Può un grande speculatore in costante volo attorno al mondo fagocitare completamente le giornate di un inquilino di cui ignora persino l'esistenza? Uno scrittore in crisi creativa e matrimoniale insegue la frase per cominciare un nuovo libro, ma tutti i tentativi di afferrarla si disperdono inesorabilmente in un tragicomico reticolo di elucubrazioni sul suo attuale padrone di casa, un magnate dell'immobiliare che vive su un jet privato senza quasi mettere piede a terra. Tutte le ipotesi, anche le più sconclusionate, si mescolano tra loro come un sogno a occhi aperti: convertirlo al pauperismo, assassinarlo, servirlo fedelmente. Con questo romanzo Bremer rivendica il diritto e la capacità della letteratura di comprendere il mondo attraverso la lente straniante della fantasia. La speculazione edilizia raccontata attraverso fantasmagorie e ossessioni allucinate ed esilaranti.
Uno scrittore, padre e marito, in crisi su tutti e tre i fronti, è il coprotagonista di questo bel libro di Jan Peter Bremer (il suo esordio). Crisi che si acuiscono quando l’appartamento dove vive con la sua famiglia viene acquistato da un fantomatico imprenditore americano (l’altro coprotagonista), costantemente in orbita sopra le loro teste a bordo del suo aereo privato e intenzionato a sfrattarli dalla stabile comodità abitativa e famigliare conquistata. Lo scrittore si rinchiuderà tra le quattro mura delle sue fantasie e delle sue paure, tra pavimenti che si inclinano, vecchie dirimpettaie da spiare, e una lettera da scrivere proprio a quella persona che sta cercando di sconvolgere oltremodo la sua vita; un personaggio dai contorni sfumati, ma onnipresente nel suo ruolo di avido distruttore. Un lungo monologo (con più piani di lettura), a tratti delirante e in altri quasi doloroso, animato dall’impossibilità dello scrittore-protagonista di fare alcunché, sempre più convinto che ogni sforzo sia destinato a perdersi nell’ennesimo e inutile passo falso, e via così, fino a ritrovarsi magari a dover ricominciare tutto daccapo, dal punto di partenza.