo, e l’approfondimento psicologico dei personaggi avrebbe potuto essere più incisivo.
Una lettura interessante, ma che non mi ha coinvolta come avrei sperato. Tuttavia, resta un libro che lascia il segno e invita a riflettere anche i più piccoli sul concetto di giustizia.
” “Et kongerige uden en konge er ikke et rigtigt kongerige,” svarede Alfred. “Og en konge uden en by er ikke en rigtig konge. Og en by uden et torv er ikke en rigtig by. Og et torv uden en tosse er ikke et rigtigt torv. Så vi har vist alle sammen brug for én, der står og galer op.” ”
Alfred har siddet i gabestokken under de sidste mange konger, og ingen kan længere huske, hvorfor han blev sat i den. Han er en sand mester i at råbe fornærmelser efter de forbipasserende og særligt efter kongen, men alt forandres med den nye konge og tjenestepigen Rebecca, der begynder at besøge Alfred på torvet...
På humoristisk, underfundig og tankevækkende vis er ’Alfred og gabestokken’ et moderne eventyr om kærlighed, om at være anderledes, om at have svært ved at finde sig selv og sin plads i fællesskabet og om at turde sige sandheden – og råbe op.